sabato 10 ottobre 2026

Sguardo

 

                Come vedo il mondo e l'umanità ?

Vedo la distruzione come il destino ultimo oppure sogno una salvezza? Me perchè il sogno acquisti consistenza, occorre una fiducia infinita. Il finito non basta : viene sempre smentito da un altro finito. Lo sguardo aperto riceve dall'infinito la fiducia nella trasformazione e nella vittoria finale. 

Lo sguardo finito vede che il dolore arresta lo sviluppo e la morte vi mette fine. Il dolore e la morte sembrano distruggere l'amore e la vita. Soltanto l'infinito può donare l'amore e la vita!

               Come vedo il mio destino ?

Vedo la solitudine come una condanna? Oppure faccio della solitudine un'opportunità per entrare nella comunione?

Il mio destino è legato al destino dell'umanità : non ci si salva da soli. Ma la salvezza non è un fatto di celebrità o di riuscita occasionale. Si tratta di guadagnare il dolore e la morte all'amore e alla vita. Dio è questo infinito in grado di salvare tutto :  è l'infinito che può salvare il finito dalla catastrofe.

              L'intelletto dona all'azione uno sguardo spirituale

Quelle che Julia Kristeva ha chiamato le nuove malattie dell'anima (tossicomania, violenza, ludopatia, depressione e ansia, solitudine e rabbia ...) impediscono una risposta adeguata alla domanda d'azione.  Guarire queste malattie è essenziale : pensiero e azione  sono impegnati in questo sforzo, che è anzitutto fare chiarezza. La vita nello spirito : non la violenza ma l'aiuto all'altro;  pregando per l'altro vince la solitudine;  non c'è più bisogno di droghe e di gioco d'azzardo quando s'impara ad amare.

La meditazione quotidiana della Parola di Dio è ciò che permette di fare chiarezza nella confusione del mondo. Dio mi indica il contributo che posso dare alla pace e alla giustizia nel mondo. Un contributo, che può anche rimanere invisibile, ma che non è senza frutto. 

" Non vado in cerca di cose grandi, superiori alle mie forze ... ".    Questa preghiera che il salmo suggerisce è una fiducia in un di più, non in un di meno : l'improbabile e l'impossibile, superiori alle mie forze, possono divenire il possibile grazie all'onnipotenza dell'Amore.  Gesù è venuto a donare  questa fede in Dio! Una fede che non può essere mai disgiuta dall'amore e dalla speranza.

        Lo SGUARDO dell'INFINITO è     INCALCOLABILE,     INCOMMENSURABILE,    NON-MANOVRABILE : è ciò che consente ad un progetto personale di coincidere col progetto di Dio. Il tempo dello spirito salva ciò che lo spirito del tempo ha votato alla distruzione.

                                        don Carmelo Guarini


mercoledì 7 ottobre 2026

Cambiamento

 

                                            Leggere il proprio tempo e la propria epoca

E' difficile dire se siamo alla fine di un'epoca o nel momento che precede l'aurora.  Lo spirito del tempo è diverso dal tempo dello spirito.

L'homo faber e l'homo sapiens ci appaiono come un retaggio del passato.    La previsione di un progresso incondizionato, come nel progetto della Modernità, non è più sostenibile.             E' l'imprevedibile che caratterizza attualmente l'umanità.  Il passaggio all'homo patiens ci appare arduo : non siamo preparati  al sacrificio che esso richiede; l'edonismo è penetrato sin nel nostro intimo, come una seconda natura. Eppure è l'homo patiens che prepara la svolta per l'umanità.

Pensiero e Dolore : questa è la scommessa per il futuro.         Pensare  e soffrire  assumono la caratteristica dell'offerta o del dono.       Si può vincere nel campo del pensiero e della sofferenza se si elimina il rischio della catastrofe, se si sviluppa una vita spirituale, se si riesce a combattere il conformismo dominante. 

                                           Tutto bene !  Così dice il conformista : non c'è necessità di cambiamento.

Quando si vede la necessità del cambiamento? Quando si è presa coscienza degli errori propri e di quelli  altrui. Quando si prende coscienza che manca qualcosa di essenziale. Quando si vede lo scorrere del tempo e l'evoluzione della storia non nell'apparenza ma nella profondità.

I trascendentali, nella nostra epoca, sono la caratteristica della Modernità : calcolo -  misura  - manovra.  Quando si dice : funziona? Si fa un calcolo, si misura, si fa dell'essere umano una macchina.  Le AI hanno potuto svilupparsi perchè hanno trovato il terreno favorevole : una macchina sempre più perfetta è meglio di un uomo imperfetto. Così è scomparsa  la fatica di essere più uomini, di sviluppare l'umano.

