domenica 28 dicembre 2025

La vita nuova

                 La trasformazione della vecchia vita nella  nuova suscita la domanda :

                                                    Dove mi trovo ?

                    Mi trovo dove non avrei voluto ?                         Chi mi ci ha condotto ?

Gragorio di Nazianzo, vescovo a Costantinopoli per soli tre anni, un ortodosso tra tanti ariani, nel 381 d. C. protagonista al Concilio di Costantinopoli, dove si dichiara la divinità dello Spirito Santo. Questo il giudizio che ha dato sui vescovi presenti al Concilio, secondo quanto scrive Jean Bernardi: " L'episcopato orientale, che Gregorio ha scoperto proprio a Costantinopoli, gli appare composto da notabili, dotati di qualità amministrative, ma che hanno raggiunto le  responsabilità ecclesiali senza la minima preparazione spirituale e senza formazione religiosa. Questi prelati respirano lo spirito del secolo: molti di loro autoritari e orgogliosi, hanno conservato le abitudini di lusso e fasto. Altri, arrivisti avidi di denaro e di potere, grossolani e senza cultura, hanno abbandonato da poco l'aratro o la fucina, portano ancora sul loro corpo le tracce infamanti della schiavitù e si sono arricchiti in modo disonesto. Dagli uni e dagli altri non c'è da aspettarsi nulla di buono. (...)  Sono tutti pronti a seguire la parola d'ordine del momento ...".  L'eresia ariana faceva da copertura all'avidità di potere e di denaro. Non i giochi di potere, ma lo Spirito Santo può garantire dottrina vera e vita nuova!

                                             Dove mi troverò ?

                                             Smarrirsi o ritrovarsi !

                                  Nasce una vita nuova, una fiducia nello Spirito. 

Camminare nella notte dell'antico senza paura e disperazione.   Camminare con la fiducia di ritrovarsi nella vita nuova,  nell'attesa dell'incontro.

                                           Smarriti nella notte -

                                       quando non c'è più sole e luce -

                                       come prima dell'inizio !

                                        Calunnia sonora : la lingua che uccide - non vuole imporsi il silenzio .

                                        Omertà : la lingua tace - e dovrebbe parlare!

                                        Il mondo antico - la vecchia vita,   si giustificano :

                                           così siamo - così rimaniamo!

La vecchia vita : sentirsi fuori posto, in un mondo assurdo, rassegnati e impotenti, troppo orgogliosi per chiedere un dono.

                                        Frastuono e tempesta :  ucciso il silenzio  -

                                        ubbriachi di droghe, alcool  e chiacchiere -

                                         e   alla vita nuova  addio.

La vita nuova : dove porta il cammino? Seguendo la stella , appare meraviglia. Senza speranza non s'accende il futuro.     Ancora la guerra?   Ancora la fame?    Ancora la morte procurata dall'odio ?  

                                         Dove porta il cammino?

                                          La via della giustizia : non è piana - non è sparsa di fiori.

                                          La via del perdono e della pace : coronata di spine,

                                          ma le rose tornano a primavera!

Camminare nella notte, senza avere neppure la luce della luna e della stelle, con una  debole  fiamma nel cuore, nell'attesa dell'incontro che non vedrà  la fine; neppure la morte potrà spegnerlo - è risorto  prima ancora della morte.

                                don Carmelo Guarini


giovedì 25 dicembre 2025

La novità del Natale

                                     La meraviglia appare se  una stella la mostra!

                                      Un cambio di sguardo, ed ecco l'incontro.

                                      In fondo la pace richiede una lotta -

                                       per non tornare più indietro.

La novità che Gesù Signore porta è l'uomo nuovo, non quello che obbedisce alla legge per avere una ricompensa, ma quello che ama perchè crede nella relazione.


Perchè si torna sempre alla guerra, all'avidità di denaro, al dominio sull'altro ? 

                                    

                                          Il troppo progresso che uccide lo spirito -      

                                           la vittoria della macchina,  per un uomo robot   -

                                           nessun uomo è un' isola,

                                           se non dimentica la relazione.


Perchè tornare all'antico dopo la novita di Gesù? Buttare all'inferno il meglio di tanti secoli ?


Manca la meraviglia. Vale la pena che torni la meraviglia e coloro che ancora si meravigliano.  Il lavoro, l'azione, l'iperattività, l'agitazione, le preoccupazioni sommergono, procurano naufragio alla natura e alla storia.

