giovedì 2 aprile 2026

Sfida alla Storia

 

                Il Cristianesimo non è stato un mito; neppure ha sfidato la mitologia greca e romana. La Storia è il suo centro d'interesse.

La mitologia greca e romana era stata sfidata dalla fede di Abramo nel Dio Uno e dalla fede di Mosè nel Dio legislatore. La storia di Israele era stata segnata dalla fedeltà e dall'infedeltà : la scelta tra Dio e gli idoli era sempre stata ribadita dai profeti. Ma la fede d'Israele non sembrava capace di perseguire una Storia nuova : poco rivoluzionario  appariva il suo impegno nella Storia.

Il Cristianesimo, fin dagli inizi, ha voluto una Storia nuova. La sfida veniva dal suo fondatore : la storia antica era fatta di guerre, ricchezza, dominio, successo e celebrità; la Storia nuova doveva essere tutt'altro.

                 Quale sfida il Cristianesimo lanciava alla Storia?

I miseri e i ricchi venivano invitati entrambi a scegliere la povertà, considerata più grande della ricchezza. I dominatori potevano assumere un metodo nuovo per il protagonismo nella Storia: un servizio non da schiavi, ma da uomini liberi che intendono vivere la reciprocità dei doni. Per il fatto che non si nasce uguali ma diversi, ognuno può ,  attraverso il dono reciproco , ricevere e donare ciò che manca all'altro. Il comandamento nuovo è il dono di Gesù Signore al paganesimo e all'ebraismo.

                  Nel Medioevo la conversione dei popoli è stata di massa; a partire dalla Modernità la conversione diviene personale

La sfida del Cristianesimo alla Storia per oltre un milennio ha riguardato la conversione dei popoli; a partire dalla Modernità, quando viene in rilievo l'individuo, riguarda la conversione personale. Il motivo per il quale il Concilio Vaticano II ha voluto l'aggionamento dell'evangelizzazione e della catechesi risiede nel cambio d'interesse : ora la persona, non più un popolo, è soggetto di conversione al Vangelo. La rottura tra fede e cultura,  e tra Agàpe e Mondo, rottura che nella Modernità sembra approfondirsi, interpella la persona a scegliere.

                  Una nuova relazione Chiesa  -  Mondo 

La Chiesa sceglie non di contrapporsi al Mondo, giudicando e condannando, ma di dialogare con il Mondo, poichè lo considera  intellettualmente adulto, ma ancora esistenzialmente arretrato. Il Mondo non è ancora capace di considerare lo sviluppo, tenendo insieme la tradizione e l'avvenire  dello spirito. La Chiesa sbaglierebbe se si arroccasse in una tradizione di forme esteriori  e trascurasse l'essenziale dell'esperienza spirituale. "E' lo Spirito che dona la vita, la carne non giova a nulla." .   Questa parola del Vangelo è un invito a considerare l'evoluzione guardando alla realizzazione umana nel futuro più cha a ciò che si ritiene sia avvenuto nel passato. Si diviene liberi di scegliere quando si è privati di tante condizioni esteriori, divenuti condizionamenti della libertà. La distanza tra Chiesa e Mondo si accorcia se si tiene presente ciò che diceva sant'Agostino: "La Chiesa ha figli fra i suoi nemici e nemici fra i suoi figli.". Lo Spirito agisce senza  condizionamento  dell'organizzazione, anzi ricrea ciò che il fare troppo umano demolisce!

                                                don Carmelo Guarini

martedì 31 marzo 2026

L'Ideale e il Reale

 

                    Perchè l'amore e la guerra sono sempre in lotta ?

Nei tempi storici nei quali non è venuta meno la fiducia nella giustizia e nella libertà, è il Reale che ha salvato l'Ideale. 

Nei tempi storici nei quali la violenza ridiventa il motivo dominante del Pensiero e dell'Azione, soltanto l'Ideale può salvare il Reale. Ma proprio in questi tempi il Pensiero, che ha sempre il primato sull'Azione, perde  forza; e l'Azione finisce con l'imporre la forza irrazionale.

                  Non siamo ancora alla fine della Storia, ma un cambiamento radicale incombe

Fino a quando la Storia non sarà finita, l'Ideale e il Reale rimarranno mischiati tra i popoli e nelle culture, come il puro e l'impuro in ogni persona. Bisogna attendere la morte per vedere la trasformazione radicale del tempo nell'eterno, del potere della forza nel potere della giustizia, della vita biologica nel corpo spirituale, del Reale nell'Ideale. Si può dire con certezza : questa vita temporale può essere  Reale ma con certezza non è ancora l'Ideale. Continuerà ancora nella Storia la lotta tra l'assurdo e il mistero : al Pensiero è richiesto lo sforzo di essere imparziale, per cogliere e riconoscere le ragioni di coloro che si sentono eletti e di coloro che si credono scartati.

                 Gli estremi della guerra : eletti e scartati

Che ci siano eletti e scartati è più un mistero che un assurdo. Non può essere un assurdo per logica, per il principio di non-contraddizione ( Ciò che esiste non può allo stesso tempo non-esistere ). Che sia un mistero lo si può vedere nei fatti : spesso gli eletti non raggiungono ciò che desideravano (un improbabile e un imprevedibile toglie loro la vittoria); e gli scartati, che sembrano destinati alla sconfitta perchè non hanno in mano le carte per vincere, oppongono la dignità e la libertà alla violenza, e non s'arrendono all'invasore. 

                  L'Ideale volge in meglio ciò che il Reale ha distrutto

Non per ottimismo, ma per azione storica, l'Ideale non da tregua al reale : tra Greci e Persiani dopo Maratona c'è Salamina; e tra Romani e Cartaginesi dopo Sagunto e Canne c'è Zara. Chi è stato sconfitto e sembra scartato, trova nell'Ideale della libertà e nell'onore della giustizia il modo per ridare il primato all'Ideale. Chi s'arrende al Reale non s'è mai posto la domanda: il Reale è veramente tale oppure è una finzione (una menzogna) dell'Ideale ?

                               don Carmelo Guarini

                  

                    

domenica 29 marzo 2026

Pace e vita cristiana

 

                       Clima di guerra : svalutata la pace, la dignità del lavoro, la relazione tra i popoli

" Il 30 agosto 1939 Einstein scrisse a Roosevelt che era possibile costruire la bomba atomica. " .  Husserl aveva già pubblicato La crisi delle scienze europee ... , dove evidenziava il fatto grave della rottura tra comunità politica e comunità scientifica, e la frammentazione di vedute all'interno della stessa comunità scientifica. Il primo fatto grave : la comunità scientifica frammentata non decide all'unanimità di abbandonare la ricerca della costruzione della bomba atomica. 

                     La pace si costruisce ridando dignità al lavoro e curando le relazioni tra i popoli

Se si vuole la pace, non bastano le parole, occorrono fatti coerenti. Quei cristiani che oggi parlano di AntiCristo e poi sono per la guerra, utilizzano la religione per fini politici ed economici, ma non mostrano nessuna volontà di vivere il Vangelo. Ricchezza e potere si accompagnano in ogni epoca storica. Lo vediamo anche ai nostri giorni : la guerra diviene un mezzo per fare soldi. La piattaforma delle scommesse dagli Stati Uniti sta dilagando in Europa. La ludopatia s'accompagna alla guerra : attraverso le scommesse ci si arricchisce. Il lavoro perde dignità. Le relazioni tra i popoli vengono regolate dalla forza delle armi, non più dalla ragione e dal diritto internazionale.

                   Il nostro è un momento della storia nel quale occorre scegliere tra il tutto e il nulla

Forse abbiamo pensato che il ritorno della barbarie non fosse più possibile. Un progresso indefinito, un'evoluzione pensata tutta in termini di avanzamento : questo è stato un inganno di pensiero della modernità. Non solo è possibile l'involuzione, ormai sappiamo che la distruzione della vita e dell'umanità è a portata di guerra e di bomba. Giocare sporco  con la vita e con la pace è davvero un'azione di autodistruzione. 

                   Il popolo eletto, il popolo nuovo è il primo a portare la pace

Siamo a questo punto : la dignità del lavoro e le relazioni umane di qualità sono l'antidoto alla guerra e alla ludopatia. Come si può lottare contro questa duplice alleanza tra guerra e finanza? Soltanto chi trova la pace e la dignità in se stesso, ogni giorno, non s'arrende alla guerra e alla distruzione della dignità del lavoro e delle relazioni autentiche! Unire le forze : avere il coraggio di parlare chiaro contro la barbarie!  

Se oggi ci manca qualcosa è l'intelligenza naturale; quella artificiale la si usa più per distruggere che non per sviluppare umanità!

                                  don Carmelo Guarini

mercoledì 25 marzo 2026

La prospettiva relazionale

 

                   La meccaniva quantistica afferma che il mondo è probabilistico

Niels Bohr ha scritto : " Non c'è un mondo quantistico. C'è solo un'astratta descrizione quantistica. E' sbagliato pensare che il compito della fisica sia descrivere come la Natura è. La fisica si occupa solo di quanto possiamo dire della Natura. "

E Carlo Rovelli aggiunge : " La più efficace e potente teoria scirntifica che l'umanità abbia mai prodotto è un mistero. "   ( in Helgoland, 49).

La scienza che dichiara l'esistenza del mistero piuttosto che dell'assurdo nel mondo è in dialogo con la filosofia. Quello che la meccanica quantistica non riesce a descrivere è l'improbabile!

                   La teologia afferma che più radicale del probabile è l'improbabile

L'improbabile è l'imprevedibile.  Occorre distinguere tra Weltgeist (spirito del mondo) e Welt der Geist (mondo dello spirito). Il mondo dello spirito è ancora poco studiato sia dagli scienziati che dai filosofi. La teologia l'ha studiato solo in margine : la mistica non è stata considerata ragionevole negli studi teologici. Ma  già troviamo in un frammento di Eraclito : " aphanès phanerés Kreissòn " .   L'invisibile è molto più del visibile. La mistica penetra nell'invisibile : è lì  che va studiata!

