domenica 28 dicembre 2025

La vita nuova

                 La trasformazione della vecchia vita nella  nuova suscita la domanda :

                                                    Dove mi trovo ?

                    Mi trovo dove non avrei voluto ?                         Chi mi ci ha condotto ?

Gragorio di Nazianzo, vescovo a Costantinopoli per soli tre anni, un ortodosso tra tanti ariani, nel 381 d. C. protagonista al Concilio di Costantinopoli, dove si dichiara la divinità dello Spirito Santo. Questo il giudizio che ha dato sui vescovi presenti al Concilio, secondo quanto scrive Jean Bernardi: " L'episcopato orientale, che Gregorio ha scoperto proprio a Costantinopoli, gli appare composto da notabili, dotati di qualità amministrative, ma che hanno raggiunto le  responsabilità ecclesiali senza la minima preparazione spirituale e senza formazione religiosa. Questi prelati respirano lo spirito del secolo: molti di loro autoritari e orgogliosi, hanno conservato le abitudini di lusso e fasto. Altri, arrivisti avidi di denaro e di potere, grossolani e senza cultura, hanno abbandonato da poco l'aratro o la fucina, portano ancora sul loro corpo le tracce infamanti della schiavitù e si sono arricchiti in modo disonesto. Dagli uni e dagli altri non c'è da aspettarsi nulla di buono. (...)  Sono tutti pronti a seguire la parola d'ordine del momento ...".  L'eresia ariana faceva da copertura all'avidità di potere e di denaro. Non i giochi di potere, ma lo Spirito Santo può garantire dottrina vera e vita nuova!

                                             Dove mi troverò ?

                                             Smarrirsi o ritrovarsi !

                                  Nasce una vita nuova, una fiducia nello Spirito. 

Camminare nella notte dell'antico senza paura e disperazione.   Camminare con la fiducia di ritrovarsi nella vita nuova,  nell'attesa dell'incontro.

                                           Smarriti nella notte -

                                       quando non c'è più sole e luce -

                                       come prima dell'inizio !

                                        Calunnia sonora : la lingua che uccide - non vuole imporsi il silenzio .

                                        Omertà : la lingua tace - e dovrebbe parlare!

                                        Il mondo antico - la vecchia vita,   si giustificano :

                                           così siamo - così rimaniamo!

La vecchia vita : sentirsi fuori posto, in un mondo assurdo, rassegnati e impotenti, troppo orgogliosi per chiedere un dono.

                                        Frastuono e tempesta :  ucciso il silenzio  -

                                        ubbriachi di droghe, alcool  e chiacchiere -

                                         e   alla vita nuova  addio.

La vita nuova : dove porta il cammino? Seguendo la stella , appare meraviglia. Senza speranza non s'accende il futuro.     Ancora la guerra?   Ancora la fame?    Ancora la morte procurata dall'odio ?  

                                         Dove porta il cammino?

                                          La via della giustizia : non è piana - non è sparsa di fiori.

                                          La via del perdono e della pace : coronata di spine,

                                          ma le rose tornano a primavera!

Camminare nella notte, senza avere neppure la luce della luna e della stelle, con una  debole  fiamma nel cuore, nell'attesa dell'incontro che non vedrà  la fine; neppure la morte potrà spegnerlo - è risorto  prima ancora della morte.

                                don Carmelo Guarini


giovedì 25 dicembre 2025

La novità del Natale

                                     La meraviglia appare se  una stella la mostra!

                                      Un cambio di sguardo, ed ecco l'incontro.

                                      In fondo la pace richiede una lotta -

                                       per non tornare più indietro.

La novità che Gesù Signore porta è l'uomo nuovo, non quello che obbedisce alla legge per avere una ricompensa, ma quello che ama perchè crede nella relazione.


Perchè si torna sempre alla guerra, all'avidità di denaro, al dominio sull'altro ? 

                                    

                                          Il troppo progresso che uccide lo spirito -      

                                           la vittoria della macchina,  per un uomo robot   -

                                           nessun uomo è un' isola,

                                           se non dimentica la relazione.


Perchè tornare all'antico dopo la novita di Gesù? Buttare all'inferno il meglio di tanti secoli ?


Manca la meraviglia. Vale la pena che torni la meraviglia e coloro che ancora si meravigliano.  Il lavoro, l'azione, l'iperattività, l'agitazione, le preoccupazioni sommergono, procurano naufragio alla natura e alla storia.

