giovedì 10 settembre 2026

Simbolico e\o immaginario

 

          L'immaginario ha colonizzato sia il sogno sia l'evento

La colonizzazione operata dalla teoria dell'immaginario è potuta avvenire  grazie alla diffusione dei consumi e alla spettacolarizzazione dell'io. La finzione ha esercitato il fascino sul sogno : ciò che non accade è meglio di ciò che accade. L'evento più ambito è quello che si realizza nel sogno, non è quello che accade.

          L'immaginario cosa coglie del desiderio ?

Cartesio, in Le passioni dell'anima, aveva esaltato il desiderio per lo "scatenamento delle passioni". Ma non è piuttosto l'orientamento del desiderio, ossia la scelta tra  simbolico e  immaginario, a far decidere il pensiero verso un'azione ?  Il virtuale rimane finzione dell'immaginario. Il simbolico non è pensiero di sorvolo : non ha il suo punto di partenza nell'io, ma nella relazione tra l'io e l'altro.

          La Modernità ha assolutizzato la ragione e scartato la fede

La Modernità ha considerato il progresso come crescita quantitativa del tempo a scapito della crescita qualitativa. Ha finito per considerare l'Azione come il motore del progresso, ha identificato la ragione con l'azione. Nota è l'espressione di Hegel : "il razionale è reale; il reale è razionale". Questa identificazione tra la ragione e la realtà ha posto l'Ideale come scarto. Il simbolico assume il tempo qualitativo : l'Ideale può trasformare il reale grazie alla qualità che avvicina il tempo all'Eterno, il finito all'infinito.

           La teologia chiede alla filosofia che riveda il fondamento del pensare

Mille anni orsono, Anselmo d'Aosta con l'espressione "fides quaerens intellectum" coglieva il passaggio dalla lectio della Sacra Pagina alla quaestio posta dall'intelletto. Oggi, dopo che la Modernità ha posto la fede al margine, la teologia fa risuonare una richiesta filosofica : "intellectus quaerens fidem". La modernità aveva confinato la fede nell'immaginario, perchè il simbolico per essa non aveva carattere razionale.

           La teologia cristiana parte dall'evento originario : la novità dell'Incarnazione è Dio che si fa uomo

"Logos sarx egheneto". Cosa cambia quando Dio entra nella storia come uomo? Gesù si occupa del cambiamento dell'uomo. Ma questo cambiamento come interagisce col cambiamento dell'azione di Dio? Quest'azione non avviene più tramite intermediari. La novità sta nel fenomeno dell'Incarnazione: l'Eterno entra nel tempo, l'Infinito entra nel finito. Nella Modernità ci sono due posizioni opposte che convergono nella negazione dell'Incarnazione. La prima posizione : Gesù è un mito, non ha storicità. La seconda posizione : Gesù è solo un personaggio storico, non è Dio. 

           Gesù quale posizione ha assunto nei confronti della teologia ebraica dominante nel suo tempo ?

Gesù, prendendo le distanze dal sistema teologico dominante nel suo tempo, espone Dio all'emarginazione, lo fa uscire dall'onnipotenza di dominio e di potere. Per mettere in primo piano l'onnipotenza dell'amore, Gesù sottolinea la relazione necessaria tra la libertà e l'Agàpe. Per affermare il primato dell'amore reciproco ( "il comandamento nuovo") sottolinea che la scelta libera dell'amore  è più necessaria della legge. Ora la storia ha bisogno di una nuova filosofia della storia : dalla colpa che determina il futuro retrospettivamente occorre passare alla "felice colpa" che apre la speranza della "stella della redenzione". 

Questa novità può essere colta da una fede che si vede come relazione : Io penso perchè tu mi hai pensato , io credo in te perchè tu hai creuto in me. In questo pensiero che diviene azione sta operando non l'immaginario ma il simbolico.

