martedì 31 marzo 2026

L'Ideale e il Reale

 

                    Perchè l'amore e la guerra sono sempre in lotta ?

Nei tempi storici nei quali non è venuta meno la fiducia nella giustizia e nella libertà, è il Reale che ha salvato l'Ideale. 

Nei tempi storici nei quali la violenza ridiventa il motivo dominante del Pensiero e dell'Azione, soltanto l'Ideale può salvare il Reale. Ma proprio in questi tempi il Pensiero, che ha sempre il primato sull'Azione, perde  forza; e l'Azione finisce con l'imporre la forza irrazionale.

                  Non siamo ancora alla fine della Storia, ma un cambiamento radicale incombe

Fino a quando la Storia non sarà finita, l'Ideale e il Reale rimarranno mischiati tra i popoli e nelle culture, come il puro e l'impuro in ogni persona. Bisogna attendere la morte per vedere la trasformazione radicale del tempo nell'eterno, del potere della forza nel potere della giustizia, della vita biologica nel corpo spirituale, del Reale nell'Ideale. Si può dire con certezza : questa vita temporale può essere  Reale ma con certezza non è ancora l'Ideale. Continuerà ancora nella Storia la lotta tra l'assurdo e il mistero : al Pensiero è richiesto lo sforzo di essere imparziale, per cogliere e riconoscere le ragioni di coloro che si sentono eletti e di coloro che si credono scartati.

                 Gli estremi della guerra : eletti e scartati

Che ci siano eletti e scartati è più un mistero che un assurdo. Non può essere un assurdo per logica, per il principio di non-contraddizione ( Ciò che esiste non può allo stesso tempo non-esistere ). Che sia un mistero lo si può vedere nei fatti : spesso gli eletti non raggiungono ciò che desideravano (un improbabile e un imprevedibile toglie loro la vittoria); e gli scartati, che sembrano destinati alla sconfitta perchè non hanno in mano le carte per vincere, oppongono la dignità e la libertà alla violenza, e non s'arrendono all'invasore. 

                  L'Ideale volge in meglio ciò che il Reale ha distrutto

Non per ottimismo, ma per azione storica, l'Ideale non da tregua al reale : tra Greci e Persiani dopo Maratona c'è Salamina; e tra Romani e Cartaginesi dopo Sagunto e Canne c'è Zara. Chi è stato sconfitto e sembra scartato, trova nell'Ideale della libertà e nell'onore della giustizia il modo per ridare il primato all'Ideale. Chi s'arrende al Reale non s'è mai posto la domanda: il Reale è veramente tale oppure è una finzione (una menzogna) dell'Ideale ?

                               don Carmelo Guarini

                  

                    

domenica 29 marzo 2026

Pace e vita cristiana

 

                       Clima di guerra : svalutata la pace, la dignità del lavoro, la relazione tra i popoli

" Il 30 agosto 1939 Einstein scrisse a Roosevelt che era possibile costruire la bomba atomica. " .  Husserl aveva già pubblicato La crisi delle scienze europee ... , dove evidenziava il fatto grave della rottura tra comunità politica e comunità scientifica, e la frammentazione di vedute all'interno della stessa comunità scientifica. Il primo fatto grave : la comunità scientifica frammentata non decide all'unanimità di abbandonare la ricerca della costruzione della bomba atomica. 

                     La pace si costruisce ridando dignità al lavoro e curando le relazioni tra i popoli

Se si vuole la pace, non bastano le parole, occorrono fatti coerenti. Quei cristiani che oggi parlano di AntiCristo e poi sono per la guerra, utilizzano la religione per fini politici ed economici, ma non mostrano nessuna volontà di vivere il Vangelo. Ricchezza e potere si accompagnano in ogni epoca storica. Lo vediamo anche ai nostri giorni : la guerra diviene un mezzo per fare soldi. La piattaforma delle scommesse dagli Stati Uniti sta dilagando in Europa. La ludopatia s'accompagna alla guerra : attraverso le scommesse ci si arricchisce. Il lavoro perde dignità. Le relazioni tra i popoli vengono regolate dalla forza delle armi, non più dalla ragione e dal diritto internazionale.

