giovedì 19 gennaio 2017

Ringrazio

Grazie per gli auguri.
Un anno in più è un invito pressante ad essere più esigente con me stesso e anche con
gli amici (con questi è più facile) e con i nemici (con questi è più difficile).
Più trasparenza, più incontro, più aiuto reciproco, più interazione per cambiare le cose che ancora non vanno. Spero di non aver danneggiato nessuno: avendo rinunciato (non da adesso) alla carriera e a fare soldi, ho una speranza in più che avrete compassione. Chiedo il dono del perdono per il  possibile danno   provocato dalle mie omissioni, ma vorrei dire che non sono un disertore; al tempo giusto so tirar fuori la grinta, senza la pretesa di ricevere il culto della personalità. Abbiate la pazienza di aspettare!     Carmelo Guarini

mercoledì 18 gennaio 2017

Attrattiva ...

C'è chi dice che invadere l'Europa di migranti sia il modo per distruggere il cristianesimo, soprattutto da parte dell'Islam  (Gotti Tedeschi).
Io penso, al contrario, che sia un atto creativo della Provvidenza di Dio (Padre - Figlio - Spirito Santo) per ridare vita e vitalità ai cristiani nel Vecchio Continente e a tutti quegli europei agnostici e indifferenti, magari mettendo, sotto il loro naso e sotto i loro occhi, credenti ferventi per i quali la fede non è ancora diventata un fatto folkloristico ma che esprime tuttora un comportamento che fa tutt'uno con un valore.
Per dirla tutta, una certa concorrenza, nella fiera o nel mercato delle religioni, non è poi così negativa; anzi può divenire un incentivo per comprendere dove sta la Verità e chi riesce a viverla in maniera più coerente, più appassionata e più intelligente.
Non solo più preghiera; non solo più catechesi e più teologia; non solo più azione per trasfondere in tutte le realtà umane (economia, arte, politica, sindacato ...) il disegno divino; ma anche più concorrenza e più dialogo, per far emergere la straordinaria unità tra persona e comunità, tra  "la vita, la verità e la via".
Quale paura di invasione può avere un cristiano (che per vocazione è un missionario del Vangelo), quando il suo Maestro è colui che riempie la  vita e l' esistenza ?
Non per niente il Figlio del Padre ha detto di sé : "Io sono la Via, la Verità, la Vita", e ha lasciato allo Spirito Santo l'opera di far vivere "l'amore reciproco" ai suoi discepoli.
E' bellissimo : "il canto nuovo", "il patto nuovo", "il comandamento nuovo", "la vita nuova"!  Diciamo grazie ai fedeli islamici che ci fanno ripensare alla fede quale grandezza incommensurabile rispetto alla ragione.   Attrattiva, non proselitismo!  Contagio d'amore, non conquista del diverso!   il don

sabato 14 gennaio 2017

Le relazioni

Prima delle cose ci sono le persone!
Coltivare le relazioni significa mettere le persone prima delle cose.
Averne cura, come si ha cura del proprio corpo, del proprio sogno, ...
Fare  spazio al Tu, perché l'Io non rimanga nella solitudine; dare tempo al Tu,
perché l'Io non rimanga intrappolato in un narcisismo infinito.
Cogliere i desideri dell'altro, trovando convergenze in un'azione comune.
Lasciare che l'altro entri nel mio mondo interiore, perché anche io possa  entrare nel suo.
Il Vangelo, la novità del "nuovo testamento", è tutto un andare incontro ai desideri e ai bisogni dell'altro, superando quel fare interessato ripieno di attivismo che neppure s'accorge della presenza dell'altro.
La pressione culturale che questo tempo esercita su tutti: la velocità, la pesantezza, il risultato esteriore, l'immagine, la dimostrazione del saper-fare, tanti ammiratori  per l'Io ...
Il lavoro più urgente da fare non è forse divenuto quello interiore? E il dono più gradito da fare all'altro non è forse la considerazione sincera (non ipocrita) del proprio amore?
Nel buddismo abbiamo potuto vedere che la compassione nell'agire deriva da un lungo esercizio interiore.           Ci meravigliamo se la solidarietà in Europa è diminuita specialmente nel popolo, che conservava la freschezza del Vangelo cristiano proprio nell'aiuto reciproco. E' la scristianizzazione (=meno vita secondo il Vangelo) che ha creato più individualismo e meno solidarietà. Il lavoro più grande è dare tempo e qualità alle relazioni!       il don

