mercoledì 15 aprile 2026

Strategia : preghiera e azione !

 

                      " Prega come se tutto dipendesse da Dio  -   Agisci come se tutto dipendesse da te "

Questa pratica, unica non duplice, è stata auspicata da filosofi e mistici, da persone semplici e concrete. Le cose semplici sono spesso le più concrete ed efficaci!  Trovare convergenza tra ciò che Dio necessariamente vuole e ciò che io liberamente scelgo significa dare vita al proprio destino. Nella preghiera non scelgo altro se non quello che nell'azione vivo.

                       L'evoluzione sembra scegliere l'ordine sul disordine

Se il cosmo viaggiasse verso l'entropia, il disordine avrebbe già prevalso sull'ordine. L'universo, invece, si espande.  Se la biosfera non viaggiasse verso la noosfera, l'antropologia avrebbe già conosciuto la catastrofe.  La strategia dell'evoluzione nasconde questo conflitto tra Assoluto e Relativo, tra Necessità e Libertà. Conflitto insolubile dal punto di vista del finito, ma non dal punto di vista dell'Infinito. Se pensiamo, come faceva Sartre, che nell'umanità coincidono Assoluto e Relativo, Necessario e Libero, Infinito e Finito, ci ritroveremmo di fronte all'assurdo. E' il Mistero che ci consente di trovare il senso della Storia del cosmo e dell'esistenza umana.

                       In quale fede o religione riusciamo a trovare il superamento del conflitto tra il Dio invisivbile e l'uomo visibile ?

Un'azione indiretta da Dio nella storia, attraverso intermediari, era già avvenuta nella chiamata di Abramo, Isacco e Giacobbe, e Mosè. L'azione diviene diretta quando Dio si fa Uomo : questo fenomeno storico è unico, imprevedibile e inimmaginabile. Il popolo d'Israele attendeva il Messia, ma sempre uomo non Dio; è il motivo per cui non ha acettato Gesù Signore (Adonai). Questo fatto improbabile non è stato ancora studiato da un punto di vista scientifico e filosofico. L'Incarnazione è accettata dalla teologia come dogma, dalla filosofia è stata vista come non contraddicente la ragione. L'Incarnazione ha una relazione misteriosa non solo con l'evoluzione antropologica, ma anche con l'evoluzione cosmologica. Il padre Teilhard de Chardin aveva ripreso questo tema che i Padri dei Primi secoli non avevano accantonato, ma ha voluto rimetterlo in campo aprendo un dialogo tra teologia, filosofia e scienza moderna.

                     La fede cristiana è un atto del Pensiero e dell'Azione

La fiducia nel Mistero rende l'Invisibile più vicino al visibile : questa certezza di fede la trovo prima all'interno, poi all'esterno. Acconsentendo al Mistero,  dico sì al mio destino e alla mia storia. Posso non capire perchè le circostanze hanno orientato la mia storia in una certa direzione; posso riconoscere che non avevo scelto quella direzione. Ma alla fine comprendo che il mio pensiero e la mia azione sono il risultato di una libertà relativa, e questa si realizza soltanto in relazione ad un Assoluto, nel quale vedo la coincidenza di Necessità e Libertà, necessità dell'Agàpe e libertà delle Persone.

                               don Carmelo Guarini

lunedì 13 aprile 2026

La spiritualità trinitaria

 

                            Il fondamento della relazione : o il calcolo o il dono

La ricerca del fondamento in filosofia di fronte all'evidenza del cogito relazionale. Ridurre lo scarto che prima o poi porta al conflitto tra l'io e l'altro si può : o l'io rimane chiuso in se stesso oppure si apre alla relazione con l'altro.  Qual'è il calcolo che impedisce la relazione ? Il calcolo che respinge l'altro lo troviamo in due atteggiamenti: uno è la ricerca del piacere, l'altro è il rifiuto del dolore. Come questi due atteggiamenti possono essere superati e sublimati ?  Entrando nel paradigma del dono!

                           Il fondamento teologico della spiritualità relazionale è il mistero cristiano del Dio Uno e Trino

Perchè il primo mistero della fede cristiana non rimanga astrazione intellettuale occorre fare esperienza della relazione trinitaria. La teologia diviene portatrice di verità e di vita solo quando è preceduta, accompagnata e seguita da un'esperienza vissuta. La spiritualità trinitaria può ridurre lo scarto tra l'istituzione gerarchica e la comunione dei santi :  in questo si trova la crisi attuale dell'adesione alla fede. Vivere le relazioni alla luce del comandamento nuovo donato da Gesù Signore diviene la chiave di accesso alla fede : la trasformazione delle relazioni è il segno più chiaro della vita che cambia. 

