" Faccio una cosa nuova, non ve n'accorgete ?" : così parla Dio tramite il profeta.
Dio fa nuova la realtà, rimette ordine, perchè la realtà di prima era stata messa in disordine. Ma questo ordine nuovo è rivelato non più nella legge, ma nell'amore.
" Chi fa la verità, viene alla luce" , così l'apostolo ed evangelista che ha raccolto le parole più pregnanti e sintetiche pronunziate da Gesù : amicizia, amore, verità, luce, vita, perdono (ossia il dono che persegue il fine supremo : la salvezza di tutti, anche quella del nemico ) , comunione e comunità.
In un presepe occorre metterci la croce, per liberare il Natale dal sapore dolciastro e sdolcinato di un cambiamento di facciata o di una ripetizione abitudinaria che non vuole cambiare nulla. Purchè tutto rimanga sotto il nostro controllo, riusciamo a fare anche del Natale un rammendo. Tra i doni portati dai Magi alla Grotta non ci sono soltanto oro e incenso, c'è anche la mirra, il profumo per imbalsamare il cadavere. Ma la mirra non dice ancora tutto, nasconde qualcosa di essenziale della vita e della morte del Bambino, nasconde la Croce.
La pace non è un rammendo !
La vita non è un rammendo !
Natale non è un rammendo |
L'esperienza finisce per svelarci ciò che abbiamo cercato : la verità di noi stessi e degli altri, la verità della vita e della morte, del dolore e della felicità che passa, del desiderio che rimane. S. Agostino, commentando il salmo 37, scrive : " Il tuo desiderio è la tua preghiera : se continuo è il tuo desiderio, continua è pure la tua peghiera. (...) Ma v'è un'altra preghiera, quella interiore, che è senza interruzione, ed è il desiderio (...) La freddezza dell'amore è il silenzio del cuore, l'ardore dell'amore è il grido del cuore. Se resta sempre vivo l'amore, tu gridi sempre; se gridi sempre, tu desideri sempre; se desideri, hai il pensiero volto alla pace. ".
Il desiderio di pace è disarmato e disarmante!
don Carmelo Guarini
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