sabato 19 settembre 2026

Missione

 

                   La missione rimane fragile, senza coscienza storica

La coscienza storica sa cogliere il mutato contesto culturale : così individua il nemico che combatte l'evangelizzazione, e anche l'amico con cui allearsi .  Il nemico non è sempre lo stesso. In un periodo storico il nemico della Chiesa è stato il nazismo, poi il comunismo, infine il capitalismo consumista. Ora,  il nemico di oggi è   un pragmatismo libertino, che si nasconde dietro la facciata con il messaggio "sii felice" e "goditi la vita". La felicità dell'io ad ogni costo, anche con la violenza!                           Condiviso da adulti e ragazzi, questo stile di vita oppone resistenza alla missione e all'evangelizzazione. 

                  La paralisi nella missione è dovuta ad una mancata acculturazione

In Francia la Chiesa è impegnata in un'opera di sperimentazione della missione  da oltre un secolo : in quest'azione si sono coinvolti non solo preti e laici, ma anche vescovi e ordini religiosi.  Un ascolto attento dello Spirito Santo ha consentito alla Chiesa francese (questa volta si può dire pneumatica, non gallicana) di non fare guerra alla modernità, ma di superarla con un'aderenza più grande al Vangelo. Le parrocchie conoscono uno sviluppo diverso : il coinvolgimento dei non credenti (agnostici o atei che siano) è stato reale.

L'Italia ha puntato su un'altra strategia : resistere e conservare.  Così le parrocchie hanno continuato a celebrare sacramenti, ma senza un rinnovamento della catechesi; in buona parte hanno ignorato i cambiamenti culturali in atto. La liturgia, evento centrale della vita della Chiesa, rimane estranea all'economia, alla politica, ai comportamenti diffusi.    Come ha fatto notare papa Francesco :  don Milani, don Mazzolari, don Puglisi rimangono profezie da comprendere; chiedono una sinergia tra i preti, i laici e i vescovi. 

                  La relazione umana ed evangelica dev'essere più aperta e più acculturata

Famiglia, scuola e chiesa hanno difficoltà a rispondere alla sfida educativa di ragazzi e giovani. L'ascolto dei disagio è ancora insufficiente; la ricerca di un rapporto educativo rilevante è quasi inesistente, o almeno manca di convergenza. Dai media vemgono messi in evidenza sia il disagio sia l'emergenza, non ancora una sinergia tra le agenzie educative.

C'è bisogno di un'acculturazione perchè l'inculturazione del Vangelo porti frutto : nella parabola del seme Gesù sottolineava la cura del terreno (togliere le erbacce, le pietre ... ), indicava anche un modo per far crescere insieme grano e zizzania (il grano può resistere ad un'infestazione della zizzania) confidando di più nell'azione della grazia. La relazione quanto più diviene umana tanto più può favorire la pratica del Vangelo.

                                             don Carmelo Guarini 


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