                   Il nostro è un momento della storia nel quale occorre scegliere tra il tutto e il nulla

Forse abbiamo pensato che il ritorno della barbarie non fosse più possibile. Un progresso indefinito, un'evoluzione pensata tutta in termini di avanzamento : questo è stato un inganno di pensiero della modernità. Non solo è possibile l'involuzione, ormai sappiamo che la distruzione della vita e dell'umanità è a portata di guerra e di bomba. Giocare sporco  con la vita e con la pace è davvero un'azione di autodistruzione. 

                   Il popolo eletto, il popolo nuovo è il primo a portare la pace

Siamo a questo punto : la dignità del lavoro e le relazioni umane di qualità sono l'antidoto alla guerra e alla ludopatia. Come si può lottare contro questa duplice alleanza tra guerra e finanza? Soltanto chi trova la pace e la dignità in se stesso, ogni giorno, non s'arrende alla guerra e alla distruzione della dignità del lavoro e delle relazioni autentiche! Unire le forze : avere il coraggio di parlare chiaro contro la barbarie!  

Se oggi ci manca qualcosa è l'intelligenza naturale; quella artificiale la si usa più per distruggere che non per sviluppare umanità!

                                  don Carmelo Guarini

mercoledì 25 marzo 2026

La prospettiva relazionale

 

                   La meccaniva quantistica afferma che il mondo è probabilistico

Niels Bohr ha scritto : " Non c'è un mondo quantistico. C'è solo un'astratta descrizione quantistica. E' sbagliato pensare che il compito della fisica sia descrivere come la Natura è. La fisica si occupa solo di quanto possiamo dire della Natura. "

E Carlo Rovelli aggiunge : " La più efficace e potente teoria scirntifica che l'umanità abbia mai prodotto è un mistero. "   ( in Helgoland, 49).

La scienza che dichiara l'esistenza del mistero piuttosto che dell'assurdo nel mondo è in dialogo con la filosofia. Quello che la meccanica quantistica non riesce a descrivere è l'improbabile!

                   La teologia afferma che più radicale del probabile è l'improbabile

L'improbabile è l'imprevedibile.  Occorre distinguere tra Weltgeist (spirito del mondo) e Welt der Geist (mondo dello spirito). Il mondo dello spirito è ancora poco studiato sia dagli scienziati che dai filosofi. La teologia l'ha studiato solo in margine : la mistica non è stata considerata ragionevole negli studi teologici. Ma  già troviamo in un frammento di Eraclito : " aphanès phanerés Kreissòn " .   L'invisibile è molto più del visibile. La mistica penetra nell'invisibile : è lì  che va studiata!

                   La filosofia è necessaria alla scienza : lo si vede nei momenti della crisi

Il mondo fisico descrive dei segni. Il mondo metafisico cerca di trovare il significato e il fine.  Perchè Oppenheimer (insieme ad altri fisici) ha costruito la bomba atomica? Non aveva coscienza di ciò che stava costruendo ?  L'antropologia e la teologia sviluppano il mondo dei significati, vogliono trovare  il fine delle azioni umane.

Quale filosofia è sottesa nella teoria di Darwin ? La sua è un'evoluzione retrospettiva, ossia guarda al passato. L'evoluzione di Teilhard de Chardin è prospettiva, ossia guarda al futuro. E' interessante notare che Darwin nell'Autobiografia ha confessato di non aver approfondito il mondo dello spirito (arte: musica, pittura ...).  possiamo dire che Darwin ha sviluppato l'evoluzione nella biosfera, ma non nella noosfera.  L'approfondimento del pensiero e dell'amore : filosofia e teologia indagano la noosfera. E' chiaro che tra biosfera e noosfera esiste una relazione, ma i due ambiti non vanno confusi nè sovrapposti.  Come la filosofia e la teologia non possono fare a mano della fisica, così anche la scienza non può disinteressarsi della filosofia e della teologia. La cosmologia, l'antropologia e la teologia seguono ognuna un percorso proprio, ma non possono ignorare ciò  che accade di nuovo nelle altre.

                         don Carmelo Guarini

lunedì 23 marzo 2026

La relazione nella meccanica quantistica

 

                     L'opposizione  salva il principio di non-contraddizione

Opposizione e contraddizione non sono e non dicono la stessa cosa. Nietzsche aveva ricordato che non si può fare filosofia senza filologia. Aristotele, prima di lui, aveva detto la stessa cosa: il rigore dei termini consente meno confusione e più chiarezza.