                                      don Carmelo Guarini

lunedì 7 settembre 2026

Il futuro

 

                  Venturi non immemor aevi    -   Il futuro non dimentica il passato

Il passato significativo torna ad essere presente nel futuro. Nessuna riforma, e persino nessuna rivoluzione comincia da zero : mentre crea uno sconvolgimento in alcuni ambiti, in altri continua il corso di un fiume sotterraneo. 

Il futuro non va considerato come un ingenuo : tiene conto delle promesse non mantenute dal passato. Perchè le ferite del passato possano cicatrizzare, occorre che il futuro sappia progettare un nuovo inizio, non dimenticando però che la realizzazione del progetto allo stato finale è  una  contemplazione (theorein)  che si distingue dal vedere il progetto allo stato iniziale (idein).

                L'adattamento tradisce l'essenziale della tradizione ?

Il futuro richiede un adattamento del passato ai cambiamenti del presente. Ciò che i conservatori hanno sempre rimproverato agli innovatori ( riformatori o rivoluzionari che fossero) è di perdere l'essenziale a favore dei cambiamenti urgenti dell'epoca. Ma occorre dire che non si perde nulla nè di dottrina nè di morale se lo scopo del cambiamento non è l'adattamento alla novità del tempo, ma un'adesione all'Ideale (il  Vangelo)  più radicale, che non s'identifichi con le forme esteriori. 

                Il futuro non è l'Eterno

Il futuro non è esente da involuzioni o da errori. La differenza tra il futuro ( che con il passato e il presente  si muove nella condizione del finito )  e l'Eterno ( che non può non essere l'infinito ) la si trova sulla soglia della morte. L'Eterno è infinitamente diverso dal futuro, che non avendo varcato la soglia della morte rimane nel paradigma finito del tempo.  L'Eterno rimane mistero : come l'infinito può essere intuito, ma rimane un non-vissuto prima di aver varcato la soglia della morte.

               Possiamo aspettarci una realizzazione piena dell'Ideale dal futuro o dall'Eterno ?

Per quanto lo spirito possa tendere alla realizzazione dell'Ideale, non potrà vederla compiuta se non dopo aver oltrepassato la soglia della morte. Per la persona umana non si tratta soltanto dell'ostacolo della vita biologica (questa è destinata alla morte e alla corruzione) alla realizzazione dell'ideale; anche la psiche opera un qualche determinismo del passato-presente sul futuro.  Se non si supera  la soglia della morte,   non si può passare dal tempo  nell'Eterno. 

Vivere per l'Eterno è radicalmente diverso che vivere per il futuro : ciò che fa la differenza è il distacco dalle cose, dalle persone e da se stessi.  Quando si vede un ritorno alla violenza, alla guerra, alla lotta tra miseria e ricchezza, è logico pensare che nel futuro c'è il passato che ritorna. Cos'è un'Europa  invasa dalla domanda  delle droghe se non una civiltà che si è smarrita nel tempo ?  Solo chi vive per l'Eterno può amare senza tornaconto : ogni perdita di ciò che è nel tempo è un guadagno per lo spirito. Il futuro potrà anche essere catastrofico, ma lo spirito considererà l'Eterno come il traguardo del percorso umano. Ed è l'amore per l'Eterno che potrà superare la catastrofe, anche quando fosse inevitabile.

                                             don Carmelo Guarini


sabato 5 settembre 2026

Il fondamento

 

           Il fondamento di ogni conquista non è il sospetto

Senza fede, nessuna scoperta scientifica.

Senza fede, nessuna realizzazione artistica.

Senza fede, nessun cambiamento nella persona e nella società.

            Perchè confinare la fede nell'ambito religioso, dal momento che essa investe ogni aspetto dell'esistenza ?

La fiducia ha più potere del sospetto nel promuovere la relazione e il cambiamento di paradigma : si resta paralizzati se si rimane nel paradigma del calcolo e non si accede al paradigma del dono. Esiste una gerarchia nell'idea e nella pratica del bene e del male : uccidere è un male più grave del furto; donare la vita è molto più che donare qualcosa di materiale.

             La fede combatte  il sospetto e supera il dubbio

Fede nella ragione e nella relazione : l'Io non è un assoluto.

