giovedì 1 ottobre 2026

Amicizia

 

                        L'amico diviene nemico ( o avversario ) quando trascura la libertà e la relazione di fiducia

L'amicizia lega la libertà propria e quella dell'altro alla relazione di fiducia. L'amico non guarda l'altro come avversario, ossia non utilizza la libertà per un proprio vantaggio ma per la crescita della fiducia reciproca. Perchè l'amico rimanga amico, e non divenga avversario, occorre lasciargli la libertà  e non ritirare la fiducia.                                                                            .

L'amicizia ha questo di grande : la felicità non viene trattenuta per sè, ma viene donata. Solo nel donarsi la felicità rimane, anzi si moltiplica ossia diviene reciproca.

                        L'amicizia coltiva anzitutto il pensiero, perchè l'azione non sia ambigua

L'amico non è colui che cerca di imporsi; è piuttosto colui che dona e lascia libero l'altro di esprimere se stesso. E' nella libertà che si esprime meglio il dono della vita. E' proprio questo che Gesù dice ai discepoli : " Non vi chiamo più servi ma amici. "    E' la fine del rapporto servo - padrone. Dio come amico, non come padrone. Ogni uomo come amico, non come padrone. E' finito il tempo della  schiavitù. Gesù fa entrare la storia nel tempo dell'amicizia.

                      L'amicizia moltiplica gli effetti dell'azione, perchè si è in due ad agire, non si è più soli

L'amicizia con Gesù ha reso efficace l'azione di Paolo e la contemplazione di Giovanni. Due storie di vita diverse; due caratteri diversi. Due modi diversi di vivere il Vangelo.  Ciò che li rende amici è l'incontro con Gesù.  La pratica del suo messaggio li avvicina, ma non li rende uniformi, lascia ad ognuno il proprio.  L'umano viene trasformato e valorizzato in ciò che ha di meglio. La comunità viene vissuta non come sistema di leggi, ma come amcizia, come vita che s'ispira alla relazione trinitaria.

L'amicizia  di Paolo e Giovanni  con Gesù ha due punti forza : la fiducia nella "LIETA NOTIZIA" (che è fiducia nella persona di Gesù) e la libertà dell'amore (che è un di più rispetto alla Legge). Rimane la domanda  : per conquistare il mondo è necessario soltanto fargli la guerra oppure si potrà cambiarlo donando la propria vita? La risposta  è in  Gesù, Via - Verità - Vita.

                                    don Carmelo Guarini

mercoledì 30 settembre 2026

Il gioco

 

                    Il gioco tra filosofia e teologia

L'interesse mette in moto il gioco, ma il momento decisivo del gioco è proprio il dono. Così Klaus Hemmerle, nel suo scritto Preludio alla teologia.

Possono la filosofia e la teologia, invece di rimanere per molti una cosa pesante e inaccessibile, divenire un gioco che suscita interesse ?

                  Esistenza e linguaggio, che riproducono il sistema, non divengono condizione di cambiamento

                                        Il dono disprezzato

                                         L'interesse depresso

                                         Il gioco sporco

 

                                        L'esistenza brucia il cambiamento

                                        Il linguaggio astratto e spaesato

                                        Il buon senso non basta - la tristezza domina

                 La poesia è un gioco : a volte è trasparente, altre volte nasconde, ma dice sempre l'esistenza e l'oltre

Una strofa di Victor Hugo, poeta :

                                        Siate come l'uccello posato per un attimo

                                        su rami troppo fragili,

                                        che sente la fronda piegarsi e canta tuttavia

                                         sapendo di avere le ali.

La vita, o meglio l'esistenza come un gioco, che neppure il dolore o il male possono piegare; l'interesse per la riuscita sa di avere le ali del dono, quello ricevuto e quello da restituire.

                  Una riflessione storica : come il tema del gioco si è sviluppato da Pascal a Teresa di Lisieux

Pascal ha fatto passare il gioco dal divertissement al ressentissement (dal divertimento alla convinzione profonda), superando il ressentement (il risentimento) per la perdita. Ma la convinzione profonda in Pascal è ancora un lavoro che si avvale dello sforzo della conquista. In Teresa il gioco le fa vivere il  dono come uno sforzo senza sforzo. Vivere il Vangelo è divenuto per lei un fatto naturale. Teresa quasi non sente più il dolore e la sofferenza, neppure la perdita della fede la inquieta : le ali del dono senza misura hanno fatto dell'esistenza un gioco, e nessuna perdita  le  toglierà la gioia. 

                                          don Carmelo Guarini


lunedì 28 settembre 2026

Poesia e teologia

 

              La poesia esprime meglio della prosa l'incontro della teologia cristiana 

con la  modernità

Questo è il giudizio che Von Balthasar dava della teologia di san Giovanni della Croce.

Con questa strofa tra l'anima e lo Sposo, san Giovanni della Croce  ammicca al Cantico dei Cantici, il testo più teologico della Bibbia ebraica, come la Prima Lettera di Giovanni è il testo più teologico della Bibbia cristiana.

                                     Buscando mis amores

                                     iré por esos montes y riberas,

                                     ni cogeré las flores,

                                     ni temeré las fieras,

                                     y pasaré los fuertes y fronteras.

La ricerca della relazione d'amore è più potente della sola razionalità. La relazione tra Colui che attrae e colui che è attratto dice qualcosa in più dell'aver fiducia. La relazione d'amore implica l'aver fiducia, ma si spinge ancora più in là sino a farsi dono.

                  La ricerca, in san Giovanni della Croce, diviene fiamma d'amor viva e i sensi lampade di fuoco

Queste due strofe comunicano un'esperienza di relazione, cantano la profondità dell'incontro

                                     Oh llama de amor viva,

                                      que tiernamente hieres

                                      de mi alma en el màs profundo centro !

                                      Pues ya no eres esquiva,

                                      acaba ya, si quieres;

                                      rompe la tela de este dulce encuentro.

Il mancato incontro può dipendere dal fatto che i sensi non siano diventati spirituali, preferendo la tenebra alla luce, e il calore del sole al calore dell'Amato ( Querido ).

                                      Oh lamparas de fuego,

                                      en cuyos resplandores

                                      las profundas cavernas del sentido,

                                       que estaba oscuro y ciego,

                                     con estranos primores

                                      calor y luz dan junto a su Querido.

La ragione umana  manca il bersaglio se non è illuminata da Colui che dona l'amore. Eros non basta ;  il desiderio  trova nell'Agàpe la reciprocità del dono. C'è un creatore del dono, e c'è una creatura che risponde al dono d'amore. La poesia dice gratitudine e lode : il canto è una preghiera al quadrato!

                                don Carmelo Guarini


                                     

giovedì 24 settembre 2026

Una pratica

 

               Il nemico contemporaneo del cattolicesimo è una pratica, non un'ideologia

Il pensiero può fornire un fondamento alla coscienza storica contemporanea : la cultura dominante è caratterizzata dalla prassi, non dalla teoria.  Parole e argomentazione, pro e contro, servono poco in una cultura dominante caratterizzata dal pragmatismo, o meglio servono soltanto nella difesa della propria prassi.

              L'ateismo libertino è una pratica, non un'ideologia

Un pensatore latino-americano, Methol Ferré, lo ha espresso con chiarezza : " L'ateismo libertino non è un'ideologia, è una pratica. Ad una pratica occorre opporre un'altra pratica. ".  Vuol dire che non si cerca un fondamento teoretico o intellettuale al proprio agire, ma si da per scontato che la felicità coincida col "mi piace". In questo modo si esclude il sacrificio, che è il "non mi piace", ossia ciò che è necessario per ogni conquista. Non c'è unificazione interiore senza sacrificio. Non c'è amicizia e relazione autentica senza sacrificio.

              Il sacrificio valorizza il dono, ossia il calcolo incommensurabile

Julia Kisteva, in una conferenza sulla sofferenza, nella cattedrale di Notre-Dame il 19 marzo 2006, ha evidenziato che "la sofferenza di Gesù genera la compassione". Imparare a soffrire e a condividere la sofferenza è l'antidoto alla nuove malattie dell'anima. Tossicomania, ludopatia, vandalismo e violenza, isolamento e abbandono : queste e altre malattie dell'anima possono essere condotte a guarigione da una duplice pratica. Anzitutto da una pratica interiore : unificare la propria vita intorno ad un asse generatore, superando i condizionamenti delle mode e dei comportamenti dominanti. In secondo luogo, la relazione autentica di amicizia va cercata e realizzata nell'incontro dal vivo; l'incontro virtuale sui social è troppo stereotipato per essere vero. Nella pratica dell'incontro si fa una scoperta : si dona all'altro ciò di cui l'altro ha veramente bisogno, non ciò che mi suggerisce l'immaginazione.

              La pratica risolve la situazione conflittuale

Una stranezza nella prassi contemporanea è quella della contrapposizione argomentativa, quella nella quale ognuno difende la propria posizione all'infinito, non volendo giungere alla condivisione. L'ateismo libertino come potrebbe guadagnare la fede in Dio, e più ancora la fede in Gesù, Dio-Uomo?  Con una pratica che unifichi il corpo, la psiche, lo spirito. Se si è presi solo dal benessere del corpo, è perchè la psiche è condizionata dalla propaganda consumistica (sui media e sui social la propaganda occupa tutto lo spazio).  Lo spirito mostra il suo carattere trasformativo quando pratica la meditazione, l'incontro, quando vince l'io egocentrico.

