mercoledì 30 settembre 2026

Il gioco

 

                    Il gioco tra filosofia e teologia

L'interesse mette in moto il gioco, ma il momento decisivo del gioco è proprio il dono. Così Klaus Hemmerle, nel suo scritto Preludio alla teologia.

Possono la filosofia e la teologia, invece di rimanere per molti una cosa pesante e inaccessibile, divenire un gioco che suscita interesse ?

                  Esistenza e linguaggio, che riproducono il sistema, non divengono condizione di cambiamento

                                        Il dono disprezzato

                                         L'interesse depresso

                                         Il gioco sporco

 

                                        L'esistenza brucia il cambiamento

                                        Il linguaggio astratto e spaesato

                                        Il buon senso non basta - la tristezza domina

                 La poesia è un gioco : a volte è trasparente, altre volte nasconde, ma dice sempre l'esistenza e l'oltre

Una strofa di Victor Hugo, poeta :

                                        Siate come l'uccello posato per un attimo

                                        su rami troppo fragili,

                                        che sente la fronda piegarsi e canta tuttavia

                                         sapendo di avere le ali.

La vita, o meglio l'esistenza come un gioco, che neppure il dolore o il male possono piegare; l'interesse per la riuscita sa di avere le ali del dono, quello ricevuto e quello da restituire.

                  Una riflessione storica : come il tema del gioco si è sviluppato da Pascal a Teresa di Lisieux

Pascal ha fatto passare il gioco dal divertissement al ressentissement (dal divertimento alla convinzione profonda), superando il ressentement (il risentimento) per la perdita. Ma la convinzione profonda in Pascal è ancora un lavoro che si avvale dello sforzo della conquista. In Teresa il gioco le fa vivere il  dono come uno sforzo senza sforzo. Vivere il Vangelo è divenuto per lei un fatto naturale. Teresa quasi non sente più il dolore e la sofferenza, neppure la perdita della fede la inquieta : le ali del dono senza misura hanno fatto dell'esistenza un gioco, e nessuna perdita  le  toglierà la gioia. 

                                          don Carmelo Guarini


lunedì 28 settembre 2026

Poesia e teologia

 

              La poesia esprime meglio della prosa l'incontro della teologia cristiana 

con la  modernità

Questo è il giudizio che Von Balthasar dava della teologia di san Giovanni della Croce.

Con questa strofa tra l'anima e lo Sposo, san Giovanni della Croce  ammicca al Cantico dei Cantici, il testo più teologico della Bibbia ebraica, come la Prima Lettera di Giovanni è il testo più teologico della Bibbia cristiana.

                                     Buscando mis amores

                                     iré por esos montes y riberas,

                                     ni cogeré las flores,

                                     ni temeré las fieras,

                                     y pasaré los fuertes y fronteras.

La ricerca della relazione d'amore è più potente della sola razionalità. La relazione tra Colui che attrae e colui che è attratto dice qualcosa in più dell'aver fiducia. La relazione d'amore implica l'aver fiducia, ma si spinge ancora più in là sino a farsi dono.

                  La ricerca, in san Giovanni della Croce, diviene fiamma d'amor viva e i sensi lampade di fuoco

Queste due strofe comunicano un'esperienza di relazione, cantano la profondità dell'incontro

                                     Oh llama de amor viva,

                                      que tiernamente hieres

                                      de mi alma en el màs profundo centro !

                                      Pues ya no eres esquiva,

                                      acaba ya, si quieres;

                                      rompe la tela de este dulce encuentro.

Il mancato incontro può dipendere dal fatto che i sensi non siano diventati spirituali, preferendo la tenebra alla luce, e il calore del sole al calore dell'Amato ( Querido ).

                                      Oh lamparas de fuego,

                                      en cuyos resplandores

                                      las profundas cavernas del sentido,

                                       que estaba oscuro y ciego,

                                     con estranos primores

                                      calor y luz dan junto a su Querido.

La ragione umana  manca il bersaglio se non è illuminata da Colui che dona l'amore. Eros non basta ;  il desiderio  trova nell'Agàpe la reciprocità del dono. C'è un creatore del dono, e c'è una creatura che risponde al dono d'amore. La poesia dice gratitudine e lode : il canto è una preghiera al quadrato!