                   La filosofia è necessaria alla scienza : lo si vede nei momenti della crisi

Il mondo fisico descrive dei segni. Il mondo metafisico cerca di trovare il significato e il fine.  Perchè Oppenheimer (insieme ad altri fisici) ha costruito la bomba atomica? Non aveva coscienza di ciò che stava costruendo ?  L'antropologia e la teologia sviluppano il mondo dei significati, vogliono trovare  il fine delle azioni umane.

Quale filosofia è sottesa nella teoria di Darwin ? La sua è un'evoluzione retrospettiva, ossia guarda al passato. L'evoluzione di Teilhard de Chardin è prospettiva, ossia guarda al futuro. E' interessante notare che Darwin nell'Autobiografia ha confessato di non aver approfondito il mondo dello spirito (arte: musica, pittura ...).  possiamo dire che Darwin ha sviluppato l'evoluzione nella biosfera, ma non nella noosfera.  L'approfondimento del pensiero e dell'amore : filosofia e teologia indagano la noosfera. E' chiaro che tra biosfera e noosfera esiste una relazione, ma i due ambiti non vanno confusi nè sovrapposti.  Come la filosofia e la teologia non possono fare a mano della fisica, così anche la scienza non può disinteressarsi della filosofia e della teologia. La cosmologia, l'antropologia e la teologia seguono ognuna un percorso proprio, ma non possono ignorare ciò  che accade di nuovo nelle altre.

                         don Carmelo Guarini

lunedì 23 marzo 2026

La relazione nella meccanica quantistica

 

                     L'opposizione  salva il principio di non-contraddizione

Opposizione e contraddizione non sono e non dicono la stessa cosa. Nietzsche aveva ricordato che non si può fare filosofia senza filologia. Aristotele, prima di lui, aveva detto la stessa cosa: il rigore dei termini consente meno confusione e più chiarezza.

Ha scritto Carlo Rovelli in Helgoland , nella nota a p. 89 : " Il problema della meccanica quantistica è la contraddizione tra due leggi : una descrive cosa succede in una misura, e l'altra l'evoluzione unitaria. L'interpretazione relazionale è l'idea che siano entrambe corrette : la prima riguarda gli eventi relativi ai sistemi in interazione, la seconda gli eventi relativi ad altri sistemi. ".

              Il prof. Rovelli mi consenta di spiegare la differenza di significato tra opposizione e contraddizione. Hegel aveva scritto che "la contraddizione è l'anima della realtà. ".  O almeno così avevano tradotto Hegel in Italia. Ma Hegel non può aver identificato opposizione e contraddizione : sarebbe incorso in un errore di logica. Il principio aristotelico di non- contraddizione rimane un fondamentale per descrivere e spigare l'ordine esistente in Natura : diversamente il disordine avrebbe la possibilità di disintegrare l'ordine. Romano Guardini aveva chiarito ciò che Hegel aveva forse lasciato all'oscuro: l'opposizione si spiega come l'esistenza del polo nord e del polo sud, entrambi esistono ma sono opposti. Altra cosa è la contraddizione!


                 La prospettiva relazionale rimette in gioco ciò che sembra contraddittorio

La scienza che contraddice la teologia  -  La scienza che mette fuori gioco la filosofia.   Questo è successo negli ultimi secoli. La teoria della meccanica quantistica sconvolge un sistema di pensiero : ossia la realtà non è come ci appare, appunto.

Ha scritto Rovelli nella prefazione a Helgoland :" La teoria (quantistica) suggerisce strade nuove per ripensare grandi questioni, dalla struttura della realtà fino alla natura dell'esperienza, dalla metafisica fino, forse, alla natura della coscienza. " (p. 13)

Il non-essere non è il nulla. Il vuoto, che non è il nulla, esiste, come aveva dimostrato Pascal. Il non-essere è il modo in cui l'uno dona all'altro la possibilità di essere (o di esistere).  Agostino d'Ippone, parlando del peccato e della grazia, aveva evidenziato che non possono esistere contemporaneamente : se c'è l'uno, non può esserci l'altra. Ma la grazia può prendere il posto del peccato. Dice : "felice colpa", dal momento che la grazia opera ciò che sembrava imprevedibile.  il prevedibile obbedisce ad una logica del continuo. L'imprevedibile giunge come un evento di discontinuità. Il dono (la grazia) è un evento di discontinuità : giunge non in ragione di un calcolo, ma per una sovrabbondanza d'amore. Il pensiero e l'amore sono due dimensioni di due civiltà, quella greca e quella ebraica.  Il cristianesimo ha tentato di metterle insieme, ma non sempre è riuscito, sporgendosi troppo o da una parte o dall'altra. L'imprevedibile è ancora un dono che corregge l'errore! Nella Crisi delle scienze europee ...  Husserl aveva osservato che la vita ( la Lebensewelt) è il terreno comune per ricostruire le relazioni tra comunità scientifica  comunità filosofica; il come è il vivere comune (MiteinanderLeben). Questo vivere comune che si è rotto, occorre ricostruirlo. Nella Quinta delle Meditazioni cartesiane indica il metodo o la strategia : la Gegebenheit, ossia la donazione, supera la contrapposizione. E' sempre il lavoro di squadra l'arte che consente di raggiungere ciò che la contrapposizione e  la guerra disintegrano.

                                            don Carmelo Guarini


venerdì 20 marzo 2026

Un metodo in azione : l'inazione

 

                  Quando si vuole raggiungere un obiettivo o un risultato, ci si chiede: quali mezzi ho a disposizione per agire?

Se voglio raggiungere la pace, so che non posso moltiplicare le azioni di guerra, capisco che devo tenere presente l'interesse dell'avversario e non il mio solo interesse. Se voglio la salute per una malattia, capisco che devo evitare altre malattie; tuttavia, se ad una malattia fisica si aggiunge una malattia della psiche ( depressione, collasso psichico per aver ideato una prestazione oltre il limite, ...), quale mezzo ho a disposizione per superare l'ostacolo?

                  L'inazione non è la rinuncia ad agire, è piuttosto un super-agire

Ha scritto Jean Guitton in Ritratto di Marthe Robin : " La malattia sopprime i nostri mezzi d'azione, ma ne crea altri, poco capiti e poco studiati. Ci sono anime che si dedicano all'azione esteriore, ma ce ne sono altre, numerose, votate all'inazione. Le une come le  altre lavorano in un campo vasto e sconosciuto. Tutto si completa. ". 

Tutto si tiene, perchè nulla di ciò che accade è inutile. Bisogna sempre riuscire a trovare l'intelligenza e la concretezza di ciò che accade. L'impotenza dei mezzi materiali permette di scoprire la potenza dei mezzi spirituali, se si riesce a vedere una grazia nella disgrazia. Perciò Agostino d'Ippona diceva : felice colpa, che ci ha meritato il Salvatore. 

                 Le circostanze non solo restringono la scelta, ma offrono l'opportunità di concentrazione sull'unica scelta possibile

Quando non c'è più possibilità d'azione, la scelta della non-azione diviene il colpo di genio che crea la svolta.

La riforma di papa  Gregorio VII (Ildebrando di Soana) sarebbe rimasta un atto di sapienza sulla carta se non fosse stata accompagnata da una testimonianza. Una molto efficace, per il movimento che creò nell'intera Europa cristiana, fu l'assassinio di Thomas Becket  nella cattedrale di Canterbury : da tutto il vecchio continente un pellegrinaggio incessante sul luogo del vescovo martire. Testimone della libertà della Chiesa e del cristiano di fronte all'accumulo di potere e di ricchezza. 

Il messaggio di Gesù sulla povertà sarebbe rimasto irrilevante  ( scritto nei Vangeli, ma non vissuto ) se non ci fosse stato Francesco d'Assisi a mostrare la differenza tra un miserabile (un disgraziato) e un povero (uno che ha scelto la povertà). Senza la testimonianza di Francesco d'Assisi, la Chiesa sarebbe stata piena di miserabili e priva di poveri!

                 La testimonianza è la dimensione laica della risposta alla chiamata : il sacrificio di sè declericalizza l'intelligenza del peccato e della grazia.

La testimonianza di Agostino d'Ippona riguardo al peccato e alla grazia esprime la dimensione laica (battesimale) : il peccatore toccato dalla grazia mostra più gratitudine e più amore verso coloro che sbagliano che non tanti giusti che condannano i peccatori!  L'inazione di Marthe Robin diviene più efficace dell'azione di tanti : prende su di sè il fardello di chi è incappato nei briganti, lascia a Gesù la possibilità di fare ciò di cui il mal capitato ha bisogno.

                               don Carmelo Guarini


mercoledì 18 marzo 2026

Una sapienza per azione

 

A Betania, nell'incontro con Marta e Maria, Gesù ha evidenziato la giusta relazione tra la contemplazione e l'azione, togliendo sia ai conservatori sia agli innovatori la rivendicazione di un primato che saprebbe troppo di individualismo narcisistico.

                  Le aspettative eccessive di conservatori e innovatori nei riguardi del Concilio Vaticano II

Conservatori e innovatori cadevano nello stesso errore riguardo al Concilio : i primi si aspettavano un ritorno quasi magico al passato, per i secondi la novità sembrava già compiuta.  Sia gli uni che gli altri staccavano l'evento dal mistero dell'Incarnazione e della Pasqua di morte e resurrezione. Il cammino di santificazione è necessario per il rinnovamento.

                  La sapienza e l'azione in Giovanna d'Arco e in Teresa di Lisieux

Perchè Giovanna e Teresa sono state accolte dai laici e dai moderni prima che dal clero? Risponde Guitton : l'amore che hanno mostrato verso la condizione terrena e l'umanità è stato ricambiato con un amore altrettanto spontaneo dei lontani. 