                                              Meraviglia : attenzione alla novità -

                                              per non restare immobili nel proprio sapere -

                                               l'antico ritorna per salvare  pigrizia -

                                               per dormire ancora, indifferenti all'alba.

Tornare alle origini, seguendo la stella che conduce all'incontro e svela ad ognuno il proprio destino. 

Non più rassegnati -  non più indifferenti : per scoprire il nuovo, una lotta per ricevere il dono della fiducia , pietra d'inciampo di ogni incontro autentico.

                     Buon Natale

mercoledì 24 dicembre 2025

Un motivo per non rassegnarsi

 La grandezza e la povertà (non la miseria) di una novità assoluta non sta nella vittoria o nella sconfitta ma nel fatto che si lotta senza fine per poterla incontrare. 

La logica seguita da un artista o da un mistico può essere diversa dalla logica seguita da uno scienziato,  ma l'esperienza che tutti seguono è quella di poter infine incontrare la novità incomparabile che si nasconde tra le pieghe della natura e della storia.

Perchè sono atterrato su questa terra, in questo tempo ? Il contatto con questa natura e con questa storia cosa realizza per la mia vita? Il destino è già tutto scritto o può esser forgiato e modificato?

Lo scienziato, l'artista, il mistico cercano nell'esperienza qualcosa di più della tecnica che caratterizza il lavoro di ognuno. Il motivo per cui il lavoro non è tutto sta proprio nel fatto che nega il mistero della vita e della morte,  della novità assoluta e della ricerca che non si rassegna al dominio, all'arroganza della ricchezza, alla storia che vuole tornare a vincere uccidendo - massacrando - impadronendosi con la forza di ciò che non è suo.

Chi non è scienziato, artista e mistico si rassegna a vivere di lavoro, per sopravvivere, rinuciando al supervivere. E avrebbe ragione ad accettare la vita in ciò che chiede di più normale se non fosse che in questo modo rinuncia alla novità, ossia alla ricerca di quel motivo che impedisce la rassegnazione.

Una vita senza ricerca del nuovo è continuazione dell'antico : giustifica la tradizione, ma rifiuta di tornare a quel momento rivoluzionario che ha dato origine alla tradizione. Ogni rivoluzione inizia con l'azione e prosegue con la narrazione. 

Per la vita contemplativa si tratta non di cogliere l'occasione ma di rispondere ad una  vocazione : mette al primo posto non la soddisfazione dell'Io ma la relazione con l'Altro.

Cosa racconta la vita contemplativa ? La storia di una relazione e di una comunità, non lo smarrimento dell'Io. Se racconta dell'Io, potrebbe dire soltanto che Esso è assurdo o mistero. Se è assurdo, non dovrebbe esistere. Se è mistero, occorre inventare una via che conduca alla rivelazione del mistero. Il percorso greco dalla tragedia alla filosofia ha condotto la ragione fuori dall'assurdo e l'ha introdotta alla soglia del mistero. 

" Chi fa la verità viene alla luce " : il Vangelo ha voluto unificare la pratica (il mettere in pratica) con la narrazione. L'esperienza diviene determinante : altrettanto si deve dire della motivazione. Se essa è retta, non si può dire che si sta perseguendo la pace facendo la guerra. La motivazione deve corrispondere all'azione.

Il ritorno ad Abramo, alla fede di Abramo : la novità della relazione col Padre e col figlio -  Dio non è più un padrone, ma un amico; il figlio non è più un olocausto da sacrificare, ma una vita da valorizzare. Il ritorno alle origini : una rivoluzione. Il ritorno a Gesù : non più la Legge che uccide, ma l'amore che fa vivere. La narrazione delle origini mostra la novità della storia che non si ripete.

                                                don Carmelo Guarini

venerdì 19 dicembre 2025

La novità non è un rammendo


 " Faccio una cosa nuova, non ve n'accorgete ?"  : così parla Dio tramite il profeta.

Dio fa nuova la realtà, rimette ordine, perchè la realtà di prima era stata messa in disordine. Ma questo ordine nuovo è rivelato non più nella legge, ma nell'amore.