                                don Carmelo Guarini


                                     

giovedì 24 settembre 2026

Una pratica

 

               Il nemico contemporaneo del cattolicesimo è una pratica, non un'ideologia

Il pensiero può fornire un fondamento alla coscienza storica contemporanea : la cultura dominante è caratterizzata dalla prassi, non dalla teoria.  Parole e argomentazione, pro e contro, servono poco in una cultura dominante caratterizzata dal pragmatismo, o meglio servono soltanto nella difesa della propria prassi.

              L'ateismo libertino è una pratica, non un'ideologia

Un pensatore latino-americano, Methol Ferré, lo ha espresso con chiarezza : " L'ateismo libertino non è un'ideologia, è una pratica. Ad una pratica occorre opporre un'altra pratica. ".  Vuol dire che non si cerca un fondamento teoretico o intellettuale al proprio agire, ma si da per scontato che la felicità coincida col "mi piace". In questo modo si esclude il sacrificio, che è il "non mi piace", ossia ciò che è necessario per ogni conquista. Non c'è unificazione interiore senza sacrificio. Non c'è amicizia e relazione autentica senza sacrificio.

              Il sacrificio valorizza il dono, ossia il calcolo incommensurabile

Julia Kisteva, in una conferenza sulla sofferenza, nella cattedrale di Notre-Dame il 19 marzo 2006, ha evidenziato che "la sofferenza di Gesù genera la compassione". Imparare a soffrire e a condividere la sofferenza è l'antidoto alla nuove malattie dell'anima. Tossicomania, ludopatia, vandalismo e violenza, isolamento e abbandono : queste e altre malattie dell'anima possono essere condotte a guarigione da una duplice pratica. Anzitutto da una pratica interiore : unificare la propria vita intorno ad un asse generatore, superando i condizionamenti delle mode e dei comportamenti dominanti. In secondo luogo, la relazione autentica di amicizia va cercata e realizzata nell'incontro dal vivo; l'incontro virtuale sui social è troppo stereotipato per essere vero. Nella pratica dell'incontro si fa una scoperta : si dona all'altro ciò di cui l'altro ha veramente bisogno, non ciò che mi suggerisce l'immaginazione.

              La pratica risolve la situazione conflittuale

Una stranezza nella prassi contemporanea è quella della contrapposizione argomentativa, quella nella quale ognuno difende la propria posizione all'infinito, non volendo giungere alla condivisione. L'ateismo libertino come potrebbe guadagnare la fede in Dio, e più ancora la fede in Gesù, Dio-Uomo?  Con una pratica che unifichi il corpo, la psiche, lo spirito. Se si è presi solo dal benessere del corpo, è perchè la psiche è condizionata dalla propaganda consumistica (sui media e sui social la propaganda occupa tutto lo spazio).  Lo spirito mostra il suo carattere trasformativo quando pratica la meditazione, l'incontro, quando vince l'io egocentrico.

                               don Carmelo Guarini

lunedì 21 settembre 2026

Integrazione

 

                    Dalla globalizzazione all'integrazione europea

Le nazioni europee non hanno capito che l'azione più urgente da compiere  era l'integrazione dell'Europa. Dopo la seconda guerra mondiale  gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica se l'erano spartita. A partire dagli  anni Novanta, la priorità doveva essere di liberarsi dal dominio statunitense  e della federazione russa. Un'Europa autonoma e indipendente bisognava costruire!  

                   Il delirio imperialista e l'egoismo nazionale hanno compromesso l'impresa

Il colonialismo imperialista delle nazioni europee ( Regno Unito - Francia - Germania - Italia - Olanda - Belgio - ecc. ) alla fine del Novecento era praticamente finito; era rimasto però l'egoismo nazionale che impediva l'integrazione economica e una  difesa militare  comune. Come ha fatto notare Varoufakis, la Banca Centrale Europea non basta, è necessario un Tesoro Europeo ( un fisco comune ). Ciò che l'egoismo nazionale non ha voluto. Anche la NATO non serve più, gli Stati Uniti non la vogliono. Bisogna realizzare una difesa europea, non un riarmo dei paesi-nazione.

                   Il retroterra culturale : il cattolicesimo, non il protestantesimo, può aiutare l'Europa a integrarsi

Il protestantesimo continua a dividere.  Non a caso Max Weber  vedeva  legato il destino del capitalismo al protestantesimo. Il cattolicesimo può unire, mettendo insieme l'impresa privata con il bisogno di socialismo, ossia di ridistribusione della ricchezza.  Tassare i ricchi è un tabù o può essere un ideale da perseguire ? Se i  ricchi ridistribuiscono la ricchezza ( e la loro scelta è essenziale e necessaria; se fosse un'imposizione non condivisa, diverrebbe motivo di conflitto ), potrebbero ritrovarsi una società più coesa, con meno contrapposizioni. Più si è uniti, più cresce la ricchezza comune.

