venerdì 3 luglio 2026

TRASPARENZA

 

             La trasparenza è necessaria per ridare forza all'autenticità e al rispetto reciproco

                                                " Dove muore l'Amore ?

                                                   L'Amico rispose : nelle delizie del mondo.

                                                    Dove vive e si nutre l'Amore ?

                                                    Nella meditazione dell'altra vita. "

                                    (Raimondo Lullo,  L'Amico e l'Amato )

La trasparenza nelle parole e nei gesti semplifica la vita; forse non risolve i problemi nel senso desiderato, ma aiuta a riconquistare il buon senso. Non a caso Cartesio apriva il Discorso sul metodo, evidenziando che il buon senso non gode molta considerazione tra coloro che pure pretendono di utilizzare la ragione.

Il buon senso semplifica il problema, invece di complicarlo. Non è ingenuità e neppure superficialità. E' un invito a  praticare la trasparenza, atteggiamento tutt'altro che scontato.

            Nella trasparenza si nasconde un interesse dal valore incalcolabile :  la relazione

                                                " Mi hai preso per mano,

                                                   in questo inferno moderno. "

  Così uno scrittore vedeva l'uscita dall'inferno della modernità, che ha creato la selva oscura  con l'individualismo e l'opportunismo.

" Il buon senso è la cosa meno diffusa tra le persone razionali. " :  questa osservazione di Cartesio, all'inizio del Discorso sul metodo, avrebbe dovuto portare la riflessione più sulla relazione che sull'io. O meglio, avrebbe dovuto approfondire il porsi in relazione di due io.   Se manca la fiducia piena, ossia la trasparenza, è difficile che due io possano incontrarsi e comprendersi; è difficile che possano lavorare insieme, perseguendo un traguardo comune. 

La trasparenza è questo prendersi per mano nell'inferno moderno, superando tutti gli ostacoli alla relazione.  Scriveva un filosofo inglese : " Noi solleviamo la polvere, poi ci lamentiamo di non vederci. ".  Uno sguardo trasparente fa la differenza tra il conflitto e l'incontro, tra la guerra e la pace.

                                             don Carmelo Guarini

mercoledì 1 luglio 2026

Scisma vs ecumene


                  Mettere la tradizione al posto delle parole di Gesù è tradire il mistero pasquale

I lefvreviani hanno provocato lo scisma. Invece di ascoltare la parola di Gesù sull'unità, sull'amore reciproco, sul perdere la propria vita per ritrovarla, hanno preferito fermarsi a metà strada. Per essere fedeli alla tradizione, non ci si può fermare a Pio V e neppure al medioevo; bisognerebbe spingersi sino alle origini, sino al fondatore.

La comunità cristiana rischia sempre  di smarrire la via : sia i conservatori sia i progressisti cercano la loro via invece di seguire Colui che ha detto di sè Io sono la Via.

                 La tradizione vale più dell'amore reciproco e dell'unità tra i cristiani ?

E' più facile dividere che unire! E' più facile mettersi contro che mettersi insieme. E' più facile suscitare una guerra piuttosto che lavovare per la pace.

Lo stesso errore degli  innovatori lo fanno i conservatori : gli uni e gli altri difendono lo spirito del mondo e si mettono contro lo Spirito di Gesù Cristo. La ricerca della volontà di Dio Padre non è in loro così appassionata da far scegliere Colui che ha detto di sè " Io sono la Via, la Verità, la Vita ".  Scegliere la vita di Cristo piuttosto che la vita del mondo : e non è questa vita un perderla per ritrovarla? 

La Verità di Dio sta nel suo essere Uno in tre Persone. Il Padre ama il Figlio. Il Figlio ama il Padre. Lo Spirito Santo è il loro amore reciproco: Cosa mette in rilievo lo Spirito Santo? Non se stesso, ma l'amore reciproco tra il Padre e il Figlio, la loro unità indissolubile.

                 Il giudizio di Dio sarà sull'amore, non sulla tradizione o sull'innovazione

Saremo giudicati sull'amore. I conservatori seguono il mondo quanto gli innovatori. L'amore chiede di vedere il diverso non come un avversario ma come un amico da amare. Nessuno può dire di sè se è fedele al Vangelo di Gesù Cristo. Prima del giudizio finale di Dio, ce lo possono dire in questo tempo storico coloro che ci vedono diversi da loro. 

Il cammino ecumenico si fa più arduo e difficile, ma le divisioni accrescono la solitudine.  Una divisione è sempre una sconfitta. Bisognerebbe rimanere in silenzio, in questi momenti.   Ma un'altra voce di testimonianza, non di propaganda, dice che        l'essenziale viene prima dell'accidentale. Testimoniare l'unità e l'amore reciproco è il primo comandamento per i cristiani!

                                          don Carmelo Guarini

lunedì 29 giugno 2026

Amicizia e vita nuova

 

                  " La fede è stata attaccata in nome dell'Intelligenza.  Oggi è in nome dell'Intelligenza che bisogna difenderla. "  dal Diario di  Raissa (Maritain)

La metafisica chiede che la pars destruens non impedisca la pars construens; ancora di più, chiede alla pars costruens che non rimaga ostaggio della pars destruens. 

Ma già Pascal (nel 1600) si era accorto che la lotta tra la verità e la menzogna aveva perso l'onestà e la trasparenza per divenire legge del più forte. Aveva scritto : "La verità è così oscurata in questi tempi, e la menzogna così affermata, che, se non si amasse la verità, non si sarebbe capaci di conoscerla ".

                     L'amicizia rende possibile la reciprocità : Gesù rivela Dio come Agàpe

Qual'è la novità che Gesù rivela riguardo a Dio? L'Incarnazione di Dio nell'umanità. Non è immaginazione : questa appartiene alla psiche. Il simbolo, invece, ha un legame col desiderio di Dio  e col suo compimento.

Cercare sempre l'incontro, anche quando la distanza sembrerebbe aver allontanato la speranza dell'intesa. La riconciliazione di cui parla la Lettera ai Romani di san Paolo (come ha fatto notare Barth, un protestante calvinista  nel Novecento) fa parte del piano divino verso l'umanità.

" Non vi chiamo più  servi; vi ho chiamati amici, e vi ho fatto conoscere tutto ciò che il Padre mi ha donato ". Gesù lega la conoscenza all'amore. Una conoscenza senza amore diviene schizofrenica, astrazione, rompe ogni legame con la vita. Per conoscere occorre amare l'altro come se stessi. 

                    Ciò che si perde di proprio, si guadagna nella relazione

Che l'amicizia sia un'azione spirituale e non qualcosa legato al tornaconto,  lo si scopre quando si comincia a vivere nel dono e  non nel calcolo. Non si pratica il distacco per rimanere nel vuoto e senza forze. Tutto quello che si dona, non conduce alla miseria, me neppure all'arricchimento. La teologia della prosperità è dell'Antico Testamento. Gesù ha introdotto un'altra teologia: colui che dona non si arrichhisce, rimane povero ma rende l'altro capace di sollevarsi dalla miseria. 

L'amicizia è una relazione spirituale: ciò che richiede in primo luogo è l'aiutarsi reciprocamente a vivere le virtù; colui che induce un altro all'errore tradisce l'amicizia.

                                    don Carmelo Guarini

sabato 27 giugno 2026

Esperienza senza Maestro ?

 

                 L'esperienza, da un pò di tempo, gode più considerazione dell'insegnamento

Un insegnamento  astratto e nozionistico ha suscitato, per contrasto, l'emergere dell'esperienza. Per non rimanere alla superficie, l'esperienza deve tenere insieme la tecnica e lo spirito. Non basta imparare una tecnica per impadronirsi di una disciplina; occorre uno spirito che faccia cogliere nel distacco dall'io ciò che tiene strettamente uniti la tecnica e lo spirito.

Daisetz T. Suzuki, nella presentazione al libro di E. Herrigel  Lo zen e il tiro con l'arco, afferma che è proprio del buddismo zen che " la coscienza si accordi armoniosamente all'inconscio ".  La coscienza quotidiana , quella che si forma con la  meditazione, sa mettere in maniera  irriflessa la tecnica acquisita in sintonia con lo spirito. Il distacco dall'io rimette in gioco il valore dell'altro.

               Il modello spirituale evita i tanti errori del modello matematico

Il modello matematico non considera il valore della perdita : ciò che ha valore è l'affermazione, non la negazione, l'essere più che il non-essere. Corre il pericolo, nell'affermazione dell'uno, la negazione della relazione. Perchè la relazione si affermi, occorre che il numero uno non sia di fronte al numero due, e allo stesso modo il numero due non sia di fronte al numero uno. Il non-essere al posto del nulla: mentre nel nulla non c'è posto per la relazione, il non-essere è ciò che rende possibile la relazione. Il donare che prende il posto del calcolare :  l'individualismo viene sconfitto non da una morale o da una dottrina ma da un'esperienza. Colui che dona, ottiene più di colui che calcola. Il guadagno, per colui che dona, è maggiore rispetto alla perdita. E' un guadagno non solo materiale ma anche spirituale : la perdita dell'io diviene il guadagno del noi.

             La tarda modernità riguadagna l'esperienza insieme all'insegnamento del Maestro

La dea ragione ha ricreato un panteon degli dei : il dio denaro (capitalismo e comunismo), il dio della scienza ( ultima religione della modernità), il dio libertino ( il mi piace che soppianta il sacrificio ), il dio-uomo (l'uomo come assoluto). Ora, questi e altri dei mostrano il loro dominio sull'umanità; non operano liberazione, rendono schiavi. Il Maestro lo aveva detto : "dov'è il tuo cuore, là è il tuo tesoro". Non si tratta di disprezzare il corpo; il Maestro ha guarito i corpi da tante malattie! Non si tratta della difesa di uno spiritualismo contro un materialismo.  Non si tratta di affermare il noi, mettendo fuori gioco l'io.  Si tratta di salvare corpo e spirito. E ancora : si tratta di mettere l'io in relazione al noi.

