mercoledì 28 ottobre 2026

Oscurità

 

                    Una poesia di Thomas Merton (1941) :


                 Il tuo splendore è la mia oscurità. 

                 Non conosco nulla di te e, da solo, non riesco neppure a immaginare

                 come fare per conoscerti.

                 Se ti immagino, m'inganno.

                 Se ti comprendo, m'illudo.

                 Se sono consapevole e certo di conoscerti, sono pazzo.

                 L'oscurità mi basta.


L'oscurità della fede sta all'inizio e al termine della vita terrena e nel tempo : è il modo di vivere alternativo.  Un'altra vita in un altro mondo !

San Giovanni della Croce lo dice in questi consigli :

                Para venir a gustarlo todo   |   no quieras tener gusto de nada.

                Para venir a saberlo todo   |    no quieras saber algo en nada.

                Para venir a poseerlo todo  |   no quieras poseer algo en nada.

                Para venir a serlo todo     |      no quieras ser algo en nada.

                 Para venir a lo que gustas  |   has de ir por donde no gustas.

                 Para venir a lo que no sabes | has de ir por donde no sabes.

Per gustare tutto, per sapere tutto, per possedere tutto, per essere tutto,  devi passare per ciò che non gusti e non sai.

                                            La via oscura della fede :  non fermarsi mai,

                                            non lasciarsi imprigionare in qualche cosa di finito, 

                                            lanciarsi sempre verso l'infinito.

                                            Camminare nell'oscurità, ma con una certezza :

                                             Colui che ti guida, ti tiene per la mano!

                don Carmelo Guarini

martedì 27 ottobre 2026

Folle

 

              Linguaggio :  Il folle è il non-ragionevole ; le folle  sono la massa di gente.

C'è un qualche significato che accomuna il folle (il non-ragionevole) e le folle (la massa di gente) ? Nella folle (la massa) si scorge l'assenza della persona, si percepisce un sentire impersonale. Il non-razionale del folle è l'evidenza di una mancanza : l'unificazione vissuta di corpo e psiche, e della relazione tra interno ed esterno. Le malattie del corpo hanno un riflesso sulla psiche; le malattie della psiche hanno un riflesso sul corpo. L'unificazione di corpo e psiche dev'essere di continuo rifatta, non può essere data per scontata.

             " Il folle senza Dio e il folle di Dio "

Nel libro di Javier Cercas " Il folle di Dio alla fine del mondo " si trova la narrazione dell'incontro sorprendente tra il folle senza Dio e il folle di Dio. Ambedue anelano alla riuscita della vita : il folle senza  Dio soltanto in questo mondo terreno e in questo tempo che scorre, il folle di Dio in questa vita temporale e nella vita eterna. Ma al n. 7 Javier Cercas critica Pascal per la sua scommessa utilitaristica riguardo alla vita eterna. In realtà Pascal vede nella scommessa la certezza di superare il rischio del gioco tra il finito e l'infinito. Colui che sceglie l'Infinito guadagna con certezza questa vita e la vita eterna. In altri termini, l'alternativa non è tra questa vita nel tempo e la vita eterna; ma tra la vita fallita e la vita riuscita. Il folle senza Dio e il folle di Dio sono ambedue condidati alla vita riuscita; ambedue possono evitare o superare la vita fallita se al posto del finito scelgono l'Infinito. La scelta viene così a coincidere con la condizione ontologica : il finito può aprirsi all'infinito, la vita nel tempo può aprirsi alla vita aterna, la vita fallita può aprirsi alla vita riuscita.


              L'amore è un'esperienza folle : il dono della propria vita alla vita dell'altro

L'esperienza di donare la propria vita non è irrazionale o irragionevole,        è piuttosto sovrarazionale : il folle  non vuole risparmiare la propria vita, vuole donarla in sovrabbondanza. Nelle beatitudini c'è questo messaggio e questa testimonianza : farsi povero, farsi mite, farsi operatore di pace e di giustizia è donare la vita in sovrabbondanza. Non è il possesso di denaro, non è la scalata al successo, non è il perseguimento di un proprio progetto : non è tutto questo e altro ancora a creare la riuscita della vita;   questa la si trova piuttosto nel dare la vita.  