                  La Chiesa, con la Caritas, fa opera di assistenzialismo, ma questo non è ancora un progetto politico

Come far entrare nuovamente la giustizia e la solidarietà sociale in una realtà segnata dalle nuove malattie dell'anima          ( tossicomania, ludopatia, vandalismo e violenza, isolamento più che solitudine ) ?     Su questo si gioca la sfida educativa. La catechesi dei Neocatecumenali ha un progetto politico?  E altri movimenti ecclesiali, come Comunione e Liberazione e  il Movimento dei Focolari  hanno sviluppato un progetto politico comune? La loro testimonianza sulla condivisione dei beni  spirituali e materiali è senz'altro esemplare, ma il loro servizio alla causa comune della Chiesa richiede qualcosa di più. Intanto un approfondimento teologico sulla condivisione dei beni spirituali e materiali; in secondo luogo, un progetto politico comune che aiuti l'integrazione dell'Europa.

Il diritto canonico è più vicino alle costituzioni statali europee che alla sharia dell'Islam. I musulmani in Europa devono integrarsi al diritto romano e civile dell'Europa; se vogliono la sharia, dovranno scegliersi uno stato islamico integrista. 

L'integrazione la si favorisce quando si parla chiaro e si agisce in coerenza con ciò che si professa!

                                             don Carmelo Guarini

sabato 19 settembre 2026

Missione

 

                   La missione rimane fragile, senza coscienza storica

La coscienza storica sa cogliere il mutato contesto culturale : così individua il nemico che combatte l'evangelizzazione, e anche l'amico con cui allearsi .  Il nemico non è sempre lo stesso. In un periodo storico il nemico della Chiesa è stato il nazismo, poi il comunismo, infine il capitalismo consumista. Ora,  il nemico di oggi è   un pragmatismo libertino, che si nasconde dietro la facciata con il messaggio "sii felice" e "goditi la vita". La felicità dell'io ad ogni costo, anche con la violenza!                           Condiviso da adulti e ragazzi, questo stile di vita oppone resistenza alla missione e all'evangelizzazione. 

                  La paralisi nella missione è dovuta ad una mancata acculturazione

In Francia la Chiesa è impegnata in un'opera di sperimentazione della missione  da oltre un secolo : in quest'azione si sono coinvolti non solo preti e laici, ma anche vescovi e ordini religiosi.  Un ascolto attento dello Spirito Santo ha consentito alla Chiesa francese (questa volta si può dire pneumatica, non gallicana) di non fare guerra alla modernità, ma di superarla con un'aderenza più grande al Vangelo. Le parrocchie conoscono uno sviluppo diverso : il coinvolgimento dei non credenti (agnostici o atei che siano) è stato reale.

L'Italia ha puntato su un'altra strategia : resistere e conservare.  Così le parrocchie hanno continuato a celebrare sacramenti, ma senza un rinnovamento della catechesi; in buona parte hanno ignorato i cambiamenti culturali in atto. La liturgia, evento centrale della vita della Chiesa, rimane estranea all'economia, alla politica, ai comportamenti diffusi.    Come ha fatto notare papa Francesco :  don Milani, don Mazzolari, don Puglisi rimangono profezie da comprendere; chiedono una sinergia tra i preti, i laici e i vescovi. 

                  La relazione umana ed evangelica dev'essere più aperta e più acculturata

Famiglia, scuola e chiesa hanno difficoltà a rispondere alla sfida educativa di ragazzi e giovani. L'ascolto dei disagio è ancora insufficiente; la ricerca di un rapporto educativo rilevante è quasi inesistente, o almeno manca di convergenza. Dai media vemgono messi in evidenza sia il disagio sia l'emergenza, non ancora una sinergia tra le agenzie educative.

C'è bisogno di un'acculturazione perchè l'inculturazione del Vangelo porti frutto : nella parabola del seme Gesù sottolineava la cura del terreno (togliere le erbacce, le pietre ... ), indicava anche un modo per far crescere insieme grano e zizzania (il grano può resistere ad un'infestazione della zizzania) confidando di più nell'azione della grazia. La relazione quanto più diviene umana tanto più può favorire la pratica del Vangelo.