Ha scritto Carlo Rovelli in Helgoland , nella nota a p. 89 : " Il problema della meccanica quantistica è la contraddizione tra due leggi : una descrive cosa succede in una misura, e l'altra l'evoluzione unitaria. L'interpretazione relazionale è l'idea che siano entrambe corrette : la prima riguarda gli eventi relativi ai sistemi in interazione, la seconda gli eventi relativi ad altri sistemi. ".

              Il prof. Rovelli mi consenta di spiegare la differenza di significato tra opposizione e contraddizione. Hegel aveva scritto che "la contraddizione è l'anima della realtà. ".  O almeno così avevano tradotto Hegel in Italia. Ma Hegel non può aver identificato opposizione e contraddizione : sarebbe incorso in un errore di logica. Il principio aristotelico di non- contraddizione rimane un fondamentale per descrivere e spigare l'ordine esistente in Natura : diversamente il disordine avrebbe la possibilità di disintegrare l'ordine. Romano Guardini aveva chiarito ciò che Hegel aveva forse lasciato all'oscuro: l'opposizione si spiega come l'esistenza del polo nord e del polo sud, entrambi esistono ma sono opposti. Altra cosa è la contraddizione!


                 La prospettiva relazionale rimette in gioco ciò che sembra contraddittorio

La scienza che contraddice la teologia  -  La scienza che mette fuori gioco la filosofia.   Questo è successo negli ultimi secoli. La teoria della meccanica quantistica sconvolge un sistema di pensiero : ossia la realtà non è come ci appare, appunto.

Ha scritto Rovelli nella prefazione a Helgoland :" La teoria (quantistica) suggerisce strade nuove per ripensare grandi questioni, dalla struttura della realtà fino alla natura dell'esperienza, dalla metafisica fino, forse, alla natura della coscienza. " (p. 13)

Il non-essere non è il nulla. Il vuoto, che non è il nulla, esiste, come aveva dimostrato Pascal. Il non-essere è il modo in cui l'uno dona all'altro la possibilità di essere (o di esistere).  Agostino d'Ippona, parlando del peccato e della grazia, aveva evidenziato che non possono esistere contemporaneamente : se c'è l'uno, non può esserci l'altra. Ma la grazia può prendere il posto del peccato. Dice : "felice colpa", dal momento che la grazia opera ciò che sembrava imprevedibile.  Il prevedibile obbedisce ad una logica del continuo. L'imprevedibile giunge come un evento di discontinuità. Il dono (la grazia) è un evento di discontinuità : giunge non in ragione di un calcolo, ma per una sovrabbondanza d'amore. Il pensiero e l'amore sono due dimensioni di due civiltà, quella greca e quella ebraica.  Il cristianesimo ha tentato di metterle insieme, ma non sempre è riuscito, sporgendosi troppo o da una parte o dall'altra. L'imprevedibile è ancora un dono che corregge l'errore! Nella Crisi delle scienze europee ...  Husserl aveva osservato che la vita ( la Lebensewelt) è il terreno comune per ricostruire le relazioni tra comunità scientifica e comunità filosofica; il come è il vivere comune (MiteinanderLeben). Questo vivere comune che si è rotto, occorre ricostruirlo. Nella Quinta delle Meditazioni cartesiane indica il metodo o la strategia : la Gegebenheit, ossia la donazione, supera la contrapposizione. E' sempre il lavoro di squadra l'arte che consente di raggiungere ciò che la contrapposizione e  la guerra disintegrano.

                                            don Carmelo Guarini


venerdì 20 marzo 2026

Un metodo in azione : l'inazione

 

                  Quando si vuole raggiungere un obiettivo o un risultato, ci si chiede: quali mezzi ho a disposizione per agire?

Se voglio raggiungere la pace, so che non posso moltiplicare le azioni di guerra, capisco che devo tenere presente l'interesse dell'avversario e non il mio solo interesse. Se voglio la salute per una malattia, capisco che devo evitare altre malattie; tuttavia, se ad una malattia fisica si aggiunge una malattia della psiche ( depressione, collasso psichico per aver ideato una prestazione oltre il limite, ...), quale mezzo ho a disposizione per superare l'ostacolo?

                  L'inazione non è la rinuncia ad agire, è piuttosto un super-agire

Ha scritto Jean Guitton in Ritratto di Marthe Robin : " La malattia sopprime i nostri mezzi d'azione, ma ne crea altri, poco capiti e poco studiati. Ci sono anime che si dedicano all'azione esteriore, ma ce ne sono altre, numerose, votate all'inazione. Le une come le  altre lavorano in un campo vasto e sconosciuto. Tutto si completa. ". 

