lunedì 18 maggio 2026

Il progetto e la modernità

 

                 La modernità guadagna il processo e perde il progetto

Ciò che l'antica filosofia greca aveva guadagnato, la modernità lo ha perduto. Cosa aveva guadagnato il pensiero greco? Il pensiero allo stato iniziale e il progetto allo stato finale. I verbi idein e theorein indicano il progetto allo stato iniziale e allo stato finale. Il vedere rimanda al progettare :  l'azione ha un'origine e un fine, ma riceve dal Logos il progetto da realizzare. Il cristianesimo dei primi secoli (teologia e filosofia) ha approfondito la metafisica di Platone e Aristotele.

Hegel, Darwin, Marx, Freud, ecc. promuovono la scienza, la storia, in defintiva il processo e la rivoluzione, ma perdono il progetto allo stato iniziale e finale, ossia l'origine e lo scopo del divenire. Ignorare il progetto a favore del processo ha fatto guadagnare sviluppo alla scienza e alla storia, ma ha destabilizzato lo spirito sino a farlo scomparire. Così è nato il totalitarismo fascista e nazista e il totalitarismo comunista; oggi assistiamo al processo del totalitarismo burocratico. La storia e la scienza hanno permesso di guadagnare lo spirito del tempo, ma hanno finito col perdere il tempo dello spirito.

                 Ciò che la tarda modernità deve riguadagnare è la persona insieme alla comunità

Ragione e individualismo sono state le categorie guida della modernità : portate  all'estremo, hanno finito per mettere fuori gioco la fede-fiducia (basic trust) e la relazione, due categorie alla base della comunità. L'argomentazione finisce nell'astrazione; la narrazione, come racconto della persona e della comunità,  è considerata inferiore all'argomentazione. Il vissuto viene relegato nel privato: è diritto dell'individuo tenerlo nascosto, mentre nel dibattito pubblico contano soltanto le oèpinioni. Ciò che la tarda modernità ha bisogno di guadagnare   è l'unificazione tra il pensare e il vivere. La dissociazione tra ciò che si pensa e ciò che si vive conduce alla solitudine, alla depressione, all'ansia per il domani. Si è perso il fine del traguardo, perchè è stato eliminato il perchè. Il come agire e come vivere non ha più una guida interiore. La propaganda domina il pensare : il bisogno di droghe materiali e virtuali tenta di riempire il vuoro interiore. 

                  Ricchezza e potere non possono sostituire libertà - fraternità - dono reciproco

Ricchi sempre più ricchi, ma i poveri sono aumentati. Anche le associazioni che hanno fatto ricorso al denaro pubblico, piuttosto che al dono dei privati, nonostante  le buone intenzioni, hanno fatto perdere valore agli ideali.  Il pragmatismo che vince sul pensiero fa perdere libertà e fraternità. Queste si sviluppano quando la persona è messa nella condizione di donare liberamente e di far crescere la fraternità senza discriminazioni. 

La tarda modernità usa ancora  la carta igienica  più  dell'acqua. Ma non va dimenticato che  san Francesco d'Assisi aveva lodato l'acqua come "pura, gioiosa  e casta". L'acqua corrente, non l'acqua stagnante, pulisce l'intimo meglio della carta igienica.

                                   don Carmelo Guarini

venerdì 15 maggio 2026

Silenzio e distacco

 

                     Musica e preghiera

" Sulla corda del silenzio ", diario spirituale di S. Bulgakov si potrebbe leggerlo ascoltando J. S. Bach, l'Aria sulla quarta corda e il brano cantato della Matthaeus Passion Erbarme dich, mein Gott : "il silenzio che pesa più della parola, la parola che pesa più del silenzio".

                     La vita spirituale è contro l'esibizione del potere

La pietà che sostituisce la violenza e la crudeltà : dopo aver pregato nell'angolo più recondito della casa, dove nessuno ha visto l'orante se non Dio che vede nel segreto, come Gesù Signore ha invitato a fare, ecco che nasce nel cuore il progetto della città di Dio.   Invece di un fondamento sanguinario e fratricida, la concordia nella diversità, come ha raccomandato l'enciclica di papa Francesco Fratelli tutti.

                     Il lavoro della preghiera è combattere l'esibizionismo

Se l'orante getta l'intelligenza in Dio Amore, se fa conto del dono e non del calcolo, se la sua preghiera è abbandono al Dio della vita e della resurrezione da morte, allora riceverà da Dio ciò che ha donato. Se nella sua preghiera s'infiltra il calcolo, indietro Dio non gli farà tornare che il calcolo. Se colui che prega s'abbandona con fiducia all'amore di Dio, vedrà tornargli una risposta d'amore.  Il potere esibisce la forza, detesta la debolezza. Nietzsche non era riuscito a vedere nella debolezza la forza del cristianesimo. In realtà il credente che riconosce la sua debolezza, lascia che sia Dio a mostrare in lui la forza. " Il regno dei cieli è dei violenti " :  leggiamo nel Vangelo. Ma questa violenza è la non violenza di Gandji, di Martin Luter King e di tanti altri che da Gesù avevano imparato " chi di spada ferisce, di spada perisce ".

                    Una pratica disarmata e disarmante

Silenzio e distacco non sono fuga dal mondo; sono al contrario una pratica disarmata e disarmante della preghiera. Invece di invocare il Dio della guerra, prega il Dio della pace!  Da Gesù abbiama saputo con chiarezza che Dio non condivide la guerra, lo sterminio, l'olocausto. Perchè Dio abbia permesso la prima guerra di Caino contro Abele, e tutte le altre che sono seguite, non lo sapremo mai in questo mondo. Sono troppi i misteri che ci disarmano e che ci invitano a disarmare. Forse Dio ha voluto che liberamente e con intelligenza diventassimo consapevoli della superiorità della non-violenza sulla violenza. Questa presa di coscienza richiede tempo, secoli e millenni : l'intelligenza naturale lo comprende, l'intelligenza artificiale no se qualcuno non glielo insegna.

Col disarmo si può ottenere molto di più  in tutti i campi dell'agire umano!

                                             don Carmelo Guarini


mercoledì 13 maggio 2026

Il lavoro della preghiera

 

                    La preghiera è un lavoro per ottenere la mitezza e la semplicità di vita

Il libro di S. N. Bulgakov , Sulla corda del silenzio - Diario spirituale (1924-1925) , è testimonianza di vita spirituale. La preghiera è un combattimento. Scrive : " Tutta la notte sono stato triste e afflitto. Mi sentivo immerso in una tenebra profonda, e tutta la mia vita mi è sembrata un errore e una sventura. Io sentivo dentro di me e su di me un respiro di morte (...)  Ho pregato,  ho chiamato Dio , ma non avevo le forze per farmi strada in questa cupezza. ".

Se manca la luce per orientarsi, se manca la forza di fronte all'ingiustizia e alla crudeltà, allora si può chiedere luce e forza con la fede di ottenere questi doni. Senza pretendere, ma perseverando nel chiedere.

                   Lo Spirito Santo non è contro il Padre e contro il Figlio, ma dice il loro amore reciproco

Perchè Peter Tiel è venuto in Italia a parlare dell'Anticristo che ha identificato con il Papa? Per parlare teologicamente è necessario mettersi prima in ginocchio, fare discernimento spirituale, ossia chiedere a Dio una luce sugli avvenimenti e sulle persone. Cosa voleva Peter Tiel ? fare pressione sul Papa perchè giustificasse le guerre? Perchè l'amministrazione americana continua a suscitare guerre nel mondo? Gli USA non si sono accorti di aver perso tutte le guerre dopo il 1945? La seconda guerra mondiale è l'ultima guerra che hanno vinto; poi le hanno perse tutte. Si direbbe che si sono montata la testa dopo la vittoria del 1945. L'Europa, dopo secoli di guerre intestine, ha capito che la guerra non è la strada per risolvere conflitti e contese. 

                  La preghiera suscita una lotta non violenta per il reciproco riconoscimento

All'alba la sentinella annunzia che è passato il pericolo della notte. Il nemico ha rinunziato alla lotta armata. I contendenti hanno scelto di parlarsi ; dapprima ognuno ha rivendicato le sue ragioni e i suoi interessi, poi ognuno ha riconosciuto gli interessi e le ragioni dell'altro.         Dal reciproco riconoscimento tutti ci guadagnano; dalla distruzione della guerratutti ci perdono. 

Quando la preghiera non è un atto formale ma un lavoro che impegna tutte le forze (l'intelligenza e il cuore insieme), allora la risposta di Dio diviene chiara per tutti : ognuno rinunzia a qualcosa, ognuno guadagna molto di più. La vita vince sulla morte. La pace vince sulla guerra. Nella preghiera si capisce il contro-corrente : la rinunzia ai soldi pubblici nel portare avanti un lavoro diventa guadagno quando ognuno ci mette del suo. Ciò che è proprio lo si utilizza meglio, mentre si sperpera il denaro pubblico.

                                    don Carmelo Guarini

martedì 12 maggio 2026

Il limite e l'indifferenza

 

                 Il limite può rimanere neutrale di fronte all'indifferenza e all'infinito ?

Il limite, proprio perchè è finito, deve scegliere, deve prendere posizione tra l'indifferenza e l'infinito. Se sceglie l'indifferenza, vuol dire che l'oppresso si rassegna all'oppressione, l'assediato si rassegna all'assedio, chi non conosce  si rassegna all'ignoranza. Se sceglie l'engagement, come diceva Sartre, è perchè riconosce che l'uomo è l'assoluto (non c'è altro assoluto), ma questa esibizione di onnipotenza sarebbe una finzione: l'uomo si finge infinito, mentre è soltanto finito. La sua manifestazione di onnipotenza sarebbe soltanto a fior di pelle, in realtà non sarebbe superamento dei limiti. La scelta del finito potrebbe essere quella dell'affrontement : il porsi del finito difronte all'infinito.

                 Il conflitto quali possibilità apre tra il rimanere indifferente del finito ed il suo tendere verso l'infinito ?

Il cominciamento della relazione è la fiducia (basic trust) o il conflitto ? Se non credo all'esistenza dell'altro, può il conflitto essere il cominciamento della relazione ? Posso partire dal conflitto per il riconoscimento dell'altro, ma devo giungere alla fede, devo cioè riconoscere le diversità e gli interessi contrastanti, se voglio che la relazione non rimanga nell'indifferenza. La fiducia di base ed il conflitto spingono a superare il limite del finito, sono il motore del cammino verso l'infinito.