lunedì 2 gennaio 2017

Il nuovo

Una storia nuova, una vita nuova, un mondo nuovo, una umanità nuova ...
Occorre mettersi di fronte alla Verità per riconoscere sinceramente il vecchio ed il nuovo, scegliendo con decisione tra l'uno e l'altro.
Il Cristianesimo, in venti secoli di storia, è rimasto un ibrido di vecchio testamento e di nuovo testamento: accanto alle beatitudini che tanti hanno vissuto, è rimasta la violenza e il dominio che tanti hanno predicato e praticato.
A cominciare dalla seconda metà del Novecento, abbiamo ascoltato sempre più le  "parole nuove" : pace, misericordia, tolleranza, compassione, tenerezza,  ...
In tanti secoli i cristiani non erano riusciti  ad uscire sempre disarmati di fronte al nemico, e armati soltanto della Verità del Maestro.
Ma tante testimonianze di "uomini nuovi" ci rimangono !   Francesco d'Assisi  era andato disarmato di fronte al Sultano! Thomas Beckett, arcivescovo di Canterbury, accettò l'esilio e la morte nella sua cattedrale per non fare un ibrido di religione e politica.
Vittorio Bachelet,    pur essendo         vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, come presidente dell'A.C. italiana portò avanti la "scelta religiosa" e non la confuse mai con la politica; forse anche per questo fu ucciso dalle Brigate Rosse nel 1980.
Il nuovo deve sempre più stagliarsi nitido, abbandonando l'antico.  Nel Vangelo, Il Figlio del Padre ci ha lasciato il segreto : aiutarsi a divenire uomini nuovi si può, se ognuno si fa docile allo Spirito Santo, l'Agape di Dio.   Auguri per l'anno nuovo.         il don

martedì 27 dicembre 2016

Il gioco

Il gioco lo guido, ma non sono giocato.
Questo dovrebbe poterlo dire ogni persona fisica ed ogni persona giuridica. Se la persona fisica cade vittima del "cretinismo economico", viene giocata, ma non è più in grado di guidare il gioco. Lo stesso vale per la persona giuridica: se il sindacato si lascia comprare dalla mafia cinese o da quella russa, finisce per farsi giocare, ma non guida più il gioco.
Per guidare il gioco, occorrono due cose almeno, o forse tre. Primo: mantenere la libertà nei confronti del denaro (la dignità della persona vale più del denaro, perciò non ci si lascia comprare). Secondo: il "bene relazionale" vale più del denaro ( trasparenza e lealtà valgono più non solo di ciò che si può guadagnare, ma anche di ciò che si può perdere). Terzo : per mantenere il gioco libero e trasparente, occorre dare fiducia e ricevere fiducia; e il guadagno risulterà più grande della perdita.
Nel gioco, costi e ricavi mostrano quanto impegno si è investito nei sentimenti e nei pensieri. Un ricavo chiede sempre un alto costo; altrimenti è un bluff
       il don

sabato 17 dicembre 2016

Il dono della vita

La vita donata è sacrificio della propria vita.
E' "ecclesialmente scorretto" parlare di "perdita" della vita nel tempo di Natale?
Il messaggio di Aldo Moro, al di là di ogni retorica sdolcinata (come si usa fare nel
periodo di Natale), è che l'impegno più grande è donare la vita sino in fondo, ossia saperla perdere perché sia pienamente ricevuta.
L'impegno è quello che sa guardare al presente e al futuro, e non si smarrisce nella retorica di una commemorazione del passato. I fatti insegnano: le Brigate Rosse vennero allo scoperto,  quando uccisero Aldo Moro e il vicepresidente del CSM Vittorio Bachelet a Roma, il sindacalista  Guido Rossa a Taranto e il giornalista Walter Tobagi a Milano.  Apparve allora con chiarezza che il  disegno eversivo delle BR era contro il proletariato e contro il popolo italiano.     Lo Stato, seppure in ritardo, decise di rispondere alla dichiarazione di guerra e vinse il terrorismo! Siamo grati alle forze dell'ordine che mostrarono lealtà alle istituzioni democratiche e del diritto.
Diceva il cardinale Carlo Maria Martini che abbiamo più bisogno di "cristiani pensanti" che di "cristiani devoti", quando questi ultimi non sapessero affrontare con intelligenza e coraggio, con mitezza e umiltà, le violenze della vita e della storia.
          il don

venerdì 2 dicembre 2016

INVITO

                         Giovedì  15  dicembre  nella Chiesa dell'IMMACOLATA   ore  19
             Lettura di brani dal libro  "IL sogno e la visione"  di don Carmelo Guarini
                          DIALOGO con i presenti (che potranno intervenire con libertà).
                  Modera il prof. dott. Alessandro Distante, presidente dell'ISBEM.
                  L'autore  interverrà per chiarire analisi  e prospettive, partendo
dall'idea che un libro non si    presenta,  ma si legge e si discute.

               La Fondazione Biblioteca Ecclesiale dona il libro ai presenti come
                                       regalo di Natale.