Sono stati uccisi perchè volevano cambiare : Olof Palme in Svezia, Izack Rabin in Israele, il mahatma Gandji in India, J.F. Kennedy negli USA, Aldo Moro in Italia, ecc. !    C'è un prezzo da pagare per il cambiamento : il pensiero e il dolore preparano al dono della vita. 

Merleau-Ponty ha parlato di due modelli di visione per il cambiamento.  "Il modello cartesiano della visione è il toccare. Nel Discorso sul metodo, Descartes afferma che "i ciechi vedono con le mani."" .  L'altro modello della visione  è quello pascaliano : si vede attraverso la fede. Ma questi due modelli non sono in opposizione, essi si integrano e si sostengono a vicenda, dato che al momento l'essere umano è finito, non è ancora nell'infinito.  Con la fede può entrare nell'infinito, ma gli rimane sempre il bisogno  di toccare : e Gesù risorto non ha rifiutato di farsi toccare da Tommaso!

Il cambiamento che non possiamo eludere : bisogna scegliere cosa vogliamo diventare. L'umanità si trova al bivio : o lo spirito o la macchina! Ciò che siamo stati in passato è meno importante di ciò che vogliamo divenire in futuro.  GUADAGNARE il DOLORE alla CAUSA del CAMBIAMENTO vuol dire VINCERE VITTIMISMO  e  RISENTIMENTO, RIVALSA e ogni espressione di RIVINCITA. IL DI PIU' CHE SI GUADAGNA : l'AZIONE in SINTONIA col  PENSIERO!

                                      don Carmelo Guarini

giovedì 1 ottobre 2026

Amicizia

 

                        L'amico diviene nemico ( o avversario ) quando trascura la libertà e la relazione di fiducia

L'amicizia lega la libertà propria e quella dell'altro alla relazione di fiducia. L'amico non guarda l'altro come avversario, ossia non utilizza la libertà per un proprio vantaggio ma per la crescita della fiducia reciproca. Perchè l'amico rimanga amico, e non divenga avversario, occorre lasciargli la libertà  e non ritirare la fiducia.                                                                            .

L'amicizia ha questo di grande : la felicità non viene trattenuta per sè, ma viene donata. Solo nel donarsi la felicità rimane, anzi si moltiplica ossia diviene reciproca.

                        L'amicizia coltiva anzitutto il pensiero, perchè l'azione non sia ambigua

L'amico non è colui che cerca di imporsi; è piuttosto colui che dona e lascia libero l'altro di esprimere se stesso. E' nella libertà che si esprime meglio il dono della vita. E' proprio questo che Gesù dice ai discepoli : " Non vi chiamo più servi ma amici. "    E' la fine del rapporto servo - padrone. Dio come amico, non come padrone. Ogni uomo come amico, non come padrone. E' finito il tempo della  schiavitù. Gesù fa entrare la storia nel tempo dell'amicizia.

                      L'amicizia moltiplica gli effetti dell'azione, perchè si è in due ad agire, non si è più soli

L'amicizia con Gesù ha reso efficace l'azione di Paolo e la contemplazione di Giovanni. Due storie di vita diverse; due caratteri diversi. Due modi diversi di vivere il Vangelo.  Ciò che li rende amici è l'incontro con Gesù.  La pratica del suo messaggio li avvicina, ma non li rende uniformi, lascia ad ognuno il proprio.  L'umano viene trasformato e valorizzato in ciò che ha di meglio. La comunità viene vissuta non come sistema di leggi, ma come amcizia, come vita che s'ispira alla relazione trinitaria.

L'amicizia  di Paolo e Giovanni  con Gesù ha due punti forza : la fiducia nella "LIETA NOTIZIA" (che è fiducia nella persona di Gesù) e la libertà dell'amore (che è un di più rispetto alla Legge). Rimane la domanda  : per conquistare il mondo è necessario soltanto fargli la guerra oppure si potrà cambiarlo donando la propria vita? La risposta  è in  Gesù, Via - Verità - Vita.

                                    don Carmelo Guarini

mercoledì 30 settembre 2026

Il gioco

 

                    Il gioco tra filosofia e teologia

L'interesse mette in moto il gioco, ma il momento decisivo del gioco è proprio il dono. Così Klaus Hemmerle, nel suo scritto Preludio alla teologia.

Possono la filosofia e la teologia, invece di rimanere per molti una cosa pesante e inaccessibile, divenire un gioco che suscita interesse ?

                  Esistenza e linguaggio, che riproducono il sistema, non divengono condizione di cambiamento

                                        Il dono disprezzato

                                         L'interesse depresso

                                         Il gioco sporco

 

                                        L'esistenza brucia il cambiamento

                                        Il linguaggio astratto e spaesato

                                        Il buon senso non basta - la tristezza domina

                 La poesia è un gioco : a volte è trasparente, altre volte nasconde, ma dice sempre l'esistenza e l'oltre

Una strofa di Victor Hugo, poeta :

                                        Siate come l'uccello posato per un attimo

                                        su rami troppo fragili,

                                        che sente la fronda piegarsi e canta tuttavia

                                         sapendo di avere le ali.