                  La ricerca è l'antidoto all'indifferenza : il finito muove verso l'infinito

Con la fisica quantistica la scienza smette di essere l'ultima religione. Ora il vero problema della scienza diviene la necessità di una spiritualità, ossia il come scegliere. Come dice Carlo Rovelli "la cattiva cosciemza dei fisici" può compiere scelte sbagliate. Non si può dare la colpa della bomba atomica soltanto ai politici; i fisici avevano la responsabilità di prevedere cosa sarebbe stato possibile fare con la bomba. Avrebbero potuto decidere di non realizzarla, e quindi di non consegnarla ai politici. 

                  Il superamento del conflitto parte dal riconoscimento delle diversità e degli interessi altrui e di quelli propri

Io non sono l'infinito. L'altro non è l'infinito. Il riconoscimento del finito conduce a credere che l'infinito si trova nella fiducia e nel conflitto : chiede il superamento incessante del dominio e del possesso. L'esperienza dice che tutti ottengono di più quando donano, non quando pretendono di avere e dominare.

                             don Carmelo Gaurini

sabato 9 maggio 2026

Ripetitivo e inventivo

 

               Il rito caratterizza la tradizione. La rivoluzione s'identifica con l'invenzione.

Il rito afferma la tradizione : richiama alla memoria le origini, è un memoriale, assicura la continuità del percorso attraverso il ripetere.

L'inventivo è l'evento di rottura, inserisce nel percorso un discontinuo, ma non intende distruggere nè la tradizione nè il rito, semmai vuole reinventare.

               Evoluzione contro creazione ?

Chi immagina che l'evoluzione distrugga l'evento della creazione finisce con l'affermare il prevalare dell'assurdo sul mistero, e del disordine sull'ordine. Affinchè la trasformazione prevalga sull'entropia occorre che ci sia un ordine che vinca sempre sul disordine. L'ordine riesce a trarre dal disordine un ordine più grande; il primato del disordine finirebbe col distruggere ogni senso di ordine. Un'evoluzione sensa creazione finirebbe nel prevalere dell'entropia. La creazione offre all'evoluzione sia il senso sia il fine : mostra la trasformazione, non la distruzione, di ciò che è inferiore in ciò che è superiore.

              Dialogo o dialettica ?

Perchè il dialogo platonico è più efficace della dialettica hegeliana? Platone è superiore a Hegel sebbene sia vissuto più di due millenni prima. Hegel ha considerato il primato dello spirito del tempo sul tempo dello spirito, ossia il tempo superiore all'eternità. In realtà il tempo manca di durata, mentre l'istante è il segno premonitore dell'eternità. Lo spirito del tempo  è  propriamente ciò che è alla moda, un miraggio nel deserto, una storia che si vorebbe eternità, ma non riesce a far vivere il passato nel futuro. Che cos'è il tempo dello spirito? E' la pace che viene da una trasformazione interiore e riesce a cambiare lo spirito del tempo che è il conflitto.

              Distruzione di ciò che è inferiore o trasformazione dell'inferiore in superiore ?

Ciò che la creazione assicura all'evoluzione è la trasformazione, non la distruzione, di ciò che è inferiore in ciò che è superiore. La vita biologica non viene distrutta ma trasformata in vita dello spirito. La vita psichica viene sublimata, non distrutta, dallo spirito. La creazione assicura all'evoluzione una direzione, un senso.

L'inventivo non distrugge il ripetitivo, lo reinventa; ricrea un nuovo ordine quando un disordine è emerso. L'ordine si trasforma, non è distrutto dal disordine. Ciò che i conservatori e gli innovatori non hanno ancora compreso, quando vogliono che il conflitto dia vittoria agli uni ed elimini gli altri, è il primato del dialogo sulla dialettica; seguono lo spirito del tempo, invece di guadagnare il tempo dello spirito!

                                           don Carmelo Guarini

giovedì 7 maggio 2026

La tristezza e la gioia

 

         " Quando alcuni scoprono l'amore, capiscono perchè altri hanno cominciato a odiare. " Il film Terra amata (1995) racconta come nascono l'odio e l'amore.   La tristezza e la gioia sono intimamente legate all'odio e all'amore : colui che odia è sempre triste; colui che ama è sempre nella gioia. La catena di odio si spezza quando l'amore fa vivere una vita nuova. Il film Terra amata (1995) utilizza il racconto per far vedere che amore e odio non rimangono sentimenti nascosti nell'interiore, essi danno origine a comportamenti nuovi.

                          Il racconto di violenza e di crudeltà genera odio

Propaganda di odio si respira in tutte le espressioni di violenza : il racconto della violenza virtuale si somma a quello della vita reale. La corruzione parte sempre dall'interno, ma raggiunge molto presto i comportamenti.                        Il racconto mostra che la testimonianza è più efficace dell'argomentazione: la tarda modernità si è accorta di aver sopravvalutato l'argomentazione e di aver sottovalutato la testimonianza di ciò che accade. 

                          Il racconto del dolore (proprio e altrui) genera la compassione

Nel film Terra amata (1995) due esperienze di morte e di violenza vengono valorizzate per avvicinare due mondi lontani di bianchi e neri. Il cambiamento interiore porta ad approfondire la ricerca della verità : l'argomentazione è rivalutata, non disprezzata. Perchè un giovane bianco ha iniziato ad interessarsi dei negri, ha creato per loro qualcosa che li aiutasse a venir fuori dalla povertà e dall'emarginazione? Credere che l'amore può vincere i pregiudizi : questo il motore del cambiamento!

                           Materialismo e spiritualismo mostrano di non avere il senso del limite

Il materialismo esalta la materia e nega lo spirito; lo spiritualismo nega la forza della materia ed esalta lo spirito. Imperialismo e socialismo, quando parlano di lavoro e di economia, sono troppo materialisti; non considerano nè la libertà nè la dignità del soggetto umano, ma relegano la libertà e la dignità nel regno dello spirito, ossia quel regno di idealisti che sembrano non avere il senso di questo mondo. 

La tristezza e la gioia non vivono nell'isolamento; vivono soltanto nella condivisione. Chi fa soffrire, crea tristezza per sè e per l'altro. Colui che ama, mette nel mondo più gioia, per sè e per gli altri.

                                      don Carmelo Guarini

                      

domenica 3 maggio 2026

La politica e l'assurdo

 

                   Aristotele diceva skolé il tempo libero. Dunque la scuola non è tempo obbligato; è tempo libero nel quale si cerca e si crea.

I discepoli di Sartre vanno a scuola da Camus : vogliono capire come si può fondare la politica sull'assurdo. Sartre, infatti, crede sia nell'assurdo sia nella politica.

I discepoli di Sartre domandano a Camus : Sartre crede nella politica perchè vuole sfuggire o rivoltarsi all'assurdo ? Domandano ancora : possono i proletari rinunciare a diventare borghesi?

In termini attuali : un miliardo di cinesi potranno ancora credere nel comunismo dopo che hanno visto meno di un milione di cinesi divenire oligarchi e ricchi, mentre il miliardo è rimasto ancora nella miseria?

                 Assurdo, in filosofia, è ciò che non ha senso. L'intelligenza aiuta a conoscere ciò che ha significato. 

La modernità occidentale ha sbagliato quando ha esaltato l'argomentazione e ha denigrato la narrazione. Si pensava che l'argomentazione fosse il motore della scienza e dello sviluppo, mentre la narrazione veniva considerata come un retaggio del passato arcaico. Tuttavia, quella di Marx, Freud e Nietzsche non è stata una narrazione dell'economia, della psiche, del relativismo e del nichilismo? Certo, il romanzo è stato il racconto moderno, ma quel racconto è individualizzato (ognuno  lo legge chiuso nella sua camera, come fosse in un bunker), non c'è legame col resto, salvo quando, come fa Musil, denuncia L'uomo senza qualità.

                  La narrazione ha una funzione fondamentale anche in politica

Il buddismo appare indifferente alla politica, almeno se lo si  paragona all'ebraismo e all'Islam, a meno che, per compassione, i monaci buddisti non si lascino bruciare vivi da quegli oppressori del popolo che non voglion riconoscere libertà e dignità. 

Cristianesimo e  cattolicesimo hanno approfondito nel corso dei secoli il problema della guerra e della pace. Oggi non tutti i cristiani e i cattolici sono sempre per la pace e contro la guerra, ma la coscienza si è affinata, c'è più confronto. Si vede che dietro la produzione di armi c'è interesse economico di alcuni. Si vede meglio che la dipendenza economica rende possibile la dipendenza politica. Si vede che la difesa della sovranità si regge spesso sulla disinformazione.

In sintesi : quando la politica abbandona il diritto e l'intelligenza, cade vittima dell'oppressione e dell'assurdo. Occorre riportarla alla ragione, al confronto e all'incontro !

                                   don Carmelo Guarini

venerdì 1 maggio 2026

Storia e fede

 

                                 La fede è un atto più concreto della storia e del mito

La modernità ha difeso la scientificità della storia e ha denigrato il mito come se fosse un'ideologia dell'umano.  Due domande oggi possiamo porci. La prima : è possibile storicizzare il mito ? La seconda : è possibile demitizzare la storia? Sintetizzando le due domande in una sola : si possono staccare il mito e la storia e addirittura contrapporli? Non sono  forse la storia e il mito creazione umana di eventi nei quali interagiscono il pensiero e l'azione, ma anche elementi imponderabili e imprevedibili?

La fede è un atto esistenziale : dice la relazione tra due soggetti.  Fintanto che la fiducia (o la fede) permane, persiste la relazione. Quando la fede viene meno, anche la relazione scompare. La fede vissuta da una piccola comunità può fare storia :  può allargare la sua influenza sino a coinvolgere un numero crescente di persone.      Il motto della fede è : mi sta a cuore il noi.      Mentre il motto dell'indifferenza suona : me ne frego del noi.