Il folle senza Dio è tormentato dal pensiero della resurrezione della carne e della vita eterna. Il folle di Dio trova nell'amore e nel sacrificio (il dare la vita) la pienezza di vita. ; se anche non ci fosse la vita eterna, non avrebbe perso nulla scegliendo la pienezza del donare la vita.   In questo Javier Cercas  ha senz'altro ragione .  Dalla lettura di un libro, come dalla visione di un buon film, si può ricavare una meditazione sull'esistenza.

                                don Carmelo Guarini

sabato 24 ottobre 2026

Interesse

 

                      Cosa suscita l'interesse ? 

Nei tempi oscuri, dal disorientamento può nascere ancora un interesse? Lo stimolo per l'orientamento dev'essere più forte della rassegnazione al disorientamento. La rabbia e la paura non cambiano nulla; nessun miglioramento è possibile con la violenza e l'indifferenza.  Ciò che attrae può creare orientamento.

                    Perchè la gioia attrae e il dolore  suscita tristezza ?

Al di là del conflitto tra la rivoluzione e la tradizione, ci sono realtà che permangono : la gioia che attrae e il dolore  che suscita tristezza. La rivoluzione è una rottura.  Tante rivoluzioni hanno suscitato entusiasmo e poi sono fallite. L'abbandono è stato tanto irrazionale quanto lo era stato l'entusiasmo. Il dare fiducia si fonda su un'intuizione o su una scommessa nella quale non è esente il rischio. La ragione o l'intelligenza serve a rendere l'atto di fiducia una relazione che dura. La tradizione quando e perchè perde interesse?  Quando il sistema (fatto di leggi e regole) pretende di sostituirsi alla relazione, che deve rimanere sempre libera e capace di attrarre.     Esiste una rivoluzione in grado di trasformare il dolore ?  Sono esistite nella tradizione testimonianze di un dolore trasformato in amore?

                     Il pensiero immaginario ha sostituito il pensiero simbolico ? 

Il pensiero immaginario è legato alla psiche, il pensiero simbolico allo spirito.        Il pensiero immaginario può volere il crollo di un sistema e la creazione di un sistema nuovo, ma sbaglia se la finzione finisce col prevalare sulla realtà. L'interesse per il pensiero immaginario è dovuto al bisogno di rompere il vecchio sistema e sostituirlo con uno nuovo. Il pensiero simbolico ha qualcosa che manca al pensiero immaginario : non si tratta di costruire un nuovo sistema (che a sua volta sarà superato); si tratta di orientare il reale verso l'ideale. Dare un orientamento all'evoluzione vuol dire scegliere tra un calcolo finito e un calcolo incommensurabile. 

                     L'immaginario fugge il dolore, il simbolico lo trasforma

Il dolore può suscitare rabbia e tristezza : l'immaginario suggerisce di fuggirlo o di sopprimerlo. Il dolore può indurire i sentimenti ed il comportamento : l'immaginario vorrebbe combatterlo col divertimento ed il rumore. Il simbolico cerca di trasformare il dolore : accettandolo, la tristezza si trasforma in gioia.  L'ideale diviene accettazione della realtà : questa accettazione dà modo alla realtà di tendere verso l'ideale. La libertà e il dono rimangono le due costanti del percorso simbolico : non la pretesa di creare un nuovo sistema, ma uno spazio aperto verso un futuro più capace di fedeltà e di relazione.

                               don Carmelo Guarini

martedì 20 ottobre 2026

Peccato e Grazia

 



                  Peccato e Grazia sono temi, insieme a Resurrezione della carne e vita eterna, di cui non si parla più

Sembrano temi imbarazzanti, per questo non se ne parla. Nondimeno ne facciamo esperienza. Non ci riflettiamo, perchè tutta la cultura mediatica è fatta di propaganda consumistica, ossia manca di riflessione e di interiorizzazione. Sembra che manchi l'aggancio con la vita quotidiana.

                  L'esperienza non è l'unico modo di conoscenza; c'è anche l'intuizione e il donarsi

Agostino d'Ippona e Teresa di Lisieux hanno raccontato due diverse esperienze riguardo al peccato e alla grazia.

 Nelle Confessioni di Agostino si trova che egli ha fatto esperienza di peccato. L'esperienza della Grazia è giunta a lui attraverso il dono del perdono. Questa esperienza personale lo ha condotto ad approfondire il tema della Grazia. E' denominato doctor gratiae  per l'approfondimento teologico, ma anche per la spiritualità che vi è sottesa : la felice colpa che ci ha donato il Salvatore. L'esperienza del peccato può sfociare nella tristezza e nella crudeltà verso se stessi, ma può anche trasformare la vita in esperienza del dono.