Tutto si tiene, perchè nulla di ciò che accade è inutile. Bisogna sempre riuscire a trovare l'intelligenza e la concretezza di ciò che accade. L'impotenza dei mezzi materiali permette di scoprire la potenza dei mezzi spirituali, se si riesce a vedere una grazia nella disgrazia. Perciò Agostino d'Ippona diceva : felice colpa, che ci ha meritato il Salvatore. 

                 Le circostanze non solo restringono la scelta, ma offrono l'opportunità di concentrazione sull'unica scelta possibile

Quando non c'è più possibilità d'azione, la scelta della non-azione diviene il colpo di genio che crea la svolta.

La riforma di papa  Gregorio VII (Ildebrando di Soana) sarebbe rimasta un atto di sapienza sulla carta se non fosse stata accompagnata da una testimonianza. Una molto efficace, per il movimento che creò nell'intera Europa cristiana, fu l'assassinio di Thomas Becket  nella cattedrale di Canterbury : da tutto il vecchio continente un pellegrinaggio incessante sul luogo del vescovo martire. Testimone della libertà della Chiesa e del cristiano di fronte all'accumulo di potere e di ricchezza. 

Il messaggio di Gesù sulla povertà sarebbe rimasto irrilevante  ( scritto nei Vangeli, ma non vissuto ) se non ci fosse stato Francesco d'Assisi a mostrare la differenza tra un miserabile (un disgraziato) e un povero (uno che ha scelto la povertà). Senza la testimonianza di Francesco d'Assisi, la Chiesa sarebbe stata piena di miserabili e priva di poveri!

                 La testimonianza è la dimensione laica della risposta alla chiamata : il sacrificio di sè declericalizza l'intelligenza del peccato e della grazia.

La testimonianza di Agostino d'Ippona riguardo al peccato e alla grazia esprime la dimensione laica (battesimale) : il peccatore toccato dalla grazia mostra più gratitudine e più amore verso coloro che sbagliano che non tanti giusti che condannano i peccatori!  L'inazione di Marthe Robin diviene più efficace dell'azione di tanti : prende su di sè il fardello di chi è incappato nei briganti, lascia a Gesù la possibilità di fare ciò di cui il mal capitato ha bisogno.

                               don Carmelo Guarini


mercoledì 18 marzo 2026

Una sapienza per azione

 

A Betania, nell'incontro con Marta e Maria, Gesù ha evidenziato la giusta relazione tra la contemplazione e l'azione, togliendo sia ai conservatori sia agli innovatori la rivendicazione di un primato che saprebbe troppo di individualismo narcisistico.

                  Le aspettative eccessive di conservatori e innovatori nei riguardi del Concilio Vaticano II

Conservatori e innovatori cadevano nello stesso errore riguardo al Concilio : i primi si aspettavano un ritorno quasi magico al passato, per i secondi la novità sembrava già compiuta.  Sia gli uni che gli altri staccavano l'evento dal mistero dell'Incarnazione e della Pasqua di morte e resurrezione. Il cammino di santificazione è necessario per il rinnovamento.

                  La sapienza e l'azione in Giovanna d'Arco e in Teresa di Lisieux

Perchè Giovanna e Teresa sono state accolte dai laici e dai moderni prima che dal clero? Risponde Guitton : l'amore che hanno mostrato verso la condizione terrena e l'umanità è stato ricambiato con un amore altrettanto spontaneo dei lontani. 

Giovanna d'Arco non ha avuto timore di buttarsi nella guerra dei cento anni tra Francia e Inghilterra : lo ha fatto cercando sempre la "corrispondenza tra la voce dello spirito e l'evento". In Francia anche gli atei e gli anticlericali la onorano come madre della patria. Il processo e il rogo non  hanno tolto nulla al suo eroismo, anzi l'hanno reso più cattolico; i suoi carnefici sono stati coloro che difendevano il potere temporale e la tradizione ecclesiastica. 

Il genio di Teresa di Lisieux, secondo Guitton, sta nell'aver  fatto dell'amore il fattore risolutivo di tanti problemi che avevano suscitato controversie. L'interesse, il gioco e l'abbandono sono così intrecciati da far cadere il rigorismo giansenista e il lassismo molinista. All'imperativo kantiano del dovere, Teresa sostituisce il gioco dell'amore come uno "sforzo senza sforzo". Alla fede consolatrice Teresa sostituisce la pura fede, che è l'equivalente del puro amore.