Il Maestro ha invitato a fare esperienza, senza la paura di sbagliare, ma imparando dai propri sbagli. Se il Maestro considera l'amore più della legge, è perchè attraverso l'esperienza s'impara la legge dell'amore.  L'esperienza dell'amore insegna che l'inattività di Maria e l'attività di Marta si equivalgono. Non la contrapposizione tra azione e contemplazione rende giustizia al noi, ma proprio la loro esperienza dell'amore.

                                             don Carmelo Guarini

giovedì 25 giugno 2026

Fiducia vs paura

 

                 " Vis fugere a Deo, fuge ad Deum"  (S. Agostino)

" Se ti prende la voglia di allontanarti da Dio, tuffati in Dio con l'amore. ".

La paura assume tante forme concrete. 1. Paura della contemplazione (adorazione di Dio e non di sè stessi.)  2. Paura della narrazione dell'anima e dello spirito ( invece di unificare si parcellizza : il riduzionismo dell'astrattismo e dell'esistenzialismo ...). 3. Paura di seguire Gesù Cristo sino in fondo ( " Il gallo cantò ... e Pietro pianse per aver  rinnegato  la Parola ).

                La fiducia nel Vangelo e nella Persona del Figlio non ha paura di coloro che fanno conto del potere del denaro per affermare non l'unità ma il settarismo

Abbiamo assistito alla creazione di una contrapposizione tra modernisti e anti-modernisti, tra i difensori del dogma e i difensori dell'esperienza cristiana, tra la visione ascetica e la visione mistica del cristianesimo. Chi difende la devozione contro la teologia non offre una testimonianza valida : il Vangelo parla di unità invece che di divisione; lo Spirito Santo non si compra col denaro ( gli episodi raccontati negli Atti sono significativi); l'approfondimento della relazione è legato all'esperienza della fede (più grande è la fede, più profonda è la relazione).

                I conservatori e i progressisti non possono dimenticare il comandamento nuovo, che viene prima di tutto

"Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi." :  la vita dell'altro vale quanto la propria.

Prima di difendere una posizione, occorre essere pronti a subire la persecuzione senza distruggere il presunto avversario. Atanasio di Alessandria ha testimoniato la divinità di Gesù Cristo e il modo nuovo col quale Dio entrava nella storia, andando in esilio diverse volte; ha conservato l'autorità della cattedra vescovile non rimanendo seduto, ma vagando come un perseguitato. Thomas Beckett, dopo essere stato cancelliere del Regno, andò in esilio per testimoniare la distinzione tra potere temporale e potere spirituale; questa distinzione garantiva libertà e trasparenza sia al re sia all'episcopato. Il movimento trattariano di Oxford, nell'Ottocento, ha voluto ricollegare la teologia alla storia : invece di essere anti-cattolici o anti-protestanti per partito preso, ha voluto approfondire i termini della divisione  e  ha voluto indicare anche il percorso di riunificazione partendo dalla storia.

             L'enciclica Magnifica humanitas parla dell'AI con la voce dello Spirito 

Non sono i grandi centri di potere economico e tecnologico a testimoniare il Cristo e a individuare l'AntiCristo; i poveri in spirito sono i testimoni autentici del "regno dei cieli". Chi è in buona fede ascolta lo Spirito e non si lascia sedurre dalla teologia della prosperità.

                             don Carmelo Guarini


martedì 23 giugno 2026

Sistema o autenticità ?

 

               L'illusione del sistema politico, economico, scientifico

Scriveva Vàclav Havel in Il potere dei senza potere : " Non è detto affatto che l'introduzione di un sistema migliore garantisca automaticamente una vita migliore, anzi talvolta succede proprio il contrario : è solo con una vita migliore che si può costruire anche un sistema migliore. " (p. 54).  Il sistema comunista, e in maniera più velata ma con lo stesso potere illusorio il sitema capitalista, hanno indotto le persone a vivere nella menzogna, senza cancellare però l'aspirazione a vivere nella verità. Il risultato del viaggio ambiguo della tolleranza è :  incoraggiare l'illusione e scusare la falsità.                Lo slancio verso la verità e l'autenticità è stato neutralizzato da una difesa indiscriminata della tolleranza. Con questo non voglio difendere l'intolleranza, ma lo slancio verso l'autenticità.

              L'autenticità della persona e della relazione

L'autenticità chiede alla persona di staccarsi dapprima dal conformismo del sistema, e in secondo luogo di compiere un lavoro per migliorare il sitema. G. K. Chesterton scriveva nell'Autobiografia di rifiutare la presunzione dell'ottimista e la disperazione del pessimista; ambedue mancano di fede nella vita e in tutto ciò che essa dona. L'atteggiamento più realistico verso la vita e verso se stessi è quello della gratitudine, ossia considerare come un dono tutto ciò che si riceve. Coloro che scoprono il dono e la gratitudine come il segreto senso della vita si rendono capaci, a loro volta, di donare : ciò che si è ricevuto, lo si può donare.

               La scelta dell'identità non è  creare un sistema di difesa contro un nemico

Scegliere la propria identità significa riconoscere allo stesso tenpo l'identità dell'altro.   Non ci sono nemici; ci sono realtà diverse che chiedono il rispetto. Ha scritto Milan Kundera in Un occidente prigioniero o la tragedia dell'Europa centrale (1983) : " Persino gli austriaci, la nazione dominante dell'impero asburgico, non sono sfuggiti alla necessità di questa scelta; hanno dovuto scegliere tra l'identità austriaca e la fusione con la più vasta entità tedesca. "(p. 60) .

L'identità di un popolo corrisponde all'autenticità della persona. Nessun sistema può schiavizzare un popolo. Nessun sistema  può togliere alla persona il potere di essere se stessa. "La piccola nazione sopravvive agli imperi. ". La piccola persona, quella che ha scelto la povertà ma non la miseria, può sopravvivere alla persona grande, ricca e potente. L'autenticità difende l'esistenza, la menzogna del sistema la distrugge.

                                  don Carmelo Guarini

sabato 20 giugno 2026

Desiderio e distacco

 

            Il desiderio che non giunge al compimento è un assurdo

             Il desiderio che trasforma ciò che è inferiore in ciò che è superiore, si è affidato al mistero

L'affermazione di un desiderio che si ferma al biologico e allo psichico, rinunziando ad una trasformazione spirituale, è una resa alla morte. 

Il desiderio che trasforma richiede il distacco. La trasformazione diviene possibile, se si lasciano  lo svago e la disattenzione per ciò che accade nell'interiorità della persona. 

               Il distacco è un'alienazione o una condizione per unificare ?

                Cerca l'incontro più che il confronto

                Più profonda è la solitudine - più profonda sarà la relazione

                Più spazio fai all'altro -  più pace interiore troverai

                Il rumore non entra nel profondo dell'anima, se l'anima rimane nel profondo

                Se doni fiducia, il sospetto scompare : perderai soltanto ciò che è di peso

                Una preghiera senza parole è fedeltà non esibita :  rimane nascosta, ma comunica tra 

                 un interiore e un altro

                  

               Il desiderio è una traccia del mistero, non dell'assurdo

 La sete dice che ci deve essere l'acqua; se l'acqua  non ci fosse, si morirebbe di sete. Il desiderio di pienezza dice che ci deve essere un compimento; se non ci fosse, l'assurdo attirerebbe la morte. 

Per vivere c'è bisogno dell'amore reciproco. Per questo Gesù lo ha lasciato come il comandamento nuovo. Vivere l'amore reciproco è il fondamento di ogni vita nuova. Se non lo si vive, si è condannati al fallimento.   

                 Per la vita dell'altro desidero ciò che perseguo per la mia vita

                 La virtù che voglio per me la ricerco per l'altro

                  E' il distacco dai miei progetti che consente la relazione profonda    

Chi ha parlato della Croce come della debolezza del cristianesimo non ha vissuto l'esperienza fondamentale della fede : la forza dell'amore è il sacrificio. Di questa forza parla Paolo nella Lettera ai Galati 2,20  : " Sono stato crocifisso con Cristo, e non più io vivo ma Cristo vive  in me. Questa vita che vivo nella carne la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha datose stesso per me. ".  Paolo ne ha parlato come di un'esperienza, non di una teoria. Il mistero può in qualche modo essere sentito e gustato se diviene esperienza di vita spirituale.       

                            don Carmelo Guarini



giovedì 18 giugno 2026

Comunità e coscienza storica

 

               Il dualismo tra politica e spiritualità impedisce alla persona di aderire alla comunità

Un'appartenenza coercitiva al destino di classe, come era programmato dal comunismo, conduce ideologicamente ad una coscienza storica deformata e illusoria. Per questo Vàclav Havel ha parlato di vita nella menzogna che si opponeva alla vita nella verità durante la dittatura comunista in Cecoslovacchia ( in Il potere dei senza potere ).

Milan Kundera, nel Discorso al Congresso degli scrittori cecoslovacchi  ( 1967 ) , faceva notare la funzione rivoluzionaria dell'arte e della letteratura nei confronti di un'economia e di una politica divenute "oppio del popolo". Afferma Kundera : " la traduzione letteraria ceca figura ancora oggi fra le migliori al mondo e il traduttore gode della medesima considerazione di qualsiasi altra personalità letteraria. (..)  si deve alle traduzioni se il ceco si è costituito e perfezionato in quanto lingua europea a pieno titolo. Ed è mediante la traduzione letteraria che i cechi hanno fondato una letteratura europea in lingua ceca. ". Se si guardano le traduzioni realizzate oggi dall'AI, si può notare facilmente quanto il lavoro meccanico di una macchina sia distante dal lavoro ermeneutico dell'intelligenza umana.    La dimensione culturale crea più comunità di quanto non riescano a fare l'economia e la politica!

               La distinzione tra comunità politica e comunità scientifica - culturale

La domanda che l'estetica pone sul valore della comunità è una critica del giudizio, più pertinente di quella posta dalla critica della ragion pura, e in continuità con quella posta dalla critica della ragion pratica. Qual'è l'apporto della comunità al compimento della storia? L'ortodossia ideologica del partito non ha potuto salvare il senso storico della comunità.