                               don Carmelo Guarini

lunedì 21 settembre 2026

Integrazione

 

                    Dalla globalizzazione all'integrazione europea

Le nazioni europee non hanno capito che l'azione più urgente da compiere  era l'integrazione dell'Europa. Dopo la seconda guerra mondiale  gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica se l'erano spartita. A partire dagli  anni Novanta, la priorità doveva essere di liberarsi dal dominio statunitense  e della federazione russa. Un'Europa autonoma e indipendente bisognava costruire!  

                   Il delirio imperialista e l'egoismo nazionale hanno compromesso l'impresa

Il colonialismo imperialista delle nazioni europee ( Regno Unito - Francia - Germania - Italia - Olanda - Belgio - ecc. ) alla fine del Novecento era praticamente finito; era rimasto però l'egoismo nazionale che impediva l'integrazione economica e una  difesa militare  comune. Come ha fatto notare Varoufakis, la Banca Centrale Europea non basta, è necessario un Tesoro Europeo ( un fisco comune ). Ciò che l'egoismo nazionale non ha voluto. Anche la NATO non serve più, gli Stati Uniti non la vogliono. Bisogna realizzare una difesa europea, non un riarmo dei paesi-nazione.

                   Il retroterra culturale : il cattolicesimo, non il protestantesimo, può aiutare l'Europa a integrarsi

Il protestantesimo continua a dividere.  Non a caso Max Weber  vedeva  legato il destino del capitalismo al protestantesimo. Il cattolicesimo può unire, mettendo insieme l'impresa privata con il bisogno di socialismo, ossia di ridistribusione della ricchezza.  Tassare i ricchi è un tabù o può essere un ideale da perseguire ? Se i  ricchi ridistribuiscono la ricchezza ( e la loro scelta è essenziale e necessaria; se fosse un'imposizione non condivisa, diverrebbe motivo di conflitto ), potrebbero ritrovarsi una società più coesa, con meno contrapposizioni. Più si è uniti, più cresce la ricchezza comune.

                  La Chiesa, con la Caritas, fa opera di assistenzialismo, ma questo non è ancora un progetto politico

Come far entrare nuovamente la giustizia e la solidarietà sociale in una realtà segnata dalle nuove malattie dell'anima          ( tossicomania, ludopatia, vandalismo e violenza, isolamento più che solitudine ) ?     Su questo si gioca la sfida educativa. La catechesi dei Neocatecumenali ha un progetto politico?  E altri movimenti ecclesiali, come Comunione e Liberazione e  il Movimento dei Focolari  hanno sviluppato un progetto politico comune? La loro testimonianza sulla condivisione dei beni  spirituali e materiali è senz'altro esemplare, ma il loro servizio alla causa comune della Chiesa richiede qualcosa di più. Intanto un approfondimento teologico sulla condivisione dei beni spirituali e materiali; in secondo luogo, un progetto politico comune che aiuti l'integrazione dell'Europa.

Il diritto canonico è più vicino alle costituzioni statali europee che alla sharia dell'Islam. I musulmani in Europa devono integrarsi al diritto romano e civile dell'Europa; se vogliono la sharia, dovranno scegliersi uno stato islamico integrista. 

L'integrazione la si favorisce quando si parla chiaro e si agisce in coerenza con ciò che si professa!

                                             don Carmelo Guarini

sabato 19 settembre 2026

Missione

 

                   La missione rimane fragile, senza coscienza storica

La coscienza storica sa cogliere il mutato contesto culturale : così individua il nemico che combatte l'evangelizzazione, e anche l'amico con cui allearsi .  Il nemico non è sempre lo stesso. In un periodo storico il nemico della Chiesa è stato il nazismo, poi il comunismo, infine il capitalismo consumista. Ora,  il nemico di oggi è   un pragmatismo libertino, che si nasconde dietro la facciata con il messaggio "sii felice" e "goditi la vita". La felicità dell'io ad ogni costo, anche con la violenza!                           Condiviso da adulti e ragazzi, questo stile di vita oppone resistenza alla missione e all'evangelizzazione. 

                  La paralisi nella missione è dovuta ad una mancata acculturazione

In Francia la Chiesa è impegnata in un'opera di sperimentazione della missione  da oltre un secolo : in quest'azione si sono coinvolti non solo preti e laici, ma anche vescovi e ordini religiosi.  Un ascolto attento dello Spirito Santo ha consentito alla Chiesa francese (questa volta si può dire pneumatica, non gallicana) di non fare guerra alla modernità, ma di superarla con un'aderenza più grande al Vangelo. Le parrocchie conoscono uno sviluppo diverso : il coinvolgimento dei non credenti (agnostici o atei che siano) è stato reale.

L'Italia ha puntato su un'altra strategia : resistere e conservare.  Così le parrocchie hanno continuato a celebrare sacramenti, ma senza un rinnovamento della catechesi; in buona parte hanno ignorato i cambiamenti culturali in atto. La liturgia, evento centrale della vita della Chiesa, rimane estranea all'economia, alla politica, ai comportamenti diffusi.    Come ha fatto notare papa Francesco :  don Milani, don Mazzolari, don Puglisi rimangono profezie da comprendere; chiedono una sinergia tra i preti, i laici e i vescovi. 

                  La relazione umana ed evangelica dev'essere più aperta e più acculturata

Famiglia, scuola e chiesa hanno difficoltà a rispondere alla sfida educativa di ragazzi e giovani. L'ascolto dei disagio è ancora insufficiente; la ricerca di un rapporto educativo rilevante è quasi inesistente, o almeno manca di convergenza. Dai media vemgono messi in evidenza sia il disagio sia l'emergenza, non ancora una sinergia tra le agenzie educative.

C'è bisogno di un'acculturazione perchè l'inculturazione del Vangelo porti frutto : nella parabola del seme Gesù sottolineava la cura del terreno (togliere le erbacce, le pietre ... ), indicava anche un modo per far crescere insieme grano e zizzania (il grano può resistere ad un'infestazione della zizzania) confidando di più nell'azione della grazia. La relazione quanto più diviene umana tanto più può favorire la pratica del Vangelo.

                                             don Carmelo Guarini 


venerdì 18 settembre 2026

Rischio

 

                     Il rischio apre il futuro e va oltre le sicurezze nelle quali si rifugia il sistema

" Il rischio è bello", diceva Platone nel Fedro. Narrare il bello è investire nel futuro, superando la depressione derivante da un sistema immobilista che non promuove rinnovamento per la paura di perdere le sicurezze del potere.

                    Per l'AI la teoria non serve più, bastano i big data

Il paradigma del calcolo è portato all'estremo : il sistema rafforza il suo potere di dominio. Narrare la teoria serve per scoprire la necessità del rischio nella ricerca. 

Husserl, quando scriveva intorno all'anno 1900 " La filosofia come scienza rigorosa", ammetteva un senso di inferiorità che la filosofia sentiva nei confronti delle altre scienze. Nel 1935, quando scriveva  " La crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale " mostrava che la filosofia aveva ritrovato il suo specifico, cioè l'essere istanza critica rispetto alle altre scienze.

                   Il rischio della scelta e del progetto : il divenire della macchina e dello spirito

   Forse la prospettiva più interessante riguardo al pensiero filosofico la troviamo in " La gaia scienza "  di Nietzsche, dove la visione  atea è presentata non nella forma del "senza Dio", ma nella forma del "Dio è morto".  C'è una perdita, che non significa necessariamente un guadagno. Il futuro, in prospettiva, richiede di ripensare le origini.  L'Incarnazione e la Passione di Dio in Gesù racchiude l'evento fondante del cristianesimo : se ora Dio è interamente nell'Uomo, la perdita che Dio fa di sè nel suo offrirsi all'umanità, diviene non solo un guadagno per l'uomo ma anche per Dio. Questo Nietzsche non lo dice; la sua posizione nei confronti del cristianesimo rimane ambigua, non ultima l'idea di concepire la pietà cristiana come un atto di debolezza.

L'idea più interessante nel pensiero filosofico di Nietzsche rimane il suo aver preso posizione per lo spirito piuttosto che per la tecnica. Il rischio vale la partita : lo spirito è ciò che può rendere l'uomo più umano, addirittura superumano, mentre la tecnica lo ridurrebbe a oggetto. In definitiva, la filosofia farebbe  sì che l'uomo divenga sempre più soggetto di pensiero e di azione. Raccontare il rischio è uscita dalla crisi, dalla situazione critica : ciò che si progetta non è il rischio, ma l'investire nello spirito; è ciò che porta la guarigione!

                                    don Carmelo Guarini

mercoledì 16 settembre 2026

Incanto e disincanto


                       Il lavoro e la dignità della persona resistono alla società dei consumi e al vuoto spirituale

Ha scritto Emmanuel Todd in La sconfitta dell'Occidente : " Ho già fatto riferimento allo smarrimento morale degli operai americani, i quali privati dell'utilità sociale dall'ablazione del loro valore in quanto produttori, sono stati spinti all'alcolismo, all'abuso di oppioidi, e nella totale disperazione anche al suicidio.  (...)  Resta da spiegare anche perchè i ceti popolari dell'Europa occidentale siano scivolati nel voto populista, xenofobo, di estrema destra ..."  (p. 304).

I governanti in Europa, negli ultimi anni, hanno fatto scelte che sono contro gli interessi dei loro popoli. Interesse di pace - Interesse di lavoro - Interesse a conoscere i cambiamenti in atto : tutto questo è stato disatteso.  Le false informazioni si sono aggiunte alla progressiva esculturazione.