Giovanna d'Arco non ha avuto timore di buttarsi nella guerra dei cento anni tra Francia e Inghilterra : lo ha fatto cercando sempre la "corrispondenza tra la voce dello spirito e l'evento". In Francia anche gli atei e gli anticlericali la onorano come madre della patria. Il processo e il rogo non  hanno tolto nulla al suo eroismo, anzi l'hanno reso più cattolico; i suoi carnefici sono stati coloro che difendevano il potere temporale e la tradizione ecclesiastica. 

Il genio di Teresa di Lisieux, secondo Guitton, sta nell'aver  fatto dell'amore il fattore risolutivo di tanti problemi che avevano suscitato controversie. L'interesse, il gioco e l'abbandono sono così intrecciati da far cadere il rigorismo giansenista e il lassismo molinista. All'imperativo kantiano del dovere, Teresa sostituisce il gioco dell'amore come uno "sforzo senza sforzo". Alla fede consolatrice Teresa sostituisce la pura fede, che è l'equivalente del puro amore.

                 La comunità creativa più efficace dell'istituzione : Caterina da Siema e Francesco d'Assisi

Caterina, dall'esperienza di solitudine vede nascere l'allegra brigata, una piccola comunità che accompagna la sua missione politica :  riportare il papato da Avignone a Roma, mettere pace tra i principati e le città italiane in guerra. I suoi sono mezzi poveri, come quelli messi in campo da Francesco d'Assisi, ma sono mezzi dello Spirito e non tardano a portare frutto. Anche Francesco dalla solitudine con Dio vede nascere la comunità. Cosa manca alle comunità istituzionalizzate della Chiesa? Il fuoco e sangue di Caterina, il Vangelo sine glossa di Francesco. Nè Caterina nè Francesco vogliono altra regola se non quella del Vangelo : lì c'è già tutto, vale per il passato come per il futuro. Il Vangelo nel momento presente è la sapienza in azione che è comune sia alle due sante francesi sia ai due santi italiani. 

Una sapienza in azione : un interesse ossessivo manca il raggiungimento dell'obiettivo; il gioco viene liberato dalla passione attraverso il distacco e la gioia; la perfetta letizia nel vivere le beatitudini rende leggero il fardello della croce.

                                      don Carmelo Guarini

lunedì 16 marzo 2026

La liturgia dell'esistenza

 

                      Una spiritualità del presente, non del passato

Jean Guitton ha scritto nel suo Il genio di Teresa di Lisieux : "  L'idea di Merezkovskij  è che Giovanna (d'Arco) e Teresa (di Lisieux)  sono le due sante più moderne, più rivoluzionarie, d'una rivoluzione che appena adesso comincia e c'introduce in un'epoca nuova. ".  Una spiritualità che aspiri ad annunziare il Vangelo agli uomini del proprio tempo non può accontentarsi di essere in linea con la tradizione : Paolo non avrebbe guadagnato i pagani se fosse rimasto un ebreo cristiano!


                    La spiritualità medioevale :  vivere per il Cielo e sorvolo della terra

Nel Medioevo l'amore per Dio sorvola sull'amore per il prossimo, quando invece, seguendo l'insegnamento di Gesù Signore, i due amori dovrebbero essere un unico amore. La condizione terrena è ancora svalutata : la teologia non ha portato alle estreme conseguenze il fatto dell'Incarnazione.  Il Dio trascendente non è ancora riconosciuto come il Dio immanente. Ma Gesù Signore è proprio il Dio immanente, Dio che è entrato nella Storia.

Ha scritto ancora J. Guitton, citando Merezkovskij : " Da questo mondo verso l'altro mondo, dalla terra verso il Cielo : tale è il cammino ascendente di tutti i santi. Solamente Giovanna e Teresa percorrono una via inversa, che scende dal Cielo alla terra, dall'altro mondo verso il nostro. Questa santità al rovescio proviene dal singolare fatto che non è stata la Chiesa, nella sua rinuncia al mondo, ma è stato il mondo, che abbandona la Chiesa, ad accorgersi ed amare per primo queste due sante.  Entrambe amano il mondo dominato dal Male e il mondo le ama. ".


                  La spiritualità moderna è più vicina al comandamento nuovo : se ami,  sei riamato

Non l'immaginazione ma il Vangelo vissuto può rendere l'esistenza una liturgia : dal tempio alla piazza e alla casa.   Nel Medioevo soltanto nel tempio non si poteva uccidere, fornicare o rubare; con facilità lo si faceva in altri luoghi chiusi o aperti. Ora, nella Modernità, l'amore reciproco sperimentato nella liturgia del tempio occorre portarlo nella liturgia dell'esistenza. Nel Medioevo la santità la si poteva trovare ordinariamente nei monasteri e nei conventi, nel clero più che nel laicato. Nella Modernità non valgono più i ruoli quanto il vissuto: appare con più chiarezza che la Legge e la Ragione non riescono a salvare; solo  l'amore riesce a donare salvezza. La novità portata da Gesù Signore diviene più evidente, come le sue parole : " Non sono venuto per giudicare il mondo, ma per salvarlo. ".  Certo, l'uomo moderno può apparire sconcertante più che rassicurante : preferisce la velocit e allo stesso tempo la sicurezza,  crede nel potere e nella ricchezza e allo stesso tempo vorrebbe ala libertà, vorrebbe una comunicazione autentica ma ha troppa fiducia in se stesso; continua a sviluppare tecnologia e grandinvenzioni ma li usa per distruggere e fare guerre.  Tuttavia questo Mondo va amato e salvato, non condannato : su questo terreno si possono incontrare cristiani e moderni!

                                      don Carmelo Guarini

venerdì 13 marzo 2026

Vicini e lontani

 

                                 La missione  è  liberazione  da ogni fardello che impedisce di camminare insieme

Jean Guitton, in Dialoghi con Paolo VI, ha riportato il brano di un discorso del card. Montini allora arcivescovo di Milano, in occasione di una missione cittadina:

" Quale solitudine talvolta nella casa di Dio! ...  Se una voce si potesse far pervenire a voi,     figli lontani, la prima sarebbe quella di chiedervi amabilmente perdono. Si, noi a voi, prima che noi a Dio. Quando si avvicina un lontano non si può non sentire un certo rimorso. Perchè questo fratello è lontano? Perchè non è stato abbastanza amato! Non è stato abbastanza curato, istruito, introdotto nella gioia della fede. Perchè ha giudicato la fede dalle nostre persone; e dai nostri difetti ha imparato forse ad aver noia, a disprezzare, a odiare la religione.  Perchè ha ascoltato più rimproveri che ammonimenti e inviti.   (...)  Ebbene, se così è, fratelli lontani,  perdonateci. Se non vi abbiamo compreso, se vi abbiamo troppo facilmente respinti, se non ci siamo curati di voi,  se non siamo stati bravi maestri di spirito e medici delle anime;    se vi abbiamo trattato con l'ironia, con il dileggio, con la polemica, oggi vi chiediamo perdono  ...". (p.  79-80)


                                  La testimonianza di vita deve sempre accompagnare l'annunzio della Parola

L'annunzio del Vangelo non può mai essere separato dal vissuto, perchè proprio nel modo di viverlo si trova la prova della vita autentica.  Non ci si può mai accontentare di una vicinanza esteriore, se questa non esprime l'amore autentico per l'altra persona. Così non è consentito  di lasciare che l'amore resti chiuso nell'interiorità. Raggiungere vicini e lontani con l'intenzione e con l'azione : l'intenzione dev'essere sincera, senza interesse egoistico; l'azione deve donare ciò che serve al bene materiale e spirituale dell'altro.


                                  Il Vangelo rende prossimi i vicini e i lontani

Gesù, nella sua predicazione e nella sua azione, ha sempre reso più prossimi i giusti e i peccatori, i dottori della legge e gli eretici, gli eletti e gli scartati; ha donato a tutti, facendo sentire ad ognuno l'amore di Dio.

                                     don Carmelo Guarini


                                 

martedì 10 marzo 2026

Corpo mistico

 

                   Il corpo mistico evidenziato dall'esperienza mistica

Seguendo il dibattito sulla mistica, agli inizi del Novecento, tra Bergson e Peguy, ci si rende subito conto della diversità nel loro percorso  : quella di Bergson è una mistica dell'individuo, quella di Peguy una mistica sociale. Bergson ha ragione nel prospettare la percezione mistica da parte del corpo biologico come un'estensione della memoria nella materia, o ad un ritorno della materia alla memoria primordiale, ma l'evoluzione guarda all'individuo non alla specie umana.  Peguy ha ragione quando dice che la scomparsa della mistica primordiale è stata il frutto della dimenticanza del legame tra una generazione e l'altra:  la generazione che ha posto le domande e quella successiva che ha tentato le risposte.


                 La mancanza di una strategia del corpo mistico nell'evangelizzazione e nella catechesi dipende dalla frammentazione del pensare, dell'agire, dell'amare.

  L'incapacità di creare obiettivi comuni aumenta la competizione tra individui e diminuisce la cooperazione che dovrebbe portare ognuno a vivere più intensamente la comunità. Il primo passo che la catechesi dovrebbe compiere sarebbe quello di passare dalla massa alla persona. La Francia, che da oltre un secolo si percepisce come "paese di missione" cristiana, ha visto questo passaggio alla formazione  personale  come un segno del tempo; perciò vede in questi anni giovani e adulti che chiedono di far parte della comunità non per la fede della nonna ma per la propria ricerca personale.


                   Rientrare in sè e uscire da sè sono due movimenti di conversione : fanno dell'io un essere in relazione

Nel rientrare in sè la coscienza sperimenta la relazione tra il corpo biologico-psichico e lo spirito :  il corpo spirituale percepisce se stesso come vincitore della morte rispetto al corpo biologico  mortale.  Nell'uscire da sè la coscienza incontra il mondo della natura e il mondo della cultura: la resistenza che la natura e la storia oppongono alla trasformazione pongono la persona di fronte alla necessità dell'esperienza spirituale.  Il rientrare in sè e l'uscire da sè non sono contrapposti, non devono formare un dualismo; devono trovare una via di unificazione del soggetto. Qual'è questa via di unificazione ? Proprio l'incontro con l'altro, la relazione. I due processi sono complementari : più mi unifico in me stesso quanto più approfondisco la relazione di comunione tra persone; più cresce la relazione di comunione tra persone, più approfondisco in me lo scambio tra interno ed esterno. Il dono di sè, non il calcolo, è il primo interesse da coltivare!

