lunedì 13 luglio 2026

EMOZIONI

 

                       Le emozioni per la formazione

Parlando della Divina Commedia di Dante, Jorge Louis Borges fa notare che " l'intonazione e l'accento sono ciò che vale di più", ossia il dettaglio che rivela il tutto.  I commenti riflettono la mentalità delle diverse epoche, ma ciò che si deve cogliere è l'essenziale.        Dice ancora Borges : " Ho constatato che nelle edizioni  più antiche predomina  il commento teologico; in quelle del XIX secolo, quello storico; e attualmente quello estetico,  che ci fa notare l'intonazione di ogni verso, una delle maggiori virtù di Dante. ".

                    " Ogni uomo si definisce per sempre in un solo istante della sua vita ... "

In fotografia si dice istatanea riuscire a fissare quello  che definisce la singolarità di una persona. 

Nella formazione, il passaggio difficile da realizzare è la personalizzazione. La formazione di massa è finita.   Sussiste nella propaganda non la formazione, ma l'indottrinamento, la corrusione della coscienza, la manipolazione dell'intelligenza, la mancanza di cultura critica.

                   Le emozioni sono il contesto necessario per accogliere la verità e conquistare l'autenticità

Ci lasciamo  ancora guidare da Borges, un argentino che ha detto di vedere nell'amicizia il tratto peculiare degli argentini : " Oggi uno scrittore che racconta qualcosa di soprannaturale è una persona incredula che si rivolge a lettori increduli  e deve quindi preparare il soprannaturale. ".  Raccontare l'umano con aderenza alla realtà,   con l'intonazione che sa vedere nel dettaglio il tutto : questo è il lavoro propedeutico che il formatore compie prima di parlare di virtù teologali. Come dire? Prima di parlare di fede - speranza - carità , bisognerebbe mostrare sincerità  e  trasparenza nel dire : tristezza -  dolore -  delusione  - insoddissfazione  -  e non accontentarsi di sostituirli subito senza averne fatto esperienza con altre parole :        felicità  -  amore  -  illusione  -  soddisfazione  ...

                  Le emozioni non ingannano quando interpellano la coscienza

Dal controllo della coscienza alla fiducia nella coscienza :  le emozioni sono la cartina di tornasole di questo passaggio.  Fiducia nella coscienza è anche fiducia nella ragione o nell'intelligenza umana. Con questa fiducia si pongono le fondamenta per ricevere il dono di  fede,  speranza e carità.     La capacità di donare e ricevere è la perdita volontaria o involontaria del nostro tempo, ma ciò potrebbe rappresentare un guadagno,  ossia un salto di qualità rispetto ad una sacramentaria vissuta come abitudine  e  conformismo sociale. Il formatore che sa interpretare le emozioni, può rendersi conto  se esse si relazionano in maniera autentica alla coscienza. Siamo solo emozionati dalle guerre tanto da creare una tifoseria come fosse uno sport? Oppure siamo emozionati per la pace e ne cerchiamo la realizzazione con la spes contra spem  ?

                                   don Carmelo Guarini 

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