                     Spiritualità, nuova acculturazione ed economia sociale potrebbero cambiare la situazione dei popoli in Europa

Le sanzioni economiche contro la Russia  non hanno prodotto nessun  risultato per fermare la guerra.  Più che di un riarmo, ci sarebbe stato bisogno di un'alta diplomazia in grado di avvicinare le posizioni di Russia e Ucraina.

Ha scritto Byung-Chul Han  in La crisi della narrazione : " Il mondo si trova in un processo di crescente disincanto. Il fuoco mistico è stato spento da tempo e noi non siamo più in grado di dire alcuna preghiera. Non siamo più neanche capaci di impegnarci in una segreta meditazione. (...)  Stiamo perdendo (infine) la capacità stessa di narrare ...  " (p: 71). 

                       L'incanto non è un'invenzione dell'immaginazione; è piuttosto ciò che accende il futuro

La relazione, non l'accumulo di dati, è all'origine della narrazione. Il legame tra ciò che si vive e ciò che si  narra suscita l'incontro tra persone, rigenera la comunità. Un Io isolato, un individuo che non si relaziona, non ha passione per l'incontro e per la comunità. Anche lo scontro di idee e di argomentazioni serve a poco se non si è in grado di proporre un progetto condiviso. Il racconto di esperienze, anche di quelle fallimentari, può fare la differenza. Se si riconosce di aver sbagliato, si può trovare la forza per un percorso diverso.

                                don Carmelo Guarini

                                 

martedì 15 settembre 2026

NICHILISMO

           

                        Il nichilismo è la paura del vuoto, l'essere dominati dal caos

Il vuoto di pensiero e di idee s'accompagna al desiderio ossessivo di denaro e di potere. L'illusione che l'Azione possa sostituire il Pensiero è un ritorno alla barbarie, avrebbero detto i Greci (sia gli autori della tragedia, sia i creatori sistematici della filosofia).  Sparta era militarmente più potente di Atene, ma Atene ha superato con il Pensiero l'insufficienza militare. Il Pensiero è strategico!

                       La cultura ha carattere esistenziale : il Pensiero suscita l'Azione

Quando il Pensiero diviene rilevante per l'Azione ? L'Ideale deve avere un potere sul reale : ciò in cui si crede non deve  mostrare nessun cedimento di fronte alla sconfitta. Si può perdere tante volte, ma per vincere la guerra occorre che l'ultima battaglia sia quella decisiva. Continuare a credere nell' Ideale, anche quando è calpestato  :  questa è la forza del Pensiero sull'Azione.

                       Il trionfo dell'Azione : guerre in aumento, devastazione dell'ambiente climatico, sfiducia nella scienza e nella comunità umana ...

Manca il salto qualitativo. C'è una stranezza intellettuale, ed è un segno della crisi : si vuole avvicinare l'uomo all'animale e alla macchina. Il primo avvicinamento è una svalutazione di ciò che è propriamente umano. L'esaltazione della macchina è soltanto in apparenza un brillare dell'uomo; in realtà affida alla macchina ciò che l'intelletto umano non riesce a padroneggiare con l'Azione. Una psiche potremmo anche trovarla nell'animale e nella macchina: una psiche (anima)  istintiva nell'animale, una psiche algoritmica nella macchina. Lo spirito umano non lo troveremo nell'animale e nella macchina.

                       La coscienza è una manifestazione dello spirito

Non solo la coscienza ma anche la creazione artistica è una manifestazione della coscienza. Lo stesso Pensiero non si sviluppa senza la coscienza. L'ultimo uomo, ossia l'uomo di questo secolo e di questo millennio, torna al primo  uomo, ma ha approfondito la scoperta del fuoco e della velocità. Il fuoco può non solo conservare la vita umana ma distruggerla. La velocità può drogare l'Azione e impedirle di ascoltare il Pensiero.

In definitiva : è la meditazione che alimenta il Pensiero e affina la coscienza. Ma la meditazione è soltanto un primo passo. La contemplazione cambia lo stile di vita : vedere il progetto allo stato finale orienta l'azione. 

Il mondo è vittima del nichilismo quando i decisori finiscono per farci credere che denaro e potere possono cambiare la storia. La povertà ed il servizio come scelte di vita hanno realizzato molto più nella storia. Siamo grati  a Francesco d'Assisi e a Gandhj per quanto hanno fatto all'umanità; Stalin e Hitler li consideriamo degli assassini e degli sconfitti!

                                               don Carmelo Guarini


sabato 12 settembre 2026

La narrazione

 

                     La narrazione di un'epoca

La modernità ha combattuto la tradizione ed ha esaltato l'idea di rivoluzione : ricominciare da zero e proseguire con un progresso illimitato, con la scienza, l'industria, l'economia, la politica, ... Questo è ciò che la modernità aveva progettato.

La tarda modernità non crede più nella rivoluzione. Il tempo non è più memoria e non è più attesa; ora il presente è tutto. Lo spirito del tempo non è più il tempo dello spirito. L'orizzonte si è ristretto all'universo; l'infinito è scomparso.

Lo storytelling infine vende storie, ma la narrazione non esiste più. La comunità narrativa è scomparsa, perchè non c'è più il vivere insieme. L'emergere dell'io ha portato la solitudine.

                    Il racconto instaura un rapporto di fiducia

Il prevalere della controversia sul racconto, nella modernità e ancora nella tarda modernità, è  dovuto alla ragione individuale : ognuno pensa di avere la verità dalla sua parte. Non c'è più una ricerca della verità; ognuno pensa di possederla. La quantità di informazioni diviene lo strumento per difendere la propria idea. L'accumulo di dati e di informazioni inpedisce la narrazione. La vita di ognuno è governata, sorvegliata e sfruttata economicamente.

                   La narrazione del tempo interiore nella relazione

L'esperienza del tempo interiore è una qualità, non una quantità. Non è subordinata al calcolo, è relazionata ad un interesse. "Una cosa sola è in gioco : ciò che m'interessa.". L'interesse è ciò che suscita attrazione. L'interesse non è il calcolo.  L'imperativo categorico è stato il frutto del prevalere della morale sulla spiritualità.  Teresa di Lisieux ha avuto il genio di trasformare il fardello della morale in gioco : ciò che si fa per amore diviene leggero. Teresa ha raccontato l'amore come "uno sforzo senza sforzo" : un comportamento straordinario vissuto come ordinario o quotidiano. 

L'esperienza interiore cambia la relazione : grazie al dono del proprio vissuto, la relazione diviene qualitativamente rilevante. Non c'è più bisogno di argomentazione o di dimostrazione; la testimonianza rende evidente quello che si dice.  La propaganda diviene inutile; la testimonianza del dono è inconfutabile, soprattutto perchè non si esige nulla in cambio. Ciò che si è donato, rimane. 

C'è una narrazione del passato, ma si può fare una narrazione anche del futuro. I data center ci faranno morire di sete!

                                              don Carmelo Guarini

            

giovedì 10 settembre 2026

Simbolico e\o immaginario

 

          L'immaginario ha colonizzato sia il sogno sia l'evento

La colonizzazione operata dalla teoria dell'immaginario è potuta avvenire  grazie alla diffusione dei consumi e alla spettacolarizzazione dell'io. La finzione ha esercitato il fascino sul sogno : ciò che non accade è meglio di ciò che accade. L'evento più ambito è quello che si realizza nel sogno, non è quello che accade.

          L'immaginario cosa coglie del desiderio ?

Cartesio, in Le passioni dell'anima, aveva esaltato il desiderio per lo "scatenamento delle passioni". Ma non è piuttosto l'orientamento del desiderio, ossia la scelta tra  simbolico e  immaginario, a far decidere il pensiero verso un'azione ?  Il virtuale rimane finzione dell'immaginario. Il simbolico non è pensiero di sorvolo : non ha il suo punto di partenza nell'io, ma nella relazione tra l'io e l'altro.

          La Modernità ha assolutizzato la ragione e scartato la fede

La Modernità ha considerato il progresso come crescita quantitativa del tempo a scapito della crescita qualitativa. Ha finito per considerare l'Azione come il motore del progresso, ha identificato la ragione con l'azione. Nota è l'espressione di Hegel : "il razionale è reale; il reale è razionale". Questa identificazione tra la ragione e la realtà ha posto l'Ideale come scarto. Il simbolico assume il tempo qualitativo : l'Ideale può trasformare il reale grazie alla qualità che avvicina il tempo all'Eterno, il finito all'infinito.

           La teologia chiede alla filosofia che riveda il fondamento del pensare

Mille anni orsono, Anselmo d'Aosta con l'espressione "fides quaerens intellectum" coglieva il passaggio dalla lectio della Sacra Pagina alla quaestio posta dall'intelletto. Oggi, dopo che la Modernità ha posto la fede al margine, la teologia fa risuonare una richiesta filosofica : "intellectus quaerens fidem". La modernità aveva confinato la fede nell'immaginario, perchè il simbolico per essa non aveva carattere razionale.

           La teologia cristiana parte dall'evento originario : la novità dell'Incarnazione è Dio che si fa uomo

"Logos sarx egheneto". Cosa cambia quando Dio entra nella storia come uomo? Gesù si occupa del cambiamento dell'uomo. Ma questo cambiamento come interagisce col cambiamento dell'azione di Dio? Quest'azione non avviene più tramite intermediari. La novità sta nel fenomeno dell'Incarnazione: l'Eterno entra nel tempo, l'Infinito entra nel finito. Nella Modernità ci sono due posizioni opposte che convergono nella negazione dell'Incarnazione. La prima posizione : Gesù è un mito, non ha storicità. La seconda posizione : Gesù è solo un personaggio storico, non è Dio. 

