lunedì 18 maggio 2026

Il progetto e la modernità

 

                 La modernità guadagna il processo e perde il progetto

Ciò che l'antica filosofia greca aveva guadagnato, la modernità lo ha perduto. Cosa aveva guadagnato il pensiero greco? Il pensiero allo stato iniziale e il progetto allo stato finale. I verbi idein e theorein indicano il progetto allo stato iniziale e allo stato finale. Il vedere rimanda al progettare :  l'azione ha un'origine e un fine, ma riceve dal Logos il progetto da realizzare. Il cristianesimo dei primi secoli (teologia e filosofia) ha approfondito la metafisica di Platone e Aristotele.

Hegel, Darwin, Marx, Freud, ecc. promuovono la scienza, la storia, in defintiva il processo e la rivoluzione, ma perdono il progetto allo stato iniziale e finale, ossia l'origine e lo scopo del divenire. Ignorare il progetto a favore del processo ha fatto guadagnare sviluppo alla scienza e alla storia, ma ha destabilizzato lo spirito sino a farlo scomparire. Così è nato il totalitarismo fascista e nazista e il totalitarismo comunista; oggi assistiamo al processo del totalitarismo burocratico. La storia e la scienza hanno permesso di guadagnare lo spirito del tempo, ma hanno finito col perdere il tempo dello spirito.

                 Ciò che la tarda modernità deve riguadagnare è la persona insieme alla comunità

Ragione e individualismo sono state le categorie guida della modernità : portate  all'estremo, hanno finito per mettere fuori gioco la fede-fiducia (basic trust) e la relazione, due categorie alla base della comunità. L'argomentazione finisce nell'astrazione; la narrazione, come racconto della persona e della comunità,  è considerata inferiore all'argomentazione. Il vissuto viene relegato nel privato: è diritto dell'individuo tenerlo nascosto, mentre nel dibattito pubblico contano soltanto le oèpinioni. Ciò che la tarda modernità ha bisogno di guadagnare   è l'unificazione tra il pensare e il vivere. La dissociazione tra ciò che si pensa e ciò che si vive conduce alla solitudine, alla depressione, all'ansia per il domani. Si è perso il fine del traguardo, perchè è stato eliminato il perchè. Il come agire e come vivere non ha più una guida interiore. La propaganda domina il pensare : il bisogno di droghe materiali e virtuali tenta di riempire il vuoro interiore. 

                  Ricchezza e potere non possono sostituire libertà - fraternità - dono reciproco

Ricchi sempre più ricchi, ma i poveri sono aumentati. Anche le associazioni che hanno fatto ricorso al denaro pubblico, piuttosto che al dono dei privati, nonostante  le buone intenzioni, hanno fatto perdere valore agli ideali.  Il pragmatismo che vince sul pensiero fa perdere libertà e fraternità. Queste si sviluppano quando la persona è messa nella condizione di donare liberamente e di far crescere la fraternità senza discriminazioni. 

La tarda modernità usa ancora  la carta igienica  più  dell'acqua. Ma non va dimenticato che  san Francesco d'Assisi aveva lodato l'acqua come "pura, gioiosa  e casta". L'acqua corrente, non l'acqua stagnante, pulisce l'intimo meglio della carta igienica.

                                   don Carmelo Guarini

venerdì 15 maggio 2026

Silenzio e distacco

 

                     Musica e preghiera

" Sulla corda del silenzio ", diario spirituale di S. Bulgakov si potrebbe leggerlo ascoltando J. S. Bach, l'Aria sulla quarta corda e il brano cantato della Matthaeus Passion Erbarme dich, mein Gott : "il silenzio che pesa più della parola, la parola che pesa più del silenzio".

                     La vita spirituale è contro l'esibizione del potere

La pietà che sostituisce la violenza e la crudeltà : dopo aver pregato nell'angolo più recondito della casa, dove nessuno ha visto l'orante se non Dio che vede nel segreto, come Gesù Signore ha invitato a fare, ecco che nasce nel cuore il progetto della città di Dio.   Invece di un fondamento sanguinario e fratricida, la concordia nella diversità, come ha raccomandato l'enciclica di papa Francesco Fratelli tutti.