Nella relazione trinitaria il Padre non finisce mai di donare al Figlio, e il Figlio di donare al Padre. Questo dono reciproco non rimane all'interno di una relazione chiusa, trabocca al di fuori e si riversa su coloro che scelgono liberamente di donare piuttosto che di fare calcoli sul destino, sull'esistenza e sulla storia. 

                          Prendersi cura dell'altro, specialmente  nel dolore,  depotenzia la ricerca ossessiva di piacere

Che il potere suggesstivo dei sensi possa essere superato dal potere più grande dello spirito lo si può sperimentare : i sensi inferiori non vengono soppressi ma trascinati verso un gusto, un tatto, una vista, un ascolto superiori. Non si perde nulla di ciò che si dona; è il calcolo egoistico che rompe la relazione, gli fa guerra invece di riconoscere la crescita del suo dono.

Torna anche l'affluenza alle urne elettorali quando si tratta di speranza di cambiamento!

                                             don Carmelo Guarini

venerdì 10 aprile 2026

Progetto e fallimento

 

                    Il movimento femminile e il movimento giovanile vanno  oltre il devozionalismo : la ricerca di una spiritualità che tenga insieme psicanalisi e mistica

Non c'è rinnovamento, c'è soltanto restaurazione, se si punta tutto sulla devozione, come è avvenuto nell'Ottocento e nei primi decenni del Novecento. La rivoluzione femminile e quella giovanile sono rimaste incompiute,  per essere state in buona parte rese innoque. La sincera spinta innovativa è rimasta neutralizzata dal potere del denaro e del successo : il consumismo di massa ed il protagonismo mediatico hanno giocato contro la relazione e la creazione di legami solidi.

                   Psicanalisi e mistica : quale interazione offrono al ricominciare, dopo il fallimento del progetto

Sant'Agostino distingueva l'azione dell'anima dall'azione dello spirito, seguendo in questo san Paolo.   Scriveva il santo africano riguardo alla vita interiore : "Interior intimo meo - superior summo meo".  Jean Guitton ha commentato Agostino : " la psicoanalisi coglie bene l'imago in quanto interior intimo, discerne bene l'uomo interiore, il carattere. Ma non discerne il superior summo meo , il quale insieme all'interiore presiede al mio destino. ".

Si può conciliare la psiche studiata dalla psicoanalisi  con lo spirito studiato dalla mistica? La devozione non basta per superare il divario culturale che di continuo scienza e storia creano nei confronti della teologia. Questa non può vivere di rendita, deve affrontare in ogni momento storico la sfida dell'inculturazione.

                     La relazione è un fatto, un'esperienza di fiducia reciproca tra due e più soggetti

La relazione è fondamento storico e metafisico del progetto e del suo ricominciare. All'inizio di una relazione troviamo questi due fatti : la relazione o esprime la fiducia reciproca tra due soggetti, oppure testimonia il loro conflitto. In questo si può dire : la relazione è un fatto, non un'astrazione. Ma il fatto che scelga la fiducia reciproca o il conflitto mette in gioco : la libertà di ognuno, il progetto di ognuno, il fallimento del progetto, la reinvenzione del progetto. Il fallimento del progetto individuale diviene opportunità per entrare in un progetto comunitario. 

Se il mio Io fallisce, se il mio desiderio non si realizza, non devo rinunziare al desiderio, devo allargare il mio Io al Noi, devo puntare più in alto. Questo è il senso del superior summo meo!

                                                            don Carmelo Guarini

martedì 7 aprile 2026

Libertà e Destino

 

                Come si conciliano in Dio la libertà e la relazione ? Se si conciliano in Dio, si possono conciliare anche negli uomini

Jean Guitton ha ricordato un filosofo francese sconosciuto : Lequier, il quale ha scritto Dialogo del predestinato e del reprobo, "uno dei testi più drammatici che siano mai stati scritti da un autore.".  Libertà e Necessità si affrontano. : salvezza o dannazione.  Nel racconto di Lequier, due uomini di fronte al mistero del Destino. " Lequier fa incontrare un monaco che ha compiuto nel corso della sua vita tutto il bene possibile e che cade nel suo ultimo momento, va all'inferno ed è dunque un reprobo -  questo è il primo interlocutore  -  con un libertino che , lo si può immaginare, ha accumulato del male. Ma, come il buon ladrone, egli si pente ed è salvo proprio nel suo ultimo istante. Lequier lo chiama il predestianto. ". 