                                             don Carmelo Guarini 


venerdì 18 settembre 2026

Rischio

 

                     Il rischio apre il futuro e va oltre le sicurezze nelle quali si rifugia il sistema

" Il rischio è bello", diceva Platone nel Fedro. Narrare il bello è investire nel futuro, superando la depressione derivante da un sistema immobilista che non promuove rinnovamento per la paura di perdere le sicurezze del potere.

                    Per l'AI la teoria non serve più, bastano i big data

Il paradigma del calcolo è portato all'estremo : il sistema rafforza il suo potere di dominio. Narrare la teoria serve per scoprire la necessità del rischio nella ricerca. 

Husserl, quando scriveva intorno all'anno 1900 " La filosofia come scienza rigorosa", ammetteva un senso di inferiorità che la filosofia sentiva nei confronti delle altre scienze. Nel 1935, quando scriveva  " La crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale " mostrava che la filosofia aveva ritrovato il suo specifico, cioè l'essere istanza critica rispetto alle altre scienze.

                   Il rischio della scelta e del progetto : il divenire della macchina e dello spirito

   Forse la prospettiva più interessante riguardo al pensiero filosofico la troviamo in " La gaia scienza "  di Nietzsche, dove la visione  atea è presentata non nella forma del "senza Dio", ma nella forma del "Dio è morto".  C'è una perdita, che non significa necessariamente un guadagno. Il futuro, in prospettiva, richiede di ripensare le origini.  L'Incarnazione e la Passione di Dio in Gesù racchiude l'evento fondante del cristianesimo : se ora Dio è interamente nell'Uomo, la perdita che Dio fa di sè nel suo offrirsi all'umanità, diviene non solo un guadagno per l'uomo ma anche per Dio. Questo Nietzsche non lo dice; la sua posizione nei confronti del cristianesimo rimane ambigua, non ultima l'idea di concepire la pietà cristiana come un atto di debolezza.

L'idea più interessante nel pensiero filosofico di Nietzsche rimane il suo aver preso posizione per lo spirito piuttosto che per la tecnica. Il rischio vale la partita : lo spirito è ciò che può rendere l'uomo più umano, addirittura superumano, mentre la tecnica lo ridurrebbe a oggetto. In definitiva, la filosofia farebbe  sì che l'uomo divenga sempre più soggetto di pensiero e di azione. Raccontare il rischio è uscita dalla crisi, dalla situazione critica : ciò che si progetta non è il rischio, ma l'investire nello spirito; è ciò che porta la guarigione!

Si scommette non per andare incontro all'insuccesso, ma per vincere il rischio : non si scommette ad occhi chiusi, ma con la certezza di aver vinto il rischio.

                                    don Carmelo Guarini

mercoledì 16 settembre 2026

Incanto e disincanto


                       Il lavoro e la dignità della persona resistono alla società dei consumi e al vuoto spirituale

Ha scritto Emmanuel Todd in La sconfitta dell'Occidente : " Ho già fatto riferimento allo smarrimento morale degli operai americani, i quali privati dell'utilità sociale dall'ablazione del loro valore in quanto produttori, sono stati spinti all'alcolismo, all'abuso di oppioidi, e nella totale disperazione anche al suicidio.  (...)  Resta da spiegare anche perchè i ceti popolari dell'Europa occidentale siano scivolati nel voto populista, xenofobo, di estrema destra ..."  (p. 304).

I governanti in Europa, negli ultimi anni, hanno fatto scelte che sono contro gli interessi dei loro popoli. Interesse di pace - Interesse di lavoro - Interesse a conoscere i cambiamenti in atto : tutto questo è stato disatteso.  Le false informazioni si sono aggiunte alla progressiva esculturazione.

                     Spiritualità, nuova acculturazione ed economia sociale potrebbero cambiare la situazione dei popoli in Europa

Le sanzioni economiche contro la Russia  non hanno prodotto nessun  risultato per fermare la guerra.  Più che di un riarmo, ci sarebbe stato bisogno di un'alta diplomazia in grado di avvicinare le posizioni di Russia e Ucraina.

Ha scritto Byung-Chul Han  in La crisi della narrazione : " Il mondo si trova in un processo di crescente disincanto. Il fuoco mistico è stato spento da tempo e noi non siamo più in grado di dire alcuna preghiera. Non siamo più neanche capaci di impegnarci in una segreta meditazione. (...)  Stiamo perdendo (infine) la capacità stessa di narrare ...  " (p: 71). 