                          don Carmelo Guarini      

sabato 7 marzo 2026

La Storia e la Parola

 

Scriveva Merleau-Ponty nella prefazione a Segni : " A coloro che hanno perduto tutto  la Storia toglie ancora qualcosa, mentre continua a darlo a coloro che hanno preso tutto.". 

                                  

                                 La Storia non pratica la giustizia

Karl Marx aveva detto che " la filosofia non deve interpretare la storia, ma trasformarla ".  E tuttavia ha fatto del comunismo un interprete sbagliato della storia. Affermazione rivoluzionaria quella di Marx, e tuttavia deve constatare che la storia non obbedisce alla parola.


                                  Il fondamento teorico e pratico della filosofia e della teologia : la relazione tra soggetti

Autonomia o eteronomia ? Si chiedeva Kant nella Critica della ragione pratica. Ma lo stesso interrogativo potrebbe valere per La critica della ragion pura : il principio primo è la relazione reciproca tra soggetti oppure il totalitarismo del soggetto? 

Non esiste l'alternativa tra autonomia ed eteronomia della persona, la quale non esiste se non in relazione all'altra persona.           La relazione reciproca sta all'inizio della storia : questa è l'affermazione del Logos. Se nella Storia si afferma il totalitarismo del soggetto, è perchè questi non ha obbedito alla Parola.


                                   La Parola trasforma la Storia : la testimonianza di Thomas Becket (1162-1170: otto anni per vincere col martirio una persecuzione della Storia)

La Parola sfida la Storia proprio sul terreno che la Storia predilige : la ricchezza, il potere, le guerre, il diritto. Negli anni 1162-1170 la Storia mette in scena alcuni attori che devono scegliere tra la fede nella relazione ed il totalitarismo del soggetto che intende dominare da solo. Attori sono: il papa Alessandro III, il re d'Inghilterra Enrico II, il re di Francia Luigi VII, l'arcivescovo di Canterbury Thomas Becket. T. Eliot ha raccontato in Assassinio nella cattedrale il dramma di T. Becket, che non si era voluto arrendere alle pretese autocratiche del Plantageneto : in primo luogo aveva rinunciato ad essere cancelliere del regno quando era stato eletto arcivescovo di Canterbury (il conflitto d'interessi gli avrebbe impedito di compiere nella giustizia l'uno e l'altro compito), in secondo luogo aveva rivendicato l'autonomia della Chiesa rispetto al Regno (il diritto canonico aveva compiuto l'ingente sforzo di superare la discordanza dei canoni). Dopo il ritorno dall'esilio in Francia, quattro cavalieri del regno d'Inghilterra lo uccisero nella cattedrale di Canterbury. La Storia non s'arrende alla Parola se non di fronte alla testimonianza estrema del donare la vita sino alla morte. La fedeltà di Thomas Becket alla Parola ha impresso una svolta alla Storia non solo nel regno d'Inghilterra, ma anche in Francia, nello stato pontificio e nel sacro romano impero, per qualche secolo.

                             don Carmelo Guarini

                                

mercoledì 4 marzo 2026

Ardimento o prudenza ?

 

                                    Le persone libere sono poche

La maggior parte della gente preferisce le sicurezze del sistema : la comodità e il cinismo creano dei vantaggi e allontanano i guai. Dietro la presunta umiltà e lo sfoggio di prudenza si nasconde un certo opportunismo inconfessato "Speriamo che me la cavo!".


                                    Le persone libere sono poche

Una persona libera non s'accontenta di una risposta scontata, pone sempre un'altra domanda. Non s'accontenta neppure di una facile concordanza tra ciò che accade all'esterno e ciò che muove l'interno. Non lascia che vada perduto ciò che nel passato le persone libere hanno evidenziato: la distanza tra l'ideale e ciò che si riesce a vivere.


                                    Perchè preferire l'ardimento alla prudenza ?

L'ardimento non è di chi scatena una guerra, piuttosto è di chi oppone resistenza.

L'ardimento non è di chi si arrichisce depredando e  accumulando, semmai di chi sa trasformare la miseria in una scelta di povertà.

L'ardimento non è di chi usa il potere per dominare, ma piuttosto di colui che sopporta il dominio con dignità e lo trasforma in strumento di liberazione, impedendo al dominatore di averla vinta.

Testimonianze ne possiamo trovare tra artisti e santi, che senza creare opposizione tra buoni  cattivi sono riusciti, senza condannare la prudenza, a far vivere l'ardimento.

Filippo Brunelleschi riuscì a tenere insieme l'ingegnere e l'artista : la cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze è una prova concreta che il calcolo e la bellezza possono convivere.

Francesco d'Assisi fece della povertà un ideale : usò nei confronti di istituzioni della ricchezza una lotta non violenta, credendo però sine glossa all PAROLA del vangelo "il regno dei cieli è dei violenti".

Gioacchino da Fiore ardì parlare di un'epoca dello Spirito Santo, ma non volendo togliere nulla alla divinità del Padre e del Figlio; anzi fece della povertà del Padre e del Figlio una scelta di vita, non un discorso retorico.

                                L'ardimento lascia alla prudenza la libertà di riflettere e di verificare : il tempo dirà ciò che è rimasto (e ciò che non è riuscito a rimanere) e il giudizio di Dio sarà diverso dal giudizio degli uomini.

                                         don Carmelo Gurini

lunedì 2 marzo 2026

L'io autentico

  

                                      Dove troviamo l'io autentico ?

Facciamo esperienza di un io corporeo, ossia di una vita biologica; sperimentiamo anche un io psichico ossia una vita della psiche. Ma sia l'una che l'altra le vediamo soggette al cambiamento, ad una decrescita che conduce inevitabilmente alla morte.  E' possibile allora immaginare un percorso che sperimenti una crescita effettiva dell'io?


                                       L'io autentico e la pratica spirituale

Nel vocabolo Unheimliche  Freud aveva lasciata aperta la possibilità di un duplice significato :  inquietante estraneità  -  inquietante familiarità. La narrazione dell'io biologico e dell'io psichico si presta all'interscambiabilità dell'inquietudine. In fondo la pretesa familiarità dell'io biologico e dell'io psichico è spesso sperimentata come estraneità; c'è quindi un'ambiguità di fondo che pone l'interrogativo sulla crescita o sulla decrescita dell'io.


                                       La vita dello spirito è una pratica

L'io falso presume di essere non finito. Sartre si diceva meravigliato dal fatto che Merleau-Ponty non accettasse di considerare l'uomo un assoluto, una volta che non si riconosce più Dio come assoluto. Tuttavia Merleau-Ponty conservava una coerenza logica : non poteva considerare l'essere finito un infinito (principio aristotelico di non contraddizione, ma anche sperimentazione concreta della mortalità umana).

L'io spirituale cresce con la pratica della preghiera : ha bisogno di un Altro che lo liberi dai suoi limiti e dalla presunzione di onnipotenza. 

L'io spirituale cresce col digiuno e la condivisione : il corpo e la psiche vengono relativizzati dal fatto che l'io spirituale sposta la sua attenzione sull'altro invece che tenerla sul proprio io narcisistico.

L'io interiore diviene simile ad uno specchio : non si considera Dio, ma trova Dio dentro di sè. L'io interiore diviene spirituale per una presenza di Dio sperimentata in maniera sempre più costante non solo dentro di sè ma anche all'interno degli altri. Colui che vive di fede vede sempre anche nell'ateo, nel peccatore, nel nemico, nell'estraneo la presenza di Dio; se non riscontra la somiglianza, può credere però che è rimasta l'immagine divina. La pratica è essenziale per scorgere l'io falso e vivere l'io autentico.

                           don Carmelo Guarini

sabato 28 febbraio 2026

Illusione e delusione

 

                                  Una teoria della narrazione è indissociabile da una teoria delle pratiche

L'individualismo è la figura storica della modernità occidentale. Si può dire qualcosa di più : il cogito o l'io penso ha oscurato il significato originario della relazione, dando origine al nichilismo.  L'io illusorio prende il posto dell'io autentico, la cui sostanza è la relazione.  Una pratica spirituale è in grado di far vedere l'invisibile anche in un'opera d'arte, per esempio nell'icona orientale. Una pratica nichilista fa vedere soltanto il visibile :  una parte significativa  dell'arte moderna mostra soltanto ciò che appare.


                                    La delusione nasconde l'illusione : le aspettative dell'io hanno annullato il desiderio

Tra le aspettative dell'io  e l'ordine sociale non c'è più collegamento. Il progetto di un progresso indefinito si è sbriciolato : il sistema non corrisponde più nè al progresso economico che si è squilibrato, nè all'aspettativa culturale che ha visto la frantumazione della comunità. L'anti-sistema ha messo in campo la solitudine dell'io, di tanti io che non comunicano più, anzi che hanno l'illusione di comunicare, ma si tratta soltanto di chiacchiera.


                                     Una pratica spirituale unifica lavoro, economia. cultura, ossia rende possibile la comunità

L'io autentico non cerca l'autoesaltazione e l'autogiustificazione; non s'illude nel seguire un sistema che è già collassato. L'io autentico unifica pensiero, passione e azione, non si costruisce sulla ricchezza, sul dominio e sul sapere (che sono in definitiva tre forme di potere che annullano la relazione). L'unificazione dell'io nella solitudine è la condizione della relazione.