                 La comunità creativa più efficace dell'istituzione : Caterina da Siema e Francesco d'Assisi

Caterina, dall'esperienza di solitudine vede nascere l'allegra brigata, una piccola comunità che accompagna la sua missione politica :  riportare il papato da Avignone a Roma, mettere pace tra i principati e le città italiane in guerra. I suoi sono mezzi poveri, come quelli messi in campo da Francesco d'Assisi, ma sono mezzi dello Spirito e non tardano a portare frutto. Anche Francesco dalla solitudine con Dio vede nascere la comunità. Cosa manca alle comunità istituzionalizzate della Chiesa? Il fuoco e sangue di Caterina, il Vangelo sine glossa di Francesco. Nè Caterina nè Francesco vogliono altra regola se non quella del Vangelo : lì c'è già tutto, vale per il passato come per il futuro. Il Vangelo nel momento presente è la sapienza in azione che è comune sia alle due sante francesi sia ai due santi italiani. 

Una sapienza in azione : un interesse ossessivo manca il raggiungimento dell'obiettivo; il gioco viene liberato dalla passione attraverso il distacco e la gioia; la perfetta letizia nel vivere le beatitudini rende leggero il fardello della croce.

                                      don Carmelo Guarini

lunedì 16 marzo 2026

La liturgia dell'esistenza

 

                      Una spiritualità del presente, non del passato

Jean Guitton ha scritto nel suo Il genio di Teresa di Lisieux : "  L'idea di Merezkovskij  è che Giovanna (d'Arco) e Teresa (di Lisieux)  sono le due sante più moderne, più rivoluzionarie, d'una rivoluzione che appena adesso comincia e c'introduce in un'epoca nuova. ".  Una spiritualità che aspiri ad annunziare il Vangelo agli uomini del proprio tempo non può accontentarsi di essere in linea con la tradizione : Paolo non avrebbe guadagnato i pagani se fosse rimasto un ebreo cristiano!


                    La spiritualità medioevale :  vivere per il Cielo e sorvolo della terra

Nel Medioevo l'amore per Dio sorvola sull'amore per il prossimo, quando invece, seguendo l'insegnamento di Gesù Signore, i due amori dovrebbero essere un unico amore. La condizione terrena è ancora svalutata : la teologia non ha portato alle estreme conseguenze il fatto dell'Incarnazione.  Il Dio trascendente non è ancora riconosciuto come il Dio immanente. Ma Gesù Signore è proprio il Dio immanente, Dio che è entrato nella Storia.

Ha scritto ancora J. Guitton, citando Merezkovskij : " Da questo mondo verso l'altro mondo, dalla terra verso il Cielo : tale è il cammino ascendente di tutti i santi. Solamente Giovanna e Teresa percorrono una via inversa, che scende dal Cielo alla terra, dall'altro mondo verso il nostro. Questa santità al rovescio proviene dal singolare fatto che non è stata la Chiesa, nella sua rinuncia al mondo, ma è stato il mondo, che abbandona la Chiesa, ad accorgersi ed amare per primo queste due sante.  Entrambe amano il mondo dominato dal Male e il mondo le ama. ".


                  La spiritualità moderna è più vicina al comandamento nuovo : se ami,  sei riamato

Non l'immaginazione ma il Vangelo vissuto può rendere l'esistenza una liturgia : dal tempio alla piazza e alla casa.   Nel Medioevo soltanto nel tempio non si poteva uccidere, fornicare o rubare; con facilità lo si faceva in altri luoghi chiusi o aperti. Ora, nella Modernità, l'amore reciproco sperimentato nella liturgia del tempio occorre portarlo nella liturgia dell'esistenza. Nel Medioevo la santità la si poteva trovare ordinariamente nei monasteri e nei conventi, nel clero più che nel laicato. Nella Modernità non valgono più i ruoli quanto il vissuto: appare con più chiarezza che la Legge e la Ragione non riescono a salvare; solo  l'amore riesce a donare salvezza. La novità portata da Gesù Signore diviene più evidente, come le sue parole : " Non sono venuto per giudicare il mondo, ma per salvarlo. ".  Certo, l'uomo moderno può apparire sconcertante più che rassicurante : preferisce la velocit e allo stesso tempo la sicurezza,  crede nel potere e nella ricchezza e allo stesso tempo vorrebbe ala libertà, vorrebbe una comunicazione autentica ma ha troppa fiducia in se stesso; continua a sviluppare tecnologia e grandinvenzioni ma li usa per distruggere e fare guerre.  Tuttavia questo Mondo va amato e salvato, non condannato : su questo terreno si possono incontrare cristiani e moderni!

