mercoledì 26 marzo 2025

Incontri di spiritualità

 L'incontro del giorno 8 marzo è stato rinviato a

                                  


                             Sabato  29 marzo ore 18 presso la Biblioteca Ecclesiale


Il tema  "Crisi ed esperienza spirituale" vorremmo affrontarlo non solo da una retrospettiva  culturale, ma soprattutto da una prospettiva concreta di dialogo tra mondo adulto e mondo giovanile.


Ho regalato ad alcuni,  che potrebbero intervenire,  il libro scritto nel 2017 : "Il gioco - la crisi - la svolta".



Non vorremmo  tanto parlare sui giovani, facendo analisi e osservazioni, quanto parlare coi giovani,  ascoltando i perchè sul loro vivere un mondo a parte. 


Abbandono -  Solitudine - Incomprensione - Disagio : tutto ciò non riguarda soltanto gli anziani e i giovani. Coloro che hanno ruoli di responsabilità nelle aziende e nell'istruzione avvertono la distanza tra le persone, tra ciò che si vive e ciò che si dice, tra ciò che si pensa e ciò che si fa.


Vorremmo trovare una comunicazione sincera e coinvolgente.                   

                                             don Carmelo Guarini

venerdì 7 marzo 2025

Incontri di spiritualità




 Incontri del sabato sera per i cercatori di spiritualità :


                                                     biblioteca ecclesiale - chiesa dell'Immacolata


1° incontro : sabato 8 marzo, ore 17,30  -  La crisi e l'esperienza spirituale


Possono partecipare adulti e giovani, purchè alla ricerca di un'esistenza autentica, non illusoria. 


                                                        Si prospetta un confronto aperto e sincero tra i partecipanti.


                                     don Carmelo Guarini



sabato 1 marzo 2025

Lo sguardo e l'incontro

La scomparsa dello sguardo è la scomparsa dell'altro.  A cosa è dovuto ?

Dice Byung Chul Han : "Lo smartphone accelera il processo di espulsione dell'Altro." 

Ma non è l'unico motivo. Un'altra ragione è l'erosione della comunità;  legata a questa c'è la crisi della narrazione. 

Per riconquistare l'incontro con l'altro, occorre ritrovare la fiducia di fondo, o come dicono gli inglesi : basic trust.

E' venuta a mancare la fede nella tradizione e nella rivoluzione, perchè il tempo non è più memoria e non è più attesa. Lo spirito del tempo non è più capace d'incontrare il tempo dello spirito.

I tedeschi utilizzano due espressioni differenti per dire l'esperienza del tempo.  Zeiterfarung indica esperienza del tempo cosmico e storico. Zeiterlebnis è l'ìesperienza del tempo interiore.

Nel tempo dell'era digitale, l'esistenza umana è un accumulo di dati, non è più libera di decidere; i dati accumulati dall'intelligenza artificiale servono per       sorvegliare,    governare,    sfruttare economicamente l'esistenza umana.

L'esperienza del tempo interiore è una qualità, non una quantità, non è subordinata al calcolo e alla propaganda.

E' una cosa disgustosa vedere come persino la pace venga subordinata ad un interesse economico. La testimonianza del dono diviene essenziale per sottrarsi ad una propaganda sempre più invasiva e opprimente. 

Uno sguardo  che tenda all'incontro può fare assegnamento solo sul dono, non sul calcolo. Per ricreare la comunità, serve la narrazione di storie ed esperienze interiori (coltivare la memoria storica che ha favorito l'unità di intenti) e la speranza (l'attesa di un futuro migliore).  Troppo disfattismo, il parlare eccessivo di tramonto e deriva allontana la speranza di un futuro migliore. La fede deve diventare cultura: trovare nel dono ciò che serve al Noi.

Nella Lettera di Giacomo 1,22-23 leggiamo che "la legge perfetta è la legge della libertà". Come ci si esercita in questa legge? Guardando non all'esterno, ma dentro la propria coscienza! Il potere guarda fuori. Il servizio soccorre l'interno.

                                                don Carmelo Guarini

mercoledì 26 febbraio 2025

La spiritualità del desiderio

 Dove conduce il desiderio? Sempre più avanti;  sempre più allarga il di dentro e il di fuori. Agostino d'Ippona diceva che il "desiderio del cuore" è la preghiera che non finisce, che ha una durata oltre le parole. E Pascal aggiungeva che il desiderio lo si trova nelle ragioni del cuore.

La spiritualità del desiderio è scoprire qualcosa che va oltre lo spirito del tempo (lo Zeitgeist) : fare la scoperta dello spirito come fine e meta dello sviluppo umano. 