               La spiritualità come scelta del pensare e del vivere in comunità

L'essere umano nudo (ma non si tratta dell'uomo primitivo che uccide e mangia) mostra più bellezza, più verità, più bonta di una persona che indossa un vestito di lusso alla moda. Questa nudità è la bellezza misteriosa della nascita e della morte : chiede non un vestito, ma una trasformazione; rifiuta l'idea dell'evoluzione biologica che assegna all'umanità la stessa ferocia degli animali selvatici. L'estetica pone un giudizio chiaro sull'odio e sulla guerra : questi nascono dal rifiuto del limite e della relazione. L'impedimento al pensare e al vivere personalizzato deriva dalla guerra che l'Io fa al Tu, dal desiderio di dominio sull'altro. 

La scelta cristiana della comunità è fondata sulla fede nell'Agàpe : la libertà di amare del Padre e del Figlio è Unità- comunione dell'inizio e del fine della relazione. Non per niente l'amore reciproco appresenta per i cristiani il comandamento nuovo, come attesta la tradizione giovannea e anche la tradizione paolina. 

Non è il potere che può creare comunità; neppure il potere giuridico, politico o economico possono farlo, se manca la capacità della relazione.  La comunità è scelta di ogni persona : ciò che ognuno dona crea relazione.

                                   don Carmelo Guarini

domenica 14 giugno 2026

Fede e psiche

 

              Lamentela sì -  accusa no  : tra psicoanalisi e spiritualità

L'interpretazione psicoanalitica del Libro di Giobbe può essere condivisa soltanto in parte, non del tutto.  La lamentela ( Klage ) , secondo la psicoanalisi, è molto vicina all'accusa ( Anklage ). Tuttavia, una lettura attenta di Giobbe mostra che la fede in Dio non diviene mai maledizione       ( Rakà ), afferma sempre la benedizione ( Berakà ).  Gb. 1,21  : " Nudo son venuto al mondo - e nudo ne uscirò. Il Signore dà - il Signore toglie.  Il Signore sia benedetto.".  Ancora nel cap. 2, 1 : " Abbiamo accettato da Dio le cose buone. Perchè ora non dovremmo accettare le cose dolorose? ".  La lamentela nel cap. 3 non è un'accusa a Dio, è un grido per le  disgrazie incontrate, ma è anche una domanda per conoscere il senso del dolore, specialmente del dolore immeritato.

                LA DISGRAZIA  è una maledizione da parte di Dio ?

Giobbe compie una duplice difesa. Difende l'infinita sapienza di Dio, che distribuisce bene e male non in maniera arbitraria, ma con un senso nascosto che l'umanità deve cercare di conoscere          ( alla fine del libro,  Giobbe afferma : " Ti conoscevo per sentito dire. Ora i miei occhi ti vedono. " ). Difende anche,  più che la propria innocenza,  la propria creaturalità ( il limite, l'essere nelle mani di un Altro più potente di lui ); Giobbe arriva a maledire se stesso e la propria vita, ma chiede a Dio se può attendere ancora da Lui la giustizia.

               La prova alla quale Dio sottopone non è la tentazione di Satana

Dio mette alla prova perchè l'uomo la superi.   Satana tenta l'uomo per farlo cadere. Satana non è l'amico di Giobbe, come non era stato l'amico di Abramo. Satana è l'avversario : cerca di far cadere l'uomo perchè vuole che divenga suo schiavo.  Giobbe, come Abramo, viene dichiarato  : amico di Dio. Dio gli fa giustizia . Giobbe riceve di nuovo per grazia ciò che una serie di disgrazie gli avevano tolto. La prova ha accresciuto la consapevolezza della dignità della persona umana, che vale molto più di tutti i beni materiali e affettivi.  Quando questi vengono perduti, insieme si perdono anche gli amici e i parenti :   questo è il segno che la persona veniva amata non per se stessa ma per i beni che possedeva e per il potere che esercitava su altri.  La prova alla quale Dio sottopone Giobbe distrugge questa credenza diffusa, mentre afferma l'amore di Dio verso la persona.

             Giobbe prefigura Gesù, il Dio compassionevole

C'è nel libro di Giobbe una prefigurazione del  Dio pietoso e misericordioso che trova in Gesù il compimento.  Il senso dell'onnipotenza è ribaltato. Onnipotenza non è più potere che umilia l'impotente. L'onnipotenza dell'amore soccorre chi è impotente!

                               don Carmelo Guarini

venerdì 12 giugno 2026

Il modello relazionale

 

                  Il modello relazionale è collaborativo, si pone come alternativo al modello coercitivo di potere

La fiducia più che il controllo - L'ascolto più che la distanza -  Lo sviluppo della persona più che l' utilizzo operativo -  La chiarezza invece dell'ambiguità  -  La reciprocità invece dell'amore di sè.

Il modello coercitivo di potere impone ma senza che riesca ad esercitare influenza  su coloro che dovrebbe guidare : ignora la coscienza storica ed il vissuto del Vangelo.

Il modello relazionale è alternativo (come lo è il Vangelo rispetto al mondo) : introduce un lavoro verso l'altro che richiede al contempo un lavoro verso se stessi. Spesso chi dice di voler perseguire il modello relazionale non si rende conto che ferire coloro che seguono lo stesso ideale disgrega la comunità, o almeno ne ritarda la coesione. Questa ambiguità nasce, il più delle volte, da una inconsapevolezza di ciò che il percorso relazionale richiede.

                La transilienza è trasferire le competenze da una sfera all'altra : per esempio, dalla sfera familiare alla sfera comunitaria

La coscienza tra fede e storia : la grande ambizione della coscienza è di liberare l'intelletto e il desiderio psichico dai legami deformanti  e dall'amore di sè.  Questo lavoro, che è all'origine di ogni legame, chiede un discernere tra il legame che libera ed il legame che schiavizza. 

Scriveva Massimo il Confessore : " Seguendo la filosofia di Cristo, facciamo esercizio di morte. ". La parola di Cristo è considerata filosofia di vita, secondo quanto scrive Giovanni : "Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, non porta frutto. ". 

La coscienza del credente deve riuscire a conciliare sempre la fede con la storia, non al modo di un allineamento al modo di pensare e di agire del mondo, ma proprio nella direzione inversa : deve riuscire a trasformare il mondo nella città di Dio. Questa sfida chiede due scelte. La prima : il rispetto della libertà di ognuno nella relazione. La seconda : per giungere alla reciprocità nella relazione ognuno deve ricordare il proprio errore. Ognuno deve ricordare di essere stato perdonato; questo porta a dimenticare e perdonare l'errore dell'altro. 

                                   don Carmelo Guarini     

martedì 9 giugno 2026

Distacco e dono

 

               Il fallimento del dono di fronte al calcolo è ineluttabile ?

Colui che è andato incontro al fallimento del dono una prima ed una seconda volta, la terza volta capisce che non è sbagliato il donare ma ciò che  manca è la  reciprocità nel dono. Il distacco è ciò che consente di ricominciare a donare indipendentemente dal risultato ottenuto. Il distacco rende capace il donatore di comprendere ciò di cui ha bisogno il donatario : il dono varia a seconda che il bisogno sia materiale o spirituale, psicologico oppure operativo, di solitudine o di relazione. 

              La diminuzione della speranza nel ricominciare può essere compensata dal dono che si fa distacco

Il dono del donatore può divenire un peso ulteriore per il donatario, quando il donatore non ha centrato il bisogno del donatario. Il passaggio dal dono al calcolo può costituire in qual frangente una grave tentazione: per il donatore che non riesce a vedere il ritorno del dono, per il donatario che rimane ancorato al calcolo. Lo stesso donatore allora è tentato di passare al calcolo piuttosto che continuare nel difficle percorso del dono.

              Senza la reciprocità tra donatore e donatario il percorso del dono si esaurisce

Lo stesso meccanismo che consente lo sviluppo del calcolo ( ossia quanto più cresce la competitività, tanto più grande diviene il profitto) lo troviamo nello sviluppo del dono ( in questo caso il meccanismo avviene nel senso inverso : quanto più  generoso è il dono, tanto più il donatore  dev'essere distaccato da esso). Il donatario giunge alla convinzione della reciprocità in base alla testimonianza simultanea  di distacco e di generosità da parte del donatore. Questi vien privato della soddisfazione narcisista che il fatto del donare comporta; in tal modo egli finisce con il guardare soltanto all'approfondimento della relazione.

              Il distacco è la chiave del dono reciproco

L'avventura della vita non può svilupparsi se viene a mancare l'interesse.  Come potranno conciliare distacco e interesse sia il donatore sia il donatario? Ognuno dovrà portare il proprio interesse al calcolo incommensurabile, che coincide col dono; l'interesse non potrà rimanere a metà strada.  Con il distacco, l'interesse non viene annullato ma potenziato al massimo sino a che non diviene interesse incalcolabile. Nel dono reciproco la pratica del distacco finisce per condurre sia il donatore sia il donatario al  guadagno reciproco più che alla perdita.

                              don Carmelo Guarini

lunedì 8 giugno 2026

Confronto e incontro

 

             Il confronto non deve necessariamente divenire scontro

Lo scontro di idee e di interessi appare inevitabile quando non si è abbastanza aperti alla ricerca e al confronto. Se ognuno presume di avere la verità e vuole imporla ad altri, il confronto non sarà aperto; non si comprenderà il nuovo e si liquiderà con faciloneria l'antico.

 Siamo entrati in un'epoca nella quale non basta più il razionalismo e l'individualismo della modernità.

              Il pensiero complesso mette in gioco non solo la ragione ma anche il desiderio e la relazione

Edgar Morin, già da diversi decenni aveva annunciato il cambiamento : l'aveva denominato pensiero complesso, ossia un pensiero che è guidato non solo dalla ragione ma anche dalla psiche, dal desiderio, dalle emozioni, dalle relazioni. Il confronto che diviene scontro non ha preso sul serio la relazione : il soggetto pretende d'imporre ad un altro soggetto il proprio punto di vista.