                     Il lavoro della preghiera è combattere l'esibizionismo

Se l'orante getta l'intelligenza in Dio Amore, se fa conto del dono e non del calcolo, se la sua preghiera è abbandono al Dio della vita e della resurrezione da morte, allora riceverà da Dio ciò che ha donato. Se nella sua preghiera s'infiltra il calcolo, indietro Dio non gli farà tornare che il calcolo. Se colui che prega s'abbandona con fiducia all'amore di Dio, vedrà tornargli una risposta d'amore.  Il potere esibisce la forza, detesta la debolezza. Nietzsche non era riuscito a vedere nella debolezza la forza del cristianesimo. In realtà il credente che riconosce la sua debolezza, lascia che sia Dio a mostrare in lui la forza. " Il regno dei cieli è dei violenti " :  leggiamo nel Vangelo. Ma questa violenza è la non violenza di Gandji, di Martin Luter King e di tanti altri che da Gesù avevano imparato " chi di spada ferisce, di spada perisce ".

                    Una pratica disarmata e disarmante

Silenzio e distacco non sono fuga dal mondo; sono al contrario una pratica disarmata e disarmante della preghiera. Invece di invocare il Dio della guerra, prega il Dio della pace!  Da Gesù abbiama saputo con chiarezza che Dio non condivide la guerra, lo sterminio, l'olocausto. Perchè Dio abbia permesso la prima guerra di Caino contro Abele, e tutte le altre che sono seguite, non lo sapremo mai in questo mondo. Sono troppi i misteri che ci disarmano e che ci invitano a disarmare. Forse Dio ha voluto che liberamente e con intelligenza diventassimo consapevoli della superiorità della non-violenza sulla violenza. Questa presa di coscienza richiede tempo, secoli e millenni : l'intelligenza naturale lo comprende, l'intelligenza artificiale no se qualcuno non glielo insegna.

Col disarmo si può ottenere molto di più  in tutti i campi dell'agire umano!

                                             don Carmelo Guarini


mercoledì 13 maggio 2026

Il lavoro della preghiera

 

                    La preghiera è un lavoro per ottenere la mitezza e la semplicità di vita

Il libro di S. N. Bulgakov , Sulla corda del silenzio - Diario spirituale (1924-1925) , è testimonianza di vita spirituale. La preghiera è un combattimento. Scrive : " Tutta la notte sono stato triste e afflitto. Mi sentivo immerso in una tenebra profonda, e tutta la mia vita mi è sembrata un errore e una sventura. Io sentivo dentro di me e su di me un respiro di morte (...)  Ho pregato,  ho chiamato Dio , ma non avevo le forze per farmi strada in questa cupezza. ".

Se manca la luce per orientarsi, se manca la forza di fronte all'ingiustizia e alla crudeltà, allora si può chiedere luce e forza con la fede di ottenere questi doni. Senza pretendere, ma perseverando nel chiedere.

                   Lo Spirito Santo non è contro il Padre e contro il Figlio, ma dice il loro amore reciproco

Perchè Peter Tiel è venuto in Italia a parlare dell'Anticristo che ha identificato con il Papa? Per parlare teologicamente è necessario mettersi prima in ginocchio, fare discernimento spirituale, ossia chiedere a Dio una luce sugli avvenimenti e sulle persone. Cosa voleva Peter Tiel ? fare pressione sul Papa perchè giustificasse le guerre? Perchè l'amministrazione americana continua a suscitare guerre nel mondo? Gli USA non si sono accorti di aver perso tutte le guerre dopo il 1945? La seconda guerra mondiale è l'ultima guerra che hanno vinto; poi le hanno perse tutte. Si direbbe che si sono montata la testa dopo la vittoria del 1945. L'Europa, dopo secoli di guerre intestine, ha capito che la guerra non è la strada per risolvere conflitti e contese. 