                                      don Carmelo Guarini

venerdì 13 marzo 2026

Vicini e lontani

 

                                 La missione  è  liberazione  da ogni fardello che impedisce di camminare insieme

Jean Guitton, in Dialoghi con Paolo VI, ha riportato il brano di un discorso del card. Montini allora arcivescovo di Milano, in occasione di una missione cittadina:

" Quale solitudine talvolta nella casa di Dio! ...  Se una voce si potesse far pervenire a voi,     figli lontani, la prima sarebbe quella di chiedervi amabilmente perdono. Si, noi a voi, prima che noi a Dio. Quando si avvicina un lontano non si può non sentire un certo rimorso. Perchè questo fratello è lontano? Perchè non è stato abbastanza amato! Non è stato abbastanza curato, istruito, introdotto nella gioia della fede. Perchè ha giudicato la fede dalle nostre persone; e dai nostri difetti ha imparato forse ad aver noia, a disprezzare, a odiare la religione.  Perchè ha ascoltato più rimproveri che ammonimenti e inviti.   (...)  Ebbene, se così è, fratelli lontani,  perdonateci. Se non vi abbiamo compreso, se vi abbiamo troppo facilmente respinti, se non ci siamo curati di voi,  se non siamo stati bravi maestri di spirito e medici delle anime;    se vi abbiamo trattato con l'ironia, con il dileggio, con la polemica, oggi vi chiediamo perdono  ...". (p.  79-80)


                                  La testimonianza di vita deve sempre accompagnare l'annunzio della Parola

L'annunzio del Vangelo non può mai essere separato dal vissuto, perchè proprio nel modo di viverlo si trova la prova della vita autentica.  Non ci si può mai accontentare di una vicinanza esteriore, se questa non esprime l'amore autentico per l'altra persona. Così non è consentito  di lasciare che l'amore resti chiuso nell'interiorità. Raggiungere vicini e lontani con l'intenzione e con l'azione : l'intenzione dev'essere sincera, senza interesse egoistico; l'azione deve donare ciò che serve al bene materiale e spirituale dell'altro.


                                  Il Vangelo rende prossimi i vicini e i lontani

Gesù, nella sua predicazione e nella sua azione, ha sempre reso più prossimi i giusti e i peccatori, i dottori della legge e gli eretici, gli eletti e gli scartati; ha donato a tutti, facendo sentire ad ognuno l'amore di Dio.

                                     don Carmelo Guarini


                                 

martedì 10 marzo 2026

Corpo mistico

 

                   Il corpo mistico evidenziato dall'esperienza mistica

Seguendo il dibattito sulla mistica, agli inizi del Novecento, tra Bergson e Peguy, ci si rende subito conto della diversità nel loro percorso  : quella di Bergson è una mistica dell'individuo, quella di Peguy una mistica sociale. Bergson ha ragione nel prospettare la percezione mistica da parte del corpo biologico come un'estensione della memoria nella materia, o ad un ritorno della materia alla memoria primordiale, ma l'evoluzione guarda all'individuo non alla specie umana.  Peguy ha ragione quando dice che la scomparsa della mistica primordiale è stata il frutto della dimenticanza del legame tra una generazione e l'altra:  la generazione che ha posto le domande e quella successiva che ha tentato le risposte.


                 La mancanza di una strategia del corpo mistico nell'evangelizzazione e nella catechesi dipende dalla frammentazione del pensare, dell'agire, dell'amare.

  L'incapacità di creare obiettivi comuni aumenta la competizione tra individui e diminuisce la cooperazione che dovrebbe portare ognuno a vivere più intensamente la comunità. Il primo passo che la catechesi dovrebbe compiere sarebbe quello di passare dalla massa alla persona. La Francia, che da oltre un secolo si percepisce come "paese di missione" cristiana, ha visto questo passaggio alla formazione  personale  come un segno del tempo; perciò vede in questi anni giovani e adulti che chiedono di far parte della comunità non per la fede della nonna ma per la propria ricerca personale.