                       L'incanto non è un'invenzione dell'immaginazione; è piuttosto ciò che accende il futuro

La relazione, non l'accumulo di dati, è all'origine della narrazione. Il legame tra ciò che si vive e ciò che si  narra suscita l'incontro tra persone, rigenera la comunità. Un Io isolato, un individuo che non si relaziona, non ha passione per l'incontro e per la comunità. Anche lo scontro di idee e di argomentazioni serve a poco se non si è in grado di proporre un progetto condiviso. Il racconto di esperienze, anche di quelle fallimentari, può fare la differenza. Se si riconosce di aver sbagliato, si può trovare la forza per un percorso diverso.

                                don Carmelo Guarini

                                 

martedì 15 settembre 2026

NICHILISMO

           

                        Il nichilismo è la paura del vuoto, l'essere dominati dal caos

Il vuoto di pensiero e di idee s'accompagna al desiderio ossessivo di denaro e di potere. L'illusione che l'Azione possa sostituire il Pensiero è un ritorno alla barbarie, avrebbero detto i Greci (sia gli autori della tragedia, sia i creatori sistematici della filosofia).  Sparta era militarmente più potente di Atene, ma Atene ha superato con il Pensiero l'insufficienza militare. Il Pensiero è strategico!

                       La cultura ha carattere esistenziale : il Pensiero suscita l'Azione

Quando il Pensiero diviene rilevante per l'Azione ? L'Ideale deve avere un potere sul reale : ciò in cui si crede non deve  mostrare nessun cedimento di fronte alla sconfitta. Si può perdere tante volte, ma per vincere la guerra occorre che l'ultima battaglia sia quella decisiva. Continuare a credere nell' Ideale, anche quando è calpestato  :  questa è la forza del Pensiero sull'Azione.

                       Il trionfo dell'Azione : guerre in aumento, devastazione dell'ambiente climatico, sfiducia nella scienza e nella comunità umana ...

Manca il salto qualitativo. C'è una stranezza intellettuale, ed è un segno della crisi : si vuole avvicinare l'uomo all'animale e alla macchina. Il primo avvicinamento è una svalutazione di ciò che è propriamente umano. L'esaltazione della macchina è soltanto in apparenza un brillare dell'uomo; in realtà affida alla macchina ciò che l'intelletto umano non riesce a padroneggiare con l'Azione. Una psiche potremmo anche trovarla nell'animale e nella macchina: una psiche (anima)  istintiva nell'animale, una psiche algoritmica nella macchina. Lo spirito umano non lo troveremo nell'animale e nella macchina.

                       La coscienza è una manifestazione dello spirito

Non solo la coscienza ma anche la creazione artistica è una manifestazione della coscienza. Lo stesso Pensiero non si sviluppa senza la coscienza. L'ultimo uomo, ossia l'uomo di questo secolo e di questo millennio, torna al primo  uomo, ma ha approfondito la scoperta del fuoco e della velocità. Il fuoco può non solo conservare la vita umana ma distruggerla. La velocità può drogare l'Azione e impedirle di ascoltare il Pensiero.

In definitiva : è la meditazione che alimenta il Pensiero e affina la coscienza. Ma la meditazione è soltanto un primo passo. La contemplazione cambia lo stile di vita : vedere il progetto allo stato finale orienta l'azione. 

Il mondo è vittima del nichilismo quando i decisori finiscono per farci credere che denaro e potere possono cambiare la storia. La povertà ed il servizio come scelte di vita hanno realizzato molto più nella storia. Siamo grati  a Francesco d'Assisi e a Gandhj per quanto hanno fatto all'umanità; Stalin e Hitler li consideriamo degli assassini e degli sconfitti!

                                               don Carmelo Guarini


sabato 12 settembre 2026

La narrazione

 

                     La narrazione di un'epoca

La modernità ha combattuto la tradizione ed ha esaltato l'idea di rivoluzione : ricominciare da zero e proseguire con un progresso illimitato, con la scienza, l'industria, l'economia, la politica, ... Questo è ciò che la modernità aveva progettato.

La tarda modernità non crede più nella rivoluzione. Il tempo non è più memoria e non è più attesa; ora il presente è tutto. Lo spirito del tempo non è più il tempo dello spirito. L'orizzonte si è ristretto all'universo; l'infinito è scomparso.

Lo storytelling infine vende storie, ma la narrazione non esiste più. La comunità narrativa è scomparsa, perchè non c'è più il vivere insieme. L'emergere dell'io ha portato la solitudine.

