martedì 16 dicembre 2025

Il simbolo e il calcolo

                                         

                         Dalla meditazione  all'azione  :  il percorso dal Medioevo alla Modernità


 Nell'età feudale (Medioevo) il simbolo è lo strumento di comunicazione  e di  scambio.

In età moderna strumento di scambio e di comunicazione è il calcolo. La misurazione numerica sostituisce il valore simbolico.

Ciò che si sottolinea in età moderna è l'azione.  Karl Marx lo eveva enfatizzato in un'espressione divenuta popolare : " Ciò che importa è cambiare il mondo, non  interpretarlo."  Ma è possibile un cambiamento senza un'interpretazione?  Paul Ricoeur lo ha fatto notare, sottolineando che c'è un conflitto delle intepretazioni tra ciò che hanno detto Marx, Freud e Nietzsche (economia -  inconscio -  nichilismo).  I maestri del sospetto hanno liquidato la fede, vedendovi in essa più una perdita che un guadagno.

Forse nel Medioevo la meditazione aveva bloccato lo sviluppo dell'azione; ma è anche vero che l'azione era stata sganciata dalla meditazione.  Ma nella Modernità l'azione si è persa nel calcolo, invece di approdare al dono, che è il calcolo incommensurabile.

E' stata la fenomenologia a porre l'evento - dono come punto di partenza della riflessione filosofica : la relazione viene prima del cogito individuale; la "fede percettiva" sta alla base della relazione. La domanda ora sarebbe : porre il calcolo o il dono come punto di partenza della relazione quali conseguenze comporta? In altri termini : si guadagna di più a porre il calcolo come punto di partenza della relazione oppure si perde? E' possibile che porre il dono come motore della relazione costituisca più un guadagno che una perdita?

Il dono conserva il valore simbolico della relazione nella Gegebenheit.  Il calcolo, con  la misurazione, annulla il valore simbolico, riducendo in tal modo la relazione a merce di scambio (Marx), rimuovendola dal cosciente (Freud), conducendola al nichilismo con l'esaltazione dell'Io (Nietzsche). 

Ciò che i maestri del sospetto non  avevano preso in considerazione : la persona umana è relazione. Perchè la relazione si sviluppi, occorre la fede percettiva.   La fede non è un'ingenuità;  non è neppure qualcosa di fantasioso; la fede riacquista forza proprio grazie al fenomeno-dono. La fede è un dono : in quanto si dona e si riceve è insieme azione che richiede riflessione e meditazione.  Il dono diviene il veicolo della relazione, capace di produrre pace invece di guerra, incontro invece di conflitto. Il dono non esclude il calcolo d'interesse, ma lo conduce al vertice, ossia dove il calcolo è incommensurabile!

                                            don Carmelo Guarini

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