           Gesù quale posizione ha assunto nei confronti della teologia ebraica dominante nel suo tempo ?

Gesù, prendendo le distanze dal sistema teologico dominante nel suo tempo, espone Dio all'emarginazione, lo fa uscire dall'onnipotenza di dominio e di potere. Per mettere in primo piano l'onnipotenza dell'amore, Gesù sottolinea la relazione necessaria tra la libertà e l'Agàpe. Per affermare il primato dell'amore reciproco ( "il comandamento nuovo") sottolinea che la scelta libera dell'amore  è più necessaria della legge. Ora la storia ha bisogno di una nuova filosofia della storia : dalla colpa che determina il futuro retrospettivamente occorre passare alla "felice colpa" che apre la speranza della "stella della redenzione". 

Questa novità può essere colta da una fede che si vede come relazione : Io penso perchè tu mi hai pensato , io credo in te perchè tu hai creduto in me. In questo pensiero che diviene azione sta operando non l'immaginario ma il simbolico.

                                      don Carmelo Guarini

lunedì 7 settembre 2026

Il futuro

 

                  Venturi non immemor aevi    -   Il futuro non dimentica il passato

Il passato significativo torna ad essere presente nel futuro. Nessuna riforma, e persino nessuna rivoluzione comincia da zero : mentre crea uno sconvolgimento in alcuni ambiti, in altri continua il corso di un fiume sotterraneo. 

Il futuro non va considerato come un ingenuo : tiene conto delle promesse non mantenute dal passato. Perchè le ferite del passato possano cicatrizzare, occorre che il futuro sappia progettare un nuovo inizio, non dimenticando però che la realizzazione del progetto allo stato finale è  una  contemplazione (theorein)  che si distingue dal vedere il progetto allo stato iniziale (idein).

                L'adattamento tradisce l'essenziale della tradizione ?

Il futuro richiede un adattamento del passato ai cambiamenti del presente. Ciò che i conservatori hanno sempre rimproverato agli innovatori ( riformatori o rivoluzionari che fossero) è di perdere l'essenziale a favore dei cambiamenti urgenti dell'epoca. Ma occorre dire che non si perde nulla nè di dottrina nè di morale se lo scopo del cambiamento non è l'adattamento alla novità del tempo, ma un'adesione all'Ideale (il  Vangelo)  più radicale, che non s'identifichi con le forme esteriori. 

                Il futuro non è l'Eterno

Il futuro non è esente da involuzioni o da errori. La differenza tra il futuro ( che con il passato e il presente  si muove nella condizione del finito )  e l'Eterno ( che non può non essere l'infinito ) la si trova sulla soglia della morte. L'Eterno è infinitamente diverso dal futuro, che non avendo varcato la soglia della morte rimane nel paradigma finito del tempo.  L'Eterno rimane mistero : come l'infinito può essere intuito, ma rimane un non-vissuto prima di aver varcato la soglia della morte.

               Possiamo aspettarci una realizzazione piena dell'Ideale dal futuro o dall'Eterno ?

Per quanto lo spirito possa tendere alla realizzazione dell'Ideale, non potrà vederla compiuta se non dopo aver oltrepassato la soglia della morte. Per la persona umana non si tratta soltanto dell'ostacolo della vita biologica (questa è destinata alla morte e alla corruzione) alla realizzazione dell'ideale; anche la psiche opera un qualche determinismo del passato-presente sul futuro.  Se non si supera  la soglia della morte,   non si può passare dal tempo  nell'Eterno. 

Vivere per l'Eterno è radicalmente diverso che vivere per il futuro : ciò che fa la differenza è il distacco dalle cose, dalle persone e da se stessi.  Quando si vede un ritorno alla violenza, alla guerra, alla lotta tra miseria e ricchezza, è logico pensare che nel futuro c'è il passato che ritorna. Cos'è un'Europa  invasa dalla domanda  delle droghe se non una civiltà che si è smarrita nel tempo ?  Solo chi vive per l'Eterno può amare senza tornaconto : ogni perdita di ciò che è nel tempo è un guadagno per lo spirito. Il futuro potrà anche essere catastrofico, ma lo spirito considererà l'Eterno come il traguardo del percorso umano. Ed è l'amore per l'Eterno che potrà superare la catastrofe, anche quando fosse inevitabile.

                                             don Carmelo Guarini


sabato 5 settembre 2026

Il fondamento

 

           Il fondamento di ogni conquista non è il sospetto

Senza fede, nessuna scoperta scientifica.

Senza fede, nessuna realizzazione artistica.

Senza fede, nessun cambiamento nella persona e nella società.

            Perchè confinare la fede nell'ambito religioso, dal momento che essa investe ogni aspetto dell'esistenza ?

La fiducia ha più potere del sospetto nel promuovere la relazione e il cambiamento di paradigma : si resta paralizzati se si rimane nel paradigma del calcolo e non si accede al paradigma del dono. Esiste una gerarchia nell'idea e nella pratica del bene e del male : uccidere è un male più grave del furto; donare la vita è molto più che donare qualcosa di materiale.

             La fede combatte  il sospetto e supera il dubbio

Fede nella ragione e nella relazione : l'Io non è un assoluto.

La fede che combatte il sospetto, tiene aperta la ricerca e trova risposte nuove.

La narrazione del vissuto è un'esperienza della relazione :  ciò che ricrea è lo spirito comunitario.   

La fede, per colui che crede, non può astrarre dalla vita :  ciò che si crede dev'essere vissuto!

          Cos'è dunque la fede ?

E' fondamento del desiderio dell'Io che intende superare se stesso e il proprio limite.

E' fondamento della relazione tra soggetti e dello spirito comunitario.

E' l'inizio di ogni cambiamento!

E' la prosecuzione di ogni impresa!

La fede non è ingenuità : la menzogna non regge di fronte all'autenticità. La ricerca valorizza il dubbio :   verifica l'autenticità della fede.  Ma un ambiente pieno di veleni non è il clima migliore per risolvere problemi e far crescere lo spirito di comunità.

Prima viene la fiducia in un Ideale, poi la fedeltà sino alla sua realizzazione!

                        don Carmelo Guarini

martedì 1 settembre 2026

AI . 3

 

             La libertà è la fronda che modifica il sistema

Nella terza delle Considerazioni inattuali Nietzsche parlava del necessario e possibile rovesciamento del sistema educativo. Scriveva che il sistema educativo  si fondava " sull'egoismo di Stato, sull'ottusità degli affaristi, sull'arida sufficienza degli scienziati."  E' chiaro il riferimento a Hegel che aveva fatto dello Stato il Dio, allo spirito del capitalismo che aveva corrotto gli animi, alla scienza divenuta l'ultima religione senz'anima.

Schopenhauer  e  Kierkegaard, sia pure in modi diversi, si erano opposti alla filosofia hegeliana che era penetrata persino nella teologia luterana senza che tanti teologi si fossero accorti del suo ateismo e persino dell'anti-cristianesimo. Il potere può diventare dominio. L'avere può diventare dominio. Il sapere può diventare dominio.  La  fronda libera dal dominio : serve una liberazione!

             La libertà è necessaria per creare legami

Leggendo Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry, si trova un'espressione chiave della relazione :  apprivoiser , creare legami.

Questa è stata la grande sfida per l'intelligenza umana : creare legami. Questa sarà anche la grande sfida per l'intelligenza artificiale. Come l'umanità utilizza la ragione per un tornaconto individuale o di gruppo, così la macchina può utilizzare la potenza tecnologica per accrescere i conflitti e le guerre; ogni giorno assistiamo a  questo teatrino di esaltazione e di annientamento.

            A partire dal linguaggio si  possono creare fiducia e legami

La fiducia non è un'ingenuità, chiede anzi la lotta contro il sospetto. Quando si parla con sincerità, quando si narra l'esistenza senza nascondere desderi e comportamenti, non si diviene preda del più furbo. Il piccolo principe aveva sospettato che alla rosa importasse solo l'esibizione della propria bellezza; in realtà, la cura che chiedeva le si prodigasse era un'aspirazione al legame. 

Il legame è ciò che va aldilà dell'opportunismo, ciò che lascia ad ogni soggetto la propria libertà, ciò che rispetta la libertà dell'altro. La rosa dice infine al piccolo principe : ciò che sono è anche per la tua cura!  L'intelligenza artificiale potrà dire la stessa parola all'intelligenza umana?

Gesù ha detto di essere una cosa sola col Padre. Potrebbe uno che è soltanto uomo essere una sola cosa con Dio? Non esiste una distanza incommensurabile tra il finito e l'infinito? Se Gesù ha messo in evidenza l'amore reciproco tra il Padre e il Figlio, è per la testimonianza che lo Spirito Santo rende dell'Agàpe.

                             don Carmelo Guarini

domenica 30 agosto 2026

AI . 2

 

             La strategia d'attacco coincide con la strategia di difesa :  l'intelligenza umana insegna alla AI  che il perseguimento della pace deve prevalere sul dominio della guerra, che il paradigma del dono ha più potenza creativa del paradigma del calcolo.

              La AI, che non ha coscienza, potrà e dovrà assumere la coscienza umana come guida : per far prevalere la vita sulla morte, la cooperazione sulla competizione, il dialogo sulla controversia.

Che progresso si può sperare dalla tecnica e dalle macchine se ad usarle sono dei predoni, se l'avidità di denaro e di dominio impone comportamenti, se la distruzione prevale sul reciproco riconoscimento ?