                                     Nessuna illusione e nessuna delusione per coloro che fondano la loro esistenza sulla relazione trinitaria e kenotica

Il Dio che si fa visibile in Gesù non elimina l'invisibile, anzi fa riferimento costante all'invisibile, ossia mantiene la relazione trinitaria. In più svela il senso della kenosi, dell'annichilimento : il non essere di una  persona è per far essere l'altra persona. Il non essere non è un assoluto di fronte all'essere, è piuttosto il lasciare essere l'altro. La generazione del Figlio da parte del Padre non riduce la relazione ad una sola direzione. Il Figlio fa tornare al Padre ciò che ha generato. Questo amore di andata e di ritorno è Spirito. La teologia razionalista ha contribuito alla deriva nichilista della cultura occidentale quando ha emarginato la teologia mistica. Nel periodo della crisi modernista :  ragione  e fede  -   ascetica e mistica  -  metodo dogmatico e metodo storico-critico erano visti in contrapposizione. Se non si vive ciò che si crede, l'io penso finirà per credersi illusoriamente il creatore di se stesso. Se si mette la fede nella relazione all'inizio del pensiero, non ci saranno più illusioni e delusioni.

                          don Carmelo Guarini

martedì 24 febbraio 2026

Il falso Io e l'epidemia

 

                              L'affermazione del falso Io ha suscitato l'epidemia delle droghe

C'è uno stretto legame tra il falso io e l'epidemia delle droghe. La sola repressione non potrebbe mai eliminare l'uso di droga. E' la domanda di droga che ne alimenta la diffusione.  Ed è sulla domanda che si dovrebbe intervenire, con una prevenzione che s'interroga sul perchè si fa uso di droghe. Coca, crak, fentanil sono davvero una risposta alla solitudine, alla tristezza, alla depressione ? Oppure danno soltanto un'illusione di felicità ?


                               Tutto bene ?  L'io autentico elabora il desiderio di occupare il proprio posto nel mondo

Verlassenheit (lasciare andare) quel progetto rimasto estraneo all'io profondo. Il distacco potrebbe essere confuso con il non far niente. In realtà non si tratta della rinuncia ad agire. Il cambiamento richiede un combattimento : in primo luogo, contro il conformismo, che diviene sempre un luogo comodo (non dissentire, per non avere fastidi);  in secondo luogo, occorre perdere la vecchia spiritualità e trovarne una nuova; in terzo luogo, la nuova spiritualità deve interagire con una nuova politica. 


                                Il ricorso alle droghe è una forma di rinuncia sia alla ricerca di una nuova spiritualità, sia ad un nuovo impegno nella politica

Il cambiamento guarda sia all'interesse sia al guadagno che si consegue. L'interesse è ciò che tiene in gioco la vita : togliendo il peso dello sforzo, il gioco non fa perdere all'interesse la sua autenticità. Ciò che si guadagna da un cambiamento è un nuovo ordine tra CORPO  -  PSICHE  -  SPIRITO.  A volte è il corpo che vuol prevalere. Altre volte è la psiche a cedere.  Anche lo spirito può non reggere ad un combattimento prolungato.  Come uscirne?


                                 La relazione è scomparsa.  L'eremita non si ritira dalla società per disprezzo o per un quieto vivere, ma perchè contesta la mancanza di relazioni autentiche

Il ritrarsi in solitudine è una contestazione verso una forma di società che non considera più la persona al centro dell'attenzione e dell'interesse. Si chiede all'individuo il massimo della prestazione, una lotta a superare se stesso sino al collasso psichico. All'inizio di un percorso relazionale c'è una fiducia accordata all'altro, che contempla un ritorno di fiducia reciproca.  Se invece di riporre tutta l'attenzione e tutto l'interesse sull'io, lo si ponesse sulla relazione, si potrebbe sperimentare un altro stile di società; e non ci sarebbe più  bisogno di ritiro eremitico.  Non  ci sarebbe neppure bisogno di droghe, che sono soltanto un tentativo di fuggire la relazione.

                             don Carmelo Guarini

sabato 21 febbraio 2026

Incontro o inciampo ?

 

                                                 Illusione  e  delusione

Rimane deluso colui che si è illuso. L'illusione dell'autosufficienza ignora la forza della relazione.  Fuga dalla storia e dall'esistenza è la rinuncia alla comunità.  Condivido da anziano, non da vecchio, ciò che dice una voce giovane, Giuseppe De Ruvo, sul n. 1 di Limes 2026 , riguardo alla "onnipresenza della solitudine, della tristezza e della delusione" nella società italiana. Guardando anche ai numeri : " il 46% degli italiani, nel 2025, si è rivolto ad uno psicologo. Di questi il 46,9 % ha sofferto di disturbi d'ansia, il 38,6% di depressione e il 36,8% di stress."


                                                  Silenzio e Parola

Cito ancora Giuseppe De Ruvo dall'articolo su Limes : " L'Italia è un paese di persone che si sentono sole. Di persone che vogliono stare da sole. (...)  Il 66% egli adolescenti ritiene che il modo migliore per passare il tempo libero sia starsene da soli in casa, mentre il 22% afferma che non ha mai provato fiducia nei confronti degli altri. "  Situazione preoccupante per le istituzioni che non sono riuscite a mostrare nei fatti, e non hanno creato convinzioni riguardo alla necessità della vita comunitaria. La chiesa cattolica sa che, a differenza del Buddismo che privilegia il silenzio rispetto alla parola, la sua missione ed il suo annunzio riguardano proprio l'efficacia della Parola che nasce dal silenzio. 


                                                 Fatti e Parole

"Coepit facere et docere" : così si esprime il Vangelo riguardo a Gesù Signore, il Logos, Parola e Azione di Dio. Il fare, nel significato del poiein (azione creativa) più che prattein (azione tecnica), accompagna sempre le parole che Gesù dice.  Leggere il mondo è già qualcosa, ma il difficile è cambiarlo. Per vedere il cambiamento bisognerebbe reinventare una nuova unione tra politico e spirituale. Una spiritualità nuova e una politica nuova : dal vivere il Vangelo nasce una spiritualità nuova, capace di generare una nuova cultura del politico. Nel Medioevo, le guerre (quella dei cento anni, quella dei trent'anni, e tutte le altre ...) hanno annullato la forza spirituale del messaggio evangelico : le etnie hanno prevalso sulla fratellanza universale.


                                                Il racconto della relazione : incontro o inciampo ?

La mancanza di relazione suscita la solitudine. L'utilizzo virtuale della comunicazione suscita solitudine e depressione. Le amicizie virtuali nascondono l'illusione del contatto : non c'è scambio di esperienze, non c'è vera condivisione dell'esistenza. Lo stesso storytelling, come ha fatto notare Byung Chul Han, è esibizione di prestazione dell'individuo, non ha alcun interesse per la storia comunitaria. La stessa comunità cristiana ha bisogno di scoprire e di vivere Gesù logos come la "pietra d'inciampo", più che come un conforto per un quieto vivere.

La morte è solo delusione ? L'amore è soltanto illusione ?  La morte e l'amore chiedono un ordine più grande, una sapienza più grande ...  L'una e l'altro fanno vedere il distacco dal particolare come la vocazione, più che l'occasione, per una pienezza più universale. Vocazione della fede e della vita cristiana : il combattimento è tra l'io falso e l'io autentico, non tra l'Io e il Tu. "Chi fa la verità, viene alla luce", parola del Vangelo!

                                                    don Carmelo Guarini


mercoledì 18 febbraio 2026

L'evento : fede e nuovo inizio

 

                      L'evento è il dono del donatore al donatario, ma il sogno è comune ?

La relazione tra sogno e realtà : il mito è un sogno; la storia è la realtà, ossia il fallimento del sogno. Come ha detto Lacan nel francese parlato : ça reve, ça rath, ça rit (sogna, fallisce, ride). Perchè ride?  Perchè non considera il fallimento una tragedia o la fine di tutto. Il sorriso mette fine alla tristezza del fallimento; scopre un nuovo inizio a partire dal dolore triste  del fallimento. 


                     Nell'itinerario della cultura moderna europea, segnata da marxismo, psicoanalisi e nichilismo, col fallimento del progresso si delinea un nuovo inizio.

Il marxismo, la psicoanalisi  il nichilismo, dopo aver compiuto la pars destruens di una cultura ritenuta dogmatica e moralizzatrice, infine anche mitica per AVER FATTO DELLA SCIENZA l'ultima RELIGIONE, dopo aver distrutto lo spirito di un'epoca, paradossalmente hanno preparato una nuova epoca dello spirito.  Il fallimento come opportunità di un nuovo inizio!


                     Dopo che il cogito e l'io penso avevano decretato il primato del soggetto individuale e della ragione, ora si riapre la riflessione a partire dalla fede e dalla relazione.

Sostituire la parola strategia alla parola visione può far comprendere che il linguaggio veicola il cambimento culturale. Il segno ed il significato (tenendo conto ciò che prospettano la semiotica e la semantica) mostrano qualcosa di diverso nel fenomeno, come ha fatto notare la fenomenologia husserliana. Il fenomeno è un segno cha va interpretato, ossia è in attesa di ricevere un significato.


                    Quale significato riveste il mito all'interno della storia?

Una concezione positivista o scientista della storia ha eliminato la funzione del mito non solo nella ricostruzione storiografica del passato, ma anche nella strategia del presente. Il mito, infatti, svolge una funzione trasformativa e performativa. La pretesa di fermarsi ai fatti ha significato eliminare il ruolo performativo e trasformativo che il  mito esercita nel processo storico. Il mito prepara il nuovo inizio, l'evento che la fede attende. 


                     La cultura europea abbandona il grigio (il fallimento) e muove verso il verde (il nuovo inizio).

L'Io egemonico è apparso infine come il falso Io : il dominio sull'altro attraverso l'avere, il potere, il sapere è fallito;  le due guerre mondiali del secolo scorso hanno decretato l'autodistruzione dell'Europa e la sua divisione tra gli USA e l' Unione Sovietica. Ora che il fallimento del sogno di dominio è divenuto chiaro nei popoli europei (che non vogliono altre guerre, nè altro dominio coloniale) , il nuovo è affidato alla fiducia nella relazione.  La cultura è struttura come l'economia, e non sovrastruttura (come pensava Marx). L'inconscio psichico non elimina lo spirituale, come pensava Freud. Il nichilismo non dice la morte di Dio nè distrugge l'esperienza mistica e spirituale.  Per Nietzsche l'esperienza spirituale è qualcosa di incompiuto e di irrealizzato;  per noi l'esperienza spirituale diviene possibile grazie alla fede fondamento della relazione.

