sabato 9 maggio 2026

Ripetitivo e inventivo

 

               Il rito caratterizza la tradizione. La rivoluzione s'identifica con l'invenzione.

Il rito afferma la tradizione : richiama alla memoria le origini, è un memoriale, assicura la continuità del percorso attraverso il ripetere.

L'inventivo è l'evento di rottura, inserisce nel percorso un discontinuo, ma non intende distruggere nè la tradizione nè il rito, semmai vuole reinventare.

               Evoluzione contro creazione ?

Chi immagina che l'evoluzione distrugga l'evento della creazione finisce con l'affermare il prevalare dell'assurdo sul mistero, e del disordine sull'ordine. Affinchè la trasformazione prevalga sull'entropia occorre che ci sia un ordine che vinca sempre sul disordine. L'ordine riesce a trarre dal disordine un ordine più grande; il primato del disordine finirebbe col distruggere ogni senso di ordine. Un'evoluzione sensa creazione finirebbe nel prevalere dell'entropia. La creazione offre all'evoluzione sia il senso sia il fine : mostra la trasformazione, non la distruzione, di ciò che è inferiore in ciò che è superiore.

              Dialogo o dialettica ?

Perchè il dialogo platonico è più efficace della dialettica hegeliana? Platone è superiore a Hegel sebbene sia vissuto più di due millenni prima. Hegel ha considerato il primato dello spirito del tempo sul tempo dello spirito, ossia il tempo superiore all'eternità. In realtà il tempo manca di durata, mentre l'istante è il segno premonitore dell'eternità. Lo spirito del tempo  è  propriamente ciò che è alla moda, un miraggio nel deserto, una storia che si vorebbe eternità, ma non riesce a far vivere il passato nel futuro. Che cos'è il tempo dello spirito? E' la pace che viene da una trasformazione interiore e riesce a cambiare lo spirito del tempo che è il conflitto.

              Distruzione di ciò che è inferiore o trasformazione dell'inferiore in superiore ?

Ciò che la creazione assicura all'evoluzione è la trasformazione, non la distruzione, di ciò che è inferiore in ciò che è superiore. La vita biologica non viene distrutta ma trasformata in vita dello spirito. La vita psichica viene sublimata, non distrutta, dallo spirito. La creazione assicura all'evoluzione una direzione, un senso.

L'inventivo non distrugge il ripetitivo, lo reinventa; ricrea un nuovo ordine quando un disordine è emerso. L'ordine si trasforma, non è distrutto dal disordine. Ciò che i conservatori e gli innovatori non hanno ancora compreso, quando vogliono che il conflitto dia vittoria agli uni ed elimini gli altri, è il primato del dialogo sulla dialettica; seguono lo spirito del tempo, invece di guadagnare il tempo dello spirito!

                                           don Carmelo Guarini

giovedì 7 maggio 2026

La tristezza e la gioia

 

         " Quando alcuni scoprono l'amore, capiscono perchè altri hanno cominciato a odiare. " Il film Terra amata (1995) racconta come nascono l'odio e l'amore.   La tristezza e la gioia sono intimamente legate all'odio e all'amore : colui che odia è sempre triste; colui che ama è sempre nella gioia. La catena di odio si spezza quando l'amore fa vivere una vita nuova. Il film Terra amata (1995) utilizza il racconto per far vedere che amore e odio non rimangono sentimenti nascosti nell'interiore, essi danno origine a comportamenti nuovi.

                          Il racconto di violenza e di crudeltà genera odio

Propaganda di odio si respira in tutte le espressioni di violenza : il racconto della violenza virtuale si somma a quello della vita reale. La corruzione parte sempre dall'interno, ma raggiunge molto presto i comportamenti.                        Il racconto mostra che la testimonianza è più efficace dell'argomentazione: la tarda modernità si è accorta di aver sopravvalutato l'argomentazione e di aver sottovalutato la testimonianza di ciò che accade. 

                          Il racconto del dolore (proprio e altrui) genera la compassione

Nel film Terra amata (1995) due esperienze di morte e di violenza vengono valorizzate per avvicinare due mondi lontani di bianchi e neri. Il cambiamento interiore porta ad approfondire la ricerca della verità : l'argomentazione è rivalutata, non disprezzata. Perchè un giovane bianco ha iniziato ad interessarsi dei negri, ha creato per loro qualcosa che li aiutasse a venir fuori dalla povertà e dall'emarginazione? Credere che l'amore può vincere i pregiudizi : questo il motore del cambiamento!