                                              Meraviglia : attenzione alla novità -

                                              per non restare immobili nel proprio sapere -

                                               l'antico ritorna per salvare  pigrizia -

                                               per dormire ancora, indifferenti all'alba.

Tornare alle origini, seguendo la stella che conduce all'incontro e svela ad ognuno il proprio destino. 

Non più rassegnati -  non più indifferenti : per scoprire il nuovo, una lotta per ricevere il dono della fiducia , pietra d'inciampo di ogni incontro autentico.

                     Buon Natale

mercoledì 24 dicembre 2025

Un motivo per non rassegnarsi

 La grandezza e la povertà (non la miseria) di una novità assoluta non sta nella vittoria o nella sconfitta ma nel fatto che si lotta senza fine per poterla incontrare. 

La logica seguita da un artista o da un mistico può essere diversa dalla logica seguita da uno scienziato,  ma l'esperienza che tutti seguono è quella di poter infine incontrare la novità incomparabile che si nasconde tra le pieghe della natura e della storia.

Perchè sono atterrato su questa terra, in questo tempo ? Il contatto con questa natura e con questa storia cosa realizza per la mia vita? Il destino è già tutto scritto o può esser forgiato e modificato?

Lo scienziato, l'artista, il mistico cercano nell'esperienza qualcosa di più della tecnica che caratterizza il lavoro di ognuno. Il motivo per cui il lavoro non è tutto sta proprio nel fatto che nega il mistero della vita e della morte,  della novità assoluta e della ricerca che non si rassegna al dominio, all'arroganza della ricchezza, alla storia che vuole tornare a vincere uccidendo - massacrando - impadronendosi con la forza di ciò che non è suo.

Chi non è scienziato, artista e mistico si rassegna a vivere di lavoro, per sopravvivere, rinuciando al supervivere. E avrebbe ragione ad accettare la vita in ciò che chiede di più normale se non fosse che in questo modo rinuncia alla novità, ossia alla ricerca di quel motivo che impedisce la rassegnazione.

Una vita senza ricerca del nuovo è continuazione dell'antico : giustifica la tradizione, ma rifiuta di tornare a quel momento rivoluzionario che ha dato origine alla tradizione. Ogni rivoluzione inizia con l'azione e prosegue con la narrazione. 

Per la vita contemplativa si tratta non di cogliere l'occasione ma di rispondere ad una  vocazione : mette al primo posto non la soddisfazione dell'Io ma la relazione con l'Altro.

Cosa racconta la vita contemplativa ? La storia di una relazione e di una comunità, non lo smarrimento dell'Io. Se racconta dell'Io, potrebbe dire soltanto che Esso è assurdo o mistero. Se è assurdo, non dovrebbe esistere. Se è mistero, occorre inventare una via che conduca alla rivelazione del mistero. Il percorso greco dalla tragedia alla filosofia ha condotto la ragione fuori dall'assurdo e l'ha introdotta alla soglia del mistero. 

" Chi fa la verità viene alla luce " : il Vangelo ha voluto unificare la pratica (il mettere in pratica) con la narrazione. L'esperienza diviene determinante : altrettanto si deve dire della motivazione. Se essa è retta, non si può dire che si sta perseguendo la pace facendo la guerra. La motivazione deve corrispondere all'azione.

Il ritorno ad Abramo, alla fede di Abramo : la novità della relazione col Padre e col figlio -  Dio non è più un padrone, ma un amico; il figlio non è più un olocausto da sacrificare, ma una vita da valorizzare. Il ritorno alle origini : una rivoluzione. Il ritorno a Gesù : non più la Legge che uccide, ma l'amore che fa vivere. La narrazione delle origini mostra la novità della storia che non si ripete.

                                                don Carmelo Guarini

venerdì 19 dicembre 2025

La novità non è un rammendo


 " Faccio una cosa nuova, non ve n'accorgete ?"  : così parla Dio tramite il profeta.

Dio fa nuova la realtà, rimette ordine, perchè la realtà di prima era stata messa in disordine. Ma questo ordine nuovo è rivelato non più nella legge, ma nell'amore.

" Chi fa la verità,  viene alla luce" , così l'apostolo ed evangelista che ha raccolto le parole più pregnanti  e sintetiche pronunziate da Gesù : amicizia, amore, verità, luce, vita, perdono (ossia il dono che persegue il fine supremo : la salvezza di tutti, anche quella del nemico ) , comunione e comunità.