                  La preghiera suscita una lotta non violenta per il reciproco riconoscimento

All'alba la sentinella annunzia che è passato il pericolo della notte. Il nemico ha rinunziato alla lotta armata. I contendenti hanno scelto di parlarsi ; dapprima ognuno ha rivendicato le sue ragioni e i suoi interessi, poi ognuno ha riconosciuto gli interessi e le ragioni dell'altro.         Dal reciproco riconoscimento tutti ci guadagnano; dalla distruzione della guerratutti ci perdono. 

Quando la preghiera non è un atto formale ma un lavoro che impegna tutte le forze (l'intelligenza e il cuore insieme), allora la risposta di Dio diviene chiara per tutti : ognuno rinunzia a qualcosa, ognuno guadagna molto di più. La vita vince sulla morte. La pace vince sulla guerra. Nella preghiera si capisce il contro-corrente : la rinunzia ai soldi pubblici nel portare avanti un lavoro diventa guadagno quando ognuno ci mette del suo. Ciò che è proprio lo si utilizza meglio, mentre si sperpera il denaro pubblico.

                                    don Carmelo Guarini

martedì 12 maggio 2026

Il limite e l'indifferenza

 

                 Il limite può rimanere neutrale di fronte all'indifferenza e all'infinito ?

Il limite, proprio perchè è finito, deve scegliere, deve prendere posizione tra l'indifferenza e l'infinito. Se sceglie l'indifferenza, vuol dire che l'oppresso si rassegna all'oppressione, l'assediato si rassegna all'assedio, chi non conosce  si rassegna all'ignoranza. Se sceglie l'engagement, come diceva Sartre, è perchè riconosce che l'uomo è l'assoluto (non c'è altro assoluto), ma questa esibizione di onnipotenza sarebbe una finzione: l'uomo si finge infinito, mentre è soltanto finito. La sua manifestazione di onnipotenza sarebbe soltanto a fior di pelle, in realtà non sarebbe superamento dei limiti. La scelta del finito potrebbe essere quella dell'affrontement : il porsi del finito difronte all'infinito.

                 Il conflitto quali possibilità apre tra il rimanere indifferente del finito ed il suo tendere verso l'infinito ?

Il cominciamento della relazione è la fiducia (basic trust) o il conflitto ? Se non credo all'esistenza dell'altro, può il conflitto essere il cominciamento della relazione ? Posso partire dal conflitto per il riconoscimento dell'altro, ma devo giungere alla fede, devo cioè riconoscere le diversità e gli interessi contrastanti, se voglio che la relazione non rimanga nell'indifferenza. La fiducia di base ed il conflitto spingono a superare il limite del finito, sono il motore del cammino verso l'infinito.

                  La ricerca è l'antidoto all'indifferenza : il finito muove verso l'infinito

Con la fisica quantistica la scienza smette di essere l'ultima religione. Ora il vero problema della scienza diviene la necessità di una spiritualità, ossia il come scegliere. Come dice Carlo Rovelli "la cattiva cosciemza dei fisici" può compiere scelte sbagliate. Non si può dare la colpa della bomba atomica soltanto ai politici; i fisici avevano la responsabilità di prevedere cosa sarebbe stato possibile fare con la bomba. Avrebbero potuto decidere di non realizzarla, e quindi di non consegnarla ai politici. 

                  Il superamento del conflitto parte dal riconoscimento delle diversità e degli interessi altrui e di quelli propri

Io non sono l'infinito. L'altro non è l'infinito. Il riconoscimento del finito conduce a credere che l'infinito si trova nella fiducia e nel conflitto : chiede il superamento incessante del dominio e del possesso. L'esperienza dice che tutti ottengono di più quando donano, non quando pretendono di avere e dominare.