                           Materialismo e spiritualismo mostrano di non avere il senso del limite

Il materialismo esalta la materia e nega lo spirito; lo spiritualismo nega la forza della materia ed esalta lo spirito. Imperialismo e socialismo, quando parlano di lavoro e di economia, sono troppo materialisti; non considerano nè la libertà nè la dignità del soggetto umano, ma relegano la libertà e la dignità nel regno dello spirito, ossia quel regno di idealisti che sembrano non avere il senso di questo mondo. 

La tristezza e la gioia non vivono nell'isolamento; vivono soltanto nella condivisione. Chi fa soffrire, crea tristezza per sè e per l'altro. Colui che ama, mette nel mondo più gioia, per sè e per gli altri.

                                      don Carmelo Guarini

                      

domenica 3 maggio 2026

La politica e l'assurdo

 

                   Aristotele diceva skolé il tempo libero. Dunque la scuola non è tempo obbligato; è tempo libero nel quale si cerca e si crea.

I discepoli di Sartre vanno a scuola da Camus : vogliono capire come si può fondare la politica sull'assurdo. Sartre, infatti, crede sia nell'assurdo sia nella politica.

I discepoli di Sartre domandano a Camus : Sartre crede nella politica perchè vuole sfuggire o rivoltarsi all'assurdo ? Domandano ancora : possono i proletari rinunciare a diventare borghesi?

In termini attuali : un miliardo di cinesi potranno ancora credere nel comunismo dopo che hanno visto meno di un milione di cinesi divenire oligarchi e ricchi, mentre il miliardo è rimasto ancora nella miseria?

                 Assurdo, in filosofia, è ciò che non ha senso. L'intelligenza aiuta a conoscere ciò che ha significato. 

La modernità occidentale ha sbagliato quando ha esaltato l'argomentazione e ha denigrato la narrazione. Si pensava che l'argomentazione fosse il motore della scienza e dello sviluppo, mentre la narrazione veniva considerata come un retaggio del passato arcaico. Tuttavia, quella di Marx, Freud e Nietzsche non è stata una narrazione dell'economia, della psiche, del relativismo e del nichilismo? Certo, il romanzo è stato il racconto moderno, ma quel racconto è individualizzato (ognuno  lo legge chiuso nella sua camera, come fosse in un bunker), non c'è legame col resto, salvo quando, come fa Musil, denuncia L'uomo senza qualità.

                  La narrazione ha una funzione fondamentale anche in politica

Il buddismo appare indifferente alla politica, almeno se lo si  paragona all'ebraismo e all'Islam, a meno che, per compassione, i monaci buddisti non si lascino bruciare vivi da quegli oppressori del popolo che non voglion riconoscere libertà e dignità. 

Cristianesimo e  cattolicesimo hanno approfondito nel corso dei secoli il problema della guerra e della pace. Oggi non tutti i cristiani e i cattolici sono sempre per la pace e contro la guerra, ma la coscienza si è affinata, c'è più confronto. Si vede che dietro la produzione di armi c'è interesse economico di alcuni. Si vede meglio che la dipendenza economica rende possibile la dipendenza politica. Si vede che la difesa della sovranità si regge spesso sulla disinformazione.

In sintesi : quando la politica abbandona il diritto e l'intelligenza, cade vittima dell'oppressione e dell'assurdo. Occorre riportarla alla ragione, al confronto e all'incontro !

                                   don Carmelo Guarini

venerdì 1 maggio 2026

Storia e fede

 

                                 La fede è un atto più concreto della storia e del mito

La modernità ha difeso la scientificità della storia e ha denigrato il mito come se fosse un'ideologia dell'umano.  Due domande oggi possiamo porci. La prima : è possibile storicizzare il mito ? La seconda : è possibile demitizzare la storia? Sintetizzando le due domande in una sola : si possono staccare il mito e la storia e addirittura contrapporli? Non sono  forse la storia e il mito creazione umana di eventi nei quali interagiscono il pensiero e l'azione, ma anche elementi imponderabili e imprevedibili?

La fede è un atto esistenziale : dice la relazione tra due soggetti.  Fintanto che la fiducia (o la fede) permane, persiste la relazione. Quando la fede viene meno, anche la relazione scompare. La fede vissuta da una piccola comunità può fare storia :  può allargare la sua influenza sino a coinvolgere un numero crescente di persone.      Il motto della fede è : mi sta a cuore il noi.      Mentre il motto dell'indifferenza suona : me ne frego del noi.

