mercoledì 15 luglio 2026

VERIFICA

 

                 La scelta tra la pietà e la crudeltà

Nietzsche considerava la pietà  una debolezza : secondo lui,  l'uomo deve esprimere potenza e forza.  Magari non arriva a giustificare la violenza, ma sarebbe difficile non farlo quando ci si rifiuta di vedere nella pietà la via della pace.

Nella enciclica di Leone XIV  Magnifica humanitas, al n. 214 leggiamo : " Il potere delle parole è enorme e ne facciamo esperienza nella comunicazione quotidiana, quando qualcuno ci dice qualcosa che cambia il nostro stato d'animo, in positivo o in negativo. "La pace comincia da ognuno di noi : dal modo in cui guardiamo gli altri, ascoltiamo gli altri, parlaimo degli altri; e, in questo senso, il modo in cui comunichiamo è di fondamentale importanza : dobbiamo dire no alla guerra delle parole e delle immagini, dobbiamo respingare il paradigma della guerra. ".

                La via dell'esperienza per imparare  a comunicare

Spesso nella vita non troviamo sentieri tracciati : allora ci si affida a Dio o ad un essere umano come ad una guida. Attraverso l'esperienza vissuta si può trovare il sentiero del proprio destino. Quando Dio vuole prendere nelle sue mani la guida di un'esistenza, chiede una generosità senza condizioni, ossia chiede che non ci si appoggi nè ai propri sogni nè ai risultati e alle soddisfazioni. Occorre camminare per un sentiero pieno di aridità : passando tra rovi e spine, le mani ed il corpo straziati ...  Allora confidare nei propri talenti e nella propria forza può aumentare ancor più lo strazio e l'impotenza. Soltanto la preghiera e la pietà che essa suscita, impedisce di fuggire la stretta della Croce.  La via stretta è quella del Vangelo.

               La paura della debolezza spinge al rifiuto della pietà

La via della debolezza è la scelta di chi è forte. Esibire violenza e crudeltà è voler dare prova di forza. Illusione di un cambiamento che fa leva sulla potenza imposta. Una convinzione diviene forte quando si fa esperienza di vita nella libertà. Nel saper soffrire si trova l'onnipotenza dell'amore. Dal soffrire nasce l'offrire, la scoperta della vita come dono.  Questo è il sentiero stretto del Vangelo : non rifiutare nulla all'amore. 

La verifica su ciò che si crede e ciò che si vive : questo esame della coscienza non può ridursi nè ad un'accusa nè ad una giustificazione. Occorre lasciare a Dio il giudizio ultimo, che "sarà giudizio di misericordia per chi ha usato misericordia. La misericordia ha sempre la meglio sul giudizio."

                                                       don Carmelo Guarini

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