Dio sarebbe Giustizia se facesse ciò?

                  In Dio Libertà e Amore ( Agàpe) in che relazione stanno ? Tommaso D'Aquino e Duns Scoto avevano dato risposte diverse

Il monoteismo assoluto dell'Islam e dell'Ebraismo non salva la relazione.  Ma neppure il determinismo della Natura, professato da Spinoza salva quella relazione nell'umanità : la rivolta anarchica sarebe l'unico modo per liberarsi dalla tirannia del determinismo. La teologia cattolica, pur professando il Mistero, abbozza una via a partire dalla rivelazione:  Il monoteismo trinitario salva la libertà assoluta in Dio e la relazione tra le Persone divine. Se Dio fosse soltanto Libertà assoluta, Egli sarebbe il Dio degli anarchici, Egli stesso il primo anarchico. E' l'Agàpe  a salvare la libertà in Dio : il Padre ama liberamente e assolutamente (senza condizioni) il Figlio; lo stesso fa il Figlio nei confronti del Padre. Questa relazione assoluta d'Amore è lo Spirito Santo. 

La prospettiva aperta da Duns Scoto potrebbe trovare convergenza e arricchimento di pensiero in Tommaso d'Aquino : il non essere del Padre nei confronti del Figlio, e del Figlio nei confronti del Padre non sarebbe un annientamento ma un non-essere per poter far essere. Il Tutto e il Nulla di Aristotele divengono : l'Agàpe e il Non-essere.

                            Il paradigma del dono, rispetto al paradigma del calcolo, è in grado di salvare l'essere del donatore e del donatario.

 Se io considero la mia libertà più grande della relazione, sono un anarchico,  e la relazione salterà sempre. Posso salvare la relazione soltanto se continuo a donare; ma è nella libertà che trovo il modo sempre nuovo di donare. Il dono non è mai lo stesso, e chi lo ha ricevuto non può mai rivendicare pretesa nei confronti di chi ha donato. Il donatario deve a sua volta divenire donatore. E' in questo atto di continua donazione che si salva sia la libertà di ognuno sia la relazione.

                                 don carmelo Guarini

domenica 5 aprile 2026

L'incontro

 

                  L'incontro autentico è incontro con l'uomo nuovo

Ci sono incontri che in verità non sono incontro, dal momento che riducono l'esistenza ad una rovina. 

Ci sono  incontri  che fanno risorgere un'esistenza : fanno sì che le ferite cicatrizzino e un'esistenza distrutta torni a sperare.

                  L'incontro è sempre imprevedibile e improbabile, come quello con Gesù Risorto

L'incontro con l'uomo nuovo è l'incontro con un improbabile che disegna un destino, ma senza che la libertà venga annullata o sia sottomessa al caso.  Chi ha creduto nel potere e nel dominio in questo mondo, finisce l'esistenza nell'illusione e nella delusione della libertà. Le ferite dell'esistenza si chiudono, cicatrizzano quando l'uomo nuovo prende il posto dell'uomo vecchio. 

                  Storia e teologia procedono guardando all'avvenire e all'eternità, come d'altronde la scienza e la fede

Ha scritto Jean Guitton in Storia e destino : " Lo spirito, di fronte alla vita, oscilla tra due spiegazioni, ugualmente mitiche : caso e sorte. Il caso è il mito imposto dalla scienza moderna, che si è costruita come rifiuto della finalità. La sorte era il mito antico, che rifiutava la libertà. ".

                  L'esperienza mette in gioco tutta l'esistenza e non solo la ragione

L'esistenza  storica è un'esperienza che supera il mito : fa esperienza dell'uomo vecchio, quello che tiene aperte le ferite e ne apre di nuove;   ma fa esperienza anche dell'uomo nuovo, quello che vede le ferite cicatrizzate. L'antichità considerava il destino in maniera tragica : teneva le ferite aperte, non permetteva alla libertà di far cicatrizzare le ferite.      La scienza moderna non valorizza abbastanza la libertà dello spirito, che considera il distacco (ossia la rinuncia a trovare ) come la via per superare l'anarchia dell'Io.  " Fai un sacrificio, una rinuncia a un desiderio, e questo ti donerà il meglio, molto più di quello a cui hai rinunziato ". 