In un presepe occorre metterci la croce, per liberare il  Natale dal sapore dolciastro e sdolcinato di un cambiamento di facciata o di una ripetizione abitudinaria che non vuole cambiare nulla. Purchè tutto rimanga sotto il nostro controllo, riusciamo a fare anche del Natale un rammendo. Tra i doni portati dai Magi alla Grotta non ci sono soltanto oro e incenso, c'è anche la mirra, il profumo per imbalsamare il cadavere. Ma la mirra non dice ancora tutto, nasconde qualcosa di essenziale della vita e della morte del Bambino, nasconde la Croce. 


                                           La pace non è un rammendo !

                                           La vita non è un rammendo !

                                           Natale non è un rammendo |


L'esperienza finisce per svelarci ciò che abbiamo cercato : la verità di noi stessi e degli altri, la verità della vita e della morte, del dolore e della felicità che passa, del desiderio che rimane. S. Agostino, commentando il salmo 37, scrive :  " Il tuo desiderio è la tua preghiera :  se continuo è il tuo desiderio, continua è pure la tua peghiera.  (...)   Ma v'è un'altra preghiera, quella interiore, che è senza interruzione, ed è il desiderio  (...)   La freddezza dell'amore è il silenzio del cuore, l'ardore dell'amore è il grido del cuore.  Se resta sempre vivo l'amore, tu gridi sempre; se gridi sempre, tu desideri sempre;  se desideri, hai  il pensiero volto alla pace. ".

                                            Il desiderio di pace è disarmato e disarmante!

    don Carmelo Guarini



mercoledì 17 dicembre 2025

Meditazione - silenzio, non rumore


 La narrazione di senso svuota il nichilismo : ogni evento ha un orizzonte di memoria e un orizzonte d'attesa. Il vuoto nichilista si riempie di senso se si collega il passato al futuro, la memoria all'attesa.

Il selfie e il like mostrano l'inutilità dell'incontro perchè svuotano dall'interno la relazione.   Si è spezzato il legame tra ciò che si vive e ciò che si narra;  questo legame è interiore, non può essere imposto dall'esterno, nè dalla piattaforma, nè dalle informazioni che fa transitare.

Silenzio e meditazione sono i due protagonisti dell'incontro, o meglio di ogni relazione che consente l'incontro.  Un Io isolato è un individuo che non si relaziona, che non ha passione per l'incontro.


Nel 1994 il Dalai Lama era stato invitato a Londra a tenere un seminario di meditazione sui Vangeli e su Gesù. La sua era una ricerca aperta. Quando gli venne chiesto cosa avrebbe voluto chiedere a Gesù se lo avesse incontrato, rispose : "Vorrei conoscere come intendi la natura del Padre.".  Ma ciò che i partecipanti cristiani al seminario hanno trovato interessante è stata la lettura o meglio la meditazione che il Dalai Lama ha fatto sui vangeli.  Diceva : "Credo che lo scopo di tutte le principali tradizioni religiose non sia di costruire grandi templi esteriori, ma di creare templi di pietà e di compassione all'interno di noi, nei nostri cuori.  (...)  Sono convinto che l'effetto sulla mente e sul cuore sarà tanto più grande se si abbineranno nella pratica quotidiana la preghiera, la meditazione e la contemplazione. Uno degli obiettivi e degli scopi più importanti della pratica religiosa è la trasformazione interiore della persona da uno stato mentale indisciplinato, incontrollato e distratto ad uno disciplato, controllato ed equilibrato. Una persona che ha  perfezionato la capacità di concentrazione avrà senz'altro maggiori possibilità di raggiungere l'obiettivo. Quando la meditazione diviene una parte importante della propria vita spirituale, si riesce a realizzare in modo più efficace questa trasformazione interiore. ".


Il rumore distrae, disorienta, finisce per creare  confusione tra ciò che è essenziale e ciò che è contingente, tra ciò che merita  che rimanga e ciò che è meglio che scompaia. Il silenzio, da cui nascono le parole vere,  non crea confusione quando parla di guerra e pace, di giustizia e di corruzione, di amore e di odio, di verità e di menzogne. La meditazione ricrea relazioni e comunità.

