Il limite può rimanere neutrale di fronte all'indifferenza e all'infinito ?
Il limite, proprio perchè è finito, deve scegliere, deve prendere posizione tra l'indifferenza e l'infinito. Se sceglie l'indifferenza, vuol dire che l'oppresso si rassegna all'oppressione, l'assediato si rassegna all'assedio, chi non conosce si rassegna all'ignoranza. Se sceglie l'engagement, come diceva Sartre, è perchè riconosce che l'uomo è l'assoluto (non c'è altro assoluto), ma questa esibizione di onnipotenza sarebbe una finzione: l'uomo si finge infinito, mentre è soltanto finito. La sua manifestazione di onnipotenza sarebbe soltanto a fior di pelle, in realtà non sarebbe superamento dei limiti. La scelta del finito potrebbe essere quella dell'affrontement : il porsi del finito difronte all'infinito.
Il conflitto quali possibilità apre tra il rimanere indifferente del finito ed il suo tendere verso l'infinito ?
Il cominciamento della relazione è la fiducia (basic trust) o il conflitto ? Se non credo all'esistenza dell'altro, può il conflitto essere il cominciamento della relazione ? Posso partire dal conflitto per il riconoscimento dell'altro, ma devo giungere alla fede, devo cioè riconoscere le diversità e gli interessi contrastanti, se voglio che la relazione non rimanga nell'indifferenza. La fiducia di base ed il conflitto spingono a superare il limite del finito, sono il motore del cammino verso l'infinito.
La ricerca è l'antidoto all'indifferenza : il finito muove verso l'infinito
Con la fisica quantistica la scienza smette di essere l'ultima religione. Ora il vero problema della scienza diviene la necessità di una spiritualità, ossia il come scegliere. Come dice Carlo Rovelli "la cattiva cosciemza dei fisici" può compiere scelte sbagliate. Non si può dare la colpa della bomba atomica soltanto ai politici; i fisici avevano la responsabilità di prevedere cosa sarebbe stato possibile fare con la bomba. Avrebbero potuto decidere di non realizzarla, e quindi di non consegnarla ai politici.
Il superamento del conflitto parte dal riconoscimento delle diversità e degli interessi altrui e di quelli propri
Io non sono l'infinito. L'altro non è l'infinito. Il riconoscimento del finito conduce a credere che l'infinito si trova nella fiducia e nel conflitto : chiede il superamento incessante del dominio e del possesso. L'esperienza dice che tutti ottengono di più quando donano, non quando pretendono di avere e dominare.
don Carmelo Gaurini