                                    

                                 La fede non è mai staccata dal vissuto

Gioacchino da Fiore, parlando degli stadi o periodi attraversati dal genere umano, affermava  : "Il primo stadio del mondo è stato di schiavi. Il secondo,  di liberi.  Il terzo sarà comunità di amici.".  Legava questi stadi della storia umana all'azione del Dio Uno e Trino : il Padre avrebbe agito soprattutto nel primo stadio, il Figlio nel secondo stadio, lo Spirito Santo nel terzo. Il Padre ha insegnato a obbedire; il Figlio, ad essere liberi. Lo Spirito Santo insegna l'amicizia o l'amore reciproco.

La meditazione della Sacra Scrittura aiuta a comprendere la storia e i segni dei tempi. Gioacchino da Fiore affermava che questa meditazione era in grado di formare uomini spirituali, ossia gli uomini dei tempi ultimi. La fede tanto più diviene certa quanto più vive la povertà come scelta. La povertà è cosa diversa dalla miseria, che rimane una sorta di schiavitù imposta dalla storia. Gli uomini spirituali non sono il prodotto di se stessi, sono il frutto dello Spirito Santo. 

La fede può trasformare la storia e il mito : può dare un senso all'azione, può spiegare razionalmente il mito, può creare legami aldilà delle guerre e della competizione. La fede può fare molto di più della ragione umana: risolvere problemi comuni con la collaborazione di tutti.

                                   don Carmelo Guarini

giovedì 30 aprile 2026

Lo spreco della persona

 

                             Qual'è lo spreco più grave ?

Quello più grave non è lo spreco di denaro. Dietro di esso si nasconde lo spreco della persona. Anche dietro lo spreco di droghe si nasconde lo spreco della persona. In Europa, negli ultimi venti anni, la domanda di droghe è raddoppiata. La repressione, benchè necessaria,  non risolve il problema. Perchè c'è domanda di droghe? Perchè si affida la soluzione di un disagio ad una sostanza artificiale?

Non ha la persona la capacità di risolvere ogni problema? E se in molte circostanze non può risolverlo da sola, non può trovare nella relazione l'aiuto necessario ?

                             La dignità della persona

Lo spreco più grave è buttar via la persona, considerarla un oggetto di consumo. Tuttavia non abbiamo abbandonato del tutto l'idea che "le società del futuro saranno fondate più sulla circolazione del sapere che sulla produzione di beni." .  Questa convinzione avanza inesorabilmente, sia per il negativo prodotto dalle guerre, dagli armamenti, dalla fame e miseria in tante zone del mondo, sia per il  positivo realizzato dalla condivisione di risorse e di beni.


                             Il salto di qualità nell'evoluzione

La persona si afferma come libertà, pensiero, linguaggio, relazione. Il suo tendere verso il futuro più che il suo legame al passato è ciò che la distanzia dal mondo vegetale e animale. Ciò non vuol dire abbandonare il passato, la tradizione; vuol dire non ripetere, ma ripensare creativamente. Questo tempo ha il privilegio di lasciare alle macchine il calcolo, mentre l'essere umano può riservarsi le decisioni ultime. quelle che decidono sulla vita e sulla morte, sul bene e sul male, sulla pace e sulle guerre. Una decisione sul fine e sui mezzi per raggiungerlo non sarà mai di una macchina, di un'intelligenza artificiale. La decisione umana sarà sempre il risultato di un pensiero, di una relazione tra persone, di un bene comune ricercato e perseguito.

La cosa strana e irrazionale non solo riguardo alla persona ma anche alla mancata soluzione della crisi e  della pace : Gandji e Rabin uccisi dai rispettivi fondamentalisti indù ed ebrei. La difficoltà di mettere pensiero, linguaggio e azione al servizio della comunità e della persona!

                              don Carmelo Guarini

martedì 28 aprile 2026

Donare e ricevere

 

                    Lo stile di vita individualista

L'interesse del singolo è l'unico interesse che si persegue, ma si scontra con l'interesse dell'altro e della comunità.    Quali le conseguenze di uno stile di vita individualista?

                                  -  In nome della propria libertà si pretende di ottenere ciò che si desidera

                                  -  In nome dell'uguaglianza si guarda soltanto a ciò che si ottiene


                   Uno stile di vita non può essere imposto

Uno stile di vita imposto, muove o verso il conformismo o verso la ribellione anarchica. Lo stile di vita che tenga insieme l'interesse del singolo e quello della comunità e dell'altro su che cosa può fondarsi?                   

                                  -  Si deve superare l'ostacolo di : lavorare e non vivere

                                  -  Si deve superare la solitudine che deriva dal ricevere sempre e non                                                      imparare  mai a donare

                      La reciprocità risponde alla svolta antropologica

Nè conformismo nè anarchia. Se si pretende soltanto, è perchè si è ricevuto troppo; è mancata l'esperienza del dono. Qunado manca questa esperienza, si finisce per non avere il senso della relazione.  La relazione autentica non va mai in una sola direzione : o si riceve o si dona. La relazione autentica comporta un viaggio di andata e di ritorno : si dona e si riceve.  L'altro non vuole un dono qualsiasi, ma soltanto ciò che gli manca per riempire la propria vita. S'impara a ricevere quando si dice grazie; e in quel momento si comprende che si deve donare ciò che manca a colui che ha donato. 

Il maggio del '68 aveva destabilizzato le relazioni che si fondavano sul conformismo:  il maestro dettava, il padre comandava, lo stato obbligava alla legge, la chiesa non ammetteva l'obiezione di coscienza. Da quel momento il movimento femminista e il movimento giovanile rivendicano la svolta antropologica. Il difficile diviene tenere insieme le esigenze del singolo e quelle della comunità. La reciprocità diviene l'esperienza fondamentale della relazione nuova.

                                            don Carmelo Guarini

venerdì 24 aprile 2026

La scelta dell'Infinito

 

                            La scelta tra perdita infinita e guadagno infinito

Ciò che si perde nella solitudine, lo si guadagna nella comunione. Nella solitudine si perde l'io illusorio, quello che Agostino nelle Confessioni dice l'amore di sè. Nella comunione si guadagna l'io autentico, quello che Agostino chiama l'amore dell'Altro. In questo Altro si trova sia Dio sia il prossimo. 

                           La violenza prende il posto della ragione

La dinamica che scatena la violenza non è la paura dell'altro, ma la volontà di renderlo schiavo. Si ritorna alla logica servo- padrone : non si vuole uccidere l'altro, ma paralizzarne l'azione. Si considera il Pensiero inferiore all'Azione; si sceglie l'Azione senza Pensiero. Ma il cambiamento d'epoca ha ribaltato i rapporti di forza tra gli Imperi e le piccole nazioni : la scelta dell'Infinito consente al piccolo di resistere al grande.  L'impero che minaccia o scatena una guerra non ha pensato alla resistenza che può opporre chi considera la libertà nell'ordine dell'infinito. Chi sceglie l'inevitabile alternativa alla guerra, instaura un dialogo interminabile (che sembra non finire mai).

                           Azione e inazione

Che cos'è l'inazione? Non è la semplice rinunzia ad agire; è qualcosa di più alto e di più profondo. Ciò che è in gioco nell'inazione è il pensiero che diviene fatto, e si oppone al fatto senza pensiero. La differenza la si può vedere tra Dio che mette alla prova e il Diavolo (l'Avversario) che tenta. La prova alla quale Dio sottopone è un atto di fiducia e d'amore : intende rafforzare lo spirito di chi è provato. L'Avversario (il Diavolo) tenta per far cadere. Dio appare come inattivo, il Diavolo come ossessivamente attivo. Un'Azione senza Pensiero è diabolica!

 Colui o colei che medita   fa esperienza dell'afficacia del Pensiero che precede l'Azione.

                          La comunione supera la passione

La passione è considerata come il motore di un interesse (e di un desiderio) che giunge al parossismo, diviene ossessivo. Ma la passione senza meditazione genera un fatto istintivo.  La mancanza di meditazione nella solitudine dell'io allontana dalla comunione. L'incontro con la persona chiede che si abbandoni ogni altra passione. Nella solitudine l'io incontra la propria persona quando accetta di perdere tutto, che è donare tutto, come diceva Pascal. Incontra anche la persona altrui : non è la passione, ma la compassione a favorire la comunione!

Ogni incontro autentico è scelta dell'Infinito!

                                          don Carmelo Guarini                             

                              

martedì 21 aprile 2026

Il rischio nel conflitto

 

                            L'iniziativa e il rischio

L'iniziativa comporta sempre un rischio : invece di rimanere in difesa, si passa all'attacco. Se si è sicuri di vincere, si elimina soltanto la paura del rischio, ma non si può trascurare la probabilità di perdere. 

La base di una giusta decisione  si trova  nell'esattezza del giudizio. Perciò bisogna sempre distinguere il contingente che si perde nel finito dall'essenziale che guadagna l'infinito.

                           L'essenziale e il contingente

Quale azione è ancora possibile? Questa domanda se la pone ogni persona di fronte alla decisione da prendere. La decisione, siccome non riguarda soltanto i mezzi ma si estende al fine, deve guardare la qualità più che la quantità. Un conflitto può guadagnare la pace soltanto se non fa ritorno alla situazione di partenza, , soltanto se perde qualcosa di ciò che rimane nell'ambito del finito e se guadagna nell'ambito di ciò riguarda l'infinito.

                          La decisione che punta a vincere cosa pone in secondo piano ?

In primo piano la decisione pone la persona, quella propria e quella altrui. In secondo piano pone le cose, i progetti, le idee acquisite. La decisione vuole un'apertura di giudizio. Quando Gesù è posto da Marta di fronte all'alternativa: contemplazione o azione, non dice a Marta di scegliere la contemplazione fuori dell'azione,  le dice che può vivere l'azione come contemplazione. Non è la quantità delle iniziative o delle azioni a decidere di una svolta, ma la qualità o l'essenziale che vi si mette dentro. 

                            Il dono vince sul calcolo

Pascal aveva fatto fare al gioco una svolta : da gioco d'azzardo che guadagna beni materiali o anche soltanto la soddisfazione dell'io a gioco dello spirito che passa dal misurabile all'incommensurabile. Il dono vince sul calcolo perchè porta il calcolo al suo estremo, l'incommesurabile. Il dono non elimina il calcolo, ma lo trasporta dall'ambito del finito alla sfera dell'infinito. Ciò che il calcolo da solo non può guadagnare è l'infinito. E' il dono che dona al calcolo la possibilità di guadagnare finito e infinito; proprio come l'ordine che dona al disordine di guadagnare non solo un nuovo ordine attraverso il disordine, ma un ordine infinito che vince sull'ordine finito.