                                      don Carmelo Guarini

martedì 16 dicembre 2025

Il simbolo e il calcolo

                                         

                         Dalla meditazione  all'azione  :  il percorso dal Medioevo alla Modernità


 Nell'età feudale (Medioevo) il simbolo è lo strumento di comunicazione  e di  scambio.

In età moderna strumento di scambio e di comunicazione è il calcolo. La misurazione numerica sostituisce il valore simbolico.

Ciò che si sottolinea in età moderna è l'azione.  Karl Marx lo eveva enfatizzato in un'espressione divenuta popolare : " Ciò che importa è cambiare il mondo, non  interpretarlo."  Ma è possibile un cambiamento senza un'interpretazione?  Paul Ricoeur lo ha fatto notare, sottolineando che c'è un conflitto delle intepretazioni tra ciò che hanno detto Marx, Freud e Nietzsche (economia -  inconscio -  nichilismo).  I maestri del sospetto hanno liquidato la fede, vedendovi in essa più una perdita che un guadagno.

Forse nel Medioevo la meditazione aveva bloccato lo sviluppo dell'azione; ma è anche vero che l'azione era stata sganciata dalla meditazione.  Ma nella Modernità l'azione si è persa nel calcolo, invece di approdare al dono, che è il calcolo incommensurabile.

E' stata la fenomenologia a porre l'evento - dono come punto di partenza della riflessione filosofica : la relazione viene prima del cogito individuale; la "fede percettiva" sta alla base della relazione. La domanda ora sarebbe : porre il calcolo o il dono come punto di partenza della relazione quali conseguenze comporta? In altri termini : si guadagna di più a porre il calcolo come punto di partenza della relazione oppure si perde? E' possibile che porre il dono come motore della relazione costituisca più un guadagno che una perdita?

Il dono conserva il valore simbolico della relazione nella Gegebenheit.  Il calcolo, con  la misurazione, annulla il valore simbolico, riducendo in tal modo la relazione a merce di scambio (Marx), rimuovendola dal cosciente (Freud), conducendola al nichilismo con l'esaltazione dell'Io (Nietzsche). 

Ciò che i maestri del sospetto non  avevano preso in considerazione : la persona umana è relazione. Perchè la relazione si sviluppi, occorre la fede percettiva.   La fede non è un'ingenuità;  non è neppure qualcosa di fantasioso; la fede riacquista forza proprio grazie al fenomeno-dono. La fede è un dono : in quanto si dona e si riceve è insieme azione che richiede riflessione e meditazione.  Il dono diviene il veicolo della relazione, capace di produrre pace invece di guerra, incontro invece di conflitto. Il dono non esclude il calcolo d'interesse, ma lo conduce al vertice, ossia dove il calcolo è incommensurabile!

                                            don Carmelo Guarini

domenica 14 dicembre 2025

La meditazione

                     

                1994 : a Londra il Dalai Lama tiene per i cristiani alcune meditazioni su dei brani dei                                       Vangeli.


Nel libro Incontri  con Gesù - Una lettura buddhista del Vangelo, in prefazione Robert Kiely scrive :

                           " Per rispondere all'osservazione di alcuni che affermavano di non meditare perchè troppo impegnati, Sua Santità (il Dalai  Lama) ha raccontato la storia di un monaco che continua a promettere al suo pupillo di portarlo a un picnic, ma è sempre troppo occupato per farlo. Un giorno vedono una processione che segue un cadavere. "Dove sta andando?", chiede il monaco al suo pupillo. La battuta finale, rimandata almeno di cinque minuti, dopo che il traduttore, il pubblico e il quattordicesimo Dalai Lama smisero di ridere, era  "A un picnic". 


Rivalutando pranzo e meditazione, sorriso e lacrime, spingendosi oltre dualismo e manicheismo, avanzando nella vita per cercare armonia, trovandola nel silenzio e nello scambio di esperienze,  consiglio la lettura del libro  : 

                                                  Dalai Lama,  Incontro con Gesù - Una lettura buddhista del  Vangelo


La pratica della meditazione può dare slancio alle relazioni e alla comunità, perchè fa riscoprire anzitutto a colui che medita la propria interiorità, la fiducia nella propria coscienza e nel pensiero, oltre al rispetto per la coscienza e il pensiero dell'altra persona.


                                                  don Carmelo Guarini

venerdì 12 dicembre 2025

Eventi di comunità

                                                Due poesie

        1.           Povertà d'esperienza - o

                   Esperienza della povertà !

