Scrivere sul silenzio per amare di più il silenzio
Scrivere sulla relazione umana per imparare come accogliere e ascoltare
Scrivere sulle questioni intellettuali per scoprire se manca in esse un'esperienza vissuta
Scrivere di ciò che il mondo ha perduto e che bisognerebbe riguadagnare
Scrivere dei vizi dell'epoca per vedere come convertirli in virtù
Scrivere dell'odio che attraversa il linguaggio e vede senza pietà un cumulo di cadaveri
Scrivere della stanchezza dopo una lotta durata a lungo
Scrivere ancora della lotta per riguadagnare la speranza : lo spirito che soccorre la psiche
Scrivere per donare, non per spirito di conquista
Scrivere per rivelare ciò che è rimasto nascosto : la gratitudine perchè qualcuno ha pregato per me
Scrivere non per allontanare la solitudine ma per approfondirla
Dal Diario di Raissa Maritain (anno 1934) : "Il destino fa l'unità, l'utilità e la bellezza di una vita. E il mio destino è di non essere me stessa. ".
Scrivere per cogliere il distacco dal piacere e dal dispiacere : si perde soltanto ciò a cui si è attaccati; si perde la libertà, perchè quell'attaccamento diviene il padrone. Il movimento della vita si gioca tra attaccamento e distacco. Senza un intenso attaccamento non posso affermare nessuna idea e nessuna opera. Senza distacco non posso coinvolgere l'altro in quell'idea e in quell' opera.
Scrivere è non tenere mia prigioniera un'idea, un'esperienza, una conquista. Ciò che dono non è più mio! Ciò che viene condiviso, rimette in gioco e consolida una comunità.
Don Carmelo Guarini
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