Nella storia universale futura forse il conflitto e il rischio non saranno mai  eliminati. Bisognerà uscire dalla storia e dal tempo, entrare nell'infinito, per vedere la fine del conflitto e del rischio. Ma questo non dovrà significare  la rinuncia a decidere e a credere nella vittoria. Se l'essenziale è donare, se il contingente è calcolare, colui che punta sempre sull'essenziale non sarà sconfitto !

                                          don Carmelo Guarini

                                   

lunedì 20 aprile 2026

Un percorso virtuoso

 

                             Il percorso virtuoso tra parola e azione

E' il pensiero (e la preghiera in quanto super-pensiero, non sotto-pensiero) che crea il percorso virtuoso tra parola e azione : ciò che dico di buono e di vero mi ritorna. Che cos'è infatti il pensare o l'interrogare, questo atto filosofico, se non la scoperta che occorre scegliere tra il calcolo e il dono ? Diceva un filosofo del Novecento : " Denken ist Danken" ( pensare o interrogare è ringraziare). Accusato di simpatizzare per il nazismo, forse non aveva avuto il coraggio di criticarlo apertamente, considerava comunque il donare più del calcolare, e il ringraziare più del pretendere. Atteggiamento critico nei confronti del pensiero moderno caratterizzato dal calcolo matematico. Rivalutazione dell'interrogazione che scopre nel  ringraziare la fiducia nella relazione piuttosto che attardarsi su un pensiero di sorvolo, come avrebbe detto Merleau-Ponty.

                            Il percorso vizioso tra azione e parola

E' stato Marx, nella Tesi su Feuerbach, ad affermare : " I filosofi non hanno fatto altro che interpretare il mondo, ora si tratta di trasformarlo.".  In questa affermazione si dice che l'azione precede sia la parola sia il pensiero: Ma l'impazienza di ottenere subito un risultato, può condurre paradossalmente a rendere inefficace l'azione. Se un uomo o una donna chiedesse oggi ad uno psicologo : "Secondo lei conviene?", e questo non rispondesse "che cosa?", ma dicesse "Vada al supermercato", non avrebbe forse fatto cattivo uso del pensiero e della parola? Ancora un esempio : l'utilizzo odierno di droni e robot (che prendono il posto delle persone) risolve il problema della guerra? O piuttosto non scambia il fine della pace con i mezzi della guerra?

                           Una propaganda di menzogne crea incomprensione e ulteriore conflitto

La cooperazione crea più gioco di squadra  della competizione. Non ci si può fermare alla negazione dell'altro, occorre pervenire alla negazione della negazione. Si scopre così che il mio interesse può rimanere vivo se riconosco l'interesse dell'altro, e che ciò che decide nel gioco degli interessi diversi non è tanto il calcolo egoistico  ma il dono. Uno dona ciò che manca all'altro. Le menzogne sono negazione della relazione, che si approfondisce in cooperazione quando i diversi interessi sono riconciliati.

Nello scontro tra ebrei e musulmani, i cristiani rimangono schiacciati per la loro scelta di pace e dialogo? No. Possono favorire l'incontro tra parola e azione  proprio perchè fanno leva sul pensiero e sulla preghiera (super-pensiero) e non sulla guerra e sul conflitto; considerano la condivisione dei beni e il servizio più dell'avidità di ricchezza e del desiderio di dominio!

                                dn Carmelo Guarini

sabato 18 aprile 2026

Strategie a confronto

 

                                       GUERRA   o   PACE  ?

La strategia migliore è quella che raggiunge il fine, ossia la vittoria. Se lo scopo che ci si prefigge di raggiungere è sbagliato, sarà il fine a correggerlo.

Il suicidio è un atto metafisico, non è un atto politico. La filosofia della politica ne dà la spiegazione: il perchè del suicidio sta nella scelta della morte più che della vita. Il suicidio non è neppure un atto mistico (o spirituale)  perchè sceglie l'assurdo invece che il mistero. La guerra è un suicidio : sceglie la morte invece che la vita; sceglie la distruzione invece della pazienza del dialogo.

                                     Di fronte alla guerra sono possibili soltanto tre strategie 

La prima è la strategia della dissuasione : ai nostri giorni si fonda sul potere che ha la bomba atomica di distruggere la specie umana. Qesta strategia non basta più, perchè non tiene conto della tecnologia che inventa nuove armi; soprattutto non tiene conto  del superconscio dello spirito,  nel mentre si lascia suggestionare  dall'inconscio psichico.

La seconda è la strategia della persuasione : vorrebbe agire sull'intelligenza, ma non tiene conto del fatto che la propaganda soggioga le folle. La propaganda non ama lo spirito critico, perciò non coltiva l'intelligenza della persona; le basta persuadere, perciò usa l'immaginazione o il colpo di scena per raggiungere subito quello che nella durata si rivelerà come un naufragio o una catastrofe.

La terza è la strategia dell'inversione,  quella che Agostino diceva "dono di grazia", perchè sceglie la vita e non la morte, sceglie il mistero e non l'assurdo, sceglie l'amore e non l'odio, sceglie di costruire e non di distruggere. La  strategia dell'inversione non elimina nè la dissuasione nè la persuasione : lavora tra l'una e l'altra; con la parola  e con l'azione mette in campo un pensiero che intende salvare gli interessi di ognuna delle parti, e non di una parte soltanto.

                                   Un popolo deve meritate i propri governanti

Hitler e Mussolini urlavano alle folle, ipnotizzavano le masse, ignoravano la persona umana nella sua intelligenza e dignità. Matteotti venne ucciso per il suo spirito critico, pur essendo in parlamento.   La propaganda vuole distruggere libertà di pensiero e d'azione : vuole imporre l'unica opzione. 

Le guerre di Putin, di Trump, dei teocratici dell'Iran vogliono persuadere il popolo che lo stanno difendendo da un Avversario subdolo, mentre sono essi stessi a creare una guerra ibrida : mettono insieme guerra militare, guerra economica, guerra energetica.  Vorrebbero convincere il popolo che gli oligarchi sono la salvezza. In realtà,  se gli oligarchi prendono il posto del popolo, l'ambizione di potere e l'avidità di ricchezza creerà maggiori disuguaglianze tra benessere e indigenza. L'ambizione e l'avidità di ricchezza divengono spinta per la guerra. Il padrone è diventato l'oligarca; il servo è divenuto il terrorista. Gli attori cambiano, ma la guerra rimane.  Un popolo, quando sceglie i propri governanti, non deve fidarsi troppo nè delle parole che illudono nè delle azioni che nascondono i problemi.

 Cosa sceglie  il  popolo? Il pensiero di chi ha trascorso un'esistenza imparando a dare e a ricevere, senza arricchirsi e senza creare nuovi schiavi. Il popolo deve imparare a vedere la verità che la propaganda nasconde,  e  scegliere il confronto delle idee più che l'isolamento nel proprio giardino o nel proprio salotto.

                                     don Carmelo Guarini

                                     

mercoledì 15 aprile 2026

Strategia : preghiera e azione !

 

                      " Prega come se tutto dipendesse da Dio  -   Agisci come se tutto dipendesse da te "

Questa pratica, unica non duplice, è stata auspicata da filosofi e mistici, da persone semplici e concrete. Le cose semplici sono spesso le più concrete ed efficaci!  Trovare convergenza tra ciò che Dio necessariamente vuole e ciò che io liberamente scelgo significa dare vita al proprio destino. Nella preghiera non scelgo altro se non quello che nell'azione vivo.

                       L'evoluzione sembra scegliere l'ordine sul disordine

Se il cosmo viaggiasse verso l'entropia, il disordine avrebbe già prevalso sull'ordine. L'universo, invece, si espande.  Se la biosfera non viaggiasse verso la noosfera, l'antropologia avrebbe già conosciuto la catastrofe.  La strategia dell'evoluzione nasconde questo conflitto tra Assoluto e Relativo, tra Necessità e Libertà. Conflitto insolubile dal punto di vista del finito, ma non dal punto di vista dell'Infinito. Se pensiamo, come faceva Sartre, che nell'umanità coincidono Assoluto e Relativo, Necessario e Libero, Infinito e Finito, ci ritroveremmo di fronte all'assurdo. E' il Mistero che ci consente di trovare il senso della Storia del cosmo e dell'esistenza umana.

                       In quale fede o religione riusciamo a trovare il superamento del conflitto tra il Dio invisivbile e l'uomo visibile ?

Un'azione indiretta da Dio nella storia, attraverso intermediari, era già avvenuta nella chiamata di Abramo, Isacco e Giacobbe, e Mosè. L'azione diviene diretta quando Dio si fa Uomo : questo fenomeno storico è unico, imprevedibile e inimmaginabile. Il popolo d'Israele attendeva il Messia, ma sempre uomo non Dio; è il motivo per cui non ha acettato Gesù Signore (Adonai). Questo fatto improbabile non è stato ancora studiato da un punto di vista scientifico e filosofico. L'Incarnazione è accettata dalla teologia come dogma, dalla filosofia è stata vista come non contraddicente la ragione. L'Incarnazione ha una relazione misteriosa non solo con l'evoluzione antropologica, ma anche con l'evoluzione cosmologica. Il padre Teilhard de Chardin aveva ripreso questo tema che i Padri dei Primi secoli non avevano accantonato, ma ha voluto rimetterlo in campo aprendo un dialogo tra teologia, filosofia e scienza moderna.

                     La fede cristiana è un atto del Pensiero e dell'Azione

La fiducia nel Mistero rende l'Invisibile più vicino al visibile : questa certezza di fede la trovo prima all'interno, poi all'esterno. Acconsentendo al Mistero,  dico sì al mio destino e alla mia storia. Posso non capire perchè le circostanze hanno orientato la mia storia in una certa direzione; posso riconoscere che non avevo scelto quella direzione. Ma alla fine comprendo che il mio pensiero e la mia azione sono il risultato di una libertà relativa, e questa si realizza soltanto in relazione ad un Assoluto, nel quale vedo la coincidenza di Necessità e Libertà, necessità dell'Agàpe e libertà delle Persone.