             La relazione autentica è quella nella quale il confronto diviene incontro

Che il confronto porti all'incontro : questo richiede una ricerca sincera di ciò che manca all'uno e all'altro.  Nessuno  può arroccarsi  sulle sicurezze del passato e  sulle aspettative del futuro. Se vivere il proprio tempo comporta un logoramento per la maggior parte delle persone ( ossia tutte quelle che sono state scartate), il confronto con le poche persone fortunate (quelle favorite dalle circostanze) può divenire ancora più deprimente se ognuno non riesce a sentire di avere una chiamata alla quale rispondere.

 La chiamata è quella di rispondere al dono con il dono. E se questo manca, si finisce nel nulla?

Quella piccola di due anni, maltrattata e uccisa dal padre e dalla madre , diviene un puro dono alla mancanza d'amore; la sua breve esistenza, segnata dalla crudeltà, dal dolore e dalla solitudine non ha forse un compimento di vita più grande e non offre un incontro umano più intenso ?  La soppressione dell'altra persona è forse un'affermazione della propria persone? O non si sopprime se stessi mentre si sopprime l'altra persona ?    La testimonianza della mancanza d'incontro dice quanto l'incontro sia necessario alla vita quotidiana e allo svolgersi della storia.

L'incontro è favorito più dal silenzio che dal rumore, più dalla meditazione che dallo scontro di idee.  Silenzio e meditazione vanno coltivati, perchè l'incontro sia dono e non rubi nulla alla vita dell'altro!

                                     don Carmelo Guarini

venerdì 5 giugno 2026

Esperienza e immaginazione

 

                 L'esperienza è un vissuto. La finzione appartiene all'immaginazione.

C'è una sorta di colonizzazione operata dalla teoria dell'immaginazione, ma l'esperienza è in grado di smascherare il carattere seduttivo e ingannatore dell'immaginazione.

L'esperienza che accade è diversa dall'esperienza immaginaria o di finzione : la prima lascia una traccia nell'esistenza e nella storia, mentre la seconda rimane un sogno irrealizzato. 

Agostino quando parla del tempo nelle Confessioni prospetta una sorta di       metafisica della presenza. Affinchè non rimanga confinata nell'interiorità, la presenza deve estendersi all'azione.

                 La verità dell'esperienza chiede  un coinvolgimento nell'azione da parte dell'intelletto.

Cosa implica il fare esperienza se non la possibilità di una trasformazione in azione di un desiderio, di un'intuizione interiore?  Il sogno, se non trova compimento, rimane fantasia dell'immaginazione. Il sogno, per divenire realtà, deve recuperare ciò che si è opposto al  suo compimento.  E' nella relazione che il proprio sogno non distrugge il sogno dell'altro. Il compimento del sogno guarda all'azione della fiducia e della relazione autentica.      Se distruggo il sogno dell'altro, non vedrò realizzato neppure il mio sogno. 

               Che tempo è quello in cui si nota il trionfo dell'oligarchia e della burocrazia ?

Il totalitarismo burocratico si unisce al totalitarismo oligarchico per distruggere la democrazia. La deriva oligarchica e burocratica è un pericolo per la democrazia : il popolo viene tenuto sempre più lontano dalla partecipazione al giudizio e alla decisione. La comunicazione diviene sempre più una propaganda dell'immaginazione, della finzione. La proiezione nel futuro è una fuga dall'esperienza del presente. Un presunto immaginario sopprime la dignità della persona e della comunità.

Il conflitto prende il sopravvento sul negoziato quando il sogno proprio e il sogno dell'altro non si riconoscono reciprocamente. Interessi diversi  devono riconoscersi reciprocamente.

La ricostruzione dell'esistenza e della storia si muove, come prospettato da Koselleck, tra lo spazio d'esperienza e l'orizzonte d'attesa. Se si vuole il superamento del conflitto, l'iniziativa dell'azione non può essere l'annientamento dell'avversario, ma trovare iniseme una nuova coesistenza. Il perdono è la cura della memoria ferita : ai morti del passato si evita la damnatio memoriae non con la dimenticanza del genocidio, ma con l'azione volta ad evitarne un altro.

                              don Carmelo Guarini

                  


martedì 2 giugno 2026

Il lavoro dello spirito

 

                    Il lavoro dello spirito è nascosto, ma non manca di donare una vita piena

L'assurdo è un desiderio che non trova compimento. 

Il mistero è un desiderio che trova la pienezza della vita. 

La ragione non ha compimento se non raggiunge la verità. Ciò che Voltaire (pseudonimo di François Marie Arouet) non ha riconosciuto con chiarezza : la tolleranza verso la menzogna e l'ingiustizia può divenire intolleranza nei riguardi della verità e della giustizia. Se Voltaire continuava a tenere in casa degli schiavi perchè gli faceva comodo, avrebbe dovuto ammettere che l'interesse può perseguire qualcosa che va contro la ragione.    Nel caso della schiavitù giustificava tolleranza e intolleranza allo stesso tempo.

                   Il lavoro dell'intelletto non può fare a meno del lavoro della coscienza

A proposito della guerra: o la si giustifica (quando si parla di guerra giusta) o la si condanna senza reticenze , come ha fatto Gesù Signore. Ma non può esistere la guerra giusta. Può esistere la legittima difesa; il diritto la considera tale.  Ma Gesù invita a considerare la propria vita allo stesso modo  della vita dell'altro. Il martire ha più spirito dell'eroe : questi considera l'avversario un nemico; il martire deve riuscire nell'impresa di amare il nemico. 

La coscienza non è la voce dell'io o della ragione, come ha pensato la modernità. La coscienza è la voce dell'altro : riesce ad ascoltarla soltanto colui che compie un lavoro dello spirito.  C'è un lavoro dell'intelletto  dietro l'episodio dell'antica Roma divenuto mitico : le oche, che svegliano le sentinelle del Campidoglio,  consentono ai romani di difendersi  da  un attacco del nemico. Nell'antica Roma, repubblicana e imperiale, si ha considerazione dell'eroe ma non del martire.  Il sacrificio di quest'ultimo è ritenuto una debolezza, non un atto di fortezza. Questa opinione è stata condivisa successivamente da Nietzsche, che ha visto  nella Croce la più grande debolezza del cristianesimo. 

Trasformare la tristezza in gioia, il dolore in amore, la perdita in guadagno è un atto dello spirito : questo lavoro non lo si può compiere senza la fortezza della Croce. E' un lavoro che lo spirito e la coscienza compiono sulla ragione. Certo, il lavoro dell'essere umano è segnato dal limite, ma lo spirito gli viene donato come  una grazia.  Il martire ha scoperto una via ed una  vita che l'eroe non conosce : l'invisibile che trasforma il visibile!  L'essenziale  si nutre di marturia , non di propaganda. 

                                  don Carmelo Guarini

domenica 31 maggio 2026

Abuso di potere

 

                     L'abuso di potere istituzionalizzato

Nell'Ebraismo e nell'Islam il potere istituzionalizzato ha preso il posto di Dio: il potere religioso e il potere politico hanno finito per sovrapporsi; in questo modo, Dio ha finito per perdere il primato. Non così è avvenuto  in Abramo : il padre della fede non ha mai preso il posto di Dio; ciò gli è stato computato a giustizia.

Anche nel Cristianesimo c'è stato un abuso di potere in qualche momento storico, ma è stato un chiaro tradimento di ciò che ha detto e fatto il suo fondatore, Gesù Signore. Egli ha sempre distinto "ciò che si deve a Cesare da ciò che si deve a Dio". Gesù non ha mai permesso che si creasse commistione tra la fede e la politica. Questa rimane una pratica laica.

                      Il messaggio evangelico tiene distinto  l'essenziale dal contingente

Il desiderio è  più del sogno. Agostino identificava il desiderio con la preghiera. Diceva:  Se desideri incessantemente la patria dell'amore, continua sarà la tua preghiera.".    La preghiera non è flatus vocis; è desiderio di verità e d'amore che si compie nella vita.

Oggi la scelta tra l'essenziale e il contingente riguarda la sfida tra la macchina e lo spirito. Chi ha la capacità di trasformare in meglio l'umanità? La macchina o lo spirito?  Dal momento che l'AI  non è neutrale, si potrebbe paragonarla ad una droga.    Coloro che fanno uso di droga vogliono raggiungere la felicità o l'estasi attraverso una sostanza artificiale.  Potrebbero ottenere un risultato migliore se facessero ricorso allo spirito : l'effetto della droga dura soltanto un'ora, poco più o poco meno.

                      Interrogare l'AI : il suo non  è un abuso di potere ?

Primo interrogativo : la AI crea più comunità o favorisce l'individualismo ?

Secondo interrogativo : la Ai accresce o diminuisce  ( delega) il giudizio e la decisione della persona umana?

Terzo interrogativo : l'uso dei mezzi tecnologici accresce la violenza verso la persona umana e verso  il popolo più debole?

                        Combattere l'abuso di potere

In poche parole:     1. Testimonianza di servizio, non propaganda di potenza.  2. Si alla pace, non alle armi di guerra.  3. No alla violenza, sì al dono e all'aiuto reciproco.   Questo è il messaggio cristiano!

                                        don Carmelo Guarini

giovedì 28 maggio 2026

Una ricerca aperta

 

                      Una società aperta pratica una ricerca aperta

In primo luogo non esclude nessuna opposizione, anzi prova a fare dell'avversario un amico. 

In secondo luogo la ricerca punta sul gioco di squadra piuttosto che sulla competizione tra individui.

In terzo luogo il metodo non deve mettere in secondo piano la persona umana. Il metodo, per Cartesio, è un universale che finisce per ignorare la persona concreta. Pascal considerava il vissuto non meno rilevante della conoscenza scientifica.

La ricerca deve recuperare lo stretto legame tra ciò che l'intelletto elabora e ciò che la persona vive nell'esperienza relazionale.

