Le ferite continuano a sanguinare quando si ripete : è il mondo!
Il mondo, il passato : ripetere ossessivamente ciò che è stato un errore, riapre le ferite. Il ricordo del passato porta alla paralisi. Nessun orizzonte se non il tramonto! La poesia del tramonto è persa quando non si riesce a immaginare l'avvento dell'aurora.
Le ferite cicatrizzano dopo la morte e la resurrezione
Se nel tramonto si sperimenta il sanguinare delle ferite, nell'aurora le ferite sono cicatrizzate. Il ricordo dell'aver sofferto non è più sofferenza. Le ferite cicatrizzate sono il segno della vita nuova : un'aurora senza tramonto.
Si sente ripetere spesso : è il mondo! Raramente si dice : è il Vangelo!
L'Europa sarebbe inchiodata al tramonto se le ferite del passato rimanessero aperte : le tante guerre, il colonialismo, il primato del potere e della ricchezza, lo spreco dell'essenziale. Per l'Europa sarebbe l'aurora se riuscisse ad avere lo sguardo della vita nuova, quella vita che forse in passato ha sognato e che in parte ha anche sperimentato, ma non ha avuto la forza di vivere sino in fondo. L'Europa delle nazioni piccole che vengono rispettate come le più grandi. L'Europa della cooperazione che vince i conflitti della competizione! L'Europa che sceglie con lucidità e chiarezza tra la cultura della forza e la forza della cultura. L'Europa che non si limita a parlare di valori, ma ha vergogna a dire il Vangelo!
La persona umana, come un popolo, si trova di fronte alla stessa scelta : lasciare che il passato vinca e lasci aperte le ferite oppure rischiare l'infinito, l'aurora senza tramonto. Le ferite continuano a sanguinare : a volte è lo stesso soggetto che le riapre, a volte sono gli altri che lo riconducono all'errore passato e ne scoraggiano la vita nuova. Le ferite cominciano a chiudersi quando il desiderio della vita nuova è attraversato da un'immensa speranza, dalla certezza che quelle ferite saranno cicatrici, come quelle di Gesù risorto, per ricordare che passione e morte sono esperienze essenziali della vita.
Thomas Merton ha avuto l'ardimento di dire che il mondo non va odiato, e che amarlo è il desiderio di vederlo cambiato. Ma è ancora amore quando lo si fustiga? Ascoltiamo questa sua poesia : I PRIGIONIERI - UN SALMO
In qualche posto un re cammina nella sua galleria
possedendo le gole di una città fiammante.
Traffico d'ottone scuote le mura. Le finestre
rabbrividiscono di affari.
E' il giorno dei tori. I cittadini
costruiscono ogni ora un altro Dio
e friggono un più grasso idolo di fango.
Si fabbricano un tortuoso idioma
per gli animali alati sopra le case.
Le preghiere son fatte di denaro, i canti di numeri,
gli inni del sangue degli uccisi.
Le vecchie signore son custodite nello zucchero,
le giovani marciscono nel vino.
La carne dei grassi organizzatori sorride d'olio.
Benedetta l'armata che un giorno ti schiaccerà, città,
come un ragno d'oro.
Benedetti coloro che ti odiano. Benedetti coloro
che scagliano la vostra marmaglia sulle pietre.
I figli di Dio son morti, o Babilonia,
per colpa della tua folle algebra.
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L'amore non può prendere il posto dell'odio, se l'odio non viene sconfitto. L'uomo nuovo non può vivere se non uccide l'uomo vecchio. La città di Dio vive quando muore la città dell'uomo. Le ferite possono cicatrizzare quando l'aurora senza tramonto diviene certezza.
don Carmelo Guarini