domenica 21 luglio 2019

Il deserto fiorisce!

Prendo dal diario di Thomas Merton questa citazione,
che subito comunico.  Mi ha colpito come quell'altra
frase sintetica di don Giussani "L'uomo è mendicante di Cristo;
Cristo si è fatto mendicante dell'uomo".
Merton scrive così : "Credete che io abbia una vita spirituale?
No, io sono indigenza, silenzio, povertà, solitudine dato che ho rinunciato
alla spiritualità per trovare Dio,  Che è Colui che predica forte nella profondità
della mia indigenza e dice: "Poiché io farò scorrere acqua sul suolo assetato ,
torrenti sul terreno arido" (Isaia  44,3).          ---
Qual è il mio nuovo deserto? Si chiama compassione.  Non c'è luogo desertico
 così  tremendo, così bello, arido e fecondo come il deserto della compassione. 
E' il solo deserto che davvero fiorisca come i gigli. Diventerà una fonte, germoglierà e sboccerà   godendo della gioia".   (p. 119)
Cos'è la compassione? Come si può viverla?
Io prendo il tuo fardello (il peso della tua vita); tu prendi il mio fardello.
Come la compassione fa fiorire il deserto?
Io condivido una tua gioia; tu condividi una mia gioia.
Il dolore condiviso, diminuisce di peso. La gioia condivisa, aumenta di peso.
Ma  sono soprattutto il silenzio e la povertà interiore a far crescere le relazioni.
Inflazione di discorsi e di parole fanno il contrario: allontanano il cuore e le menti!
                     il don

venerdì 19 luglio 2019

Divertimento a sbafo.

Se non si è capaci, in un mese,  di rinunziare ad una festa tra amici,
o ad una cena, o ad un divertimento abitudinario.  Se non si capaci
di dedicare anche un solo giorno, tra i trenta di un mese, a se stessi,
a rimanere soli per ricomporre l'unità tra anima e corpo, si può dire
di aver perso la libertà, di essere schiavi di un comportamento di massa.
Perché star soli con se stessi?
Per ricomporre l'unità tra corpo e anima, perché sono una cosa sola!
Per rifare le relazioni nuove; perché le relazioni si logorano, e il giudizio
finisce col prevalere sull'accoglienza, ed il chiasso ed il rumore sull'ascolto
attento.  Infine si entra in un gioco di copertura dell'immagine, e si finisce per
perdere ogni sincerità e trasparenza.
Per ricominciare a vivere relazioni autentiche, almeno tra cose:
1. coltivare la vita interiore
2. coltivare uno sguardo d'amore più che di giudizio
3. ascolto della coscienza più che salvare l'immagine.
           Risalire la corrente, come i salmoni!
  il don

venerdì 12 luglio 2019

SPRECO e CONFORT

La via americana dei bisogni: il materialismo dal quale ci si lascia
dipendere! 
Si perde la libertà interiore di pensare, di pregare, di lavorare, di amare;
e si finisce dipendenti dalla cose.
Per avere il confort, occorre comprare e sprecare tante cose.
Si perde così il senso della relazione personale!
Non si è più disposti a perdere tempo per ascoltare, per comprendere,
per accogliere senza giudicare, per condividere.
Per riguadagnare la propria persona, occorre imparare quella che Blaise Pascal
diceva il fare fronda.
Cos'è il fare fronda?  E' la libertà di affermare la Verità, quando la massa o la
maggioranza pensa omologata. E' un pensare ed agire prendendo le distanze
dal pensare e agire comune!
                                                           il don

lunedì 8 luglio 2019

EVASIONE

L'evasione è una via di fuga, non d'investimento.
La via di fuga vive di rendita: il soggetto persona evade dal pensare,
dal formarsi una visione di vita, dal raggiugere obiettivi non omologati
ai cliscé della massa.  L'evasore s'illude di poter risolvere ogni problema col compromesso, con la furbizia, con la menzogna, col suo saper fare.
La via d'investimento richiede un  intervento a cuore aperto e intelligenza in azione:  la cura dell' interiorità e delle relazioni.  Occuparsi dell'altro, e non di se stessi,  vince la malattia della soddisfazione narcisista; in più apre uno scenario nuovo nella propria vita.
Investire in relazioni, più che in mattoni: questo è l'investimento del presente e del futuro. Si scopre che lo spirito valorizza al meglio la materia; non la disprezza, perché non è manicheo; non la esalta, perché non è un arido materialista.
Colui che evade, non ha ancora fatto i conti sino in fondo con la condizione di prigionia.  Colui che investe, anche nella condizione di prigionia o di esilio, non perderà la libertà di pensare, di credere, di agire in autonomia.
          il don

venerdì 5 luglio 2019

HIKIKOMORI

Li chiamano così: Hikikomori.
Chi sono costoro?
Sono ragazzi e ragazze che si sono autoreclusi in una stanza di casa, per anni interi:
l'unico contatto con l'esterno è internet.
E sono decine di migliaia, solo in Italia!
Qualcuno tenta una diagnosi del fenomeno:
reclusi in una stanza, per la vergogna dell'immagine del corpo!
O piuttosto, direi, perché nessuno ha trasmesso loro che
"corpo e anima sono una cosa sola" ?
Perché  delle nuove malattie dell'anima, non si dice niente,
pur sapendolo?
Non sono mica malattie senza un nome e senza una terapia!
C'è piuttosto di mezzo un sentire comune di indifferenza e di lasciar perdere:
uno stile borghese della classe media,
la quale preferisce evasione e stordimento piuttosto che l'analisi e la risoluzione
di un problema.
                                              il don