La grandezza e la povertà (non la miseria) di una novità assoluta non sta nella vittoria o nella sconfitta ma nel fatto che si lotta senza fine per poterla incontrare.
La logica seguita da un artista o da un mistico può essere diversa dalla logica seguita da uno scienziato, ma l'esperienza che tutti seguono è quella di poter infine incontrare la novità incomparabile che si nasconde tra le pieghe della natura e della storia.
Perchè sono atterrato su questa terra, in questo tempo ? Il contatto con questa natura e con questa storia cosa realizza per la mia vita? Il destino è già tutto scritto o può esser forgiato e modificato?
Lo scienziato, l'artista, il mistico cercano nell'esperienza qualcosa di più della tecnica che caratterizza il lavoro di ognuno. Il motivo per cui il lavoro non è tutto sta proprio nel fatto che nega il mistero della vita e della morte, della novità assoluta e della ricerca che non si rassegna al dominio, all'arroganza della ricchezza, alla storia che vuole tornare a vincere uccidendo - massacrando - impadronendosi con la forza di ciò che non è suo.
Chi non è scienziato, artista e mistico si rassegna a vivere di lavoro, per sopravvivere, rinuciando al supervivere. E avrebbe ragione ad accettare la vita in ciò che chiede di più normale se non fosse che in questo modo rinuncia alla novità, ossia alla ricerca di quel motivo che impedisce la rassegnazione.
Una vita senza ricerca del nuovo è continuazione dell'antico : giustifica la tradizione, ma rifiuta di tornare a quel momento rivoluzionario che ha dato origine alla tradizione. Ogni rivoluzione inizia con l'azione e prosegue con la narrazione.
Per la vita contemplativa si tratta non di cogliere l'occasione ma di rispondere ad una vocazione : mette al primo posto non la soddisfazione dell'Io ma la relazione con l'Altro.
Cosa racconta la vita contemplativa ? La storia di una relazione e di una comunità, non lo smarrimento dell'Io. Se racconta dell'Io, potrebbe dire soltanto che Esso è assurdo o mistero. Se è assurdo, non dovrebbe esistere. Se è mistero, occorre inventare una via che conduca alla rivelazione del mistero. Il percorso greco dalla tragedia alla filosofia ha condotto la ragione fuori dall'assurdo e l'ha introdotta alla soglia del mistero.
" Chi fa la verità viene alla luce " : il Vangelo ha voluto unificare la pratica (il mettere in pratica) con la narrazione. L'esperienza diviene determinante : altrettanto si deve dire della motivazione. Se essa è retta, non si può dire che si sta perseguendo la pace facendo la guerra. La motivazione deve corrispondere all'azione.
Il ritorno ad Abramo, alla fede di Abramo : la novità della relazione col Padre e col figlio - Dio non è più un padrone, ma un amico; il figlio non è più un olocausto da sacrificare, ma una vita da valorizzare. Il ritorno alle origini : una rivoluzione. Il ritorno a Gesù : non più la Legge che uccide, ma l'amore che fa vivere. La narrazione delle origini mostra la novità della storia che non si ripete.
don Carmelo Guarini
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