lunedì 2 febbraio 2026

Un'economia nuova

                                   

                                                   Dono  o  calcolo ?

Il divario tra ricchezza e miseria non sono riusciti a colmarlo nè il marxismo-maoismo, nè la globalizzazione capitalista.  Non si potrebbe tentare di suscitare una cultura che in maniera volontaria affermi la generosità ?

Ha scritto Paul Ricoeur in un breve brano  La logica di Gesù : " L'etnologia ci parla di un'economia del dono, più antica di quella dello scambio. Ci parla anche di feste in cui gli uomini  gareggiavano in generosità ...".  Anche le feste religiose  sono state travolte dal consumismo, hanno perso la capacità di rigenerare comunità e di far rivivere relazioni autentiche.  Questo era infatti l'obiettivo fondamentale di una  festa : ricreare la comunità, rivitalizzare le relazioni.


                                                  Falso io e rete di relazioni

La festa rimetteva in gioco l'insolvenza strategica  della comunità : il ricco, che si era troppo arricchito,  ridonava al misero colpito dalla sventura   la speranza di un nuovo inizio.  La relazione veniva messa innnazi alle pretese spropositate dell'io individuale.        Il ricco e il misero riguadagnavano entrambi un posto onorevole nella comunità,  e la comunità poteva dire di aver ricompattato le relazioni al suo interno. 


                 Un'economia della generosità  potrebbe sostiruire un'economia dell'equivalenza

L'economia dell'equivalenza, fondata sulla merce di scambio, è degenerata prima nel capitalismo neoliberista, poi in quello finanziario (produzione di denaro, non più produzione di manufatti). Marxismo e comunismo hanno provato a creare un'economia diversa, ma non sono riusciti a superare l'economia dell'equivalenza : la dittatura di  classe e di partito non è riuscita nell'obiettivo di fare uguaglianza; gli oligarchi arricchitisi erano e sono  dirigenti di partito  o amici di questi, , mentre  gli  operai facevano e fanno fatica a sopravvivere.

                 L'unica alternativa al calcolo rimane l'economia del dono 

Per affermarsi questa nuova economia ha bisogno di cultura, di  intelligenza,  di spiritualità. Al contrario di ciò che aveva detto Marx, quando aveva posto l'economia a fondamento di tutto, e la politica che serve l'economia, soltanto il dono (libero e convinto) può imprimere una svolta decisiva all'economia. Si comincia dal poco  e dall'esercizio libero del dono; le relazioni autentiche fanno sì che quel percorso nuovo continui e giunga a tanti.

                                        don Carmelo Guarini

                                               

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