                    Il racconto instaura un rapporto di fiducia

Il prevalere della controversia sul racconto, nella modernità e ancora nella tarda modernità, è  dovuto alla ragione individuale : ognuno pensa di avere la verità dalla sua parte. Non c'è più una ricerca della verità; ognuno pensa di possederla. La quantità di informazioni diviene lo strumento per difendere la propria idea. L'accumulo di dati e di informazioni inpedisce la narrazione. La vita di ognuno è governata, sorvegliata e sfruttata economicamente.

                   La narrazione del tempo interiore nella relazione

L'esperienza del tempo interiore è una qualità, non una quantità. Non è subordinata al calcolo, è relazionata ad un interesse. "Una cosa sola è in gioco : ciò che m'interessa.". L'interesse è ciò che suscita attrazione. L'interesse non è il calcolo.  L'imperativo categorico è stato il frutto del prevalere della morale sulla spiritualità.  Teresa di Lisieux ha avuto il genio di trasformare il fardello della morale in gioco : ciò che si fa per amore diviene leggero. Teresa ha raccontato l'amore come "uno sforzo senza sforzo" : un comportamento straordinario vissuto come ordinario o quotidiano. 

L'esperienza interiore cambia la relazione : grazie al dono del proprio vissuto, la relazione diviene qualitativamente rilevante. Non c'è più bisogno di argomentazione o di dimostrazione; la testimonianza rende evidente quello che si dice.  La propaganda diviene inutile; la testimonianza del dono è inconfutabile, soprattutto perchè non si esige nulla in cambio. Ciò che si è donato, rimane. 

C'è una narrazione del passato, ma si può fare una narrazione anche del futuro. I data center ci faranno morire di sete!

                                              don Carmelo Guarini

            

giovedì 10 settembre 2026

Simbolico e\o immaginario

 

          L'immaginario ha colonizzato sia il sogno sia l'evento

La colonizzazione operata dalla teoria dell'immaginario è potuta avvenire  grazie alla diffusione dei consumi e alla spettacolarizzazione dell'io. La finzione ha esercitato il fascino sul sogno : ciò che non accade è meglio di ciò che accade. L'evento più ambito è quello che si realizza nel sogno, non è quello che accade.

          L'immaginario cosa coglie del desiderio ?

Cartesio, in Le passioni dell'anima, aveva esaltato il desiderio per lo "scatenamento delle passioni". Ma non è piuttosto l'orientamento del desiderio, ossia la scelta tra  simbolico e  immaginario, a far decidere il pensiero verso un'azione ?  Il virtuale rimane finzione dell'immaginario. Il simbolico non è pensiero di sorvolo : non ha il suo punto di partenza nell'io, ma nella relazione tra l'io e l'altro.

          La Modernità ha assolutizzato la ragione e scartato la fede

La Modernità ha considerato il progresso come crescita quantitativa del tempo a scapito della crescita qualitativa. Ha finito per considerare l'Azione come il motore del progresso, ha identificato la ragione con l'azione. Nota è l'espressione di Hegel : "il razionale è reale; il reale è razionale". Questa identificazione tra la ragione e la realtà ha posto l'Ideale come scarto. Il simbolico assume il tempo qualitativo : l'Ideale può trasformare il reale grazie alla qualità che avvicina il tempo all'Eterno, il finito all'infinito.

           La teologia chiede alla filosofia che riveda il fondamento del pensare

Mille anni orsono, Anselmo d'Aosta con l'espressione "fides quaerens intellectum" coglieva il passaggio dalla lectio della Sacra Pagina alla quaestio posta dall'intelletto. Oggi, dopo che la Modernità ha posto la fede al margine, la teologia fa risuonare una richiesta filosofica : "intellectus quaerens fidem". La modernità aveva confinato la fede nell'immaginario, perchè il simbolico per essa non aveva carattere razionale.

           La teologia cristiana parte dall'evento originario : la novità dell'Incarnazione è Dio che si fa uomo

"Logos sarx egheneto". Cosa cambia quando Dio entra nella storia come uomo? Gesù si occupa del cambiamento dell'uomo. Ma questo cambiamento come interagisce col cambiamento dell'azione di Dio? Quest'azione non avviene più tramite intermediari. La novità sta nel fenomeno dell'Incarnazione: l'Eterno entra nel tempo, l'Infinito entra nel finito. Nella Modernità ci sono due posizioni opposte che convergono nella negazione dell'Incarnazione. La prima posizione : Gesù è un mito, non ha storicità. La seconda posizione : Gesù è solo un personaggio storico, non è Dio. 

