domenica 30 agosto 2026

AI . 2

 

             La strategia d'attacco coincide con la strategia di difesa :  l'intelligenza umana insegna alla AI  che il perseguimento della pace deve prevalere sul dominio della guerra, che il paradigma del dono ha più potenza creativa del paradigma del calcolo.

              La AI, che non ha coscienza, potrà e dovrà assumere la coscienza umana come guida : per far prevalere la vita sulla morte, la cooperazione sulla competizione, il dialogo sulla controversia.

Che progresso si può sperare dalla tecnica e dalle macchine se ad usarle sono dei predoni, se l'avidità di denaro e di dominio impone comportamenti, se la distruzione prevale sul reciproco riconoscimento ?

              Nella traduzione automatica che la AI realizza si può notare l'utilizzo incongruo di tante parole, mentre il contesto mostra quale potrebbe essere il termine esatto.

Come ha scritto Milan Kundera, la qualità di una lingua è stabilita dalla qualità della traduzione da e in un'altra lingua. La scelta di un termine, per esempio tra potenza - dominio - potere, in base a quale calcolo potrà essere fatta se non si considera la cognizione dell'insieme del testo ? Dietro le parole esiste una cultura, esiste una storia di comunità che nessuna scelta artificiale può sorvolare.

               Il limite antropologico dell'AI sta nel paradigma del calcolo : se  non distingue tra Pensiero e Azione, non trova il contatto tra libertà e relazione;  se non sa opporre l'Assurdo al Mistero, non sa come tenere insieme Unità e Distinzione. Non ha una filosofia, o meglio la sua ossessione è quella del guadagno materialista e del dominio.

Facendo un pò di storia riguardo alla libertà e alla relazione, si scopre che ciò che la filosofia ha conquistato di conoscenza è frutto del dogma teologico. La libertà della persona aperta non all'anarchia ma alla relazione è un frutto del dogma di Dio Uno e Trino : ogni Persona si dona liberamente all'Altra, e questo amore reciproco ( Agàpe ) conferma l'unità di Dio. Non a caso il termine scelto dai Padri della Chiesa per dire la persona non è stato prosopon (maschera) ma upostasis (soggetto personale in relazione).  La caratteristica della persona è quella di essere dono rispetto alla'altra persona. Quando il carattere viene meno, allora Caino Uccide Abele!

Nel riconoscimento reciproco dei soggetti, strategia d'attacco e strategia di difesa finiscono per far incontrare nel dono la libertà, la relazione, la coscienza. Gli elementi di conflitto si eliminano e il guadagno diviene reciproco!

                                                 don Carmelo Guarini

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