Una spiritualità del presente, non del passato
Jean Guitton ha scritto nel suo Il genio di Teresa di Lisieux : " L'idea di Merezkovskij è che Giovanna (d'Arco) e Teresa (di Lisieux) sono le due sante più moderne, più rivoluzionarie, d'una rivoluzione che appena adesso comincia e c'introduce in un'epoca nuova. ". Una spiritualità che aspiri ad annunziare il Vangelo agli uomini del proprio tempo non può accontentarsi di essere in linea con la tradizione : Paolo non avrebbe guadagnato i pagani se fosse rimasto un ebreo cristiano!
La spiritualità medioevale : vivere per il Cielo e sorvolo della terra
Nel Medioevo l'amore per Dio sorvola sull'amore per il prossimo, quando invece, seguendo l'insegnamento di Gesù Signore, i due amori dovrebbero essere un unico amore. La condizione terrena è ancora svalutata : la teologia non ha portato alle estreme conseguenze il fatto dell'Incarnazione. Il Dio trascendente non è ancora riconosciuto come il Dio immanente. Ma Gesù Signore è proprio il Dio immanente, Dio che è entrato nella Storia.
Ha scritto ancora J. Guitton, citando Merezkovskij : " Da questo mondo verso l'altro mondo, dalla terra verso il Cielo : tale è il cammino ascendente di tutti i santi. Solamente Giovanna e Teresa percorrono una via inversa, che scende dal Cielo alla terra, dall'altro mondo verso il nostro. Questa santità al rovescio proviene dal singolare fatto che non è stata la Chiesa, nella sua rinuncia al mondo, ma è stato il mondo, che abbandona la Chiesa, ad accorgersi ed amare per primo queste due sante. Entrambe amano il mondo dominato dal Male e il mondo le ama. ".
La spiritualità moderna è più vicina al comandamento nuovo : se ami, sei riamato
Non l'immaginazione ma il Vangelo vissuto può rendere l'esistenza una liturgia : dal tempio alla piazza e alla casa. Nel Medioevo soltanto nel tempio non si poteva uccidere, fornicare o rubare; con facilità lo si faceva in altri luoghi chiusi o aperti. Ora, nella Modernità, l'amore reciproco sperimentato nella liturgia del tempio occorre portarlo nella liturgia dell'esistenza. Nel Medioevo la santità la si poteva trovare ordinariamente nei monasteri e nei conventi, nel clero più che nel laicato. Nella Modernità non valgono più i ruoli quanto il vissuto: appare con più chiarezza che la Legge e la Ragione non riescono a salvare; solo l'amore riesce a donare salvezza. La novità portata da Gesù Signore diviene più evidente, come le sue parole : " Non sono venuto per giudicare il mondo, ma per salvarlo. ". Certo, l'uomo moderno può apparire sconcertante più che rassicurante : preferisce la velocit e allo stesso tempo la sicurezza, crede nel potere e nella ricchezza e allo stesso tempo vorrebbe ala libertà, vorrebbe una comunicazione autentica ma ha troppa fiducia in se stesso; continua a sviluppare tecnologia e grandinvenzioni ma li usa per distruggere e fare guerre. Tuttavia questo Mondo va amato e salvato, non condannato : su questo terreno si possono incontrare cristiani e moderni!
don Carmelo Guarini