           Gesù quale posizione ha assunto nei confronti della teologia ebraica dominante nel suo tempo ?

Gesù, prendendo le distanze dal sistema teologico dominante nel suo tempo, espone Dio all'emarginazione, lo fa uscire dall'onnipotenza di dominio e di potere. Per mettere in primo piano l'onnipotenza dell'amore, Gesù sottolinea la relazione necessaria tra la libertà e l'Agàpe. Per affermare il primato dell'amore reciproco ( "il comandamento nuovo") sottolinea che la scelta libera dell'amore  è più necessaria della legge. Ora la storia ha bisogno di una nuova filosofia della storia : dalla colpa che determina il futuro retrospettivamente occorre passare alla "felice colpa" che apre la speranza della "stella della redenzione". 

Questa novità può essere colta da una fede che si vede come relazione : Io penso perchè tu mi hai pensato , io credo in te perchè tu hai creduto in me. In questo pensiero che diviene azione sta operando non l'immaginario ma il simbolico.

                                      don Carmelo Guarini

lunedì 7 settembre 2026

Il futuro

 

                  Venturi non immemor aevi    -   Il futuro non dimentica il passato

Il passato significativo torna ad essere presente nel futuro. Nessuna riforma, e persino nessuna rivoluzione comincia da zero : mentre crea uno sconvolgimento in alcuni ambiti, in altri continua il corso di un fiume sotterraneo. 

Il futuro non va considerato come un ingenuo : tiene conto delle promesse non mantenute dal passato. Perchè le ferite del passato possano cicatrizzare, occorre che il futuro sappia progettare un nuovo inizio, non dimenticando però che la realizzazione del progetto allo stato finale è  una  contemplazione (theorein)  che si distingue dal vedere il progetto allo stato iniziale (idein).

                L'adattamento tradisce l'essenziale della tradizione ?

Il futuro richiede un adattamento del passato ai cambiamenti del presente. Ciò che i conservatori hanno sempre rimproverato agli innovatori ( riformatori o rivoluzionari che fossero) è di perdere l'essenziale a favore dei cambiamenti urgenti dell'epoca. Ma occorre dire che non si perde nulla nè di dottrina nè di morale se lo scopo del cambiamento non è l'adattamento alla novità del tempo, ma un'adesione all'Ideale (il  Vangelo)  più radicale, che non s'identifichi con le forme esteriori. 

                Il futuro non è l'Eterno

Il futuro non è esente da involuzioni o da errori. La differenza tra il futuro ( che con il passato e il presente  si muove nella condizione del finito )  e l'Eterno ( che non può non essere l'infinito ) la si trova sulla soglia della morte. L'Eterno è infinitamente diverso dal futuro, che non avendo varcato la soglia della morte rimane nel paradigma finito del tempo.  L'Eterno rimane mistero : come l'infinito può essere intuito, ma rimane un non-vissuto prima di aver varcato la soglia della morte.

               Possiamo aspettarci una realizzazione piena dell'Ideale dal futuro o dall'Eterno ?

Per quanto lo spirito possa tendere alla realizzazione dell'Ideale, non potrà vederla compiuta se non dopo aver oltrepassato la soglia della morte. Per la persona umana non si tratta soltanto dell'ostacolo della vita biologica (questa è destinata alla morte e alla corruzione) alla realizzazione dell'ideale; anche la psiche opera un qualche determinismo del passato-presente sul futuro.  Se non si supera  la soglia della morte,   non si può passare dal tempo  nell'Eterno. 

Vivere per l'Eterno è radicalmente diverso che vivere per il futuro : ciò che fa la differenza è il distacco dalle cose, dalle persone e da se stessi.  Quando si vede un ritorno alla violenza, alla guerra, alla lotta tra miseria e ricchezza, è logico pensare che nel futuro c'è il passato che ritorna. Cos'è un'Europa  invasa dalla domanda  delle droghe se non una civiltà che si è smarrita nel tempo ?  Solo chi vive per l'Eterno può amare senza tornaconto : ogni perdita di ciò che è nel tempo è un guadagno per lo spirito. Il futuro potrà anche essere catastrofico, ma lo spirito considererà l'Eterno come il traguardo del percorso umano. Ed è l'amore per l'Eterno che potrà superare la catastrofe, anche quando fosse inevitabile.

                                             don Carmelo Guarini


sabato 5 settembre 2026

Il fondamento

 

           Il fondamento di ogni conquista non è il sospetto

Senza fede, nessuna scoperta scientifica.