                    Quale l'evento ?


                    Il benessere uccide l'incontro -

                    un pranzo d'ingordigia

                    e c'è subito il  vomito.


                     Storytelling è vendere storie,

                     il  racconto che muore!

                     La povertà :  il cantico delle creature -

                     suoni, colori, carezze, e sogni di un mondo altro -

                     dalle armi si torna all'anima.


          2.        L'evento : granaio d'esperienza - 

                      lingotti d'oro ubbriacano, come chiacchiere e droga.


                     Più nessuno racconta -

                      proverbi e novelle erano sale e luce.

                      Oggi solo informazioni :

                       disorientano e isolano.


                       Nel racconto dell'esperienza

                       il giusto orientamento  -  se  mancano

                        fiducia, silenzio e ascolto ,

                       nessun  incontro per   amici.


                                        don Carmelo Guarini

          

                       

martedì 9 dicembre 2025

La comunità e l'arte

 Il poeta Novalis  (pseudonimo di Friedrich Von Hardenbergh )  scrive:

                             " Tu suscitasti in me il nobile desiderio

                                di concentrare lo sguardo nell'immenso mondo ".

L'attenzione del poeta non si ferma all'ammirazione della natura, vorrebbe raggiungere la comunità degli uomini.  Immaginare la comunità tra la crisi che oggi la investe e ciò che domani potrà farla rinascere : ascoltare ciò che dice un poeta fa sognare oltre il presente, ma ancora più interessante è ciò che prospetta un filosofo di  ermeneutica.

Scrive Paul Ricoeur : "  ... la teologia non viene mai per prima, è sempre una riflessione in seconda istanza che suppone  per l'appunto l'esercizio della predicazione. ".

Direi : non solo l'esercizio della predicazione, ma anche l'esercizio della pratica evangelica e la comunicazione di essa. Dunque l'esperienza che precede la predicazione. Un nuovo tipo di testimonianza sembra necessaria.

Ancora Paul Ricoeur  : "  Si tratta di far emergere nel mondo di oggi una nuova articolazione dello spirituale con il politico ...  In effetti siamo alla ricerca di un nuovo equilibrio tra dimensione spirituale  e  dimensione politica ...".

                  La persistenza di un certo assistenzialismo fondato sul finanziamento pubblico , ha deresponsabilizzato la motivazione e l'azione personale. Astrattismo e pragmatismo, ossia pensiero senza la prassi e prassi senza il pensiero : tra questi due estremi si è mossa la civiltà europea, finendo in un  vicolo cieco. Oggi sono una moltitudine coloro che in Europa non fanno altro che parlare di declino, di deriva, di tramonto.  E' difficile trovare qualcuno che prospetti vie d'uscita dalla crisi, fornendo espererienze e indicando progetti. Il fatto è che l'individualismo ha segnato così profondamente ogni aspetto dell'esistenza in Europa ,        che non si trova più desiderio e immaginazione per creare la comunità su nuove basi.  L'arte è servita più della burocrazia per uscire dai regimi totalitari e dittatoriali : questa è stata l'esperienza di vari paesi in Europa.  Ora il compito è più difficile, perchè scarseggia l'ispirazione artistica. Forse proprio dalla comunità potrebbe venire un incoraggiamento per l'arte : dall'ascolto e dallo sguardo dell'arte del  passato potrebbe venire ispirazione per il presente.  Che l'arte abbandoni l'individualismo!  Che la  comunità  promuova l'arte!  L'una e l'altra guardino all'oggi e al domani!

                                                 don Carmelo Guarini

domenica 7 dicembre 2025

Fine de monopolio

 Il cattolicesimo può dire :  fine al monopolio in Italia;  musulmani e buddisti fanno concorrenza. Si aprono nuove moschee, nuovi monasteri buddisti.  Il proselitismo prospera in tempi di crisi.

Ma il problema non è fare o contrastare il proselitismo. La sfida è rappresentata dalla formazione culturale e dalla vita spirituale.

La novità del cristianesimo rispetto alla "legge antica" è rappresentata dalla testimonianza reciproca che Dio Padre rende a Dio Figlio, e che Dio Figlio rende a Dio Padre. Questa testimonianza il Signore Gesù ha lasciato ai discepoli col "suo testamento" : "amatevi gli uni gli altri come Io ho amato voi". 

