Venturi non immemor aevi - Il futuro non dimentica il passato
Il passato significativo torna ad essere presente nel futuro. Nessuna riforma, e persino nessuna rivoluzione comincia da zero : mentre crea uno sconvolgimento in alcuni ambiti, in altri continua il corso di un fiume sotterraneo.
Il futuro non va considerato come un ingenuo : tiene conto delle promesse non mantenute dal passato. Perchè le ferite del passato possano cicatrizzare, occorre che il futuro sappia progettare un nuovo inizio, non dimenticando però che la realizzazione del progetto allo stato finale è una contemplazione (theorein) che si distingue dal vedere il progetto allo stato iniziale (idein).
L'adattamento tradisce l'essenziale della tradizione ?
Il futuro richiede un adattamento del passato ai cambiamenti del presente. Ciò che i conservatori hanno sempre rimproverato agli innovatori ( riformatori o rivoluzionari che fossero) è di perdere l'essenziale a favore dei cambiamenti urgenti dell'epoca. Ma occorre dire che non si perde nulla nè di dottrina nè di morale se lo scopo del cambiamento non è l'adattamento alla novità del tempo, ma un'adesione all'Ideale (il Vangelo) più radicale, che non s'identifichi con le forme esteriori.
Il futuro non è l'Eterno
Il futuro non è esente da involuzioni o da errori. La differenza tra il futuro ( che con il passato e il presente si muove nella condizione del finito ) e l'Eterno ( che non può non essere l'infinito ) la si trova sulla soglia della morte. L'Eterno è infinitamente diverso dal futuro, che non avendo varcato la soglia della morte rimane nel paradigma finito del tempo. L'Eterno rimane mistero : come l'infinito può essere intuito, ma rimane un non-vissuto prima di aver varcato la soglia della morte.
Possiamo aspettarci una realizzazione piena dell'Ideale dal futuro o dall'Eterno ?
Per quanto lo spirito possa tendere alla realizzazione dell'Ideale, non potrà vederla compiuta se non dopo aver oltrepassato la soglia della morte. Per la persona umana non si tratta soltanto dell'ostacolo della vita biologica (questa è destinata alla morte e alla corruzione) alla realizzazione dell'ideale; anche la psiche opera un qualche determinismo del passato-presente sul futuro. Se non si supera la soglia della morte, non si può passare dal tempo nell'Eterno.
Vivere per l'Eterno è radicalmente diverso che vivere per il futuro : ciò che fa la differenza è il distacco dalle cose, dalle persone e da se stessi. Quando si vede un ritorno alla violenza, alla guerra, alla lotta tra miseria e ricchezza, è logico pensare che nel futuro c'è il passato che ritorna. Cos'è un'Europa invasa dalla domanda delle droghe se non una civiltà che si è smarrita nel tempo ? Solo chi vive per l'Eterno può amare senza tornaconto : ogni perdita di ciò che è nel tempo è un guadagno per lo spirito. Il futuro potrà anche essere catastrofico, ma lo spirito considererà l'Eterno come il traguardo del percorso umano. Ed è l'amore per l'Eterno che potrà superare la catastrofe, anche quando fosse inevitabile.
don Carmelo Guarini