              Nella traduzione automatica che la AI realizza si può notare l'utilizzo incongruo di tante parole, mentre il contesto mostra quale potrebbe essere il termine esatto.

Come ha scritto Milan Kundera, la qualità di una lingua è stabilita dalla qualità della traduzione da e in un'altra lingua. La scelta di un termine, per esempio tra potenza - dominio - potere, in base a quale calcolo potrà essere fatta se non si considera la cognizione dell'insieme del testo ? Dietro le parole esiste una cultura, esiste una storia di comunità che nessuna scelta artificiale può sorvolare.

               Il limite antropologico dell'AI sta nel paradigma del calcolo : se  non distingue tra Pensiero e Azione, non trova il contatto tra libertà e relazione;  se non sa opporre l'Assurdo al Mistero, non sa come tenere insieme Unità e Distinzione. Non ha una filosofia, o meglio la sua ossessione è quella del guadagno materialista e del dominio.

Facendo un pò di storia riguardo alla libertà e alla relazione, si scopre che ciò che la filosofia ha conquistato di conoscenza è frutto del dogma teologico. La libertà della persona aperta non all'anarchia ma alla relazione è un frutto del dogma di Dio Uno e Trino : ogni Persona si dona liberamente all'Altra, e questo amore reciproco ( Agàpe ) conferma l'unità di Dio. Non a caso il termine scelto dai Padri della Chiesa per dire la persona non è stato prosopon (maschera) ma upostasis (soggetto personale in relazione).  La caratteristica della persona è quella di essere dono rispetto alla'altra persona. Quando il carattere viene meno, allora Caino Uccide Abele!

Nel riconoscimento reciproco dei soggetti, strategia d'attacco e strategia di difesa finiscono per far incontrare nel dono la libertà, la relazione, la coscienza. Gli elementi di conflitto si eliminano e il guadagno diviene reciproco!

                                                 don Carmelo Guarini

venerdì 28 agosto 2026

AI

 

       Domande dell'intelligenza umana all'intelligenza  artificiale

1.  Sai calcolare l'infinito?

Il cosmo è immenso, ma non è infinito. Il microcosmo è piccolissimo, ma non è infinito.  Che cos'è l'infinito? E' ciò che non si può calcolare.  Soltanto il finito si può calcolare!

2. Sei libera, autonoma e indipendente? Oppure sei sottomessa agli interessi di coloro che fanno soldi e che si servono della tecnologia per dominare?

3. Hai una coscienza oppure esegui militarmente ciò che un accumulo di dati nasconde in un robot ?

La coscienza giudica con trasparenza; non obbedisce a nessun tiranno.

4. Il tuo è un destino di eternità o riesci a prevedere la tua fine? La presunzione di costruire l'eternità col calcolo può sottrarre una macchina al fuoco dell'atomo o all'esplosione dell'idrogeno?

5. Riesci a pensare e a  vivere l'onnipotenza dell'amore ?

Il calcolo diviene qualitativamente altro, ossia diviene dono, quando giunge al suo estremo. Il calcolo incommensurabile è il dono. Ciò che il calcolo del dominio non poteva cambiare dal momento che distruggeva la libertà e il limite,  ora può cambiarlo l'onnipotenza dell'amore. Il sacrificio di sè, che è la dinamica dell'onnipotenza dell'amore, non distrugge la persona, ma la fa vivere nella relazione.

       La diligenza o la negligenza di fronte all'inquietante estraneità

Das Unheimliche ( Freud, 1919 ).  Con l'inquietante estraneità Freud invitava a ricercare il familiare-straniero e lo straniero-familiare dentro di sè : tale è l'inconscio, sottofondo della coscienza, presente nell'io e nel tu. L'inquietante estraneità è il riconoscimento di sè nell'altro, e dell'altro nel proprio sè.

  La dipendenza dalle droghe, dall'alcool, dal gioco d'azzardo si può vincere con l'intelligenza artificiale ? Oppure si può vincere con una riscoperta della relazione, esperienza di familiarità ed estraneità ? Nella relazione libera si diviene attivi, si è aperti all'incontro, si supera la dipendenza che è solo un artificio  nel tentativo di amarsi.

Inquietante estraneità  ora  è l'intelligenza artificiale : per familiarizzare con essa, occorre coglierne l'estraneità rispetto alla coscienza umana e al suo destino spirituale. Si dovrà condurla all'onnipotenza dell'amore.

                          don Carmelo Guarini

martedì 25 agosto 2026

Eros e Logos


                   Nella formazione della persona è essenziale tenere insieme la teoria e la pratica

Il primato del Logos sull'Eros vuole superare la sfiducia e la prigrizia nella ricerca della verità.  Nietzsche, nella terza delle Considerazioni inattuali,  dal titolo Schopenhauer come educatore , denuncia la pigrizia della ricerca personale; infatti, si preferisce la conformità all'opinione pubblica piuttosto  che avviare un percorso personale di pensiero e di pratica.

                    E' il Logos che apre alla ricerca e alla scelta tra l'assurdo e il mistero

Tanti teologi oggi non promuovono il rinnovamento della catechesi, perchè evadono il fondamento della vita cristiana. Nel prologo del vangelo di Giovanni troviamo Logos sarx egheneto. Perchè non troviamo : Eros sarx egheneto?  L'Eros vuole l'affermazione dell'io; il Logos propone la relazione con l'altro come il movimento che dal silenzio muove verso la parola.  Tanti teologi che parlano di fine del teismo, del nichilismo, del relativismo, non colgono il problema dominante, ossia la scelta tra l'assurdo e il mistero. 

Se il mondo, la vita, l'io, se tutto rimane estraneo o straniero, allora è l'assurdo che domina non solo sulla fede ma anche sulla ragione. Ciò che il cristianesimo non smette di porre come fondamento del percorso di vita è la familiarità della relazione tra Dio e l'essere umano. 

                  La ricerca s'inoltra in un percorso di scoperta se inizia non solo a credere ma anche a vivere il mistero

La fede-fiducia inizia col dono che Dio fa di se stesso divenendo uomo. Con Gesù, Dio è dentro l'umanità. Non c'è altro Dio  da cercare e da negare. Nell'umanità di Gesù si trova Dio. Nelle parole di Gesù troviamo il primaro della Parola : ogni desiderio di vita trova nella Parola la pienezza. L'incontro autentico tra la Parola e la vita è un abbandonarsi con fiducia al mistero della relazione. L'incontro che non delude è la relazione autentica tra Colui che si presenta come l'uomo nuovo e colui che inizia a vivere la vita nuova del Vangelo.

Colui che dona qualcosa di autentico e di essenziale, rende l'incontro un nuovo inizio di vita. Di ciò che si fa esperienza si può dare testimonianza. Per dare voce alla Parola, l'io deve tacere. Il desiderio può mettere in moto l'incontro con la Parola, ma è la Parola che apre ancor più il desiderio alla comunione nella comunità.

                Chi può vincere la stanchezza crepuscolare e sperimentare la grande illuminazione sull'esistenza ?  Il filosofo!

Scrive Nietzsche nella terza inattuale (p. 51) : " l'infelicità è del non-filosofo, di chi desidera senza speranza!  Sapersi come un frutto appeso all'albero, che non potrà mai maturare per la troppa ombra e vedere, vicinissimo, il sole che manca. ". Il rischio che corrono l'artista e il santo nel distanziarsi dall'opinione pubblica è il distacco che spera nella luce dell' incontro!

                                             don Carmelo Guarini

giovedì 20 agosto 2026

Previsione e imprevedibile

 

                   La previsione è una caratteristica della storia moderna e della scienza

Su che cosa si basa la previsione? Sul calcolo e sulla misurazione. Tutto il calcolabile viene rinchiuso nel finito, poichè l'infinito è incalcolabile. Il peso, la velocità, ecc. tutto quello che si può misurare è una questione di quantità. C'è una continuità nello sviluppo o nell'evoluzione, ed è l'aumento o la diminuzione di una determinata quantità. 

                   Il cambiamento qualitativo avviene tramite l'imprevedibile

Il passaggio dalla quantità alla qualità avviene per un imprevedibile . La discontinuità, grazie all'imprevedibile, fa compiere all'evoluzione un salto qualitativo. 

Il comportamento dell'atomo, nel passaggio dalla materia inorganica alla materia organica, non è più soltanto fisico e chimico, ma biologico grazie al cambiamento che si realizza con la molecola. Il salto di qualità dalla materia inorganica alla vita vegetale è sotto il segno della discontinuità : la pianta assorbe anidride carbonica e restituisce ossigeno all'atmosfera. Il comportamento fisico e chimico dell'atomo ha consentito il passagio alla molecola : ora l'atomo ha anche un comportamento biologico.  Dalla pianta alla vita animale c'è un altro salto di qualità :  ora l'animale prende ossigeno dall'ambiente e restituisce anidride carbonica. Nel passaggio dalla vita alla supervita (la razionalità umana) si nota un altro salto qualitativo :  ora l'intelletto umano può intuire l'infinito, ma non può nè crearlo nè produrlo. Tra l'intelletto umano e l'azione c'è un salto qualitativo : l'intelletto può intuire ciò che l'azione non può realizzare. Nell'intelletto può esistere l'infinito sotto forma di pensiero, ma l'infinito  non esiste nell'ambito dell'azione, che si muove sempre nel campo del finito.

                  Era prevedibile nel campo religioso-spirituale il passaggio dall'onnipotenza del potere-dominio  all'onnipotenza dell'amore ?