Teresa, che non ha conosciuto il peccato per espereinza ma per grazia, non ha avuto bisogno di peccare per parlare del peccato; lei parla più dell'amore e considera il peccato come mancanza d'amore. 

Agostino, prima di essere cristiano e cattolico, aveva fatto molte e spereinze di peccato, da quello intellettuale a quello più esistenziale. La grazia, per lui, è stata un'esperienza di trasformazione : gli ha cambiato il modo di pensare e di viere.

Teresa ha conosciuto soltanto lo sviluppo dell'amore : ha bruciato le tappe nell'amare, nel donarsi, nel vivere la grazia come un dono, continuando ad amre  anche quando negli ultimi mesi della sua vita la fede l'aveva abbandonata a se stessa. Ha continuato a vivere la grazia, ad amare, anche quando non la sorreggeva più il dono della fede.

                                                   don Carmelo Guarini


sabato 17 ottobre 2026

Unificare

 

                 Una teoria dei giochi a confronto con una teoria degli errori

L'errore a cosa è dovuto? Non ad aver puntato troppo in alto, ma dall'essersi fatti ammaliare dal finito, dal calcolo e dalla misura.                  Non si sbaglia quando si punta sull'infinito, ossia sull'incommesurabile e sull'incalcolabile.                 L'errore è una deficienza della nostra conoscenza : il non conoscere la differenza qualitativa tra il finito e l'infinito porta a scegliere ciò che appare più facile. Quì è l'inganno : pensare di potere vincere sviando il rischio.   Invece è proprio affrontando il rischio che si può vincere : più grande è il rischio, più grande può essere il guadagno. Ma come vincere il rischio a colpo sicuro?

                Si vince il rischio quando si supera  l'attaccamento col distacco

Il dualismo tra corpo e psiche  è un dato naturale oppure è indotto da un desiderio di dominio di una dimensione sull'altra ?  Il desiderio di dominio è un attaccamento del finito. Se il corpo vuole dominare sulla psiche, o viceversa, si crea una situazione permanente di guerra. Il desiderio di unificazione chiede il distacco.  W. Heisenberg diceva che " con la teoria dei quanta si ha un mutamento del concetto di realtà. ".  Significa che il reale è ciò che si vede e ciò che si tocca, mentre il possibile è probabile  (  che è ciò che non si vede e non si tocca ) che  possa divenire realtà. Freud diceva che l'inconscio è il non-reale della coscienza sino a quando non viene portato a conoscenza.        Nel Novecento  le scoperte nel campo della fisica, della biologia e della psicologia avvengono in maniera indipendente, ma alla fine si può cogliere ciò che diceva Teilhard de Chardin : " più si sale in alto, più si scopre la convergenza. ". 

               Lo spirito lavora per tenere insieme  il più grande col più piccolo

Un aneddoto riguardante  papa Francesco ricordato dal cardinale Tolentino : " Poco dopo che Bergoglio è stato eletto papa , un mendicante belga è morto vicino a piazza San Pietro, e papa Francesco ha disposto che lo seppelissero nel cimitero teutonico, in Vaticano, accanto a  principi e cardinali. ". 

Unificare vuol dire che il più grande attaccamento coincide col più grande distacco : è l'amore per l'infinito che la vince sul finito. La resurrezione della carne e la vita eterna riunificano il finito all'infinito, la morte biologica alla vita incorruttibile.

                                           don Carmelo Guarini


              



                 

giovedì 15 ottobre 2026

Narrazione

 

                   Il clero vuol fare la missione, ma senza i laici ?

Un nuovo stile di missione si afferma : l'apprendimento reciproco.      Il richiamo ad abbandonare il clericalismo non è un giudizio o una condanna nei riguardi dell'azione clericale,                  ma l'affermazione di un diverso modo di evangelizzare. E' ciò che papa Francesco ha cercato di far comprendere nei suoi anni di pontificato : le relazioni autentiche richiedono un di più di umano e di evangelico, cercando di eliminare giudizio e controversia.

Gesù diceva ai dottori della legge e ai sacerdoti che avrebbero dovuto farsi evangelizzare dai pubblicani e dalle prostitute, non per la loro precedente vita di peccato, ma per la loro adesione appassionata  alla conversione.