                             don Carmelo Gaurini

sabato 9 maggio 2026

Ripetitivo e inventivo

 

               Il rito caratterizza la tradizione. La rivoluzione s'identifica con l'invenzione.

Il rito afferma la tradizione : richiama alla memoria le origini, è un memoriale, assicura la continuità del percorso attraverso il ripetere.

L'inventivo è l'evento di rottura, inserisce nel percorso un discontinuo, ma non intende distruggere nè la tradizione nè il rito, semmai vuole reinventare.

               Evoluzione contro creazione ?

Chi immagina che l'evoluzione distrugga l'evento della creazione finisce con l'affermare il prevalare dell'assurdo sul mistero, e del disordine sull'ordine. Affinchè la trasformazione prevalga sull'entropia occorre che ci sia un ordine che vinca sempre sul disordine. L'ordine riesce a trarre dal disordine un ordine più grande; il primato del disordine finirebbe col distruggere ogni senso di ordine. Un'evoluzione sensa creazione finirebbe nel prevalere dell'entropia. La creazione offre all'evoluzione sia il senso sia il fine : mostra la trasformazione, non la distruzione, di ciò che è inferiore in ciò che è superiore.

              Dialogo o dialettica ?

Perchè il dialogo platonico è più efficace della dialettica hegeliana? Platone è superiore a Hegel sebbene sia vissuto più di due millenni prima. Hegel ha considerato il primato dello spirito del tempo sul tempo dello spirito, ossia il tempo superiore all'eternità. In realtà il tempo manca di durata, mentre l'istante è il segno premonitore dell'eternità. Lo spirito del tempo  è  propriamente ciò che è alla moda, un miraggio nel deserto, una storia che si vorebbe eternità, ma non riesce a far vivere il passato nel futuro. Che cos'è il tempo dello spirito? E' la pace che viene da una trasformazione interiore e riesce a cambiare lo spirito del tempo che è il conflitto.

              Distruzione di ciò che è inferiore o trasformazione dell'inferiore in superiore ?

Ciò che la creazione assicura all'evoluzione è la trasformazione, non la distruzione, di ciò che è inferiore in ciò che è superiore. La vita biologica non viene distrutta ma trasformata in vita dello spirito. La vita psichica viene sublimata, non distrutta, dallo spirito. La creazione assicura all'evoluzione una direzione, un senso.

L'inventivo non distrugge il ripetitivo, lo reinventa; ricrea un nuovo ordine quando un disordine è emerso. L'ordine si trasforma, non è distrutto dal disordine. Ciò che i conservatori e gli innovatori non hanno ancora compreso, quando vogliono che il conflitto dia vittoria agli uni ed elimini gli altri, è il primato del dialogo sulla dialettica; seguono lo spirito del tempo, invece di guadagnare il tempo dello spirito!

                                           don Carmelo Guarini

giovedì 7 maggio 2026

La tristezza e la gioia

 

         " Quando alcuni scoprono l'amore, capiscono perchè altri hanno cominciato a odiare. " Il film Terra amata (1995) racconta come nascono l'odio e l'amore.   La tristezza e la gioia sono intimamente legate all'odio e all'amore : colui che odia è sempre triste; colui che ama è sempre nella gioia. La catena di odio si spezza quando l'amore fa vivere una vita nuova. Il film Terra amata (1995) utilizza il racconto per far vedere che amore e odio non rimangono sentimenti nascosti nell'interiore, essi danno origine a comportamenti nuovi.

                          Il racconto di violenza e di crudeltà genera odio

Propaganda di odio si respira in tutte le espressioni di violenza : il racconto della violenza virtuale si somma a quello della vita reale. La corruzione parte sempre dall'interno, ma raggiunge molto presto i comportamenti.                        Il racconto mostra che la testimonianza è più efficace dell'argomentazione: la tarda modernità si è accorta di aver sopravvalutato l'argomentazione e di aver sottovalutato la testimonianza di ciò che accade. 