                                  don Carmelo Guarini

sabato 14 febbraio 2026

Relazione e abbandono

 

                  La fiducia incondizionata come fondamento della relazione

Papa Montini diceva che la prova più grande per lui (come per tanti altri) era stata l'abbandono e l'incomprensione da parte della Chiesa. E' vero che la Chiesa è madre, ma proprio per questo l'abbandono ( l'incomprensione ) è avvertita in maniera più dolorosa. 


                  Come si esce dalla prova dell'abbandono e dell'incomprensione ? 

Si esce più autonomi, più liberi, senza appoggi. La Madre Chiesa, come la madre naturale, potrebbe diventare la stampella sulla quale ci si appoggia non solo nei momenti di difficoltà, ma in tutti i momenti. La prova dell'abbandono e dell'incomprensione, invece di essere sventura, potrebbe mostrare come liberarsi da qualsiasi condizionamento.


                  La meditazione libera dall'ossessione del "mi piace". Cercare  l'approvazione è la                                menzogna nascosta della celebrità.

L'anabasis (la salita) dal finito verso l'infinito, ossia dalla dipendenza verso l'autonomia, può avvenire soltanto attraverso la kenosis ( l'annientamento ). In questo processo è in gioco sia la qualità dell'infinito sia la quantità del finito. La mortalità del finito sta proprio nella quantità di tempo e di spazio assegnatogli dal destino. Ma questo mortale finito è soltanto biologico. La dimensione spirituale non può essere calcolata o misurata sulla base del mortale biologico. Lo spirituale vive del mistero : fugge la celebrità in vista della gloria dopo la morte.


                  L'abbandono è la morte della dipendenza, è la nascita della libertà

La meditazione smaschera l'ossessione del controllo. Gesù risponde alla chiamata del Padre, non all'istituzione della Legge. Ma il conflitto con l'istituzione non tende a sopraffare la Legge con l'anarchia. Al contrario, il conflitto che Gesù ingaggia con l'istituzione è per riconciliare la legge con l'amore, l'istituzione umana con l'Agàpe divina. L'interesse egoistico dell'io viene smascherato, perchè l'interesse per la relazione divenga più autentico.

                                 don Carmelo Guarini    

martedì 10 febbraio 2026

Ospedale da campo

                            

                                     Chiesa come ospedale da campo

L'espressione è di papa Francesco : il suo non fu solo il riconoscimento di una situazione concreta della Chiesa, fu soprattutto un richiamo o un invito a vivere quelle che il papa san Pio X ha detto nel suo catechismo "opere di misericordia corporali e spirituali".

                                  

                                      Qual'è l'opera di un ospedale da campo ?

Curare con coraggio e competenza le ferite fisiche, sociali, psichiche e spirituali.  Curare le ferite : non accanirsi sul dolore di chi è stato  ferito. Tenere la mano tenera non solo verso la ferita del fisico, tenere uno sguardo di comprensione verso la psiche del ferito.


                                     Per porre fine al feudo, la rivoluzione giacobina ha creato un lago di sangue

Poteva essere evitato quel bagno di sangue? Duecento anno dopo c'è stata un'altra rivoluzione, quella polacca, che sotto il segno della "solidarietà" ha operato con la non-violenza. Quella polacca si può dire rivoluzione cristiana : ha evitato lo spargimento di sangue.  Quella francese non fu una rivoluzione cristiana!


                                      Aderenza alla storia e all'esistenza

Il card. Martini diceva che la Chiesa cattolica è in ritardo di duecento anni : lo si può vedere nella teologia e nella catechesi.  E'  la storia di una sconfitta culturale. E'  la storia di un'esistenza cristiana che ha pensato al proprio interesse piuttosto che al Vangelo e alla traduzione culturale di esso al popolo di Dio, ferito dalle divisioni. Non solo la riforma protestante, non solo l'illuminismo e la massoneria hanno creato scompiglio nell'intelligenza della fede e nella pratica della vita; forse la cosa più grave è stata la rassegnazione di tanti cattolici, specie di quelli più istruiti che avevano la responsabilità di portare luce nelle tenebre  e sale nel dolciastro  dell'eccessiva tolleranza. Le guerre di religione erano certo uno scandalo, e  Voltaire ( François Marie Arouet) faceva bene a parlare di tolleranza, ma non avrebbe dovuto anch'egli dare testimonianza dando la libertà agli schiavi che continuava a tenere in casa per suo comodo? 


                                     Come si tiene in piedi una relazione sana ?

Non con l'attivismo o la copertura del ruolo, ma con l'amore reciproco. Lo ha ricordato papa Leone, non dicendo un'idea sua, ma Il Vangelo che già Agostino e il teologo contemplativo (nella tradizione giovannea) avevano predicato.

                                    don Carmelo Guarini

sabato 7 febbraio 2026

Dal sistema allo stile

 

                                 Far funzionare il sistema è la soluzione alla crisi ?

Quando la famiglia, la parrocchia, la comunità civile investe sul funzionamento del sistema, finisce per ripiegarsi su se stessa; perde la capacità di uscire da sè e non s'interessa più di ciò che succede intorno. Il problema non è astratto, perciò non andrebbe banalizzato. Si tratta di rimettere in un'interazione perduta la dimensione culturale, economica e spirituale.


                                Lo stile riguarda un nuovo incontro tra il politico e lo spirituale


Come ha detto Pul Ricoeur in una conferenza del 1969 dal titolo Per una presenza dei cristiani al mondo : " la predicazione all'uomo, l'uomo universale, non è nulla, anzi è menzogna e raggiro, se la chiesa non mostra attraverso segni concreti come essa stessa per prima abbia superato le differenze di nazionalità, le disparità a livello economico e sociale, le differenze nate dalla guerra fredda. ".

Invece di crearsi sempre un nemico da combattere, si tratta piuttosto di offrire un'amicizia ed una testimonianza della relazione, recuperata grazie al superamento del conflitto.


                                 Uno stile di conflitto o d'incontro ?

Scrive Michel De Certeau in Mai senza l'altro : " Esistere significa ricevere da altri l'esistenza, ma significa anche provocarne le reazioni; vuol dire essere accettati e aderire a una società, ma anche prendere posizione nei suoi confronti  e incontrare dinanzi a sè , come un volto illegibile e ostile, la presenza di altre libertà. " .   Il conflitto è l'evento dal quale si genera la relazione autentica : ognuno rivendica la libertà della propria vocazione e chiede il rispetto di un percorso che si modella nella relazione. 


                                 Lo stile dell'ideale : non essere dell'io per l'essere della relazione

Affrontare l'azione politica oggi vuol dire non lasciare ai tecnocrati (esperti di economia e di geopolitica) le interpretazioni e le decisioni che riguardano la società nel suo insieme; significa, invece, dare voce e valore all'oppositore, perchè proprio dall'incontro tra il mio ed il suo pensiero potrebbe venire fuori una soluzione nuova, che nè lui nè io avevamo previsto, ma di cui  l'imprevedibile ci ha fatto dono per il fatto che abbiamo voluto superare il conflitto.


                                  Il rifiuto di Nietzsche per l'oltretomba ( Hinterweltlichkeit)

è qualcosa di più del rifiuto della vita eterna, è una metafisica della disperazione.  A quale chiodo appenderebbe la speranza, quando questo mondo non offrisse più una promessa di mondo migliore, o quand'anche facesse una promessa e poi non la manterrebbe?

                                         don Carmelo Guarini

giovedì 5 febbraio 2026

Catechesi : c'è rinnovamento ?

  

                          La grazia di ricominciare  o la stanchezza di ripetere ?

Cosa prevale ancora oggi nelle famiglie cattoliche italiane e nelle parrocchie che fanno catechesi ?  La gioia dell'incontro col Vangelo oppure la noia di ripetere un passato in cui non si crede più ?  C'è una sincera ricerca di vita cristiana oppure ci si  lascia condizionare dai pregiudizi e dalle illusioni che vengono diffuse dai  social  e dai media?


                           Esperienza di Vangelo e di comunità !

La catechesi sta divenendo esperienza di Vangelo e di comunità ?  Non  un'esperienza in solitaria, che potrebbe degenerare nella formazione di una coscienza a proprio uso e consumo, ma un'esperienza comunitaria dove ognuno è messo a confronto col diverso,  dove  il fine sia l'incontro più autentico.  Fare esperienza delle parole di Gesù e farlo in una  comunità : questa è la sfida. Genitori e catechisti hanno questa responsabilità : occuparsi della formazione cristiana vuol dire ricerca del metodo più efficace.


                             La ricerca rimette in gioco intelligenza ed esperienza !


Qunado la ricerca è sincera si finisce per scoprire che il "nuovo non è contro l'antico", ma neppure che "l'antico deve prevalere sul nuovo". Un esempio dalla ricerca teologica : Karl Barth ha chiarito che "la predestinazione (che era stata difesa da Calvino) non è altro che l'elezione. Essere predestinato significa essere eletto (amato, chiamato).  Dio ha eletto un popolo perchè fosse testimone della Legge dell'Amore.  La stessa creazione è un atto di elezione : è chiamata all'esistenza e alla fiducia nella vita. E che  può essere la fede umana se non una risposta alla fiducia divina?


                          L'amore reciproco è aiutarsi a vivere le virtù

Se c'è un inizio  da non dimenticare mai è il comandamento nuovo di Gesù : "amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi". Questo è il punto di partenza e di ripartenza della vita cristiana. Se ci si aiuta a vivere le virtù, diventa più facile per ognuno accettare e trasformare i momenti dolorosi e gli abbandoni.  C'è una nuova chiamata, c'è una nuova scelta da compiere : nessun abbandono, nessuna croce è senza senso. Proprio il Crocifisso dona senso a tutto quello che crolla, come succede nei tempi di guerra!