                     "La conoscenza si sviluppa attraverso l'esperienza, la comprensione, il giudizio, la decisione." (B. Lonergan)

La ricerca deve puntare all'incontro autentico e completo, come quello che Ettore Maiorana ebbe a Lipsia con Heisenberg : non solo un confronto sulla conoscenza scientifica, ma anche sulle convinzioni filosofiche.

Leone X fu troppo frettoloso a definire Enrico VIII (Regno unito) "defensor fidei"; infatti sarebbe stato il re che avrebbe sposato il protestantesimo contro il papato..  La politica è il mondo della contingenza :  potere  e prestigio dominano le decisioni; la sapienza soccorre la scienza quando questa perde il senso del limite.

                   Il pensiero diviene entropico se la pars destruens prevale sulla pars costruens

Chesterton, nell'Autobiografia affermava che " sembra più facile morire in guerra che dire la verità in politica. ". 

Scegliere tra la Spada e la Croce vuol dire : nella guerra ci  sono vincitori e vinti, ma i vinti di oggi potrebbero diventare i vincitori domani; nella scelta della Croce tutti divengono liberi nei confronti della Spada. La guerra è soltanto pars destruens. La Croce è pars costruens : valorizza la relazione tra le persone e tra i popoli, con la fede; non si ferma al negativo, va al fondo del cambiamento.

                                     don Carmelo Guarini

sabato 23 maggio 2026

Il fuori luogo formativo

 

              Il percorso formativo personalizzato è un fuori luogo che si oppone alla legge del luogo

Mentre la legge del luogo favorisce la propaganda massificata nei social media attraverso un ritorno all'istintività, piuttosto che alla formazione dell'intelletto, il fuori luogo tende a divenire il motore che combatte il totalitarismo burocratico. La necessità del fuori luogo non è quella di annullare la tradizione, ma di farle riscoprire l'origine, ossia il quando un altro fuori luogo ha aperto ad una soluzione che la legge del luogo non riusciva a dare.

Gesù è stato un fuori luogo per le istituzioni del suo tempo (per l'istituzione sacerdotale, rabbinica e politica) :  infatti è stato percepito dal potere del suo tempo come un fuori luogo che non s'identificava con la legge del luogo.

            La filosofia della modernità si fonda su due categorie : ragione e individuo

La fondazione della modernità sulle categorie di ragione e individuo nasce dalla volontà di opposizione al medioevo. Il cogito di Cartesio, l'Io penso di Kant tendono a fare dell'individuo un universale, ed è la ragione a dargli questo statuto. Oggi, la filosofia e la teologia in ambito cristiano recuperano due categorie : la fede-fiducia e la relazione. La ricerca filosofica rimane autonoma rispetto alla ricerca teologica, ma ambedue scorgono il punto di partenza nella fiducia (basic trust) che crea la relazione. Senza fiducia reciproca non si creano relazioni e comunità. 

              Una fede comune  non elimina le diversità, anzi approfondisce le relazioni e crea una comunità più stabile

 Basta guardare dentro il medioevo :  la filosofia di Tommaso d'Aquino, di Duns Scoto e di Gioacchino da Fiore ha come punto di partenza una fede comune, ma ciò non impedisce l'originalità di ognuno. Se Tommaso sottolinea il ruolo dell'intelletto, Gioacchino da Fiore quello della storia, Duns Scoto il ruolo della libertà, tutti e tre non disconoscono che intelletto, libertà e storia trovano nell'Agàpe il significato originario. Se nel pensare la storia  Gioacchino da Fiore si serve del legame della teologia con la geometria (il pensare per figure : il triangolo, il cerchio ...), Duns Scoto fa leva sulla libertà per mostrare il legame con l'Agàpe.  Inoltre,  tutti e tre non disgiungono il pensare dal vissuto. Il loro governare la formazione non è un'esercizio di potere, ma un vivere la povertà umana che fa conto della grazia divina.

               La tarda modernità potrebbe recuperare le categorie della fiducia-fede e della relazione, senza rinunziare all'intelligenza e alla realizzazione dell'individuo

L'abbandono della fede-fiducia, vista come fuori luogo dalla ragione, che s'identifica con la legge del luogo, dev'essere riconsiderata dalla filosofia della tarda modernità. La fede-fiducia non è solamente il fondamento di ogni questione teologica; è anche una questione filosofica riguardante il fondamento della persona umana. La fenomenologia tedesca e francese ha voluto rivedere la relazione tra scienze specialistiche e filosofia, dichiarando che il fenomeno della vita ed il vivere insieme sono il fuori luogo che rimette in discussione il modello matematico delle scienze. Una filosofia cristiana dell'incontro e dell'amicizia reinventa la relazione col mondo non a partire da un'opposizione ad esso, ma da un distacco della scelta obbligata  tra  la legge del luogo e il fuori luogo. 

               Il fuori luogo in politica combatte il totalitarismo burocratico

Il totalitarismo burocratico è meno presente in Europa che negli USA, in Russia e in Cina. C'è anche in Europa, ma si riesce a combatterlo meglio per due ragioni. La prima è la libertà di critica e di espressione. La seconda è ancora una ragione politica : la configurazione della UE richiede maggiore dialettica tra le nazioni che ne fanno parte, proprio perchè non si tratta di una federazione. Nella UE le nazioni possono contare su uno sforzo di convergenza; il che vuol dire che il fuori luogo può esercitare nei confronti della legge del luogo la possibilità di un equilibrio tra rivoluzione e tradizione, tra la storia passata ed il futuro, rinunziando sì all'imperialismo e alle guerre, ma non alla decisione ferma di rimanere indipendente sia dalla Russsia sia dagli USA, che dopo la seconda guerra mondiale l'avevano spartita e assoggetata. 

Governare non è potere e prestigio : dice papa Leone. Governare è formare, istruire, incontrare e confrontarsi. Quello che sembrava il fuori luogo di don Milani, don Mazzolari, don Puglisi, don Diana,  si è poi mostrato come la necessaria trasformazione della legge del luogo,  troppo rassegnata al conformismo mondano.

                                   don Carmelo Guarini


mercoledì 20 maggio 2026

La scommessa e il rischio

 

                          La scommessa, per vincere, deve eliminare il rischio

Si scommette per vincere. Siccome il rischio è lacerato tra la vittoria e la disfatta, non possiede la scelta definitiva, la scommessa ha bisogno di eliminare il rischio. In che modo può farlo? Come può la scommessa volgere il rischio dalla parte della vittoria, eliminando così la disfatta ?

La scommessa può utilizzare il rischio per la vittoria passando dal finito all'infinito. Mentre il rischio calcola vantaggi e svantaggi riguardo alla vittoria e alla disfatta, la scommessa che punta sull'infinito porta il calcolo all'estremo, ossia all'incommensurabile. Il dono è proprio il calcolo incommensurabile,  il senza misura.

                          La virtù pelagiana calcola; la virtù agostiniana è incalcolabile

Ha scritto J. Guitton : " E' interessante che Pascal, l'inventore del calcolo delle probabilità, non ha cessato di stimmatizzare i casisti della Compagnia di Gesù. Ora, che cos'è un casista se non un logico della probabilità che cerca di pesare in ogni caso la probabilità del bene e del male ? ".

Infatti, se si cerca di misurare la probabilità del bene e del male, si trova infine che la grazia è un dono incommensurabile. Il dono, proprio perchè non misura, ha il vantaggio della vittoria sul calcolo, a meno che il calcolo non divenga incommensurabile, ed è allora che finisce per coincidere col dono. La virtù cha calcola rischia la disfatta : questo Pelagio non l'aveva pensato. La virtù che fa leva sulla grazia è incalcolabile, per questo vince sempre. Questo Agostino lo aveva evidenziato.

                         La rivoluzione cibernetica ha stravolto la relazione tra informazione e formazione

La quantità delle informazioni, sulla quale la cibernetica ha fondato la AI, segue il destino della propaganda, ossia disorienta la formazione. La coscienza non è più in grado di decidere, perchè è sommersa da informazioni contrastanti. Gli algoritmi si scontrano, non vanno tutti nella stessa direzione. La rivoluzione cibermetica corre il grosso rischio di pensare che la macchina sia il pensiero. Questo rischio lo aveva già corso la modernità quando aveva voluto dare alla scienza e alla storia un fondamento matematico. Ma la tarda modernità aveva infine sperimentato che tra la quantità (il calcolo)  e la qualità (il dono)  c'è l'incommensurabile della formazione rispetto alla misura dell'informazione. L'informazione rischia sempre la disfatta, perchè si muove nell'ambito del finito e della misura. La formazione vince sempre perchè dona qualità, non calcola la quantità.

                                    don Carmelo Guarini

lunedì 18 maggio 2026

Il progetto e la modernità

 

                 La modernità guadagna il processo e perde il progetto

Ciò che l'antica filosofia greca aveva guadagnato, la modernità lo ha perduto. Cosa aveva guadagnato il pensiero greco? Il pensiero allo stato iniziale e il progetto allo stato finale. I verbi idein e theorein indicano il progetto allo stato iniziale e allo stato finale. Il vedere rimanda al progettare :  l'azione ha un'origine e un fine, ma riceve dal Logos il progetto da realizzare. Il cristianesimo dei primi secoli (teologia e filosofia) ha approfondito la metafisica di Platone e Aristotele.

Hegel, Darwin, Marx, Freud, ecc. promuovono la scienza, la storia, in defintiva il processo e la rivoluzione, ma perdono il progetto allo stato iniziale e finale, ossia l'origine e lo scopo del divenire. Ignorare il progetto a favore del processo ha fatto guadagnare sviluppo alla scienza e alla storia, ma ha destabilizzato lo spirito sino a farlo scomparire. Così è nato il totalitarismo fascista e nazista e il totalitarismo comunista; oggi assistiamo al processo del totalitarismo burocratico. La storia e la scienza hanno permesso di guadagnare lo spirito del tempo, ma hanno finito col perdere il tempo dello spirito.

