martedì 2 giugno 2026

Il lavoro dello spirito

 

                    Il lavoro dello spirito è nascosto, ma non manca di donare una vita piena

L'assurdo è un desiderio che non trova compimento. 

Il mistero è un desiderio che trova la pienezza della vita. 

La ragione non ha compimento se non raggiunge la verità. Ciò che Voltaire (pseudonimo di François Marie Arouet) non ha riconosciuto con chiarezza : la tolleranza verso la menzogna e l'ingiustizia può divenire intolleranza nei riguardi della verità e della giustizia. Se Voltaire continuava a tenere in casa degli schiavi perchè gli faceva comodo, avrebbe dovuto ammettere che l'interesse può perseguire qualcosa che va contro la ragione.    Nel caso della schiavitù giustificava tolleranza e intolleranza allo stesso tempo.

                   Il lavoro dell'intelletto non può fare a meno del lavoro della coscienza

A proposito della guerra: o la si giustifica (quando si parla di guerra giusta) o la si condanna senza reticenze , come ha fatto Gesù Signore. Ma non può esistere la guerra giusta. Può esistere la legittima difesa; il diritto la considera tale.  Ma Gesù invita a considerare la propria vita allo stesso modo  della vita dell'altro. Il martire ha più spirito dell'eroe : questi considera l'avversario un nemico; il martire deve riuscire nell'impresa di amare il nemico. 

La coscienza non è la voce dell'io o della ragione, come ha pensato la modernità. La coscienza è la voce dell'altro : riesce ad ascoltarla soltanto colui che compie un lavoro dello spirito.  C'è un lavoro dell'intelletto  dietro l'episodio dell'antica Roma divenuto mitico : le oche, che svegliano le sentinelle del Campidoglio,  consentono ai romani di difendersi  da  un attacco del nemico. Nell'antica Roma, repubblicana e imperiale, si ha considerazione dell'eroe ma non del martire.  Il sacrificio di quest'ultimo è ritenuto una debolezza, non un atto di fortezza. Questa opinione è stata condivisa successivamente da Nietzsche, che ha visto  nella Croce la più grande debolezza del cristianesimo. 

Trasformare la tristezza in gioia, il dolore in amore, la perdita in guadagno è un atto dello spirito : questo lavoro non lo si può compiere senza la fortezza della Croce. E' un lavoro che lo spirito e la coscienza compiono sulla ragione. Certo, il lavoro dell'essere umano è segnato dal limite, ma lo spirito gli viene donato come  una grazia.  Il martire ha scoperto una via ed una  vita che l'eroe non conosce : l'invisibile che trasforma il visibile!  L'essenziale  si nutre di marturia , non di propaganda. 

                                  don Carmelo Guarini