" Chi fa la verità,  viene alla luce" , così l'apostolo ed evangelista che ha raccolto le parole più pregnanti  e sintetiche pronunziate da Gesù : amicizia, amore, verità, luce, vita, perdono (ossia il dono che persegue il fine supremo : la salvezza di tutti, anche quella del nemico ) , comunione e comunità.


In un presepe occorre metterci la croce, per liberare il  Natale dal sapore dolciastro e sdolcinato di un cambiamento di facciata o di una ripetizione abitudinaria che non vuole cambiare nulla. Purchè tutto rimanga sotto il nostro controllo, riusciamo a fare anche del Natale un rammendo. Tra i doni portati dai Magi alla Grotta non ci sono soltanto oro e incenso, c'è anche la mirra, il profumo per imbalsamare il cadavere. Ma la mirra non dice ancora tutto, nasconde qualcosa di essenziale della vita e della morte del Bambino, nasconde la Croce. 


                                           La pace non è un rammendo !

                                           La vita non è un rammendo !

                                           Natale non è un rammendo |


L'esperienza finisce per svelarci ciò che abbiamo cercato : la verità di noi stessi e degli altri, la verità della vita e della morte, del dolore e della felicità che passa, del desiderio che rimane. S. Agostino, commentando il salmo 37, scrive :  " Il tuo desiderio è la tua preghiera :  se continuo è il tuo desiderio, continua è pure la tua peghiera.  (...)   Ma v'è un'altra preghiera, quella interiore, che è senza interruzione, ed è il desiderio  (...)   La freddezza dell'amore è il silenzio del cuore, l'ardore dell'amore è il grido del cuore.  Se resta sempre vivo l'amore, tu gridi sempre; se gridi sempre, tu desideri sempre;  se desideri, hai  il pensiero volto alla pace. ".

                                            Il desiderio di pace è disarmato e disarmante!

    don Carmelo Guarini



mercoledì 17 dicembre 2025

Meditazione - silenzio, non rumore


 La narrazione di senso svuota il nichilismo : ogni evento ha un orizzonte di memoria e un orizzonte d'attesa. Il vuoto nichilista si riempie di senso se si collega il passato al futuro, la memoria all'attesa.

Il selfie e il like mostrano l'inutilità dell'incontro perchè svuotano dall'interno la relazione.   Si è spezzato il legame tra ciò che si vive e ciò che si narra;  questo legame è interiore, non può essere imposto dall'esterno, nè dalla piattaforma, nè dalle informazioni che fa transitare.

Silenzio e meditazione sono i due protagonisti dell'incontro, o meglio di ogni relazione che consente l'incontro.  Un Io isolato è un individuo che non si relaziona, che non ha passione per l'incontro.


Nel 1994 il Dalai Lama era stato invitato a Londra a tenere un seminario di meditazione sui Vangeli e su Gesù. La sua era una ricerca aperta. Quando gli venne chiesto cosa avrebbe voluto chiedere a Gesù se lo avesse incontrato, rispose : "Vorrei conoscere come intendi la natura del Padre.".  Ma ciò che i partecipanti cristiani al seminario hanno trovato interessante è stata la lettura o meglio la meditazione che il Dalai Lama ha fatto sui vangeli.  Diceva : "Credo che lo scopo di tutte le principali tradizioni religiose non sia di costruire grandi templi esteriori, ma di creare templi di pietà e di compassione all'interno di noi, nei nostri cuori.  (...)  Sono convinto che l'effetto sulla mente e sul cuore sarà tanto più grande se si abbineranno nella pratica quotidiana la preghiera, la meditazione e la contemplazione. Uno degli obiettivi e degli scopi più importanti della pratica religiosa è la trasformazione interiore della persona da uno stato mentale indisciplinato, incontrollato e distratto ad uno disciplato, controllato ed equilibrato. Una persona che ha  perfezionato la capacità di concentrazione avrà senz'altro maggiori possibilità di raggiungere l'obiettivo. Quando la meditazione diviene una parte importante della propria vita spirituale, si riesce a realizzare in modo più efficace questa trasformazione interiore. ".


Il rumore distrae, disorienta, finisce per creare  confusione tra ciò che è essenziale e ciò che è contingente, tra ciò che merita  che rimanga e ciò che è meglio che scompaia. Il silenzio, da cui nascono le parole vere,  non crea confusione quando parla di guerra e pace, di giustizia e di corruzione, di amore e di odio, di verità e di menzogne. La meditazione ricrea relazioni e comunità.