                 Ciò che la tarda modernità deve riguadagnare è la persona insieme alla comunità

Ragione e individualismo sono state le categorie guida della modernità : portate  all'estremo, hanno finito per mettere fuori gioco la fede-fiducia (basic trust) e la relazione, due categorie alla base della comunità. L'argomentazione finisce nell'astrazione; la narrazione, come racconto della persona e della comunità,  è considerata inferiore all'argomentazione. Il vissuto viene relegato nel privato: è diritto dell'individuo tenerlo nascosto, mentre nel dibattito pubblico contano soltanto le opinioni. Ciò che la tarda modernità ha bisogno di guadagnare   è l'unificazione tra il pensare e il vivere. La dissociazione tra ciò che si pensa e ciò che si vive conduce alla solitudine, alla depressione, all'ansia per il domani. Si è perso il fine del traguardo, perchè è stato eliminato il perchè. Il come agire e come vivere non ha più una guida interiore. La propaganda domina il pensare : il bisogno di droghe materiali e virtuali tenta di riempire il vuoro interiore. 

                  Ricchezza e potere non possono sostituire libertà - fraternità - dono reciproco

Ricchi sempre più ricchi, ma i poveri sono aumentati. Anche le associazioni che hanno fatto ricorso al denaro pubblico, piuttosto che al dono dei privati, nonostante  le buone intenzioni, hanno fatto perdere valore agli ideali.  Il pragmatismo che vince sul pensiero fa perdere libertà e fraternità. Queste si sviluppano quando la persona è messa nella condizione di donare liberamente e di far crescere la fraternità senza discriminazioni. 

La tarda modernità usa ancora  la carta igienica  più  dell'acqua. Ma non va dimenticato che  san Francesco d'Assisi aveva lodato l'acqua come "pura, gioiosa  e casta". L'acqua corrente, non l'acqua stagnante, pulisce l'intimo meglio della carta igienica.

                                   don Carmelo Guarini

venerdì 15 maggio 2026

Silenzio e distacco

 

                     Musica e preghiera

" Sulla corda del silenzio ", diario spirituale di S. Bulgakov si potrebbe leggerlo ascoltando J. S. Bach, l'Aria sulla quarta corda e il brano cantato della Matthaeus Passion Erbarme dich, mein Gott : "il silenzio che pesa più della parola, la parola che pesa più del silenzio".

                     La vita spirituale è contro l'esibizione del potere

La pietà che sostituisce la violenza e la crudeltà : dopo aver pregato nell'angolo più recondito della casa, dove nessuno ha visto l'orante se non Dio che vede nel segreto, come Gesù Signore ha invitato a fare, ecco che nasce nel cuore il progetto della città di Dio.   Invece di un fondamento sanguinario e fratricida, la concordia nella diversità, come ha raccomandato l'enciclica di papa Francesco Fratelli tutti.

                     Il lavoro della preghiera è combattere l'esibizionismo

Se l'orante getta l'intelligenza in Dio Amore, se fa conto del dono e non del calcolo, se la sua preghiera è abbandono al Dio della vita e della resurrezione da morte, allora riceverà da Dio ciò che ha donato. Se nella sua preghiera s'infiltra il calcolo, indietro Dio non gli farà tornare che il calcolo. Se colui che prega s'abbandona con fiducia all'amore di Dio, vedrà tornargli una risposta d'amore.  Il potere esibisce la forza, detesta la debolezza. Nietzsche non era riuscito a vedere nella debolezza la forza del cristianesimo. In realtà il credente che riconosce la sua debolezza, lascia che sia Dio a mostrare in lui la forza. " Il regno dei cieli è dei violenti " :  leggiamo nel Vangelo. Ma questa violenza è la non violenza di Gandji, di Martin Luter King e di tanti altri che da Gesù avevano imparato " chi di spada ferisce, di spada perisce ".

                    Una pratica disarmata e disarmante

Silenzio e distacco non sono fuga dal mondo; sono al contrario una pratica disarmata e disarmante della preghiera. Invece di invocare il Dio della guerra, prega il Dio della pace!  Da Gesù abbiama saputo con chiarezza che Dio non condivide la guerra, lo sterminio, l'olocausto. Perchè Dio abbia permesso la prima guerra di Caino contro Abele, e tutte le altre che sono seguite, non lo sapremo mai in questo mondo. Sono troppi i misteri che ci disarmano e che ci invitano a disarmare. Forse Dio ha voluto che liberamente e con intelligenza diventassimo consapevoli della superiorità della non-violenza sulla violenza. Questa presa di coscienza richiede tempo, secoli e millenni : l'intelligenza naturale lo comprende, l'intelligenza artificiale no se qualcuno non glielo insegna.

Col disarmo si può ottenere molto di più  in tutti i campi dell'agire umano!

                                             don Carmelo Guarini


mercoledì 13 maggio 2026

Il lavoro della preghiera

 

                    La preghiera è un lavoro per ottenere la mitezza e la semplicità di vita

Il libro di S. N. Bulgakov , Sulla corda del silenzio - Diario spirituale (1924-1925) , è testimonianza di vita spirituale. La preghiera è un combattimento. Scrive : " Tutta la notte sono stato triste e afflitto. Mi sentivo immerso in una tenebra profonda, e tutta la mia vita mi è sembrata un errore e una sventura. Io sentivo dentro di me e su di me un respiro di morte (...)  Ho pregato,  ho chiamato Dio , ma non avevo le forze per farmi strada in questa cupezza. ".

Se manca la luce per orientarsi, se manca la forza di fronte all'ingiustizia e alla crudeltà, allora si può chiedere luce e forza con la fede di ottenere questi doni. Senza pretendere, ma perseverando nel chiedere.

                   Lo Spirito Santo non è contro il Padre e contro il Figlio, ma dice il loro amore reciproco

Perchè Peter Tiel è venuto in Italia a parlare dell'Anticristo che ha identificato con il Papa? Per parlare teologicamente è necessario mettersi prima in ginocchio, fare discernimento spirituale, ossia chiedere a Dio una luce sugli avvenimenti e sulle persone. Cosa voleva Peter Tiel ? fare pressione sul Papa perchè giustificasse le guerre? Perchè l'amministrazione americana continua a suscitare guerre nel mondo? Gli USA non si sono accorti di aver perso tutte le guerre dopo il 1945? La seconda guerra mondiale è l'ultima guerra che hanno vinto; poi le hanno perse tutte. Si direbbe che si sono montata la testa dopo la vittoria del 1945. L'Europa, dopo secoli di guerre intestine, ha capito che la guerra non è la strada per risolvere conflitti e contese. 

                  La preghiera suscita una lotta non violenta per il reciproco riconoscimento

All'alba la sentinella annunzia che è passato il pericolo della notte. Il nemico ha rinunziato alla lotta armata. I contendenti hanno scelto di parlarsi ; dapprima ognuno ha rivendicato le sue ragioni e i suoi interessi, poi ognuno ha riconosciuto gli interessi e le ragioni dell'altro.         Dal reciproco riconoscimento tutti ci guadagnano; dalla distruzione della guerratutti ci perdono. 

Quando la preghiera non è un atto formale ma un lavoro che impegna tutte le forze (l'intelligenza e il cuore insieme), allora la risposta di Dio diviene chiara per tutti : ognuno rinunzia a qualcosa, ognuno guadagna molto di più. La vita vince sulla morte. La pace vince sulla guerra. Nella preghiera si capisce il contro-corrente : la rinunzia ai soldi pubblici nel portare avanti un lavoro diventa guadagno quando ognuno ci mette del suo. Ciò che è proprio lo si utilizza meglio, mentre si sperpera il denaro pubblico.

                                    don Carmelo Guarini

martedì 12 maggio 2026

Il limite e l'indifferenza

 

                 Il limite può rimanere neutrale di fronte all'indifferenza e all'infinito ?

Il limite, proprio perchè è finito, deve scegliere, deve prendere posizione tra l'indifferenza e l'infinito. Se sceglie l'indifferenza, vuol dire che l'oppresso si rassegna all'oppressione, l'assediato si rassegna all'assedio, chi non conosce  si rassegna all'ignoranza. Se sceglie l'engagement, come diceva Sartre, è perchè riconosce che l'uomo è l'assoluto (non c'è altro assoluto), ma questa esibizione di onnipotenza sarebbe una finzione: l'uomo si finge infinito, mentre è soltanto finito. La sua manifestazione di onnipotenza sarebbe soltanto a fior di pelle, in realtà non sarebbe superamento dei limiti. La scelta del finito potrebbe essere quella dell'affrontement : il porsi del finito difronte all'infinito.

                 Il conflitto quali possibilità apre tra il rimanere indifferente del finito ed il suo tendere verso l'infinito ?

Il cominciamento della relazione è la fiducia (basic trust) o il conflitto ? Se non credo all'esistenza dell'altro, può il conflitto essere il cominciamento della relazione ? Posso partire dal conflitto per il riconoscimento dell'altro, ma devo giungere alla fede, devo cioè riconoscere le diversità e gli interessi contrastanti, se voglio che la relazione non rimanga nell'indifferenza. La fiducia di base ed il conflitto spingono a superare il limite del finito, sono il motore del cammino verso l'infinito.

                  La ricerca è l'antidoto all'indifferenza : il finito muove verso l'infinito

Con la fisica quantistica la scienza smette di essere l'ultima religione. Ora il vero problema della scienza diviene la necessità di una spiritualità, ossia il come scegliere. Come dice Carlo Rovelli "la cattiva cosciemza dei fisici" può compiere scelte sbagliate. Non si può dare la colpa della bomba atomica soltanto ai politici; i fisici avevano la responsabilità di prevedere cosa sarebbe stato possibile fare con la bomba. Avrebbero potuto decidere di non realizzarla, e quindi di non consegnarla ai politici. 

                  Il superamento del conflitto parte dal riconoscimento delle diversità e degli interessi altrui e di quelli propri

Io non sono l'infinito. L'altro non è l'infinito. Il riconoscimento del finito conduce a credere che l'infinito si trovi nella fiducia e nel conflitto : chiede il superamento incessante del dominio e del possesso. L'esperienza dice che tutti ottengono di più quando donano, non quando pretendono di avere e dominare.

