La società dell'immagine ha appiattito, omologato lo sguardo
Se volessimo fare un lavoro intertestuale sullo sguardo nel secolo scorso, potremmo cogliere giudizi convergenti :
" Io imparo a vedere ... ", scriveva F. Pessoa nel romanzo Il libro dell'inquietudine di Bernardo Soares
" Non pensare, guarda ...", scriveva L. Wittgenstein nel Tractatus logico-philosoficus
La società dell'immagine ha fermato tutto ( pensiero, sentimenti, emozioni, relazioni ...), anche l'attenzione al vedere. Ci sarà ancora movimento? Ognuno è ripiegato sul proprio privato. Ognuno rifugge il rischio della ricerca personale, senza il quale non esiste investimento.
Per correggere il dolore, la tristezza, non basta la stima di sè.
Psicologia e spiritualità compiono un lavoro diverso
Per la psicologia basterebbe la stima di sè per vincere la tristezza, la solitudine, ...
La spiritualità ha un altro sguardo : per vincere l'errore e la ripetizione degli errori, occorre coltivare una completa sfiducia verso se stessi ed una perfetta fiducia in Dio, come testimonia J.-P. De Caussade nel Trattato sulla preghiera del cuore.
La poesia investe nell'ideale per trasformare il reale.
Ci sarà ancora lo sguardo ?
Resterà fermo o si metterà in movimento ?
Il pensiero, soffocato dalla confusione -
la nebbia ha pervaso l'anima -
la grandine ha distrutto il raccolto !
Il movimento non interessa più :
tutto sembra ricordare il passato
il folle ritorno all'odio e al disprezzo.
La speranza delusa, non guarda più al futuro.
Trionfo del tramonto : c'è voglia di suicidio.
C'è chi attende ancora l'aurora ?
Un duplice movimento sarebbe necessario perchè non resti tutto fermo :
- una completa sfiducia verso se stessi
- una perfetta fiducia in Dio
La questione dell'ateismo, dell'agnosticismo, del teismo e della sua fine : tutto questo è secondario, perchè tiene fermo lo sguardo sul passato. Ciò che rimane essenziale è vivere la parola del Vangelo, anzi tutte le parole, perchè lì c'è la presenza di Gesù. Uno sguardo su di Lui come Maestro e come medico rimette tutto in movimento. Siamo ancora capaci di professare questa FEDE ?
Don Carmelo Guarini
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