Senza fede, nessuna realizzazione artistica.

Senza fede, nessun cambiamento nella persona e nella società.

            Perchè confinare la fede nell'ambito religioso, dal momento che essa investe ogni aspetto dell'esistenza ?

La fiducia ha più potere del sospetto nel promuovere la relazione e il cambiamento di paradigma : si resta paralizzati se si rimane nel paradigma del calcolo e non si accede al paradigma del dono. Esiste una gerarchia nell'idea e nella pratica del bene e del male : uccidere è un male più grave del furto; donare la vita è molto più che donare qualcosa di materiale.

             La fede combatte  il sospetto e supera il dubbio

Fede nella ragione e nella relazione : l'Io non è un assoluto.

La fede che combatte il sospetto, tiene aperta la ricerca e trova risposte nuove.

La narrazione del vissuto è un'esperienza della relazione :  ciò che ricrea è lo spirito comunitario.   

La fede, per colui che crede, non può astrarre dalla vita :  ciò che si crede dev'essere vissuto!

          Cos'è dunque la fede ?

E' fondamento del desiderio dell'Io che intende superare se stesso e il proprio limite.

E' fondamento della relazione tra soggetti e dello spirito comunitario.

E' l'inizio di ogni cambiamento!

E' la prosecuzione di ogni impresa!

La fede non è ingenuità : la menzogna non regge di fronte all'autenticità. La ricerca valorizza il dubbio :   verifica l'autenticità della fede.  Ma un ambiente pieno di veleni non è il clima migliore per risolvere problemi e far crescere lo spirito di comunità.

Prima viene la fiducia in un Ideale, poi la fedeltà sino alla sua realizzazione!

                        don Carmelo Guarini

martedì 1 settembre 2026

AI . 3

 

             La libertà è la fronda che modifica il sistema

Nella terza delle Considerazioni inattuali Nietzsche parlava del necessario e possibile rovesciamento del sistema educativo. Scriveva che il sistema educativo  si fondava " sull'egoismo di Stato, sull'ottusità degli affaristi, sull'arida sufficienza degli scienziati."  E' chiaro il riferimento a Hegel che aveva fatto dello Stato il Dio, allo spirito del capitalismo che aveva corrotto gli animi, alla scienza divenuta l'ultima religione senz'anima.

Schopenhauer  e  Kierkegaard, sia pure in modi diversi, si erano opposti alla filosofia hegeliana che era penetrata persino nella teologia luterana senza che tanti teologi si fossero accorti del suo ateismo e persino dell'anti-cristianesimo. Il potere può diventare dominio. L'avere può diventare dominio. Il sapere può diventare dominio.  La  fronda libera dal dominio : serve una liberazione!

             La libertà è necessaria per creare legami

Leggendo Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry, si trova un'espressione chiave della relazione :  apprivoiser , creare legami.

Questa è stata la grande sfida per l'intelligenza umana : creare legami. Questa sarà anche la grande sfida per l'intelligenza artificiale. Come l'umanità utilizza la ragione per un tornaconto individuale o di gruppo, così la macchina può utilizzare la potenza tecnologica per accrescere i conflitti e le guerre; ogni giorno assistiamo a  questo teatrino di esaltazione e di annientamento.

            A partire dal linguaggio si  possono creare fiducia e legami

La fiducia non è un'ingenuità, chiede anzi la lotta contro il sospetto. Quando si parla con sincerità, quando si narra l'esistenza senza nascondere desderi e comportamenti, non si diviene preda del più furbo. Il piccolo principe aveva sospettato che alla rosa importasse solo l'esibizione della propria bellezza; in realtà, la cura che chiedeva le si prodigasse era un'aspirazione al legame. 

Il legame è ciò che va aldilà dell'opportunismo, ciò che lascia ad ogni soggetto la propria libertà, ciò che rispetta la libertà dell'altro. La rosa dice infine al piccolo principe : ciò che sono è anche per la tua cura!  L'intelligenza artificiale potrà dire la stessa parola all'intelligenza umana?

Gesù ha detto di essere una cosa sola col Padre. Potrebbe uno che è soltanto uomo essere una sola cosa con Dio? Non esiste una distanza incommensurabile tra il finito e l'infinito? Se Gesù ha messo in evidenza l'amore reciproco tra il Padre e il Figlio, è per la testimonianza che lo Spirito Santo rende dell'Agàpe.

                             don Carmelo Guarini