Scriveva Merleau-Ponty nella prefazione a Segni : " A coloro che hanno perduto tutto la Storia toglie ancora qualcosa, mentre continua a darlo a coloro che hanno preso tutto.".
La Storia non pratica la giustizia
Karl Marx aveva detto che " la filosofia non deve interpretare la storia, ma trasformarla ". E tuttavia ha fatto del comunismo un interprete sbagliato della storia. Affermazione rivoluzionaria quella di Marx, e tuttavia deve constatare che la storia non obbedisce alla parola.
Il fondamento teorico e pratico della filosofia e della teologia : la relazione tra soggetti
Autonomia o eteronomia ? Si chiedeva Kant nella Critica della ragione pratica. Ma lo stesso interrogativo potrebbe valere per La critica della ragion pura : il principio primo è la relazione reciproca tra soggetti oppure il totalitarismo del soggetto?
Non esiste l'alternativa tra autonomia ed eteronomia della persona, la quale non esiste se non in relazione all'altra persona. La relazione reciproca sta all'inizio della storia : questa è l'affermazione del Logos. Se nella Storia si afferma il totalitarismo del soggetto, è perchè questi non ha obbedito alla Parola.
La Parola trasforma la Storia : la testimonianza di Thomas Becket (1162-1170: otto anni per vincere col martirio una persecuzione della Storia)
La Parola sfida la Storia proprio sul terreno che la Storia predilige : la ricchezza, il potere, le guerre, il diritto. Negli anni 1162-1170 la Storia mette in scena alcuni attori che devono scegliere tra la fede nella relazione ed il totalitarismo del soggetto che intende dominare da solo. Attori sono: il papa Alessandro III, il re d'Inghilterra Enrico II, il re di Francia Luigi VII, l'arcivescovo di Canterbury Thomas Becket. T. Eliot ha raccontato in Assassinio nella cattedrale il dramma di T. Becket, che non si era voluto arrendere alle pretese autocratiche del Plantageneto : in primo luogo aveva rinunciato ad essere cancelliere del regno quando era stato eletto arcivescovo di Canterbury (il conflitto d'interessi gli avrebbe impedito di compiere nella giustizia l'uno e l'altro compito), in secondo luogo aveva rivendicato l'autonomia della Chiesa rispetto al Regno (il diritto canonico aveva compiuto l'ingente sforzo di superare la discordanza dei canoni). Dopo il ritorno dall'esilio in Francia, quattro cavalieri del regno d'Inghilterra lo uccisero nella cattedrale di Canterbury. La Storia non s'arrende alla Parola se non di fronte alla testimonianza estrema del donare la vita sino alla morte. La fedeltà di Thomas Becket alla Parola ha impresso una svolta alla Storia non solo nel regno d'Inghilterra, ma anche in Francia, nello stato pontificio e nel sacro romano impero, per qualche secolo.
don Carmelo Guarini