Il fallimento del dono di fronte al calcolo è ineluttabile ?
Colui che è andato incontro al fallimento del dono una prima ed una seconda volta, la terza volta capisce che non è sbagliato il donare ma la mancanza di reciprocità nel dono. Il distacco è ciò che consente di ricominciare a donare indipendentemente dal risultato ottenuto. Il distacco rende capace il donatore di comprendere ciò di cui ha bisogno il donatario : il dono varia a seconda che il bisogno sia materiale o spirituale, psicologico oppure operativo, di solitudine o di relazione.
La diminuzione della speranza nel ricominciare può essere compensata dal dono che si fa distacco
Il dono del donatore può divenire un peso ulteriore per il donatario, quando il donatore non ha centrato il bisogno del donatario. Il passaggio dal dono al calcolo può costituire in qual frangente una grave tentazione: per il donatore che non riesce a vedere il ritorno del dono, per il donatario che rimane ancorato al calcolo. Lo stesso donatore allora è tentato di passare al calcolo piuttosto che continuare nel difficle percorso del dono.
Senza la reciprocità tra donatore e donatario il percorso del dono si esaurisce
Lo stesso meccanismo che consente lo sviluppo del calcolo ( ossia quanto più cresce la competitività, tanto più grande diviene il profitto) lo troviamo nello sviluppo del dono ( in questo caso il meccanismo avviene nel senso inverso : quanto più è generoso è il dono, tanto più il donatore dev'essere distaccato da esso). Il donatario giunge alla convinzione della reciprocità in base alla testimonianza simultanea di distacco e di generosità da parte del donatore. Questi vien privato della soddisfazione narcisista che il fatto del donare comporta; in tal modo egli finisce con il guardare soltanto all'approfondimento della relazione.
Il distacco è la chiave del dono reciproco
L'avventura della vita non può svilupparsi se viene a mancare l'interesse. Come potranno conciliare distacco e interesse sia il donatore sia il donatario? Ognuno dovrà portare il proprio interesse al calcolo incommensurabile, che coincide col dono; l'interesse non potrà rimanere a metà strada. Con il distacco, l'interesse non viene annullato ma potenziato al massimo sino a che non diviene interesse incalcolabile. Nel dono reciproco la pratica del distacco finisce per condurre sia il donatore sia il donatario al guadagno reciproco più che alla perdita.
don Carmelo Guarini