Il rischio apre il futuro e va oltre le sicurezze nelle quali si rifugia il sistema
" Il rischio è bello", diceva Platone nel Fedro. Narrare il bello è investire nel futuro, superando la depressione derivante da un sistema immobilista che non promuove rinnovamento per la paura di perdere le sicurezze del potere.
Per l'AI la teoria non serve più, bastano i big data
Il paradigma del calcolo è portato all'estremo : il sistema rafforza il suo potere di dominio. Narrare la teoria serve per scoprire la necessità del rischio nella ricerca.
Husserl, quando scriveva intorno all'anno 1900 " La filosofia come scienza rigorosa", ammetteva un senso di inferiorità che la filosofia sentiva nei confronti delle altre scienze. Nel 1935, quando scriveva " La crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale " mostrava che la filosofia aveva ritrovato il suo specifico, cioè l'essere istanza critica rispetto alle altre scienze.
Il rischio della scelta e del progetto : il divenire della macchina e dello spirito
Forse la prospettiva più interessante riguardo al pensiero filosofico la troviamo in " La gaia scienza " di Nietzsche, dove la visione atea è presentata non nella forma del "senza Dio", ma nella forma del "Dio è morto". C'è una perdita, che non significa necessariamente un guadagno. Il futuro, in prospettiva, richiede di ripensare le origini. L'Incarnazione e la Passione di Dio in Gesù racchiude l'evento fondante del cristianesimo : se ora Dio è interamente nell'Uomo, la perdita che Dio fa di sè nel suo offrirsi all'umanità, diviene non solo un guadagno per l'uomo ma anche per Dio. Questo Nietzsche non lo dice; la sua posizione nei confronti del cristianesimo rimane ambigua, non ultima l'idea di concepire la pietà cristiana come un atto di debolezza.
L'idea più interessante nel pensiero filosofico di Nietzsche rimane il suo aver preso posizione per lo spirito piuttosto che per la tecnica. Il rischio vale la partita : lo spirito è ciò che può rendere l'uomo più umano, addirittura superumano, mentre la tecnica lo ridurrebbe a oggetto. In definitiva, la filosofia farebbe sì che l'uomo divenga sempre più soggetto di pensiero e di azione.
don Carmelo Guarini