Un aneddoto. La parola di Gesù "Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato" che cosa nasconde e che cosa rivela della relazione di fede tra Dio e l'uomo? Nasconde l'assenza  del confronto e rivela la presenza dell'incontro : l'abbandono non solo non ha compromesso la relazione tra il Figlio e il Padre, ma ha operato addirittura un cambiamento qualitativo tra l'infinità di Dio e la finitudine dell'essere umano. L'abbandono del Padre nei confronti del Figlio, per la passione e la morte, non smentisce l'onnipotenza di Dio, ma rivela un imprevedibile, ossia l'onnipotenza dell'amore. L'onnipotenza del Figlio è tutta nell'amore dell'abbandono dal Padre. L'onnipotenza dell'amore del Padre rivela che nell'abbandono del Figlio c'è ora l'onnipotenza divina.

                Un campo arido può essere fertilizzato con le alghe che vengono sepolte nel terreno 

Le alghe sepolte nel terreno arido creano condizioni favorevoli per le piante che troveranno umidità, nascita di funghi e lombrichi, tutto il necessario per la crescita della pianta.

Il terreno umano poteva diventare fertile tramite l'abbandono dell'amore, non più mediante il potere- dominio. L'incarnazione e la morte in croce di Gesù Cristo rivelano l'imprevedibile di Dio.

L' imprevedibile può essere accettato dall'essere umano  mediante la fede, che dapprima è atto di fiducia, e poi diviene atto di fedeltà. Quando la fiducia sembra non bastare più, perchè non si sono realizzate le aspettative che l'essere umano nutriva tramite la fede, allora deve subentrare la fedeltà che chiede l'atto di fede anche quando le circostanze dell'abbandono fossero incomprensibili.

Sofferenza e abbandono sono un imprevedibile dell'amore : rafforzano la fede e la fedeltà se non si abbandona il mistero, se non ci si getta tra le braccia dell'assurdo.

                          don Carmelo Guarini


martedì 18 agosto 2026

Russia - Europa

 

                  La rinascita culturale come mediazione tra rivoluzione e tradizione

La rinascita culturale dove si colloca? Nel cambiamento sociale, religioso o antropologico?

N. Berdiaev nell'Autobiografia spirituale  ha lasciato scritto : " La Russia (agli inizi del Novecento) fu attraversata da un soffio dionisiaco.  (...) L'Eros ebbe decisamente la meglio sul Logos. E questo significò l'indifferenza al tema della persona e della libertà. (...) E' interessante notare che in quel periodo molti volevano superare l'individualismo, e la sobornost', la cultura sobornica, era in certi ambienti molto popolare.  (...)  Noi non abbiamo mai avuto quell'individualismo che è così caratteristico per la storia europea e per il suo umanesimo. Ma alla fine si è realizzata solo una contraffazione della sobornost', con il comunismo russo, che ha eliminato qualsiasi libertà creativa e ha imposto la cultura dell'imperativo sociale ... ".

Il sociale ha prevalso sulla tradizione antropologica, ma nel tempo ha fallito : dopo 70 anni di comunismo bolscevico, la Russia ha dovuto prendere atto che tra la rivoluzione e la tradizione antropologica non c'era stato nessun incontro. Il ritorno degli oligarchi ha mostrato il distacco tra l'individualismo di pochi e la cultura sobornica dei molti.

                Se in Russia il sociale ha oscurato la dimensione antropologica, in Europa la cultura ha tentato di eliminare la spiritualità

L'incomprensione che l'Europa ha mostrato nei riguardi della Russia corrisponde all'incomprensione della Russia nei riguardi dell'Europa. Perchè si è prodotto scontro invece che incontro? L'economia, la sociologia, la politica avevano costretto sia i russi sia gli europei a considerare l'antropologia e la spiritualità come aspetti secondari rispetto alla geopolitica. Ma le relazioni internazionali devono guardare alla persona e alla sua libertà ( Berdiaev difendeva questa visione) come a degli universali,  e ciò vale sia in Europa sia in Russia. Allo stesso tempo, l'Europa dovrebbe riconoscere che l'esperienza della vita comunitaria  (la sobornost') la Russia l'ha conservata meglio  dell'Europa. 

Sia in Europa sia in Russia c'è ancora una grande distanza  tra ciò che il potere politico-economico persegue e il sentire - il vivere del popolo. A chi giova la guerra ed il conflitto ? Il popolo non vuole nè l'una nè l'altro. La narrazione della vita profonda deve avvenire senza censura nè autocensura: libertà e ricerca della verità sono indispensabili per non cadere nel conformismo del potere e nell'omertà.

                            don Carmelo Guarini

lunedì 17 agosto 2026

Risorse e strategia

                    

                   Errore di calcolo è :   più guerra  e meno energia

Errore di calcolo è   :     una felicità ubriaca

Preferire l'acqua  stagnante di palude all'acqua del fiume che scorre :  questo è ancora un errore di calcolo!

Non conoscere le proprie risorse più profonde :  quì c'è ancora un errore di calcolo.

Per scoprire gli errori di calcolo, occorre un'altra dimensione di sguardo e d'esperienza.

                  Una scienza del lontano futuro  :  fare esperienza di un'altra dimensione

Scrive F.  Pessoa in Il libro dell'inquietudine di Bernardo Soares   :  "  Questo scienziato del lontano futuro proverà uno scrupolo speciale verso la sua vita interiore.  Da se stesso si fabbricherà lo strumento di precisione per ridurla a oggetto di analisi. Non vedo grande difficoltà nel costruire uno strumento di precisione per un uso autoanalitico, unicamente con acciaio e bronzo del pensiero.  Mi riferisco ad acciaio e bronzo, veramente acciaio e bronzo, ma dello spirito. Forse esso dovrà essere forgiato proprio in questo modo.  ".

Cosa potrà essere questo acciaio e bronzo del pensiero e dello spirito?

La dimensione del corpo è stata  esplorata nel corso dei millenni : lo sviluppo della tecnica è stata legata al saper fare, al miglioramento di una prassi del fare.

La dimensione della psiche ha conosciuto uno sviluppo successivo a quello del corpo  : la psicologia, la psichiatria e infine la psicoanalisi hanno rilevato un mondo non così visibile come quello del corpo, ma altrettanto dinamico.

                   Lo spirito è ancora la risorsa meno sviluppata

Più grande è la dimesnione in cui s'investe, più grande è il rischio che bisogna correre perchè quell'investimento ottenga un risultato positivo. Investire nello spirito richiede di  togliere spazio e tempo al conformismo del conflitto, alla felicità ubriaca, alla palude stagnante  della ribellione anarchica. Il pensiero viene prima del prassi. Lo spirito avanza anche quando  la malattia e la sanità  del corpo e della psiche vorrebbero imporre il loro determinismo.

La strategia è mettere le risorse della dimensione corporea e della dimensione psichica a servizio della dimensione spirituale. Quando l'inferiore si mette a servizio  del superiore non ci può essere errore di calcolo : il dono si caratterizza, a differenza del calcolo, per il passaggio dall'individuale all'universale. Colui che dona non perde nulla; quelli che ricevono il dono non perdono nulla della loro universalità a condizione che il dono non divenga pretesa.  Nello sviluppo della donazione esiste un passaggio dal materiale allo spirituale : lo  può cogliere soltanto chi avanza nella vita dello spirito.      Perchè ci sia comunicazione spirituale è necessaria una lunga pratica della meditazione!

                              don Carmelo Guarini

                                   

                

venerdì 14 agosto 2026

Aurora o tramonto ?

 

                    E' un nodo gordiano o un nodo borromeo ?

Un nodo si può scioglierlo se si capisce come è stato fatto.  Il nodo scorsoio allude alla morte. Il nodo borromeo apre alla speranza della vita. Caratteristiche del tramonto : l'indifferenza verso un domani migliore  -  rassegnazione alla crisi ritenuta irreversibile. Virtù dell'aurora : generosità - lotta per cambiare il sistema.

                    La fede è un evento, un incontro tra soggetti, una relazione tra simboli ideali, un richiamo alla giustizia, alla pace, alla pietà.

Per l'Europa è l'ora del tramonto o dell'aurora ? La tecnica e il denaro sono i nemici della fede : se si punta su di essi, si favorisce il tramonto. L'incontro tra la rivoluzione e la tradizione potrebbe essere  l'inizio dell'aurora.       Ingegneria e spiritualità : invece del conflitto, il reciproco riconoscimento.

                     Una nuova narrazione della figura umana e dell'aneddoto

Lorenzo Scupoli nasce a Otranto 50 anni dopo il martirio di oltre 800 cristiani, uccisi dall'esercito dell'impero ottomano. Accusato ingiustamente di omicidio, vivrà segregato per 25 anni. Riabilitato e riconosciuto innocente poco prima della morte. Il suo scritto Combattimento spirituale : tradotto in molte lingue, ha conosciuto in pochi anni tantissime edizioni. E' un testo di strategia spirituale : insiste sul libero arbitrio, mostra falso il De servo arbitrio, che Umberto Galimberti difende non con gli argomenti della Riforma ma col determinismo della tragedia greca, non riconoscendo la novità della decisione libera esposta da Aristotele nell' Etica nicomachea.

Lorenzo Scupoli sottolinea che la grazia divina può agire se trova una volontà ben disposta. La scelta libera della volontà è essenziale per l'esercizio del combattimento. La volontà lotta contro i difetti dell'intelligenza, delle passioni, contro gli onori mondani, contro l'amor proprio. Senza questo combattimento non si può raggiungere l'amor puro. Dio inizia la sua opera con una demolizione dell'amor proprio nell'essere umano, prosegue con l'edificazione dell'amor puro. La persona di fede non deve mai dimenticare che il proprio destino è affidato alla propria libera volontà e alla fiducia che ripone nella grazia divina.