                               don Carmelo Guarini

lunedì 13 aprile 2026

La spiritualità trinitaria

 

                            Il fondamento della relazione : o il calcolo o il dono

La ricerca del fondamento in filosofia di fronte all'evidenza del cogito relazionale. Ridurre lo scarto che prima o poi porta al conflitto tra l'io e l'altro si può : o l'io rimane chiuso in se stesso oppure si apre alla relazione con l'altro.  Qual'è il calcolo che impedisce la relazione ? Il calcolo che respinge l'altro lo troviamo in due atteggiamenti: uno è la ricerca del piacere, l'altro è il rifiuto del dolore. Come questi due atteggiamenti possono essere superati e sublimati ?  Entrando nel paradigma del dono!

                           Il fondamento teologico della spiritualità relazionale è il mistero cristiano del Dio Uno e Trino

Perchè il primo mistero della fede cristiana non rimanga astrazione intellettuale occorre fare esperienza della relazione trinitaria. La teologia diviene portatrice di verità e di vita solo quando è preceduta, accompagnata e seguita da un'esperienza vissuta. La spiritualità trinitaria può ridurre lo scarto tra l'istituzione gerarchica e la comunione dei santi :  in questo si trova la crisi attuale dell'adesione alla fede. Vivere le relazioni alla luce del comandamento nuovo donato da Gesù Signore diviene la chiave di accesso alla fede : la trasformazione delle relazioni è il segno più chiaro della vita che cambia. 

Nella relazione trinitaria il Padre non finisce mai di donare al Figlio, e il Figlio di donare al Padre. Questo dono reciproco non rimane all'interno di una relazione chiusa, trabocca al di fuori e si riversa su coloro che scelgono liberamente di donare piuttosto che di fare calcoli sul destino, sull'esistenza e sulla storia. 

                          Prendersi cura dell'altro, specialmente  nel dolore,  depotenzia la ricerca ossessiva di piacere

Che il potere suggesstivo dei sensi possa essere superato dal potere più grande dello spirito lo si può sperimentare : i sensi inferiori non vengono soppressi ma trascinati verso un gusto, un tatto, una vista, un ascolto superiori. Non si perde nulla di ciò che si dona; è il calcolo egoistico che rompe la relazione, gli fa guerra invece di riconoscere la crescita del suo dono.

Torna anche l'affluenza alle urne elettorali quando si tratta di speranza di cambiamento!

                                             don Carmelo Guarini

venerdì 10 aprile 2026

Progetto e fallimento

 

                    Il movimento femminile e il movimento giovanile vanno  oltre il devozionalismo : la ricerca di una spiritualità che tenga insieme psicanalisi e mistica

Non c'è rinnovamento, c'è soltanto restaurazione, se si punta tutto sulla devozione, come è avvenuto nell'Ottocento e nei primi decenni del Novecento. La rivoluzione femminile e quella giovanile sono rimaste incompiute,  per essere state in buona parte rese innoque. La sincera spinta innovativa è rimasta neutralizzata dal potere del denaro e del successo : il consumismo di massa ed il protagonismo mediatico hanno giocato contro la relazione e la creazione di legami solidi.

                   Psicanalisi e mistica : quale interazione offrono al ricominciare, dopo il fallimento del progetto

Sant'Agostino distingueva l'azione dell'anima dall'azione dello spirito, seguendo in questo san Paolo.   Scriveva il santo africano riguardo alla vita interiore : "Interior intimo meo - superior summo meo".  Jean Guitton ha commentato Agostino : " la psicoanalisi coglie bene l'imago in quanto interior intimo, discerne bene l'uomo interiore, il carattere. Ma non discerne il superior summo meo , il quale insieme all'interiore presiede al mio destino. ".

Si può conciliare la psiche studiata dalla psicoanalisi  con lo spirito studiato dalla mistica? La devozione non basta per superare il divario culturale che di continuo scienza e storia creano nei confronti della teologia. Questa non può vivere di rendita, deve affrontare in ogni momento storico la sfida dell'inculturazione.

                     La relazione è un fatto, un'esperienza di fiducia reciproca tra due e più soggetti

La relazione è fondamento storico e metafisico del progetto e del suo ricominciare. All'inizio di una relazione troviamo questi due fatti : la relazione o esprime la fiducia reciproca tra due soggetti, oppure testimonia il loro conflitto. In questo si può dire : la relazione è un fatto, non un'astrazione. Ma il fatto che scelga la fiducia reciproca o il conflitto mette in gioco : la libertà di ognuno, il progetto di ognuno, il fallimento del progetto, la reinvenzione del progetto. Il fallimento del progetto individuale diviene opportunità per entrare in un progetto comunitario. 

Se il mio Io fallisce, se il mio desiderio non si realizza, non devo rinunziare al desiderio, devo allargare il mio Io al Noi, devo puntare più in alto. Questo è il senso del superior summo meo!

                                                            don Carmelo Guarini

martedì 7 aprile 2026

Libertà e Destino

 

                Come si conciliano in Dio la libertà e la relazione ? Se si conciliano in Dio, si possono conciliare anche negli uomini

Jean Guitton ha ricordato un filosofo francese sconosciuto : Lequier, il quale ha scritto Dialogo del predestinato e del reprobo, "uno dei testi più drammatici che siano mai stati scritti da un autore.".  Libertà e Necessità si affrontano. : salvezza o dannazione.  Nel racconto di Lequier, due uomini di fronte al mistero del Destino. " Lequier fa incontrare un monaco che ha compiuto nel corso della sua vita tutto il bene possibile e che cade nel suo ultimo momento, va all'inferno ed è dunque un reprobo -  questo è il primo interlocutore  -  con un libertino che , lo si può immaginare, ha accumulato del male. Ma, come il buon ladrone, egli si pente ed è salvo proprio nel suo ultimo istante. Lequier lo chiama il predestinato. ". 

Dio sarebbe Giustizia se facesse ciò?

                  In Dio Libertà e Amore ( Agàpe) in che relazione stanno ? Tommaso D'Aquino e Duns Scoto avevano dato risposte diverse

Il monoteismo assoluto dell'Islam e dell'Ebraismo non salva la relazione.  Ma neppure il determinismo della Natura, professato da Spinoza salva quella relazione nell'umanità : la rivolta anarchica sarebe l'unico modo per liberarsi dalla tirannia del determinismo. La teologia cattolica, pur professando il Mistero, abbozza una via a partire dalla rivelazione:  Il monoteismo trinitario salva la libertà assoluta in Dio e la relazione tra le Persone divine. Se Dio fosse soltanto Libertà assoluta, Egli sarebbe il Dio degli anarchici, Egli stesso il primo anarchico. E' l'Agàpe  a salvare la libertà in Dio : il Padre ama liberamente e assolutamente (senza condizioni) il Figlio; lo stesso fa il Figlio nei confronti del Padre. Questa relazione assoluta d'Amore è lo Spirito Santo. 

La prospettiva aperta da Duns Scoto potrebbe trovare convergenza e arricchimento di pensiero in Tommaso d'Aquino : il non essere del Padre nei confronti del Figlio, e del Figlio nei confronti del Padre non sarebbe un annientamento ma un non-essere per poter far essere. Il Tutto e il Nulla di Aristotele divengono : l'Agàpe e il Non-essere.

                            Il paradigma del dono, rispetto al paradigma del calcolo, è in grado di salvare l'essere del donatore e del donatario.

 Se io considero la mia libertà più grande della relazione, sono un anarchico,  e la relazione salterà sempre. Posso salvare la relazione soltanto se continuo a donare; ma è nella libertà che trovo il modo sempre nuovo di donare. Il dono non è mai lo stesso, e chi lo ha ricevuto non può mai rivendicare pretesa nei confronti di chi ha donato. Il donatario deve a sua volta divenire donatore. E' in questo atto di continua donazione che si salva sia la libertà di ognuno sia la relazione.

                                 don Carmelo Guarini

domenica 5 aprile 2026

L'incontro

 

                  L'incontro autentico è incontro con l'uomo nuovo

Ci sono incontri che in verità non sono incontro, dal momento che riducono l'esistenza ad una rovina. 

Ci sono  incontri  che fanno risorgere un'esistenza : fanno sì che le ferite cicatrizzino e un'esistenza distrutta torni a sperare.

                  L'incontro è sempre imprevedibile e improbabile, come quello con Gesù Risorto

L'incontro con l'uomo nuovo è l'incontro con un improbabile che disegna un destino, ma senza che la libertà venga annullata o sia sottomessa al caso.  Chi ha creduto nel potere e nel dominio in questo mondo, finisce l'esistenza nell'illusione e nella delusione della libertà. Le ferite dell'esistenza si chiudono, cicatrizzano quando l'uomo nuovo prende il posto dell'uomo vecchio. 

                  Storia e teologia procedono guardando all'avvenire e all'eternità, come d'altronde la scienza e la fede

Ha scritto Jean Guitton in Storia e destino : " Lo spirito, di fronte alla vita, oscilla tra due spiegazioni, ugualmente mitiche : caso e sorte. Il caso è il mito imposto dalla scienza moderna, che si è costruita come rifiuto della finalità. La sorte era il mito antico, che rifiutava la libertà. ".

                  L'esperienza mette in gioco tutta l'esistenza e non solo la ragione

L'esistenza  storica è un'esperienza che supera il mito : fa esperienza dell'uomo vecchio, quello che tiene aperte le ferite e ne apre di nuove;   ma fa esperienza anche dell'uomo nuovo, quello che vede le ferite cicatrizzate. L'antichità considerava il destino in maniera tragica : teneva le ferite aperte, non permetteva alla libertà di far cicatrizzare le ferite.      La scienza moderna non valorizza abbastanza la libertà dello spirito, che considera il distacco (ossia la rinuncia a trovare ) come la via per superare l'anarchia dell'Io.  " Fai un sacrificio, una rinuncia a un desiderio, e questo ti donerà il meglio, molto più di quello a cui hai rinunziato ". 