                 La nuova missione : apprendimento reciproco tra clero e laici

La recezione del Concilio Vaticano II sta nella pratica di due aspetti non sottolineati dal Vaticano I : la collegialità episcopale e la comuione ecclesiale. Il Vaticano I aveva sottolineato ancora, come il Concilio di Trento, la visione gerarchica della Chiesa. Ora, col Vaticano II si trattava di vivere la comunione  ecclesiale, valorizzando la relazione umana ed evangelica.       Non si doveva tanto accendere la controversia per resistere al cambiamento;      si trattava di fare espereinza di apprendimento reciproco. 

                L'esperienza spirituale è inconfondibile

Il mahatma Gandhj sottolineava il primato dell'esperienza spirituale : " Le nostre esperienze spirituali vengono necessariamente comunicate, che lo desideriamo o no. Ma con la nostra vita, col nostro esempio, non con le nostre parole, che ne sono un veicolo assai incompleto. Le esperienze spirituali sono più profonde anche del pensiero. " .

Nell'esperienza cristiana c'è una profondità ancora più grande : la parola ed il pensiero devono divenire uno con l'esperienza di vita, proprio come tutto questo è stato vissuto e comunicato da Gesù, che non ha indotto nessuno al peccato e al vizio. 

L'apprendimento reciproco dell'autentica relazione umana e della trasparente relazione evangelica chiede ad ognuno di far vedere all'altro l'unificazione di spirito, intelligenza ed esperienza!  Costruire deve superare il distruggere : questo è diventato difficile, nel nostro tempo, sia per il pensiero, sia per l'azione, sia per lo spirito. Difficile non significa impossibile : quando si è pronti a perdere tutto (ossia a donare tutto), si può guadagnare tutto.

                                            don Carmelo Guarini

 


sabato 10 ottobre 2026

Sguardo

 

                Come vedo il mondo e l'umanità ?

Vedo la distruzione come il destino ultimo oppure sogno una salvezza? Me perchè il sogno acquisti consistenza, occorre una fiducia infinita. Il finito non basta : viene sempre smentito da un altro finito. Lo sguardo aperto riceve dall'infinito la fiducia nella trasformazione e nella vittoria finale. 

Lo sguardo finito vede che il dolore arresta lo sviluppo e la morte vi mette fine. Il dolore e la morte sembrano distruggere l'amore e la vita. Soltanto l'infinito può donare l'amore e la vita!

               Come vedo il mio destino ?

Vedo la solitudine come una condanna? Oppure faccio della solitudine un'opportunità per entrare nella comunione?

Il mio destino è legato al destino dell'umanità : non ci si salva da soli. Ma la salvezza non è un fatto di celebrità o di riuscita occasionale. Si tratta di guadagnare il dolore e la morte all'amore e alla vita. Dio è questo infinito in grado di salvare tutto :  è l'infinito che può salvare il finito dalla catastrofe.

              L'intelletto dona all'azione uno sguardo spirituale

Quelle che Julia Kristeva ha chiamato le nuove malattie dell'anima (tossicomania, violenza, ludopatia, depressione e ansia, solitudine e rabbia ...) impediscono una risposta adeguata alla domanda d'azione.  Guarire queste malattie è essenziale : pensiero e azione  sono impegnati in questo sforzo, che è anzitutto fare chiarezza. La vita nello spirito : non la violenza ma l'aiuto all'altro;  pregando per l'altro vince la solitudine;  non c'è più bisogno di droghe e di gioco d'azzardo quando s'impara ad amare.

La meditazione quotidiana della Parola di Dio è ciò che permette di fare chiarezza nella confusione del mondo. Dio mi indica il contributo che posso dare alla pace e alla giustizia nel mondo. Un contributo, che può anche rimanere invisibile, ma che non è senza frutto. 

" Non vado in cerca di cose grandi, superiori alle mie forze ... ".    Questa preghiera che il salmo suggerisce è una fiducia in un di più, non in un di meno : l'improbabile e l'impossibile, superiori alle mie forze, possono divenire il possibile grazie all'onnipotenza dell'Amore.  Gesù è venuto a donare  questa fede in Dio! Una fede che non può essere mai disgiuta dall'amore e dalla speranza.

        Lo SGUARDO dell'INFINITO è     INCALCOLABILE,     INCOMMENSURABILE,    NON-MANOVRABILE : è ciò che consente ad un progetto personale di coincidere col progetto di Dio. Il tempo dello spirito salva ciò che lo spirito del tempo ha votato alla distruzione.

                                        don Carmelo Guarini