                                    

                                 La fede non è mai staccata dal vissuto

Gioacchino da Fiore, parlando degli stadi o periodi attraversati dal genere umano, affermava  : "Il primo stadio del mondo è stato di schiavi. Il secondo,  di liberi.  Il terzo sarà comunità di amici.".  Legava questi stadi della storia umana all'azione del Dio Uno e Trino : il Padre avrebbe agito soprattutto nel primo stadio, il Figlio nel secondo stadio, lo Spirito Santo nel terzo. Il Padre ha insegnato a obbedire; il Figlio, ad essere liberi. Lo Spirito Santo insegna l'amicizia o l'amore reciproco.

La meditazione della Sacra Scrittura aiuta a comprendere la storia e i segni dei tempi. Gioacchino da Fiore affermava che questa meditazione era in grado di formare uomini spirituali, ossia gli uomini dei tempi ultimi. La fede tanto più diviene certa quanto più vive la povertà come scelta. La povertà è cosa diversa dalla miseria, che rimane una sorta di schiavitù imposta dalla storia. Gli uomini spirituali non sono il prodotto di se stessi, sono il frutto dello Spirito Santo. 

La fede può trasformare la storia e il mito : può dare un senso all'azione, può spiegare razionalmente il mito, può creare legami aldilà delle guerre e della competizione. La fede può fare molto di più della ragione umana: risolvere problemi comuni con la collaborazione di tutti.

                                   don Carmelo Guarini

giovedì 30 aprile 2026

Lo spreco della persona

 

                             Qual'è lo spreco più grave ?

Quello più grave non è lo spreco di denaro. Dietro di esso si nasconde lo spreco della persona. Anche dietro lo spreco di droghe si nasconde lo spreco della persona. In Europa, negli ultimi venti anni, la domanda di droghe è raddoppiata. La repressione, benchè necessaria,  non risolve il problema. Perchè c'è domanda di droghe? Perchè si affida la soluzione di un disagio ad una sostanza artificiale?

Non ha la persona la capacità di risolvere ogni problema? E se in molte circostanze non può risolverlo da sola, non può trovare nella relazione l'aiuto necessario ?

                             La dignità della persona

Lo spreco più grave è buttar via la persona, considerarla un oggetto di consumo. Tuttavia non abbiamo abbandonato del tutto l'idea che "le società del futuro saranno fondate più sulla circolazione del sapere che sulla produzione di beni." .  Questa convinzione avanza inesorabilmente, sia per il negativo prodotto dalle guerre, dagli armamenti, dalla fame e miseria in tante zone del mondo, sia per il  positivo realizzato dalla condivisione di risorse e di beni.


                             Il salto di qualità nell'evoluzione

La persona si afferma come libertà, pensiero, linguaggio, relazione. Il suo tendere verso il futuro più che il suo legame al passato è ciò che la distanzia dal mondo vegetale e animale. Ciò non vuol dire abbandonare il passato, la tradizione; vuol dire non ripetere, ma ripensare creativamente. Questo tempo ha il privilegio di lasciare alle macchine il calcolo, mentre l'essere umano può riservarsi le decisioni ultime. quelle che decidono sulla vita e sulla morte, sul bene e sul male, sulla pace e sulle guerre. Una decisione sul fine e sui mezzi per raggiungerlo non sarà mai di una macchina, di un'intelligenza artificiale. La decisione umana sarà sempre il risultato di un pensiero, di una relazione tra persone, di un bene comune ricercato e perseguito.

La cosa strana e irrazionale non solo riguardo alla persona ma anche alla mancata soluzione della crisi e  della pace : Gandji e Rabin uccisi dai rispettivi fondamentalisti indù ed ebrei. La difficoltà di mettere pensiero, linguaggio e azione al servizio della comunità e della persona!

                              don Carmelo Guarini

martedì 28 aprile 2026

Donare e ricevere

 

                    Lo stile di vita individualista

L'interesse del singolo è l'unico interesse che si persegue, ma si scontra con l'interesse dell'altro e della comunità.    Quali le conseguenze di uno stile di vita individualista?