Nel comandamento nuovo è contenuta la novità di vita che investe l'economia, le relazioni, la cultura  (scienza, filosofia, arte ossia creatività,  ecc. ), i rapporti tra i popoli e tra le religioni.

Avere il coraggio dell'ascolto e della fiducia nell'altro.   Passare dalla competizione alla collaborazione.  Donare e ricevere vuol dire che posso imparare qualcosa dal diverso, e posso anche insegnare qualcosa al diverso. Come cattolici possiamo imparare qualcosa dai buddisti e dai musulmani, senza smettere di essere cattolici. Ma possiamo anche testimoniare qualcosa che buddisti e musulmani non hanno : la ricchezza del Vangelo la si può scoprire nelle parole come nelle opere.

Un contesto di concorrenza è in fondo migliore di un contesto di monopolio : si è indotti ad essere più vigilanti, più attenti, più coerenti, più rilevanti.

Occorre avere più fede nella forza trasformatrice del  Vangelo. Occorre investire di più nella formazione : non solo testimonianza nelle opere, ma anche coraggio nel parlare con parresia, come parla il vangelo. In fondo le parole del Vangelo non possono essere staccate dalla persona  di Gesù Signore. In ogni parola che diciamo, esprimiamo tutta la persona. Dobbiamo anche saper riconoscere che non viviamo il Vangelo come dovremmo : che non condividiamo abbastanza con chi ha bisogno, che preferiamo l'omertà invece di dire la verità con coraggio, che non educhiamo i bambini a stare in chiesa in silenzio, con rispetto, in preghiera ...

Insomma, da una crisi si esce,  anzitutto riconoscendola, poi mettendo in atto i rimedi : il rinnovamento, la pratica di ciò che ci è stato insegnato. Non ci sarebbe più bisogno di droghe, di alcool, di divertimento scacciapensieri, se prendessimo sul serio l'ideale cristiano e cercassimo in ogni modo di praticarlo in ogni aspetto della vita. 

Del diavolo si può dire che è l'avversario, in quanto tenta la persona e la induce al vizio. Di Dio si deve dire che mette alla prova (non tenta), ossia induce alla virtù. Ognuno può e deve imitare Dio, non l'avversario che si chiama diavolo.

 Davvero la fine del monopolio cattolico potrebbe rappresentare l'inizio di una vita cristiana a tutto campo!

                                      don Carmelo Guarini               

      

mercoledì 3 dicembre 2025

Il racconto della contingenza

La teologia moderna ha sviluppato poco l'evento dell'Incarnazione, del Dio fatto Uomo. Con Gesù Signore (Kirios in greco -  Adonai in ebraico) Dio è presente nell'umanità e nella storia al modo dell'immanenza. Ovvero la trascendenza e l'immanenza hanno finito per coincidere.

In che modo si può sentire Dio non più nella  lontananza della trascendenza, ma nella vicinanza dell'immanenza?

Facendo proprie e vivendo le parole del Vangelo ! Chi ascolta e non mette in pratica, rimane fuori della logica di Gesù e del Vangelo. La vita contemplativa mantiene il primato sulla vita attiva : la preghiera è più del lavoro.  Esperienza della contingenza che viene liberata. Freilassenheit, in tedesco, indica la liberazione. La libertà assoluta appartiene  a Dio:  soltanto Lui può liberare.  L'essere umano è contingente; la sua libertà contingente ha bisogno di essere liberata .

L'essere umano non è una macchina. Il fenomeno dello spirito lo si scopre nell'essere umano se si considera  essere paziente.  Vivere il pathos è trovare il senso del soffrire!

Così si esprime Byung - Chul Han in Vita contemplativa o dell'inazione : "  Siamo molto  ben informati, ma privi di orientamento, a causa della mancanza di narrazione. Se la felicità umana, come scrive Nietzsche, dipende dall'esistenza di una verità indiscutibile, allora siamo davvero infelici.  La vita è narrativa mentre le informazioni sono additive  ...  Il mondo odierno è molto carente di contenuti simbolici in grado di fissare stabili assi temporali. La percezione simbolica, in quanto riconoscimento, riesce a cogliere ciò che dura.  La percezione simbolica è libera dalla contingenza ... ". 

