" Un segno, ecco ciò che siamo, privo di senso
( ......................... )
e abbiamo quasi perduto
la parola in luogo estraneo " ( Hoelderlin )
Hoelderlin dice in poesia ciò che A. Camus ha ripetuto nel romanzo Lo straniero. A cosa è dovuto questo senso di estraneità che si sperimenta quando si è scelto l'assurdo ?
E' straniero il mondo che si abita oppure è l'uomo che si sperimenta straniero nel mondo che lo abita? L'assurdo è quello del mondo o quello dell'uomo che non si sente in patria ?
Ha scritto Thomas Merton nel suo Diario ( 1953) :
" Il solitario sa meno di tutti gli altri uomini qual'è la sua via eppure è più sicuro,
perchè c'è una cosa di cui non dubita : va nella direzione indicatagli da Dio, e
proprio per questo non conosce la via. "
La solitudine è una rivoluzione più radicale di quella del '68, che non è stata capace di andare sino in fondo (la rivoluzione della parola ha lasciato la relazione nella confusione ). La solitudine sceglie la via del mistero e della fiducia in colui al quale affida il proprio destino. Gesù ha detto " Io sono la Via - la Verità - la Vita". Ha personalizzato la via : camminare con lui è un atto di fiducia, si scopre il proprio destino. Ha personalizzato la verità : non si tratta di astrazione, ma di una ricerca - verifica nelle sue parole. Ha personalizzato la vita : non si passa di esperienza in esperienza, ma di una continuità dell'esperienza dell'amore, del donare la vita.
La solitudine ricerca il silenzio più che il rumore,
più la meditazione che il conflitto delle idee,
più lo scomparire che il successo o la carriera.
Nella solitudine si diviene più capaci di relazione
e di comunione : l'attenzione verso l'altro è quanto quella che si pone
nei propri confronti.
don Carmelo Guarini