Il cattolicesimo può dire : fine al monopolio in Italia; musulmani e buddisti fanno concorrenza. Si aprono nuove moschee, nuovi monasteri buddisti. Il proselitismo prospera in tempi di crisi.
Ma il problema non è fare o contrastare il proselitismo. La sfida è rappresentata dalla formazione culturale e dalla vita spirituale.
La novità del cristianesimo rispetto alla "legge antica" è rappresentata dalla testimonianza reciproca che Dio Padre rende a Dio Figlio, e che Dio Figlio rende a Dio Padre. Questa testimonianza il Signore Gesù ha lasciato ai discepoli col "suo testamento" : "amatevi gli uni gli altri come Io ho amato voi".
Nel comandamento nuovo è contenuta la novità di vita che investe l'economia, le relazioni, la cultura (scienza, filosofia, arte ossia creatività, ecc. ), i rapporti tra i popoli e tra le religioni.
Avere il coraggio dell'ascolto e della fiducia nell'altro. Passare dalla competizione alla collaborazione. Donare e ricevere vuol dire che posso imparare qualcosa dal diverso, e posso anche insegnare qualcosa al diverso. Come cattolici possiamo imparare qualcosa dai buddisti e dai musulmani, senza smettere di essere cattolici. Ma possiamo anche testimoniare qualcosa che buddisti e musulmani non hanno : la ricchezza del Vangelo la si può scoprire nelle parole come nelle opere.
Un contesto di concorrenza è in fondo migliore di un contesto di monopolio : si è indotti ad essere più vigilanti, più attenti, più coerenti, più rilevanti.
Occorre avere più fede nella forza trasformatrice del Vangelo. Occorre investire di più nella formazione : non solo testimonianza nelle opere, ma anche coraggio nel parlare con parresia, come parla il vangelo. In fondo le parole del Vangelo non possono essere staccate dalla persona di Gesù Signore. In ogni parola che diciamo, esprimiamo tutta la persona. Dobbiamo anche saper riconoscere che non viviamo il Vangelo come dovremmo : che non condividiamo abbastanza con chi ha bisogno, che preferiamo l'omertà invece di dire la verità con coraggio, che non educhiamo i bambini a stare in chiesa in silenzio, con rispetto, in preghiera ...
Insomma, da una crisi si esce, anzitutto riconoscendola, poi mettendo in atto i rimedi : il rinnovamento, la pratica di ciò che ci è stato insegnato. Non ci sarebbe più bisogno di droghe, di alcool, di divertimento scacciapensieri, se prendessimo sul serio l'ideale cristiano e cercassimo in ogni modo di praticarlo in ogni aspetto della vita.
Del diavolo si può dire che è l'avversario, in quanto tenta la persona e la induce al vizio. Di Dio si deve dire che mette alla prova (non tenta), ossia induce alla virtù. Ognuno può e deve imitare Dio, non l'avversario che si chiama diavolo.
Davvero la fine del monopolio cattolico potrebbe rappresentare l'inizio di una vita cristiana a tutto campo!
don Carmelo Guarini
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