                             don Carmelo Gaurini

sabato 9 maggio 2026

Ripetitivo e inventivo

 

               Il rito caratterizza la tradizione. La rivoluzione s'identifica con l'invenzione.

Il rito afferma la tradizione : richiama alla memoria le origini, è un memoriale, assicura la continuità del percorso attraverso il ripetere.

L'inventivo è l'evento di rottura, inserisce nel percorso un discontinuo, ma non intende distruggere nè la tradizione nè il rito, semmai vuole reinventare.

               Evoluzione contro creazione ?

Chi immagina che l'evoluzione distrugga l'evento della creazione finisce con l'affermare il prevalare dell'assurdo sul mistero, e del disordine sull'ordine. Affinchè la trasformazione prevalga sull'entropia occorre che ci sia un ordine che vinca sempre sul disordine. L'ordine riesce a trarre dal disordine un ordine più grande; il primato del disordine finirebbe col distruggere ogni senso di ordine. Un'evoluzione sensa creazione finirebbe nel prevalere dell'entropia. La creazione offre all'evoluzione sia il senso sia il fine : mostra la trasformazione, non la distruzione, di ciò che è inferiore in ciò che è superiore.

              Dialogo o dialettica ?

Perchè il dialogo platonico è più efficace della dialettica hegeliana? Platone è superiore a Hegel sebbene sia vissuto più di due millenni prima. Hegel ha considerato il primato dello spirito del tempo sul tempo dello spirito, ossia il tempo superiore all'eternità. In realtà il tempo manca di durata, mentre l'istante è il segno premonitore dell'eternità. Lo spirito del tempo  è  propriamente ciò che è alla moda, un miraggio nel deserto, una storia che si vorebbe eternità, ma non riesce a far vivere il passato nel futuro. Che cos'è il tempo dello spirito? E' la pace che viene da una trasformazione interiore e riesce a cambiare lo spirito del tempo che è il conflitto.

              Distruzione di ciò che è inferiore o trasformazione dell'inferiore in superiore ?

Ciò che la creazione assicura all'evoluzione è la trasformazione, non la distruzione, di ciò che è inferiore in ciò che è superiore. La vita biologica non viene distrutta ma trasformata in vita dello spirito. La vita psichica viene sublimata, non distrutta, dallo spirito. La creazione assicura all'evoluzione una direzione, un senso.

L'inventivo non distrugge il ripetitivo, lo reinventa; ricrea un nuovo ordine quando un disordine è emerso. L'ordine si trasforma, non è distrutto dal disordine. Ciò che i conservatori e gli innovatori non hanno ancora compreso, quando vogliono che il conflitto dia vittoria agli uni ed elimini gli altri, è il primato del dialogo sulla dialettica; seguono lo spirito del tempo, invece di guadagnare il tempo dello spirito!

                                           don Carmelo Guarini

giovedì 7 maggio 2026

La tristezza e la gioia

 

         " Quando alcuni scoprono l'amore, capiscono perchè altri hanno cominciato a odiare. " Il film Terra amata (1995) racconta come nascono l'odio e l'amore.   La tristezza e la gioia sono intimamente legate all'odio e all'amore : colui che odia è sempre triste; colui che ama è sempre nella gioia. La catena di odio si spezza quando l'amore fa vivere una vita nuova. Il film Terra amata (1995) utilizza il racconto per far vedere che amore e odio non rimangono sentimenti nascosti nell'interiore, essi danno origine a comportamenti nuovi.

                          Il racconto di violenza e di crudeltà genera odio

Propaganda di odio si respira in tutte le espressioni di violenza : il racconto della violenza virtuale si somma a quello della vita reale. La corruzione parte sempre dall'interno, ma raggiunge molto presto i comportamenti.                        Il racconto mostra che la testimonianza è più efficace dell'argomentazione: la tarda modernità si è accorta di aver sopravvalutato l'argomentazione e di aver sottovalutato la testimonianza di ciò che accade. 

                          Il racconto del dolore (proprio e altrui) genera la compassione

Nel film Terra amata (1995) due esperienze di morte e di violenza vengono valorizzate per avvicinare due mondi lontani di bianchi e neri. Il cambiamento interiore porta ad approfondire la ricerca della verità : l'argomentazione è rivalutata, non disprezzata. Perchè un giovane bianco ha iniziato ad interessarsi dei negri, ha creato per loro qualcosa che li aiutasse a venir fuori dalla povertà e dall'emarginazione? Credere che l'amore può vincere i pregiudizi : questo il motore del cambiamento!

                           Materialismo e spiritualismo mostrano di non avere il senso del limite

Il materialismo esalta la materia e nega lo spirito; lo spiritualismo nega la forza della materia ed esalta lo spirito. Imperialismo e socialismo, quando parlano di lavoro e di economia, sono troppo materialisti; non considerano nè la libertà nè la dignità del soggetto umano, ma relegano la libertà e la dignità nel regno dello spirito, ossia quel regno di idealisti che sembrano non avere il senso di questo mondo. 

La tristezza e la gioia non vivono nell'isolamento; vivono soltanto nella condivisione. Chi fa soffrire, crea tristezza per sè e per l'altro. Colui che ama, mette nel mondo più gioia, per sè e per gli altri.

                                      don Carmelo Guarini

                      

domenica 3 maggio 2026

La politica e l'assurdo

 

                   Aristotele diceva skolé il tempo libero. Dunque la scuola non è tempo obbligato; è tempo libero nel quale si cerca e si crea.

I discepoli di Sartre vanno a scuola da Camus : vogliono capire come si può fondare la politica sull'assurdo. Sartre, infatti, crede sia nell'assurdo sia nella politica.

I discepoli di Sartre domandano a Camus : Sartre crede nella politica perchè vuole sfuggire o rivoltarsi all'assurdo ? Domandano ancora : possono i proletari rinunciare a diventare borghesi?

In termini attuali : un miliardo di cinesi potranno ancora credere nel comunismo dopo che hanno visto meno di un milione di cinesi divenire oligarchi e ricchi, mentre il miliardo è rimasto ancora nella miseria?

                 Assurdo, in filosofia, è ciò che non ha senso. L'intelligenza aiuta a conoscere ciò che ha significato. 

La modernità occidentale ha sbagliato quando ha esaltato l'argomentazione e ha denigrato la narrazione. Si pensava che l'argomentazione fosse il motore della scienza e dello sviluppo, mentre la narrazione veniva considerata come un retaggio del passato arcaico. Tuttavia, quella di Marx, Freud e Nietzsche non è stata una narrazione dell'economia, della psiche, del relativismo e del nichilismo? Certo, il romanzo è stato il racconto moderno, ma quel racconto è individualizzato (ognuno  lo legge chiuso nella sua camera, come fosse in un bunker), non c'è legame col resto, salvo quando, come fa Musil, denuncia L'uomo senza qualità.

                  La narrazione ha una funzione fondamentale anche in politica

Il buddismo appare indifferente alla politica, almeno se lo si  paragona all'ebraismo e all'Islam, a meno che, per compassione, i monaci buddisti non si lascino bruciare vivi da quegli oppressori del popolo che non voglion riconoscere libertà e dignità. 

Cristianesimo e  cattolicesimo hanno approfondito nel corso dei secoli il problema della guerra e della pace. Oggi non tutti i cristiani e i cattolici sono sempre per la pace e contro la guerra, ma la coscienza si è affinata, c'è più confronto. Si vede che dietro la produzione di armi c'è interesse economico di alcuni. Si vede meglio che la dipendenza economica rende possibile la dipendenza politica. Si vede che la difesa della sovranità si regge spesso sulla disinformazione.

In sintesi : quando la politica abbandona il diritto e l'intelligenza, cade vittima dell'oppressione e dell'assurdo. Occorre riportarla alla ragione, al confronto e all'incontro !

                                   don Carmelo Guarini

venerdì 1 maggio 2026

Storia e fede

 

                                 La fede è un atto più concreto della storia e del mito

La modernità ha difeso la scientificità della storia e ha denigrato il mito come se fosse un'ideologia dell'umano.  Due domande oggi possiamo porci. La prima : è possibile storicizzare il mito ? La seconda : è possibile demitizzare la storia? Sintetizzando le due domande in una sola : si possono staccare il mito e la storia e addirittura contrapporli? Non sono  forse la storia e il mito creazione umana di eventi nei quali interagiscono il pensiero e l'azione, ma anche elementi imponderabili e imprevedibili?

La fede è un atto esistenziale : dice la relazione tra due soggetti.  Fintanto che la fiducia (o la fede) permane, persiste la relazione. Quando la fede viene meno, anche la relazione scompare. La fede vissuta da una piccola comunità può fare storia :  può allargare la sua influenza sino a coinvolgere un numero crescente di persone.      Il motto della fede è : mi sta a cuore il noi.      Mentre il motto dell'indifferenza suona : me ne frego del noi.

                                    

                                 La fede non è mai staccata dal vissuto

Gioacchino da Fiore, parlando degli stadi o periodi attraversati dal genere umano, affermava  : "Il primo stadio del mondo è stato di schiavi. Il secondo,  di liberi.  Il terzo sarà comunità di amici.".  Legava questi stadi della storia umana all'azione del Dio Uno e Trino : il Padre avrebbe agito soprattutto nel primo stadio, il Figlio nel secondo stadio, lo Spirito Santo nel terzo. Il Padre ha insegnato a obbedire; il Figlio, ad essere liberi. Lo Spirito Santo insegna l'amicizia o l'amore reciproco.

La meditazione della Sacra Scrittura aiuta a comprendere la storia e i segni dei tempi. Gioacchino da Fiore affermava che questa meditazione era in grado di formare uomini spirituali, ossia gli uomini dei tempi ultimi. La fede tanto più diviene certa quanto più vive la povertà come scelta. La povertà è cosa diversa dalla miseria, che rimane una sorta di schiavitù imposta dalla storia. Gli uomini spirituali non sono il prodotto di se stessi, sono il frutto dello Spirito Santo. 