                          Il racconto del dolore (proprio e altrui) genera la compassione

Nel film Terra amata (1995) due esperienze di morte e di violenza vengono valorizzate per avvicinare due mondi lontani di bianchi e neri. Il cambiamento interiore porta ad approfondire la ricerca della verità : l'argomentazione è rivalutata, non disprezzata. Perchè un giovane bianco ha iniziato ad interessarsi dei negri, ha creato per loro qualcosa che li aiutasse a venir fuori dalla povertà e dall'emarginazione? Credere che l'amore può vincere i pregiudizi : questo il motore del cambiamento!

                           Materialismo e spiritualismo mostrano di non avere il senso del limite

Il materialismo esalta la materia e nega lo spirito; lo spiritualismo nega la forza della materia ed esalta lo spirito. Imperialismo e socialismo, quando parlano di lavoro e di economia, sono troppo materialisti; non considerano nè la libertà nè la dignità del soggetto umano, ma relegano la libertà e la dignità nel regno dello spirito, ossia quel regno di idealisti che sembrano non avere il senso di questo mondo. 

La tristezza e la gioia non vivono nell'isolamento; vivono soltanto nella condivisione. Chi fa soffrire, crea tristezza per sè e per l'altro. Colui che ama, mette nel mondo più gioia, per sè e per gli altri.

                                      don Carmelo Guarini

                      

domenica 3 maggio 2026

La politica e l'assurdo

 

                   Aristotele diceva skolé il tempo libero. Dunque la scuola non è tempo obbligato; è tempo libero nel quale si cerca e si crea.

I discepoli di Sartre vanno a scuola da Camus : vogliono capire come si può fondare la politica sull'assurdo. Sartre, infatti, crede sia nell'assurdo sia nella politica.

I discepoli di Sartre domandano a Camus : Sartre crede nella politica perchè vuole sfuggire o rivoltarsi all'assurdo ? Domandano ancora : possono i proletari rinunciare a diventare borghesi?

In termini attuali : un miliardo di cinesi potranno ancora credere nel comunismo dopo che hanno visto meno di un milione di cinesi divenire oligarchi e ricchi, mentre il miliardo è rimasto ancora nella miseria?

                 Assurdo, in filosofia, è ciò che non ha senso. L'intelligenza aiuta a conoscere ciò che ha significato. 

La modernità occidentale ha sbagliato quando ha esaltato l'argomentazione e ha denigrato la narrazione. Si pensava che l'argomentazione fosse il motore della scienza e dello sviluppo, mentre la narrazione veniva considerata come un retaggio del passato arcaico. Tuttavia, quella di Marx, Freud e Nietzsche non è stata una narrazione dell'economia, della psiche, del relativismo e del nichilismo? Certo, il romanzo è stato il racconto moderno, ma quel racconto è individualizzato (ognuno  lo legge chiuso nella sua camera, come fosse in un bunker), non c'è legame col resto, salvo quando, come fa Musil, denuncia L'uomo senza qualità.

                  La narrazione ha una funzione fondamentale anche in politica

Il buddismo appare indifferente alla politica, almeno se lo si  paragona all'ebraismo e all'Islam, a meno che, per compassione, i monaci buddisti non si lascino bruciare vivi da quegli oppressori del popolo che non voglion riconoscere libertà e dignità. 

Cristianesimo e  cattolicesimo hanno approfondito nel corso dei secoli il problema della guerra e della pace. Oggi non tutti i cristiani e i cattolici sono sempre per la pace e contro la guerra, ma la coscienza si è affinata, c'è più confronto. Si vede che dietro la produzione di armi c'è interesse economico di alcuni. Si vede meglio che la dipendenza economica rende possibile la dipendenza politica. Si vede che la difesa della sovranità si regge spesso sulla disinformazione.

In sintesi : quando la politica abbandona il diritto e l'intelligenza, cade vittima dell'oppressione e dell'assurdo. Occorre riportarla alla ragione, al confronto e all'incontro !

                                   don Carmelo Guarini