                   Rientrare in sè e uscire da sè sono due movimenti di conversione : fanno dell'io un essere in relazione

Nel rientrare in sè la coscienza sperimenta la relazione tra il corpo biologico-psichico e lo spirito :  il corpo spirituale percepisce se stesso come vincitore della morte rispetto al corpo biologico  mortale.  Nell'uscire da sè la coscienza incontra il mondo della natura e il mondo della cultura: la resistenza che la natura e la storia oppongono alla trasformazione pongono la persona di fronte alla necessità dell'esperienza spirituale.  Il rientrare in sè e l'uscire da sè non sono contrapposti, non devono formare un dualismo; devono trovare una via di unificazione del soggetto. Qual'è questa via di unificazione ? Proprio l'incontro con l'altro, la relazione. I due processi sono complementari : più mi unifico in me stesso quanto più approfondisco la relazione di comunione tra persone; più cresce la relazione di comunione tra persone, più approfondisco in me lo scambio tra interno ed esterno. Il dono di sè, non il calcolo, è il primo interesse da coltivare!

                          don Carmelo Guarini      

sabato 7 marzo 2026

La Storia e la Parola

 

Scriveva Merleau-Ponty nella prefazione a Segni : " A coloro che hanno perduto tutto  la Storia toglie ancora qualcosa, mentre continua a darlo a coloro che hanno preso tutto.". 

                                  

                                 La Storia non pratica la giustizia

Karl Marx aveva detto che " la filosofia non deve interpretare la storia, ma trasformarla ".  E tuttavia ha fatto del comunismo un interprete sbagliato della storia. Affermazione rivoluzionaria quella di Marx, e tuttavia deve constatare che la storia non obbedisce alla parola.


                                  Il fondamento teorico e pratico della filosofia e della teologia : la relazione tra soggetti

Autonomia o eteronomia ? Si chiedeva Kant nella Critica della ragione pratica. Ma lo stesso interrogativo potrebbe valere per La critica della ragion pura : il principio primo è la relazione reciproca tra soggetti oppure il totalitarismo del soggetto? 

Non esiste l'alternativa tra autonomia ed eteronomia della persona, la quale non esiste se non in relazione all'altra persona.           La relazione reciproca sta all'inizio della storia : questa è l'affermazione del Logos. Se nella Storia si afferma il totalitarismo del soggetto, è perchè questi non ha obbedito alla Parola.


                                   La Parola trasforma la Storia : la testimonianza di Thomas Becket (1162-1170: otto anni per vincere col martirio una persecuzione della Storia)

La Parola sfida la Storia proprio sul terreno che la Storia predilige : la ricchezza, il potere, le guerre, il diritto. Negli anni 1162-1170 la Storia mette in scena alcuni attori che devono scegliere tra la fede nella relazione ed il totalitarismo del soggetto che intende dominare da solo. Attori sono: il papa Alessandro III, il re d'Inghilterra Enrico II, il re di Francia Luigi VII, l'arcivescovo di Canterbury Thomas Becket. T. Eliot ha raccontato in Assassinio nella cattedrale il dramma di T. Becket, che non si era voluto arrendere alle pretese autocratiche del Plantageneto : in primo luogo aveva rinunciato ad essere cancelliere del regno quando era stato eletto arcivescovo di Canterbury (il conflitto d'interessi gli avrebbe impedito di compiere nella giustizia l'uno e l'altro compito), in secondo luogo aveva rivendicato l'autonomia della Chiesa rispetto al Regno (il diritto canonico aveva compiuto l'ingente sforzo di superare la discordanza dei canoni). Dopo il ritorno dall'esilio in Francia, quattro cavalieri del regno d'Inghilterra lo uccisero nella cattedrale di Canterbury. La Storia non s'arrende alla Parola se non di fronte alla testimonianza estrema del donare la vita sino alla morte. La fedeltà di Thomas Becket alla Parola ha impresso una svolta alla Storia non solo nel regno d'Inghilterra, ma anche in Francia, nello stato pontificio e nel sacro romano impero, per qualche secolo.

                             don Carmelo Guarini

                                

mercoledì 4 marzo 2026

Ardimento o prudenza ?

 

                                    Le persone libere sono poche

La maggior parte della gente preferisce le sicurezze del sistema : la comodità e il cinismo creano dei vantaggi e allontanano i guai. Dietro la presunta umiltà e lo sfoggio di prudenza si nasconde un certo opportunismo inconfessato "Speriamo che me la cavo!".