La vita, o meglio l'esistenza come un gioco, che neppure il dolore o il male possono piegare; l'interesse per la riuscita sa di avere le ali del dono, quello ricevuto e quello da restituire.

                  Una riflessione storica : come il tema del gioco si è sviluppato da Pascal a Teresa di Lisieux

Pascal ha fatto passare il gioco dal divertissement al ressentissement (dal divertimento alla convinzione profonda), superando il ressentement (il risentimento) per la perdita. Ma la convinzione profonda in Pascal è ancora un lavoro che si avvale dello sforzo della conquista. In Teresa il gioco le fa vivere il  dono come uno sforzo senza sforzo. Vivere il Vangelo è divenuto per lei un fatto naturale. Teresa quasi non sente più il dolore e la sofferenza, neppure la perdita della fede la inquieta : le ali del dono senza misura hanno fatto dell'esistenza un gioco, e nessuna perdita  le  toglierà la gioia. 

                                          don Carmelo Guarini


lunedì 28 settembre 2026

Poesia e teologia

 

              La poesia esprime meglio della prosa l'incontro della teologia cristiana 

con la  modernità

Questo è il giudizio che Von Balthasar dava della teologia di san Giovanni della Croce.

Con questa strofa tra l'anima e lo Sposo, san Giovanni della Croce  ammicca al Cantico dei Cantici, il testo più teologico della Bibbia ebraica, come la Prima Lettera di Giovanni è il testo più teologico della Bibbia cristiana.

                                     Buscando mis amores

                                     iré por esos montes y riberas,

                                     ni cogeré las flores,

                                     ni temeré las fieras,

                                     y pasaré los fuertes y fronteras.

La ricerca della relazione d'amore è più potente della sola razionalità. La relazione tra Colui che attrae e colui che è attratto dice qualcosa in più dell'aver fiducia. La relazione d'amore implica l'aver fiducia, ma si spinge ancora più in là sino a farsi dono.

                  La ricerca, in san Giovanni della Croce, diviene fiamma d'amor viva e i sensi lampade di fuoco

Queste due strofe comunicano un'esperienza di relazione, cantano la profondità dell'incontro

                                     Oh llama de amor viva,

                                      que tiernamente hieres

                                      de mi alma en el màs profundo centro !

                                      Pues ya no eres esquiva,

                                      acaba ya, si quieres;

                                      rompe la tela de este dulce encuentro.

Il mancato incontro può dipendere dal fatto che i sensi non siano diventati spirituali, preferendo la tenebra alla luce, e il calore del sole al calore dell'Amato ( Querido ).

                                      Oh lamparas de fuego,

                                      en cuyos resplandores

                                      las profundas cavernas del sentido,

                                       que estaba oscuro y ciego,

                                     con estranos primores

                                      calor y luz dan junto a su Querido.

La ragione umana  manca il bersaglio se non è illuminata da Colui che dona l'amore. Eros non basta ;  il desiderio  trova nell'Agàpe la reciprocità del dono. C'è un creatore del dono, e c'è una creatura che risponde al dono d'amore. La poesia dice gratitudine e lode : il canto è una preghiera al quadrato!

                                don Carmelo Guarini


                                     

giovedì 24 settembre 2026

Una pratica

 

               Il nemico contemporaneo del cattolicesimo è una pratica, non un'ideologia

Il pensiero può fornire un fondamento alla coscienza storica contemporanea : la cultura dominante è caratterizzata dalla prassi, non dalla teoria.  Parole e argomentazione, pro e contro, servono poco in una cultura dominante caratterizzata dal pragmatismo, o meglio servono soltanto nella difesa della propria prassi.

              L'ateismo libertino è una pratica, non un'ideologia

Un pensatore latino-americano, Methol Ferré, lo ha espresso con chiarezza : " L'ateismo libertino non è un'ideologia, è una pratica. Ad una pratica occorre opporre un'altra pratica. ".  Vuol dire che non si cerca un fondamento teoretico o intellettuale al proprio agire, ma si da per scontato che la felicità coincida col "mi piace". In questo modo si esclude il sacrificio, che è il "non mi piace", ossia ciò che è necessario per ogni conquista. Non c'è unificazione interiore senza sacrificio. Non c'è amicizia e relazione autentica senza sacrificio.