Il racconto che Gesù ha fatto della contingenza è avvenuto a partire dal suo averla prima vissuta. La vita nuova che presenta, riguarda tutto il tessuto umano : il lavoro, il potere, la sofferenza, la morte. Alla base della vita nuova non mette la nozione astratta di uguaglianza, ma l'esperienza trinitaria dell'amore reciproco. A partire da questo si può scoprire nuovo il lavoro, nuovo il servizio (che capovolge l'esercizio del potere), nuova la sofferenza, nuova la morte. Fino ad allora, la morte conosceva solo la rianimazione del cadavere, ma non l'anàstasis, che è trasformazione della vita biologica del corpo  in vita spirituale.

La contingenza viene liberata della contingenza. Ma non alla maniera di chi oggi vorrebbe trasformare l'uomo in una macchina. Neppure l'ibernazione risponde al  bisogno umano d'immortalità : lì c'è solo un ritardo del processo biologico, ma non una sua trasformazione.

Affidare all'economia di mercato ( produzione e consumi )  e alla tecnologia la realizzazione del destino umano è un'illusione. Byung - Chul Han cita la secunda secundae della Summa theologica, dove  Tommaso d'Aquino commenta l'Etica Nicomachea di Aristotele : " E' la felicità del contemplare alla quale sembra essere subordinata la vita politica nel suo complesso : la pace infatti conseguita e mantenuta perseguendo gli scopi della vita politica, dà agli uomini la possibilità di dedicarsi alla contemplazione della verità. ".  I politici che perseguono la guerra, credono più alla morte che alla resurrezione. Il filosofo coreano  cita anche La città di Dio, di Agostino : "ubi amor, ibi oculus".     

Il guardare, il meditare, l'amare convergono e finiscono per creare l'unità dello spirito umano, vincendo in tal modo le divisioni della contingenza.

                                    don Carmelo Guarini


lunedì 1 dicembre 2025

L'economia del dono

 Quale economia persegue il dono ?

Non la produzione di cose materiali e virtuali, ma l'investimento nella relazione.

L'esperienza spirituale è una vita profonda : è un dare e ricevere. Si distingue dal lavoro, che rimane merce di scambio quando non mette la relazione umana al primo posto. 

Lo stile di vita consumistico ( i prodotti che si scambiano rendono anche le persone merce di scambio) annulla la relazione autentica; il tempo impiegato per produrre e consumare diviene tempo perduto.

Marcel Proust in Alla ricerca del tempo perduto indicava come il tempo ritrovato è una sorpresa della pazienza dell'attesa.  Scrive : " Ma, a volte, proprio nel momento in cui tutto ci sembra perduto, giunge il messaggio che ci può salvare : abbiamo bussato a porte che davano tutte sul nulla;  e nella sola per cui si può entrare, e che avremmo cercato invano cent'anni, urtiamo inavvertitamente, ed essa si apre. "

La pazienza dell'attesa, perchè il dono divenga reciproco, deve ignorare le aspettative dell'Io. Colui che ha iniziato a donare non perde nulla se non vede subito il dono che ritorna : egli non ha cercato la merce di scambio, ha investito nel  dono. Colui che dona vuole salvare in primo luogo la relazione; ed è proprio questo che rimette al suo posto il valore materiale della cosa.

Il motivo per cui Gesù Signore ha posto l'amore reciproco, e non il lavoro e il guadagno,  a fondamento dell'economia di salvezza, sta nell'esperienza della libertà e del dono.

Non sarà l'uguaglianza (idea giacobina) a fare giustizia tra diseguali. Solo il libero scambio di doni, soltanto la reciprocità del dono può assicurare la giustizia tra diseguali. 

La sorpresa del dono tra donatore e donatario ( il donatario che riceve il dono e a sua volta dona) dipende dal distacco. E' il possesso che rompe la reciprocità. Per questo Pascal distingueva tra miseria , che è privazione forzata di beni, e povertà , che è scelta libera da parte della persona. Il dono inaugura uno sforzo senza sforzo : il soggeto umano non è più impegnato a raggiungere l'obiettivo come avviene nel calcolo, ma egli lascia che  l'evento sia generato  dal dono. 

 La scelta della povertà non è ridursi in miseria; è piuttosto condivisione con coloro che hanno bisogno. Non c'è da vergognarsi sia di ricevere sia di donare. La dignità la si trova sempre nell'economia del dono, che promuove la reciprocità.

                                           don Carmelo Guarini