                  L'uomo nuovo mostra le cicatrici, non più le ferite sanguinanti

Ogni incontro con l'uomo nuovo è incontro con Gesù Risorto : non si vedono più ferite sanguinanti; si vedono cicatrici, cariche di una memoria di luce, di una speranza che non muore, di una fiducia nell'avvenire e nell'Eterno. Anche l'ultima ferita, quella che sembra non chiudersi mai, ossia la Morte, può vedere già in Gesù Risorto le cicatrici di una vita che non muore più! Che dire altro?   BUONA PASQUA di RESURREZIONE !

                                         don Carmelo Guarini

giovedì 2 aprile 2026

Sfida alla Storia

 

                Il Cristianesimo non è stato un mito; neppure ha sfidato la mitologia greca e romana. La Storia è il suo centro d'interesse.

La mitologia greca e romana era stata sfidata dalla fede di Abramo nel Dio Uno e dalla fede di Mosè nel Dio legislatore. La storia di Israele era stata segnata dalla fedeltà e dall'infedeltà : la scelta tra Dio e gli idoli era sempre stata ribadita dai profeti. Ma la fede d'Israele non sembrava capace di perseguire una Storia nuova : poco rivoluzionario  appariva il suo impegno nella Storia.

Il Cristianesimo, fin dagli inizi, ha voluto una Storia nuova. La sfida veniva dal suo fondatore : la storia antica era fatta di guerre, ricchezza, dominio, successo e celebrità; la Storia nuova doveva essere tutt'altro.

                 Quale sfida il Cristianesimo lanciava alla Storia?

I miseri e i ricchi venivano invitati entrambi a scegliere la povertà, considerata più grande della ricchezza. I dominatori potevano assumere un metodo nuovo per il protagonismo nella Storia: un servizio non da schiavi, ma da uomini liberi che intendono vivere la reciprocità dei doni. Per il fatto che non si nasce uguali ma diversi, ognuno può ,  attraverso il dono reciproco , ricevere e donare ciò che manca all'altro. Il comandamento nuovo è il dono di Gesù Signore al paganesimo e all'ebraismo.

                  Nel Medioevo la conversione dei popoli è stata di massa; a partire dalla Modernità la conversione diviene personale

La sfida del Cristianesimo alla Storia per oltre un milennio ha riguardato la conversione dei popoli; a partire dalla Modernità, quando viene in rilievo l'individuo, riguarda la conversione personale. Il motivo per il quale il Concilio Vaticano II ha voluto l'aggionamento dell'evangelizzazione e della catechesi risiede nel cambio d'interesse : ora la persona, non più un popolo, è soggetto di conversione al Vangelo. La rottura tra fede e cultura,  e tra Agàpe e Mondo, rottura che nella Modernità sembra approfondirsi, interpella la persona a scegliere.

                  Una nuova relazione Chiesa  -  Mondo 

La Chiesa sceglie non di contrapporsi al Mondo, giudicando e condannando, ma di dialogare con il Mondo, poichè lo considera  intellettualmente adulto, ma ancora esistenzialmente arretrato. Il Mondo non è ancora capace di considerare lo sviluppo, tenendo insieme la tradizione e l'avvenire  dello spirito. La Chiesa sbaglierebbe se si arroccasse in una tradizione di forme esteriori  e trascurasse l'essenziale dell'esperienza spirituale. "E' lo Spirito che dona la vita, la carne non giova a nulla." .   Questa parola del Vangelo è un invito a considerare l'evoluzione guardando alla realizzazione umana nel futuro più cha a ciò che si ritiene sia avvenuto nel passato. Si diviene liberi di scegliere quando si è privati di tante condizioni esteriori, divenuti condizionamenti della libertà. La distanza tra Chiesa e Mondo si accorcia se si tiene presente ciò che diceva sant'Agostino: "La Chiesa ha figli fra i suoi nemici e nemici fra i suoi figli.". Lo Spirito agisce senza  condizionamento  dell'organizzazione, anzi ricrea ciò che il fare troppo umano demolisce!

                                                don Carmelo Guarini