                                    Le persone libere sono poche

Una persona libera non s'accontenta di una risposta scontata, pone sempre un'altra domanda. Non s'accontenta neppure di una facile concordanza tra ciò che accade all'esterno e ciò che muove l'interno. Non lascia che vada perduto ciò che nel passato le persone libere hanno evidenziato: la distanza tra l'ideale e ciò che si riesce a vivere.


                                    Perchè preferire l'ardimento alla prudenza ?

L'ardimento non è di chi scatena una guerra, piuttosto è di chi oppone resistenza.

L'ardimento non è di chi si arrichisce depredando e  accumulando, semmai di chi sa trasformare la miseria in una scelta di povertà.

L'ardimento non è di chi usa il potere per dominare, ma piuttosto di colui che sopporta il dominio con dignità e lo trasforma in strumento di liberazione, impedendo al dominatore di averla vinta.

Testimonianze ne possiamo trovare tra artisti e santi, che senza creare opposizione tra buoni  cattivi sono riusciti, senza condannare la prudenza, a far vivere l'ardimento.

Filippo Brunelleschi riuscì a tenere insieme l'ingegnere e l'artista : la cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze è una prova concreta che il calcolo e la bellezza possono convivere.

Francesco d'Assisi fece della povertà un ideale : usò nei confronti di istituzioni della ricchezza una lotta non violenta, credendo però sine glossa all PAROLA del vangelo "il regno dei cieli è dei violenti".

Gioacchino da Fiore ardì parlare di un'epoca dello Spirito Santo, ma non volendo togliere nulla alla divinità del Padre e del Figlio; anzi fece della povertà del Padre e del Figlio una scelta di vita, non un discorso retorico.

                                L'ardimento lascia alla prudenza la libertà di riflettere e di verificare : il tempo dirà ciò che è rimasto (e ciò che non è riuscito a rimanere) e il giudizio di Dio sarà diverso dal giudizio degli uomini.

                                         don Carmelo Gurini

lunedì 2 marzo 2026

L'io autentico

  

                                      Dove troviamo l'io autentico ?

Facciamo esperienza di un io corporeo, ossia di una vita biologica; sperimentiamo anche un io psichico ossia una vita della psiche. Ma sia l'una che l'altra le vediamo soggette al cambiamento, ad una decrescita che conduce inevitabilmente alla morte.  E' possibile allora immaginare un percorso che sperimenti una crescita effettiva dell'io?


                                       L'io autentico e la pratica spirituale

Nel vocabolo Unheimliche  Freud aveva lasciata aperta la possibilità di un duplice significato :  inquietante estraneità  -  inquietante familiarità. La narrazione dell'io biologico e dell'io psichico si presta all'interscambiabilità dell'inquietudine. In fondo la pretesa familiarità dell'io biologico e dell'io psichico è spesso sperimentata come estraneità; c'è quindi un'ambiguità di fondo che pone l'interrogativo sulla crescita o sulla decrescita dell'io.


                                       La vita dello spirito è una pratica

L'io falso presume di essere non finito. Sartre si diceva meravigliato dal fatto che Merleau-Ponty non accettasse di considerare l'uomo un assoluto, una volta che non si riconosce più Dio come assoluto. Tuttavia Merleau-Ponty conservava una coerenza logica : non poteva considerare l'essere finito un infinito (principio aristotelico di non contraddizione, ma anche sperimentazione concreta della mortalità umana).

L'io spirituale cresce con la pratica della preghiera : ha bisogno di un Altro che lo liberi dai suoi limiti e dalla presunzione di onnipotenza. 

L'io spirituale cresce col digiuno e la condivisione : il corpo e la psiche vengono relativizzati dal fatto che l'io spirituale sposta la sua attenzione sull'altro invece che tenerla sul proprio io narcisistico.

L'io interiore diviene simile ad uno specchio : non si considera Dio, ma trova Dio dentro di sè. L'io interiore diviene spirituale per una presenza di Dio sperimentata in maniera sempre più costante non solo dentro di sè ma anche all'interno degli altri. Colui che vive di fede vede sempre anche nell'ateo, nel peccatore, nel nemico, nell'estraneo la presenza di Dio; se non riscontra la somiglianza, può credere però che è rimasta l'immagine divina. La pratica è essenziale per scorgere l'io falso e vivere l'io autentico.

                           don Carmelo Guarini