                  L'uomo nuovo mostra le cicatrici, non più le ferite sanguinanti

Ogni incontro con l'uomo nuovo è incontro con Gesù Risorto : non si vedono più ferite sanguinanti; si vedono cicatrici, cariche di una memoria di luce, di una speranza che non muore, di una fiducia nell'avvenire e nell'Eterno. Anche l'ultima ferita, quella che sembra non chiudersi mai, ossia la Morte, può vedere già in Gesù Risorto le cicatrici di una vita che non muore più! Che dire altro?   BUONA PASQUA di RESURREZIONE !

                                         don Carmelo Guarini

giovedì 2 aprile 2026

Sfida alla Storia

 

                Il Cristianesimo non è stato un mito; neppure ha sfidato la mitologia greca e romana. La Storia è il suo centro d'interesse.

La mitologia greca e romana era stata sfidata dalla fede di Abramo nel Dio Uno e dalla fede di Mosè nel Dio legislatore. La storia di Israele era stata segnata dalla fedeltà e dall'infedeltà : la scelta tra Dio e gli idoli era sempre stata ribadita dai profeti. Ma la fede d'Israele non sembrava capace di perseguire una Storia nuova : poco rivoluzionario  appariva il suo impegno nella Storia.

Il Cristianesimo, fin dagli inizi, ha voluto una Storia nuova. La sfida veniva dal suo fondatore : la storia antica era fatta di guerre, ricchezza, dominio, successo e celebrità; la Storia nuova doveva essere tutt'altro.

                 Quale sfida il Cristianesimo lanciava alla Storia?

I miseri e i ricchi venivano invitati entrambi a scegliere la povertà, considerata più grande della ricchezza. I dominatori potevano assumere un metodo nuovo per il protagonismo nella Storia: un servizio non da schiavi, ma da uomini liberi che intendono vivere la reciprocità dei doni. Per il fatto che non si nasce uguali ma diversi, ognuno può ,  attraverso il dono reciproco , ricevere e donare ciò che manca all'altro. Il comandamento nuovo è il dono di Gesù Signore al paganesimo e all'ebraismo.

                  Nel Medioevo la conversione dei popoli è stata di massa; a partire dalla Modernità la conversione diviene personale

La sfida del Cristianesimo alla Storia per oltre un milennio ha riguardato la conversione dei popoli; a partire dalla Modernità, quando viene in rilievo l'individuo, riguarda la conversione personale. Il motivo per il quale il Concilio Vaticano II ha voluto l'aggionamento dell'evangelizzazione e della catechesi risiede nel cambio d'interesse : ora la persona, non più un popolo, è soggetto di conversione al Vangelo. La rottura tra fede e cultura,  e tra Agàpe e Mondo, rottura che nella Modernità sembra approfondirsi, interpella la persona a scegliere.

                  Una nuova relazione Chiesa  -  Mondo 

La Chiesa sceglie non di contrapporsi al Mondo, giudicando e condannando, ma di dialogare con il Mondo, poichè lo considera  intellettualmente adulto, ma ancora esistenzialmente arretrato. Il Mondo non è ancora capace di considerare lo sviluppo, tenendo insieme la tradizione e l'avvenire  dello spirito. La Chiesa sbaglierebbe se si arroccasse in una tradizione di forme esteriori  e trascurasse l'essenziale dell'esperienza spirituale. "E' lo Spirito che dona la vita, la carne non giova a nulla." .   Questa parola del Vangelo è un invito a considerare l'evoluzione guardando alla realizzazione umana nel futuro più cha a ciò che si ritiene sia avvenuto nel passato. Si diviene liberi di scegliere quando si è privati di tante condizioni esteriori, divenuti condizionamenti della libertà. La distanza tra Chiesa e Mondo si accorcia se si tiene presente ciò che diceva sant'Agostino: "La Chiesa ha figli fra i suoi nemici e nemici fra i suoi figli.". Lo Spirito agisce senza  condizionamento  dell'organizzazione, anzi ricrea ciò che il fare troppo umano demolisce!

                                                don Carmelo Guarini

martedì 31 marzo 2026

L'Ideale e il Reale

 

                    Perchè l'amore e la guerra sono sempre in lotta ?

Nei tempi storici nei quali non è venuta meno la fiducia nella giustizia e nella libertà, è il Reale che ha salvato l'Ideale. 

Nei tempi storici nei quali la violenza ridiventa il motivo dominante del Pensiero e dell'Azione, soltanto l'Ideale può salvare il Reale. Ma proprio in questi tempi il Pensiero, che ha sempre il primato sull'Azione, perde  forza; e l'Azione finisce con l'imporre la forza irrazionale.

                  Non siamo ancora alla fine della Storia, ma un cambiamento radicale incombe

Fino a quando la Storia non sarà finita, l'Ideale e il Reale rimarranno mischiati tra i popoli e nelle culture, come il puro e l'impuro in ogni persona. Bisogna attendere la morte per vedere la trasformazione radicale del tempo nell'eterno, del potere della forza nel potere della giustizia, della vita biologica nel corpo spirituale, del Reale nell'Ideale. Si può dire con certezza : questa vita temporale può essere  Reale ma con certezza non è ancora l'Ideale. Continuerà ancora nella Storia la lotta tra l'assurdo e il mistero : al Pensiero è richiesto lo sforzo di essere imparziale, per cogliere e riconoscere le ragioni di coloro che si sentono eletti e di coloro che si credono scartati.

                 Gli estremi della guerra : eletti e scartati

Che ci siano eletti e scartati è più un mistero che un assurdo. Non può essere un assurdo per logica, per il principio di non-contraddizione ( Ciò che esiste non può allo stesso tempo non-esistere ). Che sia un mistero lo si può vedere nei fatti : spesso gli eletti non raggiungono ciò che desideravano (un improbabile e un imprevedibile toglie loro la vittoria); e gli scartati, che sembrano destinati alla sconfitta perchè non hanno in mano le carte per vincere, oppongono la dignità e la libertà alla violenza, e non s'arrendono all'invasore. 

                  L'Ideale volge in meglio ciò che il Reale ha distrutto

Non per ottimismo, ma per azione storica, l'Ideale non da tregua al reale : tra Greci e Persiani dopo Maratona c'è Salamina; e tra Romani e Cartaginesi dopo Sagunto e Canne c'è Zara. Chi è stato sconfitto e sembra scartato, trova nell'Ideale della libertà e nell'onore della giustizia il modo per ridare il primato all'Ideale. Chi s'arrende al Reale non s'è mai posto la domanda: il Reale è veramente tale oppure è una finzione (una menzogna) dell'Ideale ?

                               don Carmelo Guarini

                  

                    

domenica 29 marzo 2026

Pace e vita cristiana

 

                       Clima di guerra : svalutata la pace, la dignità del lavoro, la relazione tra i popoli

" Il 30 agosto 1939 Einstein scrisse a Roosevelt che era possibile costruire la bomba atomica. " .  Husserl aveva già pubblicato La crisi delle scienze europee ... , dove evidenziava il fatto grave della rottura tra comunità politica e comunità scientifica, e la frammentazione di vedute all'interno della stessa comunità scientifica. Il primo fatto grave : la comunità scientifica frammentata non decide all'unanimità di abbandonare la ricerca della costruzione della bomba atomica. 

                     La pace si costruisce ridando dignità al lavoro e curando le relazioni tra i popoli

Se si vuole la pace, non bastano le parole, occorrono fatti coerenti. Quei cristiani che oggi parlano di AntiCristo e poi sono per la guerra, utilizzano la religione per fini politici ed economici, ma non mostrano nessuna volontà di vivere il Vangelo. Ricchezza e potere si accompagnano in ogni epoca storica. Lo vediamo anche ai nostri giorni : la guerra diviene un mezzo per fare soldi. La piattaforma delle scommesse dagli Stati Uniti sta dilagando in Europa. La ludopatia s'accompagna alla guerra : attraverso le scommesse ci si arricchisce. Il lavoro perde dignità. Le relazioni tra i popoli vengono regolate dalla forza delle armi, non più dalla ragione e dal diritto internazionale.

                   Il nostro è un momento della storia nel quale occorre scegliere tra il tutto e il nulla

Forse abbiamo pensato che il ritorno della barbarie non fosse più possibile. Un progresso indefinito, un'evoluzione pensata tutta in termini di avanzamento : questo è stato un inganno di pensiero della modernità. Non solo è possibile l'involuzione, ormai sappiamo che la distruzione della vita e dell'umanità è a portata di guerra e di bomba. Giocare sporco  con la vita e con la pace è davvero un'azione di autodistruzione. 

                   Il popolo eletto, il popolo nuovo è il primo a portare la pace

Siamo a questo punto : la dignità del lavoro e le relazioni umane di qualità sono l'antidoto alla guerra e alla ludopatia. Come si può lottare contro questa duplice alleanza tra guerra e finanza? Soltanto chi trova la pace e la dignità in se stesso, ogni giorno, non s'arrende alla guerra e alla distruzione della dignità del lavoro e delle relazioni autentiche! Unire le forze : avere il coraggio di parlare chiaro contro la barbarie!  

Se oggi ci manca qualcosa è l'intelligenza naturale; quella artificiale la si usa più per distruggere che non per sviluppare umanità!

                                  don Carmelo Guarini

mercoledì 25 marzo 2026

La prospettiva relazionale

 

                   La meccaniva quantistica afferma che il mondo è probabilistico

Niels Bohr ha scritto : " Non c'è un mondo quantistico. C'è solo un'astratta descrizione quantistica. E' sbagliato pensare che il compito della fisica sia descrivere come la Natura è. La fisica si occupa solo di quanto possiamo dire della Natura. "

E Carlo Rovelli aggiunge : " La più efficace e potente teoria scirntifica che l'umanità abbia mai prodotto è un mistero. "   ( in Helgoland, 49).

La scienza che dichiara l'esistenza del mistero piuttosto che dell'assurdo nel mondo è in dialogo con la filosofia. Quello che la meccanica quantistica non riesce a descrivere è l'improbabile!

                   La teologia afferma che più radicale del probabile è l'improbabile

L'improbabile è l'imprevedibile.  Occorre distinguere tra Weltgeist (spirito del mondo) e Welt der Geist (mondo dello spirito). Il mondo dello spirito è ancora poco studiato sia dagli scienziati che dai filosofi. La teologia l'ha studiato solo in margine : la mistica non è stata considerata ragionevole negli studi teologici. Ma  già troviamo in un frammento di Eraclito : " aphanès phanerés Kreissòn " .   L'invisibile è molto più del visibile. La mistica penetra nell'invisibile : è lì  che va studiata!

