martedì 10 marzo 2026

Corpo mistico

 

                   Il corpo mistico evidenziato dall'esperienza mistica

Seguendo il dibattito sulla mistica, agli inizi del Novecento, tra Bergson e Peguy, ci si rende subito conto della diversità nel loro percorso  : quella di Bergson è una mistica dell'individuo, quella di Peguy una mistica sociale. Bergson ha ragione nel prospettare la percezione mistica da parte del corpo biologico come un'estensione della memoria nella materia, o ad un ritorno della materia alla memoria primordiale, ma l'evoluzione guarda all'individuo non alla specie umana.  Peguy ha ragione quando dice che la scomparsa della mistica primordiale è stata il frutto della dimenticanza del legame tra una generazione e l'altra:  la generazione che ha posto le domande e quella successiva che ha tentato le risposte.


                 La mancanza di una strategia del corpo mistico nell'evangelizzazione e nella catechesi dipende dalla frammentazione del pensare, dell'agire, dell'amare.

  L'incapacità di creare obiettivi comuni aumenta la competizione tra individui e diminuisce la cooperazione che dovrebbe portare ognuno a vivere più intensamente la comunità. Il primo passo che la catechesi dovrebbe compiere sarebbe quello di passare dalla massa alla persona. La Francia, che da oltre un secolo si percepisce come "paese di missione" cristiana, ha visto questo passaggio alla formazione  personale  come un segno del tempo; perciò vede in questi anni giovani e adulti che chiedono di far parte della comunità non per la fede della nonna ma per la propria ricerca personale.


                   Rientrare in sè e uscire da sè sono due movimenti di conversione : fanno dell'io un essere in relazione

Nel rientrare in sè la coscienza sperimenta la relazione tra il corpo biologico-psichico e lo spirito :  il corpo spirituale percepisce se stesso come vincitore della morte rispetto al corpo biologico  mortale.  Nell'uscire da sè la coscienza incontra il mondo della natura e il mondo della cultura: la resistenza che la natura e la storia oppongono alla trasformazione pongono la persona di fronte alla necessità dell'esperienza spirituale.  Il rientrare in sè e l'uscire da sè non sono contrapposti, non devono formare un dualismo; devono trovare una via di unificazione del soggetto. Qual'è questa via di unificazione ? Proprio l'incontro con l'altro, la relazione. I due processi sono complementari : più mi unifico in me stesso quanto più approfondisco la relazione di comunione tra persone; più cresce la relazione di comunione tra persone, più approfondisco in me lo scambio tra interno ed esterno. Il dono di sè, non il calcolo, è il primo interesse da coltivare!

                          don Carmelo Guarini      

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