Leggere il proprio tempo e la propria epoca
E' difficile dire se siamo alla fine di un'epoca o nel momento che precede l'aurora. Lo spirito del tempo è diverso dal tempo dello spirito.
L'homo faber e l'homo sapiens ci appaiono come un retaggio del passato. La previsione di un progresso incondizionato, come nel progetto della Modernità, non è più sostenibile. E' l'imprevedibile che caratterizza attualmente l'umanità. Il passaggio all'homo patiens ci appare arduo : non siamo preparati al sacrificio che esso richiede; l'edonismo è penetrato sin nel nostro intimo, come una seconda natura. Eppure è l'homo patiens che prepara la svolta per l'umanità.
Pensiero e Dolore : questa è la scommessa per il futuro. Pensare e soffrire assumono la caratteristica dell'offerta o del dono. Si può vincere nel campo del pensiero e della sofferenza se si elimina il rischio della catastrofe, se si sviluppa una vita spirituale, se si riesce a combattere il conformismo dominante.
Tutto bene ! Così dice il conformista : non c'è necessità di cambiamento.
Quando si vede la necessità del cambiamento? Quando si è presa coscienza degli errori propri e di quelli altrui. Quando si prende coscienza che manca qualcosa di essenziale. Quando si vede lo scorrere del tempo e l'evoluzione della storia non nell'apparenza ma nella profondità.
I trascendentali, nella nostra epoca, sono la caratteristica della Modernità : calcolo - misura - manovra. Quando si dice : funziona? Si fa un calcolo, si misura, si fa dell'essere umano una macchina. Le AI hanno potuto svilupparsi perchè hanno trovato il terreno favorevole : una macchina sempre più perfetta è meglio di un uomo imperfetto. Così è scomparsa la fatica di essere più uomini, di sviluppare l'umano.
Sono stati uccisi perchè volevano cambiare : Olof Palme in Svezia, Izack Rabin in Israele, il mahatma Gandji in India, J.F. Kennedy negli USA, Aldo Moro in Italia, ecc. ! C'è un prezzo da pagare per il cambiamento : il pensiero e il dolore preparano al dono della vita.
Merleau-Ponty ha parlato di due modelli di visione per il cambiamento. "Il modello cartesiano della visione è il toccare. Nel Discorso sul metodo, Descartes afferma che "i ciechi vedono con le mani."" . L'altro modello della visione è quello pascaliano : si vede attraverso la fede. Ma questi due modelli non sono in opposizione, essi si integrano e si sostengono a vicenda, dato che al momento l'essere umano è finito, non è ancora nell'infinito. Con la fede può entrare nell'infinito, ma gli rimane sempre il bisogno di toccare : e Gesù risorto non ha rifiutato di farsi toccare da Tommaso!
Il cambiamento che non possiamo eludere : bisogna scegliere cosa vogliamo diventare. L'umanità si trova al bivio : o lo spirito o la macchina! Ciò che siamo stati in passato è meno importante di ciò che vogliamo divenire in futuro. GUADAGNARE il DOLORE alla CAUSA del CAMBIAMENTO vuol dire VINCERE VITTIMISMO e RISENTIMENTO, RIVALSA e ogni espressione di RIVINCITA. IL DI PIU' CHE SI GUADAGNA : l'AZIONE in SINTONIA col PENSIERO!
don Carmelo Guarini
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