                   La filosofia è necessaria alla scienza : lo si vede nei momenti della crisi

Il mondo fisico descrive dei segni. Il mondo metafisico cerca di trovare il significato e il fine.  Perchè Oppenheimer (insieme ad altri fisici) ha costruito la bomba atomica? Non aveva coscienza di ciò che stava costruendo ?  L'antropologia e la teologia sviluppano il mondo dei significati, vogliono trovare  il fine delle azioni umane.

Quale filosofia è sottesa nella teoria di Darwin ? La sua è un'evoluzione retrospettiva, ossia guarda al passato. L'evoluzione di Teilhard de Chardin è prospettiva, ossia guarda al futuro. E' interessante notare che Darwin nell'Autobiografia ha confessato di non aver approfondito il mondo dello spirito (arte: musica, pittura ...).  possiamo dire che Darwin ha sviluppato l'evoluzione nella biosfera, ma non nella noosfera.  L'approfondimento del pensiero e dell'amore : filosofia e teologia indagano la noosfera. E' chiaro che tra biosfera e noosfera esiste una relazione, ma i due ambiti non vanno confusi nè sovrapposti.  Come la filosofia e la teologia non possono fare a mano della fisica, così anche la scienza non può disinteressarsi della filosofia e della teologia. La cosmologia, l'antropologia e la teologia seguono ognuna un percorso proprio, ma non possono ignorare ciò  che accade di nuovo nelle altre.

                         don Carmelo Guarini

lunedì 23 marzo 2026

La relazione nella meccanica quantistica

 

                     L'opposizione  salva il principio di non-contraddizione

Opposizione e contraddizione non sono e non dicono la stessa cosa. Nietzsche aveva ricordato che non si può fare filosofia senza filologia. Aristotele, prima di lui, aveva detto la stessa cosa: il rigore dei termini consente meno confusione e più chiarezza.

Ha scritto Carlo Rovelli in Helgoland , nella nota a p. 89 : " Il problema della meccanica quantistica è la contraddizione tra due leggi : una descrive cosa succede in una misura, e l'altra l'evoluzione unitaria. L'interpretazione relazionale è l'idea che siano entrambe corrette : la prima riguarda gli eventi relativi ai sistemi in interazione, la seconda gli eventi relativi ad altri sistemi. ".

              Il prof. Rovelli mi consenta di spiegare la differenza di significato tra opposizione e contraddizione. Hegel aveva scritto che "la contraddizione è l'anima della realtà. ".  O almeno così avevano tradotto Hegel in Italia. Ma Hegel non può aver identificato opposizione e contraddizione : sarebbe incorso in un errore di logica. Il principio aristotelico di non- contraddizione rimane un fondamentale per descrivere e spigare l'ordine esistente in Natura : diversamente il disordine avrebbe la possibilità di disintegrare l'ordine. Romano Guardini aveva chiarito ciò che Hegel aveva forse lasciato all'oscuro: l'opposizione si spiega come l'esistenza del polo nord e del polo sud, entrambi esistono ma sono opposti. Altra cosa è la contraddizione!


                 La prospettiva relazionale rimette in gioco ciò che sembra contraddittorio

La scienza che contraddice la teologia  -  La scienza che mette fuori gioco la filosofia.   Questo è successo negli ultimi secoli. La teoria della meccanica quantistica sconvolge un sistema di pensiero : ossia la realtà non è come ci appare, appunto.

Ha scritto Rovelli nella prefazione a Helgoland :" La teoria (quantistica) suggerisce strade nuove per ripensare grandi questioni, dalla struttura della realtà fino alla natura dell'esperienza, dalla metafisica fino, forse, alla natura della coscienza. " (p. 13)

Il non-essere non è il nulla. Il vuoto, che non è il nulla, esiste, come aveva dimostrato Pascal. Il non-essere è il modo in cui l'uno dona all'altro la possibilità di essere (o di esistere).  Agostino d'Ippona, parlando del peccato e della grazia, aveva evidenziato che non possono esistere contemporaneamente : se c'è l'uno, non può esserci l'altra. Ma la grazia può prendere il posto del peccato. Dice : "felice colpa", dal momento che la grazia opera ciò che sembrava imprevedibile.  Il prevedibile obbedisce ad una logica del continuo. L'imprevedibile giunge come un evento di discontinuità. Il dono (la grazia) è un evento di discontinuità : giunge non in ragione di un calcolo, ma per una sovrabbondanza d'amore. Il pensiero e l'amore sono due dimensioni di due civiltà, quella greca e quella ebraica.  Il cristianesimo ha tentato di metterle insieme, ma non sempre è riuscito, sporgendosi troppo o da una parte o dall'altra. L'imprevedibile è ancora un dono che corregge l'errore! Nella Crisi delle scienze europee ...  Husserl aveva osservato che la vita ( la Lebensewelt) è il terreno comune per ricostruire le relazioni tra comunità scientifica e comunità filosofica; il come è il vivere comune (MiteinanderLeben). Questo vivere comune che si è rotto, occorre ricostruirlo. Nella Quinta delle Meditazioni cartesiane indica il metodo o la strategia : la Gegebenheit, ossia la donazione, supera la contrapposizione. E' sempre il lavoro di squadra l'arte che consente di raggiungere ciò che la contrapposizione e  la guerra disintegrano.

                                            don Carmelo Guarini


venerdì 20 marzo 2026

Un metodo in azione : l'inazione

 

                  Quando si vuole raggiungere un obiettivo o un risultato, ci si chiede: quali mezzi ho a disposizione per agire?

Se voglio raggiungere la pace, so che non posso moltiplicare le azioni di guerra, capisco che devo tenere presente l'interesse dell'avversario e non il mio solo interesse. Se voglio la salute per una malattia, capisco che devo evitare altre malattie; tuttavia, se ad una malattia fisica si aggiunge una malattia della psiche ( depressione, collasso psichico per aver ideato una prestazione oltre il limite, ...), quale mezzo ho a disposizione per superare l'ostacolo?

                  L'inazione non è la rinuncia ad agire, è piuttosto un super-agire

Ha scritto Jean Guitton in Ritratto di Marthe Robin : " La malattia sopprime i nostri mezzi d'azione, ma ne crea altri, poco capiti e poco studiati. Ci sono anime che si dedicano all'azione esteriore, ma ce ne sono altre, numerose, votate all'inazione. Le une come le  altre lavorano in un campo vasto e sconosciuto. Tutto si completa. ". 

Tutto si tiene, perchè nulla di ciò che accade è inutile. Bisogna sempre riuscire a trovare l'intelligenza e la concretezza di ciò che accade. L'impotenza dei mezzi materiali permette di scoprire la potenza dei mezzi spirituali, se si riesce a vedere una grazia nella disgrazia. Perciò Agostino d'Ippona diceva : felice colpa, che ci ha meritato il Salvatore. 

                 Le circostanze non solo restringono la scelta, ma offrono l'opportunità di concentrazione sull'unica scelta possibile

Quando non c'è più possibilità d'azione, la scelta della non-azione diviene il colpo di genio che crea la svolta.

La riforma di papa  Gregorio VII (Ildebrando di Soana) sarebbe rimasta un atto di sapienza sulla carta se non fosse stata accompagnata da una testimonianza. Una molto efficace, per il movimento che creò nell'intera Europa cristiana, fu l'assassinio di Thomas Becket  nella cattedrale di Canterbury : da tutto il vecchio continente un pellegrinaggio incessante sul luogo del vescovo martire. Testimone della libertà della Chiesa e del cristiano di fronte all'accumulo di potere e di ricchezza. 

Il messaggio di Gesù sulla povertà sarebbe rimasto irrilevante  ( scritto nei Vangeli, ma non vissuto ) se non ci fosse stato Francesco d'Assisi a mostrare la differenza tra un miserabile (un disgraziato) e un povero (uno che ha scelto la povertà). Senza la testimonianza di Francesco d'Assisi, la Chiesa sarebbe stata piena di miserabili e priva di poveri!

                 La testimonianza è la dimensione laica della risposta alla chiamata : il sacrificio di sè declericalizza l'intelligenza del peccato e della grazia.

La testimonianza di Agostino d'Ippona riguardo al peccato e alla grazia esprime la dimensione laica (battesimale) : il peccatore toccato dalla grazia mostra più gratitudine e più amore verso coloro che sbagliano che non tanti giusti che condannano i peccatori!  L'inazione di Marthe Robin diviene più efficace dell'azione di tanti : prende su di sè il fardello di chi è incappato nei briganti, lascia a Gesù la possibilità di fare ciò di cui il mal capitato ha bisogno.

                               don Carmelo Guarini


mercoledì 18 marzo 2026

Una sapienza per azione

 

A Betania, nell'incontro con Marta e Maria, Gesù ha evidenziato la giusta relazione tra la contemplazione e l'azione, togliendo sia ai conservatori sia agli innovatori la rivendicazione di un primato che saprebbe troppo di individualismo narcisistico.

                  Le aspettative eccessive di conservatori e innovatori nei riguardi del Concilio Vaticano II

Conservatori e innovatori cadevano nello stesso errore riguardo al Concilio : i primi si aspettavano un ritorno quasi magico al passato, per i secondi la novità sembrava già compiuta.  Sia gli uni che gli altri staccavano l'evento dal mistero dell'Incarnazione e della Pasqua di morte e resurrezione. Il cammino di santificazione è necessario per il rinnovamento.

                  La sapienza e l'azione in Giovanna d'Arco e in Teresa di Lisieux

Perchè Giovanna e Teresa sono state accolte dai laici e dai moderni prima che dal clero? Risponde Guitton : l'amore che hanno mostrato verso la condizione terrena e l'umanità è stato ricambiato con un amore altrettanto spontaneo dei lontani. 

Giovanna d'Arco non ha avuto timore di buttarsi nella guerra dei cento anni tra Francia e Inghilterra : lo ha fatto cercando sempre la "corrispondenza tra la voce dello spirito e l'evento". In Francia anche gli atei e gli anticlericali la onorano come madre della patria. Il processo e il rogo non  hanno tolto nulla al suo eroismo, anzi l'hanno reso più cattolico; i suoi carnefici sono stati coloro che difendevano il potere temporale e la tradizione ecclesiastica. 