Ora che la secolarizzazione ha mostrato le sue crepe e ci ha fatto vedere un ritorno di barbarie nella violenza, nei conflitti incessanti, nell'affidarsi alla macchina come all'ultima sponda per non affondare, il desiderio emerge come la speranza di riconquistare la fiducia nello sguardo.

La  narrazione è facile quando tutto va bene. Il difficile è raccontare una sconfitta, un fallimento, cercandone anche le motivazioni profonde. Spesso proprio da una crisi emerge un vivere più autentico, uno sguardo meno superficiale e distratto, un'opportunità per andare a fondo nelle domande.  Cosa c'è di duraturo e di essenziale nella vita? 

La preghiera scopre il dono nella domanda: quale desiderio non muore aldilà  di tutti i desideri? Il desiderio smaschera il calcolo che si nasconde nella società delle informazioni e dello storytelling che non racconta storia e non coltiva memoria. Le informazioni, come i selfi, sono cose che distraggono dall'approfondimento.

Il desiderio fa riscoprire lo sguardo e l'incontro personale che la società della comunicazione on-line ha oscurato e avvelenato. Il desiderio mostra quale novità di vita viene dal dono, dal vivere la vita come dono!

Il desiderio non si rassegna al clima  inquinato di sospetto, di menzogna, di calcolo. Il desiderio fa ripartire la vita dalla fiducia interiore, dalla pace che viene dal sentirsi amati. Grande è la perdita di Dio, di un Padre che si prende cura di ogni vita, di un Figlio che non ricusa di donare la sua stessa vita, di uno Spirito che purifica lo sguardo d'amore sulla vita e l'esistenza.

La narrazione di una crisi non serve a radicalizzare lo scontro tra conservatori e progressisti, tra oppressori e oppressi. La narrazione di una crisi serve a mostrare l'opportunità che si nasconde nella crisi:  si esce da questa quando si purifica il desiderio, quando si sposta l'egocentrismo verso la relazione. Quello che si dona non va mai perduto : il desiderio conosce il segreto del dono e la menzogna del calcolo. Nel dono c'è sempre uno sguardo d'amore! 

Il desiderio mette in guardia di fronte alla pretesa di avere sempre di più, di esigere da se stessi una prestazione che conduce infine al collasso psichico. Il desiderio del cuore è una preghiera continua. Il dono mostra che si sono comprese le ragioni del cuore. Non per niente Pascal parlava del resséntissément (la convinzione profonda) come di un desiderio che non rimane domanda ma diviene risposta nella  pratica di vita.

                         don Carmelo Guarini

                       

lunedì 24 febbraio 2025

La formazione della Comunità

Abuso di potere

 Ciò che il cristianesimo non ha ancora realizzato è la novità del "comandamento nuovo", ossia "amatevi gli uni gli altri, come Io ho amato voi".

La crisi del mezzogiorno del cristianesimo, dopo duemila anni, si manifesta come abuso di potere nell'ambito politico-economico, nell'ambito intellettuale-culturale, nell'ambito spirituale.

In ambito politico-economico è stata sottolineata l'affermazione dell'autorità, con una deriva in quella che M. Foucault ha chiamato governamentalità, ossia una mancata formazione alla scelta libera e responsabile e prima ancora al discernimento.

In ambito intellettuale e culturale è mancato l'approfondimento sulla persona, che è relazione tra l'Io e l'Altro. Aver sottolineato il primato dell'essere sul non essere, ha fatto perdere la positività del non essere nella relazione. Per far essere l'altro, l'io deve non essere: questo doveva essere approfondito dalla filosofia. La teologia, poi, avrebbe dovuto riflettere sul rapporto trinitario in Dio e sull'ipostasi dello Spirito Santo come "dono reciproco tra Padre e Figlio".

In ambito spirituale l'individualismo ha finito col prevalere sulla comunione. Ma proprio nel Novecento, i movimenti ecclesiali hanno sottolineato la relazione e la comunione (la fraternità universale e la reciprocità nell'amore cristiano) : questo è sicuramente un dono dello Spirito Santo alle chiese, che d'ora innanzi devono compiere il massimo sforzo verso l'unità.

Uscire dalla crisi e dalla confusione (la lotta tra conservatori e progressisti è ideologia del passato) significa colmare il divario tra ciò che si crede e ciò che si vive : credere nell'amore reciproco (quello che Gesù Signore ha detto il comandamento nuovo) significa anche metterlo in pratica.