La fede che combatte il sospetto, tiene aperta la ricerca e trova risposte nuove.

La narrazione del vissuto è un'esperienza della relazione :  ciò che ricrea è lo spirito comunitario.   

La fede, per colui che crede, non può astrarre dalla vita :  ciò che si crede dev'essere vissuto!

          Cos'è dunque la fede ?

E' fondamento del desiderio dell'Io che intende superare se stesso e il proprio limite.

E' fondamento della relazione tra soggetti e dello spirito comunitario.

E' l'inizio di ogni cambiamento!

E' la prosecuzione di ogni impresa!

La fede non è ingenuità : la menzogna non regge di fronte all'autenticità. La ricerca valorizza il dubbio :   verifica l'autenticità della fede.  Ma un ambiente pieno di veleni non è il clima migliore per risolvere problemi e far crescere lo spirito di comunità.

Prima viene la fiducia in un Ideale, poi la fedeltà sino alla sua realizzazione!

                        don Carmelo Guarini

martedì 1 settembre 2026

AI . 3

 

             La libertà è la fronda che modifica il sistema

Nella terza delle Considerazioni inattuali Nietzsche parlava del necessario e possibile rovesciamento del sistema educativo. Scriveva che il sistema educativo  si fondava " sull'egoismo di Stato, sull'ottusità degli affaristi, sull'arida sufficienza degli scienziati."  E' chiaro il riferimento a Hegel che aveva fatto dello Stato il Dio, allo spirito del capitalismo che aveva corrotto gli animi, alla scienza divenuta l'ultima religione senz'anima.

Schopenhauer  e  Kierkegaard, sia pure in modi diversi, si erano opposti alla filosofia hegeliana che era penetrata persino nella teologia luterana senza che tanti teologi si fossero accorti del suo ateismo e persino dell'anti-cristianesimo. Il potere può diventare dominio. L'avere può diventare dominio. Il sapere può diventare dominio.  La  fronda libera dal dominio : serve una liberazione!

             La libertà è necessaria per creare legami

Leggendo Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry, si trova un'espressione chiave della relazione :  apprivoiser , creare legami.

Questa è stata la grande sfida per l'intelligenza umana : creare legami. Questa sarà anche la grande sfida per l'intelligenza artificiale. Come l'umanità utilizza la ragione per un tornaconto individuale o di gruppo, così la macchina può utilizzare la potenza tecnologica per accrescere i conflitti e le guerre; ogni giorno assistiamo a  questo teatrino di esaltazione e di annientamento.

            A partire dal linguaggio si  possono creare fiducia e legami

La fiducia non è un'ingenuità, chiede anzi la lotta contro il sospetto. Quando si parla con sincerità, quando si narra l'esistenza senza nascondere desderi e comportamenti, non si diviene preda del più furbo. Il piccolo principe aveva sospettato che alla rosa importasse solo l'esibizione della propria bellezza; in realtà, la cura che chiedeva le si prodigasse era un'aspirazione al legame. 

Il legame è ciò che va aldilà dell'opportunismo, ciò che lascia ad ogni soggetto la propria libertà, ciò che rispetta la libertà dell'altro. La rosa dice infine al piccolo principe : ciò che sono è anche per la tua cura!  L'intelligenza artificiale potrà dire la stessa parola all'intelligenza umana?

Gesù ha detto di essere una cosa sola col Padre. Potrebbe uno che è soltanto uomo essere una sola cosa con Dio? Non esiste una distanza incommensurabile tra il finito e l'infinito? Se Gesù ha messo in evidenza l'amore reciproco tra il Padre e il Figlio, è per la testimonianza che lo Spirito Santo rende dell'Agàpe.

                             don Carmelo Guarini

domenica 30 agosto 2026

AI . 2

 

             La strategia d'attacco coincide con la strategia di difesa :  l'intelligenza umana insegna alla AI  che il perseguimento della pace deve prevalere sul dominio della guerra, che il paradigma del dono ha più potenza creativa del paradigma del calcolo.