Il genio di Teresa di Lisieux, secondo Guitton, sta nell'aver  fatto dell'amore il fattore risolutivo di tanti problemi che avevano suscitato controversie. L'interesse, il gioco e l'abbandono sono così intrecciati da far cadere il rigorismo giansenista e il lassismo molinista. All'imperativo kantiano del dovere, Teresa sostituisce il gioco dell'amore come uno "sforzo senza sforzo". Alla fede consolatrice Teresa sostituisce la pura fede, che è l'equivalente del puro amore.

                 La comunità creativa più efficace dell'istituzione : Caterina da Siema e Francesco d'Assisi

Caterina, dall'esperienza di solitudine vede nascere l'allegra brigata, una piccola comunità che accompagna la sua missione politica :  riportare il papato da Avignone a Roma, mettere pace tra i principati e le città italiane in guerra. I suoi sono mezzi poveri, come quelli messi in campo da Francesco d'Assisi, ma sono mezzi dello Spirito e non tardano a portare frutto. Anche Francesco dalla solitudine con Dio vede nascere la comunità. Cosa manca alle comunità istituzionalizzate della Chiesa? Il fuoco e sangue di Caterina, il Vangelo sine glossa di Francesco. Nè Caterina nè Francesco vogliono altra regola se non quella del Vangelo : lì c'è già tutto, vale per il passato come per il futuro. Il Vangelo nel momento presente è la sapienza in azione che è comune sia alle due sante francesi sia ai due santi italiani. 

Una sapienza in azione : un interesse ossessivo manca il raggiungimento dell'obiettivo; il gioco viene liberato dalla passione attraverso il distacco e la gioia; la perfetta letizia nel vivere le beatitudini rende leggero il fardello della croce.

                                      don Carmelo Guarini

lunedì 16 marzo 2026

La liturgia dell'esistenza

 

                      Una spiritualità del presente, non del passato

Jean Guitton ha scritto nel suo Il genio di Teresa di Lisieux : "  L'idea di Merezkovskij  è che Giovanna (d'Arco) e Teresa (di Lisieux)  sono le due sante più moderne, più rivoluzionarie, d'una rivoluzione che appena adesso comincia e c'introduce in un'epoca nuova. ".  Una spiritualità che aspiri ad annunziare il Vangelo agli uomini del proprio tempo non può accontentarsi di essere in linea con la tradizione : Paolo non avrebbe guadagnato i pagani se fosse rimasto un ebreo cristiano!


                    La spiritualità medioevale :  vivere per il Cielo e sorvolo della terra

Nel Medioevo l'amore per Dio sorvola sull'amore per il prossimo, quando invece, seguendo l'insegnamento di Gesù Signore, i due amori dovrebbero essere un unico amore. La condizione terrena è ancora svalutata : la teologia non ha portato alle estreme conseguenze il fatto dell'Incarnazione.  Il Dio trascendente non è ancora riconosciuto come il Dio immanente. Ma Gesù Signore è proprio il Dio immanente, Dio che è entrato nella Storia.

Ha scritto ancora J. Guitton, citando Merezkovskij : " Da questo mondo verso l'altro mondo, dalla terra verso il Cielo : tale è il cammino ascendente di tutti i santi. Solamente Giovanna e Teresa percorrono una via inversa, che scende dal Cielo alla terra, dall'altro mondo verso il nostro. Questa santità al rovescio proviene dal singolare fatto che non è stata la Chiesa, nella sua rinuncia al mondo, ma è stato il mondo, che abbandona la Chiesa, ad accorgersi ed amare per primo queste due sante.  Entrambe amano il mondo dominato dal Male e il mondo le ama. ".


                  La spiritualità moderna è più vicina al comandamento nuovo : se ami,  sei riamato

Non l'immaginazione ma il Vangelo vissuto può rendere l'esistenza una liturgia : dal tempio alla piazza e alla casa.   Nel Medioevo soltanto nel tempio non si poteva uccidere, fornicare o rubare; con facilità lo si faceva in altri luoghi chiusi o aperti. Ora, nella Modernità, l'amore reciproco sperimentato nella liturgia del tempio occorre portarlo nella liturgia dell'esistenza. Nel Medioevo la santità la si poteva trovare ordinariamente nei monasteri e nei conventi, nel clero più che nel laicato. Nella Modernità non valgono più i ruoli quanto il vissuto: appare con più chiarezza che la Legge e la Ragione non riescono a salvare; solo  l'amore riesce a donare salvezza. La novità portata da Gesù Signore diviene più evidente, come le sue parole : " Non sono venuto per giudicare il mondo, ma per salvarlo. ".  Certo, l'uomo moderno può apparire sconcertante più che rassicurante : preferisce la velocit e allo stesso tempo la sicurezza,  crede nel potere e nella ricchezza e allo stesso tempo vorrebbe ala libertà, vorrebbe una comunicazione autentica ma ha troppa fiducia in se stesso; continua a sviluppare tecnologia e grandinvenzioni ma li usa per distruggere e fare guerre.  Tuttavia questo Mondo va amato e salvato, non condannato : su questo terreno si possono incontrare cristiani e moderni!

                                      don Carmelo Guarini

venerdì 13 marzo 2026

Vicini e lontani

 

                                 La missione  è  liberazione  da ogni fardello che impedisce di camminare insieme

Jean Guitton, in Dialoghi con Paolo VI, ha riportato il brano di un discorso del card. Montini allora arcivescovo di Milano, in occasione di una missione cittadina:

" Quale solitudine talvolta nella casa di Dio! ...  Se una voce si potesse far pervenire a voi,     figli lontani, la prima sarebbe quella di chiedervi amabilmente perdono. Si, noi a voi, prima che noi a Dio. Quando si avvicina un lontano non si può non sentire un certo rimorso. Perchè questo fratello è lontano? Perchè non è stato abbastanza amato! Non è stato abbastanza curato, istruito, introdotto nella gioia della fede. Perchè ha giudicato la fede dalle nostre persone; e dai nostri difetti ha imparato forse ad aver noia, a disprezzare, a odiare la religione.  Perchè ha ascoltato più rimproveri che ammonimenti e inviti.   (...)  Ebbene, se così è, fratelli lontani,  perdonateci. Se non vi abbiamo compreso, se vi abbiamo troppo facilmente respinti, se non ci siamo curati di voi,  se non siamo stati bravi maestri di spirito e medici delle anime;    se vi abbiamo trattato con l'ironia, con il dileggio, con la polemica, oggi vi chiediamo perdono  ...". (p.  79-80)


                                  La testimonianza di vita deve sempre accompagnare l'annunzio della Parola

L'annunzio del Vangelo non può mai essere separato dal vissuto, perchè proprio nel modo di viverlo si trova la prova della vita autentica.  Non ci si può mai accontentare di una vicinanza esteriore, se questa non esprime l'amore autentico per l'altra persona. Così non è consentito  di lasciare che l'amore resti chiuso nell'interiorità. Raggiungere vicini e lontani con l'intenzione e con l'azione : l'intenzione dev'essere sincera, senza interesse egoistico; l'azione deve donare ciò che serve al bene materiale e spirituale dell'altro.


                                  Il Vangelo rende prossimi i vicini e i lontani

Gesù, nella sua predicazione e nella sua azione, ha sempre reso più prossimi i giusti e i peccatori, i dottori della legge e gli eretici, gli eletti e gli scartati; ha donato a tutti, facendo sentire ad ognuno l'amore di Dio.

                                     don Carmelo Guarini


                                 

martedì 10 marzo 2026

Corpo mistico

 

                   Il corpo mistico evidenziato dall'esperienza mistica

Seguendo il dibattito sulla mistica, agli inizi del Novecento, tra Bergson e Peguy, ci si rende subito conto della diversità nel loro percorso  : quella di Bergson è una mistica dell'individuo, quella di Peguy una mistica sociale. Bergson ha ragione nel prospettare la percezione mistica da parte del corpo biologico come un'estensione della memoria nella materia, o ad un ritorno della materia alla memoria primordiale, ma l'evoluzione guarda all'individuo non alla specie umana.  Peguy ha ragione quando dice che la scomparsa della mistica primordiale è stata il frutto della dimenticanza del legame tra una generazione e l'altra:  la generazione che ha posto le domande e quella successiva che ha tentato le risposte.


                 La mancanza di una strategia del corpo mistico nell'evangelizzazione e nella catechesi dipende dalla frammentazione del pensare, dell'agire, dell'amare.

  L'incapacità di creare obiettivi comuni aumenta la competizione tra individui e diminuisce la cooperazione che dovrebbe portare ognuno a vivere più intensamente la comunità. Il primo passo che la catechesi dovrebbe compiere sarebbe quello di passare dalla massa alla persona. La Francia, che da oltre un secolo si percepisce come "paese di missione" cristiana, ha visto questo passaggio alla formazione  personale  come un segno del tempo; perciò vede in questi anni giovani e adulti che chiedono di far parte della comunità non per la fede della nonna ma per la propria ricerca personale.


                   Rientrare in sè e uscire da sè sono due movimenti di conversione : fanno dell'io un essere in relazione

Nel rientrare in sè la coscienza sperimenta la relazione tra il corpo biologico-psichico e lo spirito :  il corpo spirituale percepisce se stesso come vincitore della morte rispetto al corpo biologico  mortale.  Nell'uscire da sè la coscienza incontra il mondo della natura e il mondo della cultura: la resistenza che la natura e la storia oppongono alla trasformazione pongono la persona di fronte alla necessità dell'esperienza spirituale.  Il rientrare in sè e l'uscire da sè non sono contrapposti, non devono formare un dualismo; devono trovare una via di unificazione del soggetto. Qual'è questa via di unificazione ? Proprio l'incontro con l'altro, la relazione. I due processi sono complementari : più mi unifico in me stesso quanto più approfondisco la relazione di comunione tra persone; più cresce la relazione di comunione tra persone, più approfondisco in me lo scambio tra interno ed esterno. Il dono di sè, non il calcolo, è il primo interesse da coltivare!

                          don Carmelo Guarini