                                  -  In nome della propria libertà si pretende di ottenere ciò che si desidera

                                  -  In nome dell'uguaglianza si guarda soltanto a ciò che si ottiene


                   Uno stile di vita non può essere imposto

Uno stile di vita imposto, muove o verso il conformismo o verso la ribellione anarchica. Lo stile di vita che tenga insieme l'interesse del singolo e quello della comunità e dell'altro su che cosa può fondarsi?                   

                                  -  Si deve superare l'ostacolo di : lavorare e non vivere

                                  -  Si deve superare la solitudine che deriva dal ricevere sempre e non                                                      imparare  mai a donare

                      La reciprocità risponde alla svolta antropologica

Nè conformismo nè anarchia. Se si pretende soltanto, è perchè si è ricevuto troppo; è mancata l'esperienza del dono. Qunado manca questa esperienza, si finisce per non avere il senso della relazione.  La relazione autentica non va mai in una sola direzione : o si riceve o si dona. La relazione autentica comporta un viaggio di andata e di ritorno : si dona e si riceve.  L'altro non vuole un dono qualsiasi, ma soltanto ciò che gli manca per riempire la propria vita. S'impara a ricevere quando si dice grazie; e in quel momento si comprende che si deve donare ciò che manca a colui che ha donato. 

Il maggio del '68 aveva destabilizzato le relazioni che si fondavano sul conformismo:  il maestro dettava, il padre comandava, lo stato obbligava alla legge, la chiesa non ammetteva l'obiezione di coscienza. Da quel momento il movimento femminista e il movimento giovanile rivendicano la svolta antropologica. Il difficile diviene tenere insieme le esigenze del singolo e quelle della comunità. La reciprocità diviene l'esperienza fondamentale della relazione nuova.

                                            don Carmelo Guarini

venerdì 24 aprile 2026

La scelta dell'Infinito

 

                            La scelta tra perdita infinita e guadagno infinito

Ciò che si perde nella solitudine, lo si guadagna nella comunione. Nella solitudine si perde l'io illusorio, quello che Agostino nelle Confessioni dice l'amore di sè. Nella comunione si guadagna l'io autentico, quello che Agostino chiama l'amore dell'Altro. In questo Altro si trova sia Dio sia il prossimo. 

                           La violenza prende il posto della ragione

La dinamica che scatena la violenza non è la paura dell'altro, ma la volontà di renderlo schiavo. Si ritorna alla logica servo- padrone : non si vuole uccidere l'altro, ma paralizzarne l'azione. Si considera il Pensiero inferiore all'Azione; si sceglie l'Azione senza Pensiero. Ma il cambiamento d'epoca ha ribaltato i rapporti di forza tra gli Imperi e le piccole nazioni : la scelta dell'Infinito consente al piccolo di resistere al grande.  L'impero che minaccia o scatena una guerra non ha pensato alla resistenza che può opporre chi considera la libertà nell'ordine dell'infinito. Chi sceglie l'inevitabile alternativa alla guerra, instaura un dialogo interminabile (che sembra non finire mai).

                           Azione e inazione

Che cos'è l'inazione? Non è la semplice rinunzia ad agire; è qualcosa di più alto e di più profondo. Ciò che è in gioco nell'inazione è il pensiero che diviene fatto, e si oppone al fatto senza pensiero. La differenza la si può vedere tra Dio che mette alla prova e il Diavolo (l'Avversario) che tenta. La prova alla quale Dio sottopone è un atto di fiducia e d'amore : intende rafforzare lo spirito di chi è provato. L'Avversario (il Diavolo) tenta per far cadere. Dio appare come inattivo, il Diavolo come ossessivamente attivo. Un'Azione senza Pensiero è diabolica!

 Colui o colei che medita   fa esperienza dell'afficacia del Pensiero che precede l'Azione.

                          La comunione supera la passione

La passione è considerata come il motore di un interesse (e di un desiderio) che giunge al parossismo, diviene ossessivo. Ma la passione senza meditazione genera un fatto istintivo.  La mancanza di meditazione nella solitudine dell'io allontana dalla comunione. L'incontro con la persona chiede che si abbandoni ogni altra passione. Nella solitudine l'io incontra la propria persona quando accetta di perdere tutto, che è donare tutto, come diceva Pascal. Incontra anche la persona altrui : non è la passione, ma la compassione a favorire la comunione!

Ogni incontro autentico è scelta dell'Infinito!

                                          don Carmelo Guarini