                                      don Carmelo Guarini

martedì 16 dicembre 2025

Il simbolo e il calcolo

                                         

                         Dalla meditazione  all'azione  :  il percorso dal Medioevo alla Modernità


 Nell'età feudale (Medioevo) il simbolo è lo strumento di comunicazione  e di  scambio.

In età moderna strumento di scambio e di comunicazione è il calcolo. La misurazione numerica sostituisce il valore simbolico.

Ciò che si sottolinea in età moderna è l'azione.  Karl Marx lo eveva enfatizzato in un'espressione divenuta popolare : " Ciò che importa è cambiare il mondo, non  interpretarlo."  Ma è possibile un cambiamento senza un'interpretazione?  Paul Ricoeur lo ha fatto notare, sottolineando che c'è un conflitto delle intepretazioni tra ciò che hanno detto Marx, Freud e Nietzsche (economia -  inconscio -  nichilismo).  I maestri del sospetto hanno liquidato la fede, vedendovi in essa più una perdita che un guadagno.

Forse nel Medioevo la meditazione aveva bloccato lo sviluppo dell'azione; ma è anche vero che l'azione era stata sganciata dalla meditazione.  Ma nella Modernità l'azione si è persa nel calcolo, invece di approdare al dono, che è il calcolo incommensurabile.

E' stata la fenomenologia a porre l'evento - dono come punto di partenza della riflessione filosofica : la relazione viene prima del cogito individuale; la "fede percettiva" sta alla base della relazione. La domanda ora sarebbe : porre il calcolo o il dono come punto di partenza della relazione quali conseguenze comporta? In altri termini : si guadagna di più a porre il calcolo come punto di partenza della relazione oppure si perde? E' possibile che porre il dono come motore della relazione costituisca più un guadagno che una perdita?

Il dono conserva il valore simbolico della relazione nella Gegebenheit.  Il calcolo, con  la misurazione, annulla il valore simbolico, riducendo in tal modo la relazione a merce di scambio (Marx), rimuovendola dal cosciente (Freud), conducendola al nichilismo con l'esaltazione dell'Io (Nietzsche). 

Ciò che i maestri del sospetto non  avevano preso in considerazione : la persona umana è relazione. Perchè la relazione si sviluppi, occorre la fede percettiva.   La fede non è un'ingenuità;  non è neppure qualcosa di fantasioso; la fede riacquista forza proprio grazie al fenomeno-dono. La fede è un dono : in quanto si dona e si riceve è insieme azione che richiede riflessione e meditazione.  Il dono diviene il veicolo della relazione, capace di produrre pace invece di guerra, incontro invece di conflitto. Il dono non esclude il calcolo d'interesse, ma lo conduce al vertice, ossia dove il calcolo è incommensurabile!

                                            don Carmelo Guarini

domenica 14 dicembre 2025

La meditazione

                     

                1994 : a Londra il Dalai Lama tiene per i cristiani alcune meditazioni su dei brani dei                                       Vangeli.


Nel libro Incontri  con Gesù - Una lettura buddhista del Vangelo, in prefazione Robert Kiely scrive :

                           " Per rispondere all'osservazione di alcuni che affermavano di non meditare perchè troppo impegnati, Sua Santità (il Dalai  Lama) ha raccontato la storia di un monaco che continua a promettere al suo pupillo di portarlo a un picnic, ma è sempre troppo occupato per farlo. Un giorno vedono una processione che segue un cadavere. "Dove sta andando?", chiede il monaco al suo pupillo. La battuta finale, rimandata almeno di cinque minuti, dopo che il traduttore, il pubblico e il quattordicesimo Dalai Lama smisero di ridere, era  "A un picnic". 


Rivalutando pranzo e meditazione, sorriso e lacrime, spingendosi oltre dualismo e manicheismo, avanzando nella vita per cercare armonia, trovandola nel silenzio e nello scambio di esperienze,  consiglio la lettura del libro  : 

                                                  Dalai Lama,  Incontro con Gesù - Una lettura buddhista del  Vangelo


La pratica della meditazione può dare slancio alle relazioni e alla comunità, perchè fa riscoprire anzitutto a colui che medita la propria interiorità, la fiducia nella propria coscienza e nel pensiero, oltre al rispetto per la coscienza e il pensiero dell'altra persona.


                                                  don Carmelo Guarini