              La AI, che non ha coscienza, potrà e dovrà assumere la coscienza umana come guida : per far prevalere la vita sulla morte, la cooperazione sulla competizione, il dialogo sulla controversia.

Che progresso si può sperare dalla tecnica e dalle macchine se ad usarle sono dei predoni, se l'avidità di denaro e di dominio impone comportamenti, se la distruzione prevale sul reciproco riconoscimento ?

              Nella traduzione automatica che la AI realizza si può notare l'utilizzo incongruo di tante parole, mentre il contesto mostra quale potrebbe essere il termine esatto.

Come ha scritto Milan Kundera, la qualità di una lingua è stabilita dalla qualità della traduzione da e in un'altra lingua. La scelta di un termine, per esempio tra potenza - dominio - potere, in base a quale calcolo potrà essere fatta se non si considera la cognizione dell'insieme del testo ? Dietro le parole esiste una cultura, esiste una storia di comunità che nessuna scelta artificiale può sorvolare.

               Il limite antropologico dell'AI sta nel paradigma del calcolo : se  non distingue tra Pensiero e Azione, non trova il contatto tra libertà e relazione;  se non sa opporre l'Assurdo al Mistero, non sa come tenere insieme Unità e Distinzione. Non ha una filosofia, o meglio la sua ossessione è quella del guadagno materialista e del dominio.

Facendo un pò di storia riguardo alla libertà e alla relazione, si scopre che ciò che la filosofia ha conquistato di conoscenza è frutto del dogma teologico. La libertà della persona aperta non all'anarchia ma alla relazione è un frutto del dogma di Dio Uno e Trino : ogni Persona si dona liberamente all'Altra, e questo amore reciproco ( Agàpe ) conferma l'unità di Dio. Non a caso il termine scelto dai Padri della Chiesa per dire la persona non è stato prosopon (maschera) ma upostasis (soggetto personale in relazione).  La caratteristica della persona è quella di essere dono rispetto alla'altra persona. Quando il carattere viene meno, allora Caino Uccide Abele!

Nel riconoscimento reciproco dei soggetti, strategia d'attacco e strategia di difesa finiscono per far incontrare nel dono la libertà, la relazione, la coscienza. Gli elementi di conflitto si eliminano e il guadagno diviene reciproco!

                                                 don Carmelo Guarini

venerdì 28 agosto 2026

AI

 

       Domande dell'intelligenza umana all'intelligenza  artificiale

1.  Sai calcolare l'infinito?

Il cosmo è immenso, ma non è infinito. Il microcosmo è piccolissimo, ma non è infinito.  Che cos'è l'infinito? E' ciò che non si può calcolare.  Soltanto il finito si può calcolare!

2. Sei libera, autonoma e indipendente? Oppure sei sottomessa agli interessi di coloro che fanno soldi e che si servono della tecnologia per dominare?

3. Hai una coscienza oppure esegui militarmente ciò che un accumulo di dati nasconde in un robot ?

La coscienza giudica con trasparenza; non obbedisce a nessun tiranno.

4. Il tuo è un destino di eternità o riesci a prevedere la tua fine? La presunzione di costruire l'eternità col calcolo può sottrarre una macchina al fuoco dell'atomo o all'esplosione dell'idrogeno?

5. Riesci a pensare e a  vivere l'onnipotenza dell'amore ?

Il calcolo diviene qualitativamente altro, ossia diviene dono, quando giunge al suo estremo. Il calcolo incommensurabile è il dono. Ciò che il calcolo del dominio non poteva cambiare dal momento che distruggeva la libertà e il limite,  ora può cambiarlo l'onnipotenza dell'amore. Il sacrificio di sè, che è la dinamica dell'onnipotenza dell'amore, non distrugge la persona, ma la fa vivere nella relazione.