La fede può trasformare la storia e il mito : può dare un senso all'azione, può spiegare razionalmente il mito, può creare legami aldilà delle guerre e della competizione. La fede può fare molto di più della ragione umana: risolvere problemi comuni con la collaborazione di tutti.

                                   don Carmelo Guarini

giovedì 30 aprile 2026

Lo spreco della persona

 

                             Qual'è lo spreco più grave ?

Quello più grave non è lo spreco di denaro. Dietro di esso si nasconde lo spreco della persona. Anche dietro lo spreco di droghe si nasconde lo spreco della persona. In Europa, negli ultimi venti anni, la domanda di droghe è raddoppiata. La repressione, benchè necessaria,  non risolve il problema. Perchè c'è domanda di droghe? Perchè si affida la soluzione di un disagio ad una sostanza artificiale?

Non ha la persona la capacità di risolvere ogni problema? E se in molte circostanze non può risolverlo da sola, non può trovare nella relazione l'aiuto necessario ?

                             La dignità della persona

Lo spreco più grave è buttar via la persona, considerarla un oggetto di consumo. Tuttavia non abbiamo abbandonato del tutto l'idea che "le società del futuro saranno fondate più sulla circolazione del sapere che sulla produzione di beni." .  Questa convinzione avanza inesorabilmente, sia per il negativo prodotto dalle guerre, dagli armamenti, dalla fame e miseria in tante zone del mondo, sia per il  positivo realizzato dalla condivisione di risorse e di beni.


                             Il salto di qualità nell'evoluzione

La persona si afferma come libertà, pensiero, linguaggio, relazione. Il suo tendere verso il futuro più che il suo legame al passato è ciò che la distanzia dal mondo vegetale e animale. Ciò non vuol dire abbandonare il passato, la tradizione; vuol dire non ripetere, ma ripensare creativamente. Questo tempo ha il privilegio di lasciare alle macchine il calcolo, mentre l'essere umano può riservarsi le decisioni ultime. quelle che decidono sulla vita e sulla morte, sul bene e sul male, sulla pace e sulle guerre. Una decisione sul fine e sui mezzi per raggiungerlo non sarà mai di una macchina, di un'intelligenza artificiale. La decisione umana sarà sempre il risultato di un pensiero, di una relazione tra persone, di un bene comune ricercato e perseguito.

La cosa strana e irrazionale non solo riguardo alla persona ma anche alla mancata soluzione della crisi e  della pace : Gandji e Rabin uccisi dai rispettivi fondamentalisti indù ed ebrei. La difficoltà di mettere pensiero, linguaggio e azione al servizio della comunità e della persona!

                              don Carmelo Guarini

martedì 28 aprile 2026

Donare e ricevere

 

                    Lo stile di vita individualista

L'interesse del singolo è l'unico interesse che si persegue, ma si scontra con l'interesse dell'altro e della comunità.    Quali le conseguenze di uno stile di vita individualista?

                                  -  In nome della propria libertà si pretende di ottenere ciò che si desidera

                                  -  In nome dell'uguaglianza si guarda soltanto a ciò che si ottiene


                   Uno stile di vita non può essere imposto

Uno stile di vita imposto, muove o verso il conformismo o verso la ribellione anarchica. Lo stile di vita che tenga insieme l'interesse del singolo e quello della comunità e dell'altro su che cosa può fondarsi?                   

                                  -  Si deve superare l'ostacolo di : lavorare e non vivere

                                  -  Si deve superare la solitudine che deriva dal ricevere sempre e non                                                      imparare  mai a donare

                      La reciprocità risponde alla svolta antropologica

Nè conformismo nè anarchia. Se si pretende soltanto, è perchè si è ricevuto troppo; è mancata l'esperienza del dono. Qunado manca questa esperienza, si finisce per non avere il senso della relazione.  La relazione autentica non va mai in una sola direzione : o si riceve o si dona. La relazione autentica comporta un viaggio di andata e di ritorno : si dona e si riceve.  L'altro non vuole un dono qualsiasi, ma soltanto ciò che gli manca per riempire la propria vita. S'impara a ricevere quando si dice grazie; e in quel momento si comprende che si deve donare ciò che manca a colui che ha donato. 

Il maggio del '68 aveva destabilizzato le relazioni che si fondavano sul conformismo:  il maestro dettava, il padre comandava, lo stato obbligava alla legge, la chiesa non ammetteva l'obiezione di coscienza. Da quel momento il movimento femminista e il movimento giovanile rivendicano la svolta antropologica. Il difficile diviene tenere insieme le esigenze del singolo e quelle della comunità. La reciprocità diviene l'esperienza fondamentale della relazione nuova.

                                            don Carmelo Guarini

venerdì 24 aprile 2026

La scelta dell'Infinito

 

                            La scelta tra perdita infinita e guadagno infinito

Ciò che si perde nella solitudine, lo si guadagna nella comunione. Nella solitudine si perde l'io illusorio, quello che Agostino nelle Confessioni dice l'amore di sè. Nella comunione si guadagna l'io autentico, quello che Agostino chiama l'amore dell'Altro. In questo Altro si trova sia Dio sia il prossimo. 

                           La violenza prende il posto della ragione

La dinamica che scatena la violenza non è la paura dell'altro, ma la volontà di renderlo schiavo. Si ritorna alla logica servo- padrone : non si vuole uccidere l'altro, ma paralizzarne l'azione. Si considera il Pensiero inferiore all'Azione; si sceglie l'Azione senza Pensiero. Ma il cambiamento d'epoca ha ribaltato i rapporti di forza tra gli Imperi e le piccole nazioni : la scelta dell'Infinito consente al piccolo di resistere al grande.  L'impero che minaccia o scatena una guerra non ha pensato alla resistenza che può opporre chi considera la libertà nell'ordine dell'infinito. Chi sceglie l'inevitabile alternativa alla guerra, instaura un dialogo interminabile (che sembra non finire mai).

                           Azione e inazione

Che cos'è l'inazione? Non è la semplice rinunzia ad agire; è qualcosa di più alto e di più profondo. Ciò che è in gioco nell'inazione è il pensiero che diviene fatto, e si oppone al fatto senza pensiero. La differenza la si può vedere tra Dio che mette alla prova e il Diavolo (l'Avversario) che tenta. La prova alla quale Dio sottopone è un atto di fiducia e d'amore : intende rafforzare lo spirito di chi è provato. L'Avversario (il Diavolo) tenta per far cadere. Dio appare come inattivo, il Diavolo come ossessivamente attivo. Un'Azione senza Pensiero è diabolica!

 Colui o colei che medita   fa esperienza dell'afficacia del Pensiero che precede l'Azione.

                          La comunione supera la passione

La passione è considerata come il motore di un interesse (e di un desiderio) che giunge al parossismo, diviene ossessivo. Ma la passione senza meditazione genera un fatto istintivo.  La mancanza di meditazione nella solitudine dell'io allontana dalla comunione. L'incontro con la persona chiede che si abbandoni ogni altra passione. Nella solitudine l'io incontra la propria persona quando accetta di perdere tutto, che è donare tutto, come diceva Pascal. Incontra anche la persona altrui : non è la passione, ma la compassione a favorire la comunione!

Ogni incontro autentico è scelta dell'Infinito!

                                          don Carmelo Guarini                             

                              

martedì 21 aprile 2026

Il rischio nel conflitto

 

                            L'iniziativa e il rischio

L'iniziativa comporta sempre un rischio : invece di rimanere in difesa, si passa all'attacco. Se si è sicuri di vincere, si elimina soltanto la paura del rischio, ma non si può trascurare la probabilità di perdere. 

La base di una giusta decisione  si trova  nell'esattezza del giudizio. Perciò bisogna sempre distinguere il contingente che si perde nel finito dall'essenziale che guadagna l'infinito.

                           L'essenziale e il contingente

Quale azione è ancora possibile? Questa domanda se la pone ogni persona di fronte alla decisione da prendere. La decisione, siccome non riguarda soltanto i mezzi ma si estende al fine, deve guardare la qualità più che la quantità. Un conflitto può guadagnare la pace soltanto se non fa ritorno alla situazione di partenza, , soltanto se perde qualcosa di ciò che rimane nell'ambito del finito e se guadagna nell'ambito di ciò riguarda l'infinito.

                          La decisione che punta a vincere cosa pone in secondo piano ?

In primo piano la decisione pone la persona, quella propria e quella altrui. In secondo piano pone le cose, i progetti, le idee acquisite. La decisione vuole un'apertura di giudizio. Quando Gesù è posto da Marta di fronte all'alternativa: contemplazione o azione, non dice a Marta di scegliere la contemplazione fuori dell'azione,  le dice che può vivere l'azione come contemplazione. Non è la quantità delle iniziative o delle azioni a decidere di una svolta, ma la qualità o l'essenziale che vi si mette dentro. 

                            Il dono vince sul calcolo

Pascal aveva fatto fare al gioco una svolta : da gioco d'azzardo che guadagna beni materiali o anche soltanto la soddisfazione dell'io a gioco dello spirito che passa dal misurabile all'incommensurabile. Il dono vince sul calcolo perchè porta il calcolo al suo estremo, l'incommesurabile. Il dono non elimina il calcolo, ma lo trasporta dall'ambito del finito alla sfera dell'infinito. Ciò che il calcolo da solo non può guadagnare è l'infinito. E' il dono che dona al calcolo la possibilità di guadagnare finito e infinito; proprio come l'ordine che dona al disordine di guadagnare non solo un nuovo ordine attraverso il disordine, ma un ordine infinito che vince sull'ordine finito.

Nella storia universale futura forse il conflitto e il rischio non saranno mai  eliminati. Bisognerà uscire dalla storia e dal tempo, entrare nell'infinito, per vedere la fine del conflitto e del rischio. Ma questo non dovrà significare  la rinuncia a decidere e a credere nella vittoria. Se l'essenziale è donare, se il contingente è calcolare, colui che punta sempre sull'essenziale non sarà sconfitto !

                                          don Carmelo Guarini