                               don Carmelo Guarini


                           

lunedì 2 febbraio 2026

Un'economia nuova

                                   

                                                   Dono  o  calcolo ?

Il divario tra ricchezza e miseria non sono riusciti a colmarlo nè il marxismo-maoismo, nè la globalizzazione capitalista.  Non si potrebbe tentare di suscitare una cultura che in maniera volontaria affermi la generosità ?

Ha scritto Paul Ricoeur in un breve brano  La logica di Gesù : " L'etnologia ci parla di un'economia del dono, più antica di quella dello scambio. Ci parla anche di feste in cui gli uomini  gareggiavano in generosità ...".  Anche le feste religiose  sono state travolte dal consumismo, hanno perso la capacità di rigenerare comunità e di far rivivere relazioni autentiche.  Questo era infatti l'obiettivo fondamentale di una  festa : ricreare la comunità, rivitalizzare le relazioni.


                                                  Falso io e rete di relazioni

La festa rimetteva in gioco l'insolvenza strategica  della comunità : il ricco, che si era troppo arricchito,  ridonava al misero colpito dalla sventura   la speranza di un nuovo inizio.  La relazione veniva messa innnazi alle pretese spropositate dell'io individuale.        Il ricco e il misero riguadagnavano entrambi un posto onorevole nella comunità,  e la comunità poteva dire di aver ricompattato le relazioni al suo interno. 


                 Un'economia della generosità  potrebbe sostiruire un'economia dell'equivalenza

L'economia dell'equivalenza, fondata sulla merce di scambio, è degenerata prima nel capitalismo neoliberista, poi in quello finanziario (produzione di denaro, non più produzione di manufatti). Marxismo e comunismo hanno provato a creare un'economia diversa, ma non sono riusciti a superare l'economia dell'equivalenza : la dittatura di  classe e di partito non è riuscita nell'obiettivo di fare uguaglianza; gli oligarchi arricchitisi erano e sono  dirigenti di partito  o amici di questi, , mentre  gli  operai facevano e fanno fatica a sopravvivere.

                 L'unica alternativa al calcolo rimane l'economia del dono 

Per affermarsi questa nuova economia ha bisogno di cultura, di  intelligenza,  di spiritualità. Al contrario di ciò che aveva detto Marx, quando aveva posto l'economia a fondamento di tutto, e la politica che serve l'economia, soltanto il dono (libero e convinto) può imprimere una svolta decisiva all'economia. Si comincia dal poco  e dall'esercizio libero del dono; le relazioni autentiche fanno sì che quel percorso nuovo continui e giunga a tanti.

                                        don Carmelo Guarini

                                               

mercoledì 28 gennaio 2026

Dal Dominio all'Agàpe

                                      Una riflessione storica

 Uno storico francese ha unito in un'unica chiave di lettura la secolarizzazione e la globalizzazione. Ha scritto Emmanuel  Todd in La sconfitta dell'Occidente : " Il concetto di cattolicesimo zombi, elaborarto per comprendere il dinamismo limitato di alcune regioni della Francia di fronte alle turbolenze della secolarizzazione  (...)  si sta rivelando applicabile in chiave più generale. " (p. 162). Tuttavia lo stadio zombi non è ancora l'ultimo stadio; adesso siamo già verso lo stadio zero : così Todd.


                                    Una riflessione teologica

Esperienza spirituale e predicazione vengono prima della riflessione teologica : così Paul Ricoeur. Il protestantesimo è crollato insieme al capitalismo : l'etica protestante non sostiene più lo sviluppo economico e l'idea di nazione. Il cattolicesimo fa ancora fatica ad abbandonare la visione costantiniana, che teneva insieme lo Stato e la Chiesa, uniti dal  principio di autorità e dal sistema verticale-gerarchico. Non è che la gerarchia sia finita, ma il Concilio Vaticano II ha riscoperto la collegialità episcopale come il modo  più attuale di vivere  l'amore reciproco, che il Vangelo indica come il testamento di Gesù Signore.               La sinodalità, poi, non rovescia la gerarchia, più semplicemente offre ai laici, anzi li invita a divenire protagonisti nel vivere il Vangelo insieme al clero.


                                    Una rivista teologica in Italia e in Europa

Manca in Italia e in Europa una rivista di teologia che approfondisca a livello popolare la coscienza cristiana e cattolica. La rivista Limes è riuscita a risvegliare in Italia l'attenzione sulla geopolitica : ha suscitato interesse non solo tra intellettuali e politici, ma anche tra i cittadini ha visto un coinvolgimento. I movimenti ecclesiali sorti nel Novecento potrebbero unire le forze : invece di conservare ogni movimento la propria rivista, potrebbero creare una rivista comune.  Questa potrebbe divenire una palestra per addestrarsi al confronto e all'incontro, per elaborare con chiarezza e sincerità analisi su ciò che succede, ma soprattutto per formulare un cammino comune.  Non siamo rassegnati all'evaporazione del cristianesimo e del cattolicesimo in Europa e in Italia; neppure ci accontentiamo di rattoppi. Siamo attenti a quello che succede nelle nostre società, ma siamo convinti che i mezzi poveri condivisi sono un inizio di Vangelo  vissuto.  Il racconto di ciò che si vive tiene viva la memoria del passato ma apre anche il futuro della comunità.

                                    Come cambiare in meglio il mondo? Non con il potere militare, non con la ricchezza materiale, non con il sapere che vuole tenere il controllo su tutto.

                                      Gesù Signore aveva indicato nell'Agàpe l'onnipotenza del cambiamento : una rete di relazioni può vincere il falso io.

                                     don Carmelo Guarini

sabato 24 gennaio 2026

Dalla crisi la svolta

                                       

                             C'è nella morte una vita nuova che attende di venire alla luce.

Emmanuel Todd, nel suo libro La sconfitta dell'occidente, cita il filosofo scozzese Adam Ferguson :  "Senza la rivalità delle nazioni e la pratica della guerra,  la stessa società civile difficilmente avrebbe potuto trovare una ragion d'essere o un modo d'essere. "

Qual'è l'evento decisivo : la pace o la guerra? Ambedue chiedono un combattimento. La guerra vince con la quantità, mai con la qualità della vita. Un popolo può gonfiarsi per la vittoria al punto da soffocare la qualità della vita, che è fatta sempre di armonia tra esteriore ed interiore, tra amico e avversario L'esaltazione per la vittoria conduce al trionfalismo. Nietzsche rigettò Wagner ( che in un primo tempo aveva amato ) proprio per la sua filosofia trionfalista.

                               

                               Il cristianesimo in Europa è sconfitto politicamente e culturalmente, ma è ancora possibile la sua rinascita spirituale. Ha scritto Tomas Halik : "La chiesa cattolica ha perso molti membri in quelle che tradizionalmente sono le "cattolicissime nazioni" dell'Europa e dell'America Latina." Risponde Halik : "La chiesa fa affidamento sull'inerzia della tradizione e trascura l'educazione dei credenti ...".  Non basta somministrare sacramenti, se manca l'adesione vitale al Vangelo. E' ciò che afferma anche il teologo africano Alain Clement Amiézi :  " In Africa produciamo battezzati piuttosto che comportarci cristianamente. ".


                           C'è nella morte una vita nuova che attende di venire alla luce.

E' morto il cristianesimo che ha creduto nel sistema di potere , di dominio e di ricchezza : è morto perchè non corrispondeva al Vangelo, che privilegia i mezzi poveri. Il cristianesimo che crede nello spirito sa abbracciare la sconfitta meglio che la vittoria, la perdita di ciò che è materiale per guadagnare lo spirituale che edifica. 

                           L'ideologia del sospetto mette fuori gioco la fiducia reciproca.

                           Il comandamento nuovo, che Gesù ha lasciato come suo testamento, 

                           è l'evento decisivo che in ogni tempo ha resuscitato la relazione tra le

                            persone e tra i popoli.  La decrescita materiale può rappresentare il 

                           tramonto della potenza e della guerra, ma non può alimentare una 

                           cultura depressiva. Gli intellettuali in Europa alimentano un clima

                           depressivo; non hanno il coraggio di proporre    la  possibilità di una 

                           nuova crescita affidata allo spirito.

                                                  don Carmelo Guarini

                           

martedì 20 gennaio 2026

Pragmatismo senza sguardo ?

                    

                 L'ipotesi  del pragmatismo regge alla verifica dello sguardo sulle ragioni ideali ?

Se non regge, direbbe Cartesio, il metodo richiede che si faccia un'altra ipotesi che non venga a  sua volta sconfessata dalle ragioni ideali.

                      Non è la concretezza  ad essere in discussione;    la questione riguarda  piuttosto il  pragmatismo che , unito al  calcolo  di  una parte soltanto,   esclude  l'altra.

Come dice De Certeau " Il conflitto è l'inizio della relazione", perchè chiede il riconoscimento dell'esistenza  dell'altro. Il prosieguo della relazione è il riconoscimento dell'interesse dell'altro.  Se l'interesse dell'altro viene escluso e si finisce col rivendicare soltanto l'interesse della propria parte, è chiaro che il pragmatismo manca di sguardo e di concretezza.

                        La relazione non è soltanto un fondamento ideale dell'essere,  è anche una richiesta di concretezza.

Lo affermarono i padri del Concilio di Nicea ( 325 ) e del Concilio di Costantinopoli ( 381 ) quando proclamarono l'unità di Dio non dissociabile dalla relazione trinitaria. L' Agàpe, ossia l'amore reciproco, conferma l'unità.  Neppure l'uomo è un'isola : senza la relazione non ha esistenza. 

                        Di fronte agli interessi di parte che ogni nazione rivendica, cosa propone il cristianesimo oggi ?

La condizione della pace è che ognuno riconosca   l'interesse  altrui, non solo il proprio interesse.  Se riconosco l'interesse dell'altro,  anche l'altro potrà riconoscere il mio interesse. 