              Il sacrificio valorizza il dono, ossia il calcolo incommensurabile

Julia Kisteva, in una conferenza sulla sofferenza, nella cattedrale di Notre-Dame il 19 marzo 2006, ha evidenziato che "la sofferenza di Gesù genera la compassione". Imparare a soffrire e a condividere la sofferenza è l'antidoto alla nuove malattie dell'anima. Tossicomania, ludopatia, vandalismo e violenza, isolamento e abbandono : queste e altre malattie dell'anima possono essere condotte a guarigione da una duplice pratica. Anzitutto da una pratica interiore : unificare la propria vita intorno ad un asse generatore, superando i condizionamenti delle mode e dei comportamenti dominanti. In secondo luogo, la relazione autentica di amicizia va cercata e realizzata nell'incontro dal vivo; l'incontro virtuale sui social è troppo stereotipato per essere vero. Nella pratica dell'incontro si fa una scoperta : si dona all'altro ciò di cui l'altro ha veramente bisogno, non ciò che mi suggerisce l'immaginazione.

              La pratica risolve la situazione conflittuale

Una stranezza nella prassi contemporanea è quella della contrapposizione argomentativa, quella nella quale ognuno difende la propria posizione all'infinito, non volendo giungere alla condivisione. L'ateismo libertino come potrebbe guadagnare la fede in Dio, e più ancora la fede in Gesù, Dio-Uomo?  Con una pratica che unifichi il corpo, la psiche, lo spirito. Se si è presi solo dal benessere del corpo, è perchè la psiche è condizionata dalla propaganda consumistica (sui media e sui social la propaganda occupa tutto lo spazio).  Lo spirito mostra il suo carattere trasformativo quando pratica la meditazione, l'incontro, quando vince l'io egocentrico.

                               don Carmelo Guarini

lunedì 21 settembre 2026

Integrazione

 

                    Dalla globalizzazione all'integrazione europea

Le nazioni europee non hanno capito che l'azione più urgente da compiere  era l'integrazione dell'Europa. Dopo la seconda guerra mondiale  gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica se l'erano spartita. A partire dagli  anni Novanta, la priorità doveva essere di liberarsi dal dominio statunitense  e della federazione russa. Un'Europa autonoma e indipendente bisognava costruire!  

                   Il delirio imperialista e l'egoismo nazionale hanno compromesso l'impresa

Il colonialismo imperialista delle nazioni europee ( Regno Unito - Francia - Germania - Italia - Olanda - Belgio - ecc. ) alla fine del Novecento era praticamente finito; era rimasto però l'egoismo nazionale che impediva l'integrazione economica e una  difesa militare  comune. Come ha fatto notare Varoufakis, la Banca Centrale Europea non basta, è necessario un Tesoro Europeo ( un fisco comune ). Ciò che l'egoismo nazionale non ha voluto. Anche la NATO non serve più, gli Stati Uniti non la vogliono. Bisogna realizzare una difesa europea, non un riarmo dei paesi-nazione.

                   Il retroterra culturale : il cattolicesimo, non il protestantesimo, può aiutare l'Europa a integrarsi

Il protestantesimo continua a dividere.  Non a caso Max Weber  vedeva  legato il destino del capitalismo al protestantesimo. Il cattolicesimo può unire, mettendo insieme l'impresa privata con il bisogno di socialismo, ossia di ridistribusione della ricchezza.  Tassare i ricchi è un tabù o può essere un ideale da perseguire ? Se i  ricchi ridistribuiscono la ricchezza ( e la loro scelta è essenziale e necessaria; se fosse un'imposizione non condivisa, diverrebbe motivo di conflitto ), potrebbero ritrovarsi una società più coesa, con meno contrapposizioni. Più si è uniti, più cresce la ricchezza comune.

                  La Chiesa, con la Caritas, fa opera di assistenzialismo, ma questo non è ancora un progetto politico

Come far entrare nuovamente la giustizia e la solidarietà sociale in una realtà segnata dalle nuove malattie dell'anima          ( tossicomania, ludopatia, vandalismo e violenza, isolamento più che solitudine ) ?     Su questo si gioca la sfida educativa. La catechesi dei Neocatecumenali ha un progetto politico?  E altri movimenti ecclesiali, come Comunione e Liberazione e  il Movimento dei Focolari  hanno sviluppato un progetto politico comune? La loro testimonianza sulla condivisione dei beni  spirituali e materiali è senz'altro esemplare, ma il loro servizio alla causa comune della Chiesa richiede qualcosa di più. Intanto un approfondimento teologico sulla condivisione dei beni spirituali e materiali; in secondo luogo, un progetto politico comune che aiuti l'integrazione dell'Europa.

Il diritto canonico è più vicino alle costituzioni statali europee che alla sharia dell'Islam. I musulmani in Europa devono integrarsi al diritto romano e civile dell'Europa; se vogliono la sharia, dovranno scegliersi uno stato islamico integrista. 

L'integrazione la si favorisce quando si parla chiaro e si agisce in coerenza con ciò che si professa!

                                             don Carmelo Guarini