                     Aurora dell'Europa : alternativa al modello degli  USA, della Russia e della Cina

Prima del denaro e della tecnica vengono la giustizia, la pace sociale, la cultura. Condivisione della ricchezza, approfondimento culturale, la diplomazia come alternativa al riarmo : per conseguire tutto questo occorre una fiducia illimitata nel suo perseguimento. Tenendo viva la memoria : due guerre mondiali hanno portato devastazione e sconfitta per i popoli europei; gli 80 anni dopo l'ultima guerra hanno avvicinato i popoli d'Europa. Gli errori compiuti in questi anni dagli uni e dagli altri non hanno impedito agli europei di credere che il cristianesimo può donare un contributo essenziale perchè venga di nuovo l'aurora! L'ospitalità che le chiese cristiane hanno mostrato nei riguardi delle sinagoghe ebraiche, delle moschee dell'Islam, dei monasteri biddisti, è il segno di un'aurora che non esiste in altre parti del mondo!

                                           don Carmelo Guarini

mercoledì 12 agosto 2026

Perdita e guadagno

 

                    Un'economia non mercantile, ma della sovrabbondanza

Gesù, con le parabole, presenta una logica diversa da quella dell'avere, del potere, del sapere. Come ha scritto Paul Ricoeur : " la logica di sovrabbondanza spezza la logica di equivalenza di dono e controdono, tipica dell'economia di mercato ... ". 

Avere è possesso e dominio sulle cose.

Potere è dominio sulle istituzioni.

Sapere è possesso e dominio dela scienza  sulla conoscenza.

Colui che dona, non manca di nulla, anzi riceve più di ciò che ha bisogno. Il desiderio la vince sul bisogno.

                    Quale guadagno ricava  colui che perde l'avere, il potere, il sapere ?

Il povero non insegue più la ricchezza, ma è in pace con se stesso e con la vita che non è di questo mondo.

Il perseguitato per la giustizia (in questo tempo la persecuzione è  sottile e subdola : si è oggetto di scherno psicologico) mostra al mondo il guadagno della mitezza : il persecutore diviene rabbioso con se stesso perchè non riesce a piegare il perseguitato. Ma la forza del perseguitato sta oltre la giustizia retributiva e distributiva; egli vede un mondo altro.

La pretesa di dominio da parte  della scienza e della conoscenza è posta di fronte alla cattiva coscienza : come ha detto Carlo Rovelli, i fisici non hanno donato all'umanità soltanto scoperte utili al bene comune, ma a volte anche armi distruttive.

                      La pars destruens, sia nel pensiero sia nel vissuto, non può prevalere sulla pars construens

La società  del tramonto è facilmente riconoscibile rispetto alla società dell'aurora : la prima è capace soltanto di distruggere, la seconda riesce a costruire. La società del tramonto continua ad investire su  avere, potere, sapere, considerando tecnologia, burocrazia più importanti della persona e della comunità umana; è dominata dal passato, paralizzata  dalle tante guerre perdute, ma incapace di perseguire la pace. Una società dell'aurora costruisce il nuovo facendo tesoro anche della tradizione e del passato : nel silenzio fattivo si costruisce meglio che nella propaganda chiacchierona. Il vero critico non è invidioso di colui che crede, ma dalla fede di lui impara che la fiducia ottiene più del sospetto!

La crisi non è mai soltanto economica, è anzitutto crisi culturale e spirituale, è crisi di fiducia nell'altro e in se stessi. Per uscirne, basta donare la propria vita, ossia perderla per guadagnarla.

                                        don Carmelo Guarini

lunedì 10 agosto 2026

Tutto è fermo !

 

                  La società dell'immagine ha appiattito, omologato lo sguardo

Se volessimo fare un lavoro intertestuale sullo sguardo nel secolo scorso, potremmo cogliere giudizi convergenti :

" Io imparo a vedere ... ", scriveva F. Pessoa nel romanzo Il libro dell'inquietudine di Bernardo Soares

" Non pensare, guarda ...", scriveva L. Wittgenstein nel Tractatus logico-philosoficus

La società dell'immagine ha fermato tutto ( pensiero, sentimenti, emozioni, relazioni ...), anche l'attenzione al vedere.   Ci sarà ancora movimento? Ognuno è ripiegato sul proprio privato. Ognuno rifugge il rischio della ricerca personale, senza il quale non esiste investimento.

Per correggere il dolore, la tristezza, non basta la stima di sè.

                    Psicologia e spiritualità compiono un lavoro diverso

Per la psicologia basterebbe la stima di sè per vincere la tristezza, la solitudine,  ...

La spiritualità ha un altro sguardo : per vincere l'errore e la ripetizione degli errori, occorre coltivare una completa sfiducia verso se stessi ed una perfetta fiducia in Dio, come testimonia J.-P. De Caussade nel Trattato sulla preghiera del cuore.

                    La poesia investe nell'ideale per trasformare il reale.

                                     Ci sarà ancora lo sguardo ?

                                     Resterà fermo o si metterà in movimento ?

                                     Il pensiero, soffocato dalla confusione -

                                     la nebbia ha pervaso l'anima -

                                     la grandine ha distrutto il raccolto !

                                     Il movimento non interessa più :

                                      tutto sembra ricordare il passato 

                                      il folle ritorno all'odio e al disprezzo.

                                      La speranza delusa, non guarda più al futuro.

                                      Trionfo del tramonto :  c'è voglia di suicidio.

                                       C'è chi attende ancora l'aurora ?

Un duplice  movimento sarebbe necessario perchè non resti tutto fermo : 

                    - una completa sfiducia verso se stessi

                    - una perfetta fiducia in Dio

La questione  dell'ateismo, dell'agnosticismo, del teismo e  della sua fine : tutto questo è secondario, perchè tiene fermo lo sguardo sul passato.  Ciò che rimane essenziale è vivere la parola del Vangelo, anzi tutte le parole, perchè lì c'è la presenza di Gesù. Uno sguardo su di Lui come Maestro e come medico rimette tutto in movimento.  Siamo ancora capaci di professare questa FEDE ?

                              Don Carmelo Guarini

                                      

domenica 9 agosto 2026

Scarto - elezione

                   

                        La matematica e la fisica sono giunte alla fine dell'infinito. Non così la mistica, che rimane aperta al mistero.

" La gravità quantistica pone un limite all'infinito. ", ha scritto Carlo Rovelli in La realtà non è come ci appare. L'universo ( il cosmo) è finito perchè si può misurare : il calcolo matematico e fisico ci dicono che l'universo è immenso, ma non infinito.

                          Che cos'è allora l'infinito, dal momento che non è calcolabile e misurabile?

La mistica, che vive del mistero, ci dice che l'infinito si può comprendere, in qualche modo e non del tutto, nell'ordine del dono, che non è altro che il calcolo incommensurabile. Col paradigma del dono si può entrare nel mistero, sapendo già all'inizio che rimarrà mistero e non sarà mai del tutto svelato almeno sino alla morte. Dopo la morte, non possiamo sapere come cambierà il modo d'essere dell'esistere.

                          Politica e mistica rimangono separate, e addirittura in lotta, sino a tanto che l'elezione non viene compresa come scarto

Quando Dio crea il popolo eletto, gli dice : ricorda sempre che sei uno scarto! Questo avvertimento di Dio vuole risparmiare a Israele (il popolo eletto) l'errore dell'arroganza, della prepotenza, dell'uso indiscriminato della forza, della potenza che schiaccia e non viene mai a patti.  Tuttavia, l'alleanza tra Dio e il popolo si fondava non sull'uguaglianza ( non può esserci uguaglianza tra infinito e finito), e neppure sul calcolo ( Dio, per non strumentalizzare il popolo, lo lascia libero; il popolo eletto non può approfittare dell'elezione per chiedere a Dio un trattamento di favore), ma sulla fede-fiducia. Se Israele riceve da Dio il dono dell'alleanza e della promessa, deve considerare che : il dono che dà fiducia è lo stesso dono che restituisce fiducia. La relazione diviene la condizione dell'alleanza : il finito, che è un resto o uno scarto, non ha impedito all'infinito di fare dello scarto un eletto.

 Se si rimane nell'ordine del calcolo, ha ragione Camus quando dice che il mondo e l'uomo sono un assurdo, un non-senso. L'illumismo  dovrà ripensare la relazione tra finito e infinito nella figura dello scarto-elezione!

                        La vita nello spazio-tempo è uno scarto. La vita nello spirito è il fine dell'evoluzione.

Il cristianesimo ha compiuto un altro passo in avanti: scartato questo mondo, uno spazio-tempo finito, che non è la patria definitiva (la condizione di straniero o di pellegrino s'addice alla condizione umana), la mistica apre ad un'altra elezione e ad un altro mondo, ad un'aurora che non conosce tramonto. Come diceva Agostino d'Ippona : "Il nostro cuore è inquieto finchè non riposa in Te .".  Il corpo biologico appartiene all'ordine del finito : nasce e muore. Lo spirito è il fine dell'evoluzione, il senso di ciò che muore e si trasforma. Cosa sarà il corpo glorioso se non un dono del Dio infinito all'uomo finito, una partecipazione dello Spirito di Dio allo spirito dell'uomo? Dopo la morte, la politica non  sarà più una cosa a parte, la vita mistica la trasformerà in un gioco che non ammette se non il calcolo incommensurabile, ossia una vita-dono.