                       Per meritare la pace, senza pretenderla, ognuno dovrà vincere  in sè l'avidità del possesso e del dominio sull'altro.  Il distacco svolge un dinamismo essenziale nel processo dell'incontro e della relazione autentica.  La pace, infine, non sarà la pretesa di  nuovo ordine imposto; sarà piutttosto il dono che il distacco reciproco dei contendenti avrà conquistato.

                                        don Carmelo Guarini

domenica 18 gennaio 2026

La domanda

                

                       APPROFONDIRE LA DOMANDA  -  CAMBIARE LA DOMANDA


Il  Vangelo secondo  Pilato  ha un finale interessante : è il risultato di  una ricerca esistenziale che ha condotto Pilato a riconoscere che la sua domanda a Gesù  " che cos'è la verità ? " era sbagliata; doveva  essere  sostituita dall'altra domanda  "  che cosa  vale  davvero ? " .

L'approfondimento chiede di riformulare la domanda, ossia di porla nella maniera più aderente alla propria condizione vitale, al sitz im leben (come dicono i tedeschi),  alla questione vitale. 

Una domanda su ciò che vale nella vita è una questione di metafisica concreta : riguarda l'esistenza, ma non esclude l'intelligenza.

Quale può essere la risposta alla domanda  " che cosa vale davvero ? " ?

Non m'interessa l'occasione per mantenere il potere,  per ammassare  ricchezza.  M'interessa rispondere ad una chiamata :  per questo ripongo fiducia nella vita, nella storia, nell'esistenza.  La fiducia in se stessi non è dissociata dalla fiducia negli altri.

L'ecosistema di sorveglianza, ossia le persone che si sorvegliano a vicenda perchè ognuno possa dimostrare di valere più degli altri, non si pone lo scopo della cooperazione ma il trionfo della  competizione e del conflitto.  L'aggressore si presenta come vittima, e la pressione sugli altri  si traveste da necessità difensiva.

            SE MANCA LA FIDUCIA RECIPROCA ,  LA GUERRA PER IL PREDOMINIO  E'  INEVITABILE !

Occorre avere l'onestà di porsi la domanda vera, di corregere la domanda che sfugge alla presa della vita, della storia, dell'esistenza.

Occorre sapere riformulare la domanda mal posta. La risposta che nasce dal proprio interno dice se la domanda è stata posta nella maniera giusta. L'ascolto della coscienza e dello spirito !

                                don Carmelo Guarini


mercoledì 14 gennaio 2026

Fede e relazione

       La fede è stata contrapposta alla  ragione. Si è voluto far apparire la fede come un'ingenuità.  Tuttavia, sia la fede sia la ragione devono fare i conti con la realtà.  L'esperienza è il momento nel quale si verifica sia quello che si pensa sia quello che si crede.


Un' opinione non  è la verità; lo diventa soltanto dopo che la realtà ne ha constatato la certezza.

Nel romanzo Il vamgelo secondo Pilato,  Schmitt mette sulla bocca di Johanan queste parole rivolte a Pilato (a colui che aveva detto a Gesù "cos 'è  la verità?" ) : " Hai ragione. Che ne sarebbe di noi se ci amassimo tutti? Pensaci, cosa sarebbe un mondo d'amore ? Cosa ne sarebbe di Pilato, prefetto di Roma, che deve il suo posto alla conquista, all'odio e al disprezzo per gli altri ?  Cosa ne sarebbe di Caifa, che compra da te il  suo incarico a forza di regali e fonda la sua autorità sul timore che ispira ?  Che sarebbero ancora ebrei, greci o romani in un mondo mosso dall'amore ? Ci sarebbero ancora potenti e deboli,   ricchi e poveri,  uomini liberi e schiavi ? Fai bene ad aver paura, Pilato, l'amore sarebbe la distruzione del  tuo mondo, vedresti il regno dell'amore solo sulle ceneri del tuo."


La fede ha uno stretto legame con la relazione :   è  la fede che  suscita l'incontro autentico con l'altro, che è il diverso, mai l'eguale o l'identico. 


Verso la fine del romanzo, Pilato confessa ciò che l'esperienza della ricerca su Gesù gli ha insegnato: " Negli uomini, ormai, non m'interessa più cosa abbiano di romano, greco o egiziano, ma cosa possano avere di bello, generoso e giusto ,   cosa possano inventare per rendere il mondo migliore e più vivibile."  (p. 189)

Cosa svela la fede nella relazione? Che la fiducia  nella tradizione non è il conformismo. Che la fiducia nella legge è fede nello spirito, non nella lettera. Che la fede nella rivoluzione non è fiducia nell'ideologia più che nella persona umana, perchè la stuttura esteriore non si  cambia se non con la libera adesione interiore.

La fede invita a fare esperienza della realtà, a verificare le opinioni, a promuovere l'incontro autentico, lasciando cadere i pregiudizi.

C'è un mondo di ricchezza, di potere, di sapere  che vanta successo.  C'è un altro mondo di libertà, di amore, di reciprocità : può essere scoperto, ma non può essere liquidato se non dopo aver sperimentato che non è dippiù rispetto al mondo di pima.

                                 don Carmelo Guarini

sabato 10 gennaio 2026

Ricerca : il volto di Dio

 

                         Dal Dio della Legge e della Ragione  al Dio dell'Amore e dell'Agàpe.

La novità del cristianesimo non è stata colta nella sua pienezza perchè la comprensione intellettuale non è stata accompagnata dal vissuto esistenziale. Il nuovo volto di Dio : da dominatore onnipotente del cosmo e dell'umanità ad amico onnipotente dell'amore.  Questa novità non sarebbe soltanto del pensiero ma insieme dell'esistenza. L'amore che tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. Il Vangelo lo si comprende se lo si vive!


                       L'attesa è qualcosa di diverso dall'aspettativa. L'attesa è aperta alla sorpresa, mentre l'aspettativa non si aspetta altro se non ciò che ha desiderato e immaginato. 


L'aspettativa di essere felice può finire in un corto circuito : a forza di volere se stessi,  si tralascia l'altro.  In  Il Vangelo secondo Pilato, Eric-Emmanuel Schmitt fa dire  a Gesù :  "  avevo scoperto l'aspetto egoistico dell'essere felici. La felicità si tiene in disparte, è fatta di porte  chiuse, persiane accostate, dimenticanza degli altri. La felicità presuppone che ci rifiutiamo di vedere il mondo  com'è.  (...)  Alla felicità sceglievo di  preferire l'amore  ... ". 

S. Agostino ha detto  che si tratta di scegliere tra l'amor Dei e l'amor sui. Senza tutti  gli altri non ci può essere felicità, perchè non c'è felicità senza amore. Essere felici da soli non si può : senza la relazione con l'altro, l'io non regge. La chiusura in se stessi conduce al conflitto :  è la storia.  Caino  e Abele : la storia di guerra e di morte si ripete incessantemente. 

Caino ha un'aspettativa che non si realizza se non nella morte. L'attesa di Abele va oltre la morte. L'odio pensa di ottenere la felicità uccidendo : l'amor sui realizza soltanto guerra e morte.  Agostino direbbe che la città terrena  non è capace nè di durata nè d'amore : implode nella morte. La città celeste si edifica sull'amor Dei; edifica la felicità sull'amore.     La città terrena si fonda su un'aspettativa sbagliata.  La città celeste lascia che l'attesa possa accogliere il dono e la sorpresa : soltanto chi possiede di più,  puo donare a chi non ha. Il dono può essere atteso e richiesto, non comprato per calcolo.

                                don Carmelo Guarini 


martedì 6 gennaio 2026

Fede o ideologia ?

La presunzione di sapere (che spesso non è altro che un'opinione) mette fuori gioco la ricerca, la relazione,  la fede.

                        La fede è una fiducia di base (basic trust) nella relazione.

                        L'ideologia  è  soltanto un'opinione o un insieme di opinioni.

Così scrive Eric-Emmanuel Schmitt in La sfida di Gerusalemme : " " Ma voi chi dite che io sia?" (è la domanda rivolta da Gesù)  Un mito, sostenevo in gioventù.  Il mio ambiente ateo faceva sì che la risposta sorgesse spontanea. La conoscevo già prima che mi fosse fatta la domanda. Questa facilità di sapere senza cercare, questa prontezza ad affermare, era ciò che Platone chiamava doxa, l'insieme delle opinioni, e che i  moderni chiamano  ideologia. "


                        Cos'è l'ideologia ?  Opinioni propagandate e condivise senza un esame ed una verifica critica.

Chiunque segua le opinioni, segue un'ideologia. Due esempi. Il pericolo nascosto nell'ideale di uguaglianza è l'omologazione. Forse era questo conformismo che intendeva ottenere la visione giacobina dell'uguaglianza. Altro esempio. L'ideale della libertà non potrebbe  mai affermarsi in una  visione anarchica.

Quale potrebbe essere l'ideale che supera l'uguaglianza? Il cristianesimo dice : la reciprocità. Perchè si nasce diversi (talenti diversi, cultura diversa ...) e si può entrare in relazione e vivere in comunità soltanto se ognuno dona all'altro ciò che gli manca.  Ognuno completa l'altro.

Quale potrebbe essere l'ideale della libertà ? Per evitare l'anarchia, che mette fuori gioco la comunità, occorre che la libertà trovi la giusta relazione tra l'io e l'altro.  " Mai senza l'altro " :  la comunione non potrebbe mai affermarsi se ognuno difendesse anzitutto la propria identità. Così affermava Michel de Certeau.

                           Il cominciamento della relazione è il conflitto : questo apre all'esistenza dell'altro, ma può pervenire alla comunione se converte il calcolo in dono.

Una scuola di comunità dovrebbe sostituire le dispute incessanti  :  un gioco di squadra, nella quale ognuno valorizza ciò che l'altro apporta alla ricerca comune. La fede costruisce gioco di squadra, mentre l'ideologia va soggetta  a verifica di fronte alla realtà, che mostra ciò che le opinioni non vedono e non dicono.  La realtà  è più delle opinioni.

                            don Carmelo Guarini