La scommessa, per vincere, deve eliminare il rischio
Si scommette per vincere. Siccome il rischio è lacerato tra la vittoria e la disfatta, non possiede la scelta definitiva, la scommessa ha bisogno di eliminare il rischio. In che modo può farlo? Come può la scommessa volgere il rischio dalla parte della vittoria, eliminando così la disfatta ?
La scommessa può utilizzare il rischio per la vittoria passando dal finito all'infinito. Mentre il rischio calcola vantaggi e svantaggi riguardo alla vittoria e alla disfatta, la scommessa che punta sull'infinito porta il calcolo all'estremo, ossia all'incommensurabile. Il dono è proprio il calcolo incommensurabile, il senza misura.
La virtù pelagiana calcola; la virtù agostiniana è incalcolabile
Ha scritto J. Guitton : " E' interessante che Pascal, l'inventore del calcolo delle probabilità, non ha cessato di stimmatizzare i casisti della Compagnia di Gesù. Ora, che cos'è un casista se non un logico della probabilità che cerca di pesare in ogni caso la probabilità del bene e del male ? ".
Infatti, se si cerca di misurare la probabilità del bene e del male, si trova infine che la grazia è un dono incommensurabile. Il dono, proprio perchè non misura, ha il vantaggio della vittoria sul calcolo, a meno che il calcolo non divenga incommensurabile, ed è allora che finisce per coincidere col dono. La virtù cha calcola rischia la disfatta : questo Pelagio non l'aveva pensato. La virtù che fa leva sulla grazia è incalcolabile, per questo vince sempre. Questo Agostino lo aveva evidenziato.
La rivoluzione cibernetica ha stravolto la relazione tra informazione e formazione
La quantità delle informazioni, sulla quale la cibernetica ha fondato la AI, segue il destino della propaganda, ossia disorienta la formazione. La coscienza non è più in grado di decidere, perchè è sommersa da informazioni contrastanti. Gli algoritmi si scontrano, non vanno tutti nella stessa direzione. La rivoluzione cibermetica corre il grosso rischio di pensare che la macchina sia il pensiero. Questo rischio lo aveva già corso la modernità quando aveva voluto dare alla scienza e alla storia un fondamento matematico. Ma la tarda modernità aveva infine sperimentato che tra la quantità (il calcolo) e la qualità (il dono) c'è l'incommensurabile della formazione rispetto alla misura dell'informazione. L'informazione rischia sempre la disfatta, perchè si muove nell'ambito del finito e della misura. La formazione vince sempre perchè dona qualità, non calcola la quantità.
don Carmelo Guarini
Nessun commento:
Posta un commento