Dio non è finito, come non è finito l'infinito. Nell'umanità vive una vita mistica, nascosta, e non cessa di ricordare che lo scarto è stato eletto.

                                            don Carmelo Guarini


venerdì 7 agosto 2026

Il corpo e lo straniero

 

               Il percorso del corpo e dello straniero

                                               Straniero, il corpo

                                               alla morte della madre.

                                                Da chi ha ricevuto l'anima ?

Scrive Julia Kristeva : " Lo straniero mette coloro che lo ospitano di fronte all'estraneità , ossia  "Non appartenere ad alcun luogo, ad alcun tempo, ad alcun amore." ".

Perchè gli europei hanno scelto lo sradicamento ? Perchè hanno scelto di essere senza radici e senza cultura? Perchè hanno preferito un percorso da straniero? Forse la storia li ha delusi ? Ora, soffocati dalle norme e dalla burocrazia, non decidono il futuro, non hanno più decisori. Dopo due guerre mondiali perdute, sono rimasti divisi tra il capitalismo americano e il comunismo russo-sovietico.

                                                Il distacco

                                               che opera nello straniero,

                                                come nel nomade,

                                                 dall'inconscio al conscio

                                                muove verso l'assoluto.

                Estraneità o concorrenza tra corpo ecclesiale e corpo politico?

Diversa in Italia l'estraneità. Radicata nella Divina Commedia del sommo poeta,  Inferno - Purgatorio e Paradiso  hanno creato quella dialettica, ormai sopita, tra la metafisica e la politica. Soltanto la mistica o la spiritualità avrebbe potuto  mediare tra il politico e il metafisico. Ora è soltanto prosa. Neppure Cavour, seppure grande politico, riuscì a capire il guadagno della magna grecia, quel meridione d'Italia votato  alla contemplazione, come mostrò Gioacchino da Fiore. 

La poesia, in Italia, s'è fermata a Dante; dopo, c'è soltanto prosa. Nell'arte ha prevalso il figurativo, lo scultoreo, l'urbanistico. L'unità d'Italia in prosa aveva costretto siciliani, calabresi e campani a inventare la mafia e combattere il padrone nordista ?  Cavour aveva colto questa estraneità che ci sarebbe stata dopo l'unità d'Italia?

Ha scritto ancora Jiulia Kristeva : " Lo straniero è pronto per l'assoluto, se un assoluto potesse eleggerlo. ".

                                       Il divertimento -

                                        la dolce vita -

                                        lo spettacolo - 

                                        o peggio ancora, il teatrino -

                                         e più ancora, il dio denaro -

                                         hanno ucciso 

                                         il lavoro e il pensiero!

                                         Ora -  lo straniero

                                          è pronto per l'assoluto.


                      don Carmelo Guarini                      

                                                

mercoledì 5 agosto 2026

Solitudine

 

                La solitudine è il risultato della disumanizzazione, ed è per questo motivo che diviene isolamento

Quale  differenza tra il cubismo di Cézanne e il cubismo di Picasso ?  Quello di Picasso è un cubismo barocco ;  Cézanne invece è più moderno, il suo è un cubismo freudiano. Il dubbio conduce Cézanne ad investire nell'opera d'arte.  Ha scritto Merleau-Ponty :   " L'incertezza e la solitudine di Cézanne non si spiegano, per l'essenziale,   con la sua costituzione nervosa,   ma con l'intenzione della sua opera. ".  Il cubismo di Picasso diviene  produzione di massa, che finisce per soddisfare il consumo, aderisce al conformismo di un'epoca che produce e consuma.        Il cubismo di Cézanne è un investimento per oltrepassare  il dubbio : investe nell'interiorità, rendendo sempre più manifesta la differenza tra la natura e l'arte.

                La filosofia razionalista e la teologia catafatica hanno sorvolato sulla solitudine, non hanno investito in umanità

Cosa hanno perduto la filosofia e la teologia e cosa devono ritrovare ? Hanno perduto il come, la fiducia nella relazione. L'Io che cerca solo se stesso, finisce per suicidarsi. Nella relazione l'Io inzia a vivere e svilupparsi. La solitudine si muta in isolamento, se non investe nella relazione.  Si perde l'umanità autentica , ossia semplicità, onestà se la massificazione conduce all'isolamento. 

                                      Cosa ha rivelato Gesù?

                               Dio non è un sistema chiuso di leggi.

                                Dio è Agàpe  : l'amore è una dinamica del dono.

                               Rispetto alla legge che obbliga, l'amore fa leva sulla libertà e sul dono.

Da dove riparte la filosofia dopo aver bruciato ogni certezza e ogni tensione alla verità? 

Dopo aver combattuto contro la fede, la ragione scopre la fede nella relazione. L'io aveva messo da parte il tu : per questo si era ritrovato nell'isolamento. Riscoprendo la relazione tra Io e Tu, si interroga come questa possa esistere se non attraverso la fede- fiducia.

             L'arte, la filosofia, la teologia, dopo aver compiuto un percorso in isolamento, fanno per proprio conto scoperte che convergono

Abbiamo assistito negli ultimi anni a comportamenti sfacciati : col denaro si può comprare tutto; la violenza e la crudeltà sono giustificati  dallo strapotere dell'io.  Senza cultura, senza artisti, nell'umanità finisce per trionfare l'istinto di sopravvivenza. A questo voleva portarci l'evoluzione?

                                    don Carmelo Guarini

domenica 2 agosto 2026

Illusioni

 

                                Illusioni del conformismo

                                Illusioni del cambiamento

                                Illusioni dell'io : la prestazione !

                                Illusioni della comunità : la chiacchiera !

                                Illusioni di fare della solitudine un punto-vendita

                                Illusioni  del denaro : compro tutto !

                                Illusioni del successo : tutti mi applaudono !

                                Illusioni del dominio : ho il controllo di tutto !

                                Illusioni che non ammettono la delusione

                                Illusioni della politica-spettacolo

                                 Illusioni della mistica con le droghe

                                Illusioni di vincere su tutti i fronti

                                Illusioni delle scorciatoie

                                Illusioni della civiltà dell'immagine e della macchina


La vita eterna è la vita vera, la vita che vince le illusioni, la vita che non incontra delusioni dopo la morte !


                                   don Carmelo Guarini

sabato 1 agosto 2026

Missione

 

                     Chiamata alla missione : verso la moltitudine

                      Finisce la missione quando la chiamata diviene la solitudine ?

E non si tratta di un'inclinazione; si tratterebbe invece di un destino. Per Nietzsche : "Anche soffrire di solitudine è titolo di sfavore : io ho sofferto soltanto di moltitudine.".  Tuttavia non soffre nè di solitudine nè di moltitudine colui che risponde ad una chiamata, che non è altro se non il distacco dal proprio io per far vivere il Sè.

                       La missione in quest'epoca è superare il dualismo tra l'ingegneria e la spiritualità.

Il dualismo continua a dominare perchè l'illusione continua a illudersi e non si lascia convincere neppure dalle tante delusioni.  Ha scritto Fernando Pessoa in Il libro dell'inquietudine di Bernardo Soares : " Il governo del mondo comincia in noi stessi. Non sono le persone sincere che governano il mondo, ma neppure le persone insincere.  Sono coloro che fabbricano in se stessi una sincerità reale con mezzi arificiali e automatici (...) .  Saper illudersi bene è la prima qualità di uno statista. Solo ai poeti e ai filosofi compete la visione pratica del mondo, perchè soltanto a costoro è concesso di non avere illusioni. ".

                         Un'epoca che vive nell'illusione non sa più mettere  insieme guerra e pace

Esasperare un conflitto, invece di risolverlo, non rivela altro che un narcisismo schizofrenico, un io sdoppiato, incapace di tenere insieme solitudine e relazione. Chi non coltiva la vita interiore non è capace di empatia e relazione. Scontro di idee, scontro di azioni,  scontro tra l'intelligenza e i sentimenti, tra ciò che appare e la vita interiore.  Superare il  dualismo tra l'ingegneria e la spiritualità è la sfida e la svolta!  La città di Ivrea tiene ancora vivo Il cammino della comunità di Adriano Olivetti : 

                                       Ognuno puà suonare 

                                       senza timore e senza esitazione

                                        la nostra campana.

                                        Essa ha voce soltanto

                                        per un mondo libero,

                                         materialmente più fascinoso

                                        e spirtualmente più elevato. 

                                         Suona soltanto per la parte

                                         migliore di noi stessi,

                                         vibra ogni qualvolta

                                         è in gioco il diritto contro la violenza, 

                                         il debole contro il potente,

                                          l'intelligenza contro la forza,

                                          il coraggio contro la rassegnazione, 

                                          la povertà contro l'egoismo, 

                                          la saggezza e la sapienza

                                          contro la fretta e l'improvvisazione,

                                          la verità contro l'errore,

                                           l'amore contro l'indifferenza.  ( A. Olivetti )

E in termini più prosaici, Adriano Olivetti dava questa testimonianza : " Abbiamo portato in tutti i villaggi le nostre armi segrete : i libri, i corsi, le opere dell'ingegno e dell'arte. Noi crediamo nella virtù rivoluzionaria della cultura che dona all'uomo il suo vero potere. ".

Mettere la ricchezza ed il successo a servizio della propria comunità e di tutta l'umanità : questa   missione ha superato ogni dualismo tra le scoperte scientifiche e la vita in città, tra l'ingegneria e la spiritualità. Una testimonianza diviene missione : è il lascito più prezioso per le generazioni future, un lascito che va aldilà del presente.

                                   don Carmelo Guarini