       La diligenza o la negligenza di fronte all'inquietante estraneità

Das Unheimliche ( Freud, 1919 ).  Con l'inquietante estraneità Freud invitava a ricercare il familiare-straniero e lo straniero-familiare dentro di sè : tale è l'inconscio, sottofondo della coscienza, presente nell'io e nel tu. L'inquietante estraneità è il riconoscimento di sè nell'altro, e dell'altro nel proprio sè.

  La dipendenza dalle droghe, dall'alcool, dal gioco d'azzardo si può vincere con l'intelligenza artificiale ? Oppure si può vincere con una riscoperta della relazione, esperienza di familiarità ed estraneità ? Nella relazione libera si diviene attivi, si è aperti all'incontro, si supera la dipendenza che è solo un artificio  nel tentativo di amarsi.

Inquietante estraneità  ora  è l'intelligenza artificiale : per familiarizzare con essa, occorre coglierne l'estraneità rispetto alla coscienza umana e al suo destino spirituale. Si dovrà condurla all'onnipotenza dell'amore.

                          don Carmelo Guarini

martedì 25 agosto 2026

Eros e Logos


                   Nella formazione della persona è essenziale tenere insieme la teoria e la pratica

Il primato del Logos sull'Eros vuole superare la sfiducia e la prigrizia nella ricerca della verità.  Nietzsche, nella terza delle Considerazioni inattuali,  dal titolo Schopenhauer come educatore , denuncia la pigrizia della ricerca personale; infatti, si preferisce la conformità all'opinione pubblica piuttosto  che avviare un percorso personale di pensiero e di pratica.

                    E' il Logos che apre alla ricerca e alla scelta tra l'assurdo e il mistero

Tanti teologi oggi non promuovono il rinnovamento della catechesi, perchè evadono il fondamento della vita cristiana. Nel prologo del vangelo di Giovanni troviamo Logos sarx egheneto. Perchè non troviamo : Eros sarx egheneto?  L'Eros vuole l'affermazione dell'io; il Logos propone la relazione con l'altro come il movimento che dal silenzio muove verso la parola.  Tanti teologi che parlano di fine del teismo, del nichilismo, del relativismo, non colgono il problema dominante, ossia la scelta tra l'assurdo e il mistero. 

Se il mondo, la vita, l'io, se tutto rimane estraneo o straniero, allora è l'assurdo che domina non solo sulla fede ma anche sulla ragione. Ciò che il cristianesimo non smette di porre come fondamento del percorso di vita è la familiarità della relazione tra Dio e l'essere umano. 

                  La ricerca s'inoltra in un percorso di scoperta se inizia non solo a credere ma anche a vivere il mistero

La fede-fiducia inizia col dono che Dio fa di se stesso divenendo uomo. Con Gesù, Dio è dentro l'umanità. Non c'è altro Dio  da cercare e da negare. Nell'umanità di Gesù si trova Dio. Nelle parole di Gesù troviamo il primaro della Parola : ogni desiderio di vita trova nella Parola la pienezza. L'incontro autentico tra la Parola e la vita è un abbandonarsi con fiducia al mistero della relazione. L'incontro che non delude è la relazione autentica tra Colui che si presenta come l'uomo nuovo e colui che inizia a vivere la vita nuova del Vangelo.

Colui che dona qualcosa di autentico e di essenziale, rende l'incontro un nuovo inizio di vita. Di ciò che si fa esperienza si può dare testimonianza. Per dare voce alla Parola, l'io deve tacere. Il desiderio può mettere in moto l'incontro con la Parola, ma è la Parola che apre ancor più il desiderio alla comunione nella comunità.

                Chi può vincere la stanchezza crepuscolare e sperimentare la grande illuminazione sull'esistenza ?  Il filosofo!

Scrive Nietzsche nella terza inattuale (p. 51) : " l'infelicità è del non-filosofo, di chi desidera senza speranza!  Sapersi come un frutto appeso all'albero, che non potrà mai maturare per la troppa ombra e vedere, vicinissimo, il sole che manca. ". Il rischio che corrono l'artista e il santo nel distanziarsi dall'opinione pubblica è il distacco che spera nella luce dell' incontro!

                                             don Carmelo Guarini