La spiritualità comunitaria è il nuovo inizio del cristianesimo: il cristiano spirituale (quello burocratico non serve più) sa che la sua forza è nella sua irrilevanza , che contrasta lo spirito del tempo, che invece comanda la prestazione ed il superare se stessi sino al collasso psichico. Per l'Io l'essere irrilevante vuol dire lasciare che sia lo Spirito Santo a pensare e agire in lui. Questo spostamento dall'io alla relazione porta conseguenze in campo politico ed economico: pone l'attenzione sulla virtù della povertà per accorciare la distanza tra ricchezza e miseria (quest'ultima  non è virtù ma disgrazia). Cambia anche il paradigma intellettuale e culturale : valorizza il fallimento, la sconfitta (non intende vincere ad ogni costo), vede nella croce un'opportunità per un'evoluzione spirituale della persona e della comunità. 

In che senso si può parlare oggi di fine dell'ideologia? Quando non si esercita più l'intelligenza viene meno sia la cultura sia la contro-cultura. Ora l'ideologia è una contro-cultura, è un utilizzo al ribasso dell'intelligenza.

Oggi non si ha più bisogno delle ideologie, si ha la pretesa di agire sui comportamenti. C'è un non-senso dell'enfasi che si pone  nell'intelligenza artificiale: una sostituzione dello spirito umano (Federico Faggin lo chiama coscienza) con la macchina. Ma l'evoluzione dell'umanità è lo sviluppo dello spirito : questo potrebbe consentire di governare la macchina e non di essere governata da essa.  Un supplemeto di spirito può consentire il superanento di ogni abuso di potere sulla persona e sulla comunità. Uno spirituale sa di essere irrilevante, di non avere nessun potere (nè politico, nè economico, nè culturale e intellettuale; fa conto soltanto sullo Spirito che lo guida e gli indica il non-essere come la condizione per far essere "non la carne ma lo spirito, non la legge ma l'amore, non l'Io ma il Noi, non il conflitto o la guerra ma l'aiuto reciproco".

                                                don Carmelo Guarini

sabato 15 febbraio 2025

Il colloquio spirituale

 Lo psicologo (lo psichiatra, lo psicoanalista ...) da tempo ha sostituito la guida spirituale, ma non riesce a guarire nè a far cicatrizzare le ferite del corpo, della psiche e tantomeno dello spirito. 

Il colloquio spirituale va reinventato proprio per sanare le ferite che l'esistenza ha inferto. La musica e il racconto dovrebbero tornare ad essere due strumenti tra i più efficaci  per ridonare al corpo la salute, alla psiche la melodia e il tono dei sentimenti, allo spirito la forza e lo stile per rimettere insieme il pensiero e l'esistenza.

La verità è sinfonica, diceva Von Balthasar. Ma il paradigma contemporaneo è il trionfo (vissuto peraltro come non-senso, decadenza, indifferenza e distruzione verso il passato) delle opinioni (tutte vere, ossia nessuna più è vera).

In un periodo di decadenza, il confronto rimane un fenomeno essenziale che deve portare al dialogo; se la controversia non volesse altro che il conflitto permanente, senza un approdo alla verità, si rimarrebbe come in uno stato di guerra quando non si vuole arrivare alla pace.

Parlare soltanto di tramonto, di deriva, di crisi sarebbe come non parlarne affatto. Divenirne consapevoli è qualcosa di diverso: vuol dire ricercare il modo per uscire dalla crisi, vedere in essa un'opportunità. Il cambiamento diviene il modo per curare le ferite del corpo, della psiche, dello spirito, ossia lavorare per unificare queste tre dimensioni della persona umana. Il cambiamento investe anche la relazione tra persona e persona : una relazione rinnovata dovrebbe essere in grado di suscitare un cambiamento anche nelle istituzioni.

Nel paradigma contemporaneo l'enfasi è stata posta sul lavoro, sulla vita attiva, sulla produzione. Ma non va dimenticato che ciò ha prodotto competizione, conflitto, esaltazione dell'Ego. Anche la festa è divenuta oggetto di consumi.

Proprio dalla festa occorrerebbe ripartire per risuscitare la relazione autentica con se stessi e con l'altra persona. Nella festa si recupera ciò che nel lavoro si è smarrito: il tempo dedicato alla musica e al racconto è un tempo non commerciale, non consumista, non dispersivo. La musica e il racconto riconducono lo spirito e la psiche all'essenziale: la festa ridona la gioia e la pace, l'ardimento nella ricerca della verità, la relazione autentica, il superamento dellì'attivismo e  della prestazione. 

Il colloquio spirituale è un fenomeno quasi scomparso, eppure, nel corso dei secoli, è riuscito a mettere a fuoco in tante persone e comunità uno stile di vita e d'esistenza unificato : il primo esercizio che compie è appassionare alla verità,  quando tutte le opinioni iniziano a frantumarsi nel conflitto delle interpretazioni. 

                       don Carmelo Guarini