martedì 7 aprile 2026

Libertà e Destino

 

                Come si conciliano in Dio la libertà e la relazione ? Se si conciliano in Dio, si possono conciliare anche negli uomini

Jean Guitton ha ricordato un filosofo francese sconosciuto : Lequier, il quale ha scritto Dialogo del predestinato e del reprobo, "uno dei testi più drammatici che siano mai stati scritti da un autore.".  Libertà e Necessità si affrontano. : salvezza o dannazione.  Nel racconto di Lequier, due uomini di fronte al mistero del Destino. " Lequier fa incontrare un monaco che ha compiuto nel corso della sua vita tutto il bene possibile e che cade nel suo ultimo momento, va all'inferno ed è dunque un reprobo -  questo è il primo interlocutore  -  con un libertino che , lo si può immaginare, ha accumulato del male. Ma, come il buon ladrone, egli si pente ed è salvo proprio nel suo ultimo istante. Lequier lo chiama il predestianto. ". 

Dio sarebbe Giustizia se facesse ciò?

                  In Dio Libertà e Amore ( Agàpe) in che relazione stanno ? Tommaso D'Aquino e Duns Scoto avevano dato risposte diverse

Il monoteismo assoluto dell'Islam e dell'Ebraismo non salva la relazione.  Ma neppure il determinismo della Natura, professato da Spinoza salva quella relazione nell'umanità : la rivolta anarchica sarebe l'unico modo per liberarsi dalla tirannia del determinismo. La teologia cattolica, pur professando il Mistero, abbozza una via a partire dalla rivelazione:  Il monoteismo trinitario salva la libertà assoluta in Dio e la relazione tra le Persone divine. Se Dio fosse soltanto Libertà assoluta, Egli sarebbe il Dio degli anarchici, Egli stesso il primo anarchico. E' l'Agàpe  a salvare la libertà in Dio : il Padre ama liberamente e assolutamente (senza condizioni) il Figlio; lo stesso fa il Figlio nei confronti del Padre. Questa relazione assoluta d'Amore è lo Spirito Santo. 

La prospettiva aperta da Duns Scoto potrebbe trovare convergenza e arricchimento di pensiero in Tommaso d'Aquino : il non essere del Padre nei confronti del Figlio, e del Figlio nei confronti del Padre non sarebbe un annientamento ma un non-essere per poter far essere. Il Tutto e il Nulla di Aristotele divengono : l'Agàpe e il Non-essere.

                            Il paradigma del dono, rispetto al paradigma del calcolo, è in grado di salvare l'essere del donatore e del donatario.

 Se io considero la mia libertà più grande della relazione, sono un anarchico,  e la relazione salterà sempre. Posso salvare la relazione soltanto se continuo a donare; ma è nella libertà che trovo il modo sempre nuovo di donare. Il dono non è mai lo stesso, e chi lo ha ricevuto non può mai rivendicare pretesa nei confronti di chi ha donato. Il donatario deve a sua volta divenire donatore. E' in questo atto di continua donazione che si salva sia la libertà di ognuno sia la relazione.

                                 don carmelo Guarini

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